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RECENSIONE : L'Abbazia dei Cento Inganni di Marcello Simoni

In questo mercoledì solitamente dedicato agli aggiornamenti sulle mie letture, voglio condividere con voi la recensione di un thriller storico che mi ha piacevolmente sorpreso ed affascinato: L'abbazia dei cento inganni di Marcello Simoni. Un romanzo capace di coinvolgere il lettore in una storia di intrighi, soprusi e tradimenti al centro esatto di un'epoca affascinante e controversa, pericolosa ed emozionante sotto diversi punti di vista. Ringrazio la Newton Compton Editore per la copia cartacea del romanzo. 

L'ABBAZIA DEI CENTO INGANNI di Marcello Simoni
Prezzo: 9.90€ | Pagine: 352
Ferrara, inverno 1349. Un’inquietante processione di gente incappucciata si aggira nelle selve vicino alla città, terrorizzando chiunque abbia la sfortuna d’imbattervisi. 
E mentre si diffondono voci su riti satanici e segni dell’apocalisse, c’è chi scorge in quelle apparizioni un astuto complotto. Tra loro anche l’impavido cavaliere Maynard de Rocheblanche che, con l’appoggio della Santa Inquisizione, intraprende un’indagine per cercare di far luce sulla verità. L’impresa si rivelerà tuttavia più difficile del previsto, perché sono molti i prelati più interessati ai suoi segreti che a risolvere il caso. Maynard è infatti l’unico custode del mistero più grande della cristianità, la leggendaria reliquia attribuita a Gesù, il Lapis exilii. E questa volta, privato dell’appoggio dell’abate di Pomposa, potrà fare affidamento solo sulla sorella, la monaca Eudeline, per difendere se stesso e i propri amici e cercare di svelare l’intrigo che lo coinvolge.
Prima di entrare nel dettaglio, mi sembra doveroso e giusto nei vostri confronti porre una inevitabile premessa: L’abbazia dei cento inganni mi è stata inviata dalla casa editrice pur non avendo letto i due capitoli precedenti. Questo, comunque, non ha tolto – a lettura conclusa – o pregiudicato la capacità stessa di questo romanzo di trasportare il suo lettore in un mondo lontano e in un contesto storico che è di per sé misterioso, controverso ed indubbiamente affascinante.

Ci troviamo a metà del 1300 a Ferrara. E’ qui che si svolgono i fatti principali in un’epoca dove la Chiesa – ben lontana da essere protettrice di anime perdute e spinta da un’ insaziabile ed ipocrita bramosia - sta allungando le sue mani, avide e pericolose, su ogni centro di potere, economico e politico. La prima scena che si dipana dinanzi agli occhi del lettore è quella di una lunga e silente processione, fatta di uomini incappucciati e condotta da una donna altera ed imponente, dai lunghi capelli rossi, a cavallo di una bestia immonda che sembra provenire direttamente dalle bocche infuocate dell’Inferno. Visione che viene presto accompagnata da sinistri presagi e tangibili avvertimenti seguiti da tre semplice ed inequivocabili parole Pro Bono Malum.

Quello che si dipana dinanzi agli occhi del lettore è un quadro decisamente variopinto accompagnato da vistose pennellate di intrighi e inganni di ogni sorta. Marcello Simoni – tessendo una trama decisamente intricata ed adrenalinica – ci accompagna in un’epoca storica misteriosa ed affascinante tra i vicoli di una lontana Ferrara che, grazie a descrizioni precise e ben delineate, riusciamo quasi a scorgere tra la spessa coltre di nebbia che avvolge la sua delicata e oscura atmosfera.
Fin dalle prime pagine, L’Abbazia dei cento inganni riporta alla mente le atmosfere antiche e gli intrighi senza tempo di romanzi come Il nome della rosa, pur presentando al suo lettore una prosa narrativa mai eccessivamente arcaica o difficilmente comprensibile e rimanendo sempre fedele ai dettami stilistici e descrittivi di quel tempo. In gioco non c’è solo una frenetica e subdola corsa al potere, perpetrata anche a danni di poveri innocenti pur di raggiungere l’agognato soglio pontificio, ma il richiamo ai sentimenti più nobili dell’animo umano; sentimenti che non hanno tempo e che si presentano sempre nella loro veste immutata ed attuale: l’amore e il sacrificio per esso, l’amicizia e l’onore, la lotta per il bene e la sconfitta del male. Nel bene e nel male, appunto, quelle affrontate dallo scrittore sono tematiche che potremmo facilmente ritrovare, magari con vicende e protagonisti più moderni, anche ai giorni nostri e non ci stupiremmo poi molto nel constatare come nulla, in fondo, sia cambiato perché, in questo romanzo avvincente e trasbordante di mistero, Marcello Simoni racchiude i vizi e le debolezze più profonde dell’animo umano, sfaccettature che non hanno età o epoche particolari, ma che si ripresentano puntualmente sotto forme e pregiudizi diversi.

Degni di nota sono i personaggi che si affacciano sulla scena principale portando alla narrazione caratteri forti, eterogenei e ben delineati; in particolare, ho apprezzato il modo scelto dall'autore nel caratterizzare il mondo femminile allontanandosi dal classico stereotipo che vede le donne costrette ad assistere alle gesta di uomini coraggiosi e fieri dalle retrovie, spettatrici consapevoli di poter portare il loro fondamentale contributo per raggiungere l’agognato scopo e ribaltare le sorti del valoroso protagonista.
Eudeline e Isabeau sono donne coraggiose, impavide, orgogliose ed intraprendenti in grado di mettersi esattamente allo stesso piano dei personaggi maschili che con la loro arguzia, forza ed intelligenza spingono il lettore a divorare ogni pagina con crescente bramosia per scoprire, finalmente, quale lato risulterà vittorioso nell'eterna lotta tra bene e male, tra il coraggio più valoroso e la viltà più cieca.
Marcello Simoni ci regala un thriller storico ben costruito, intrigante ed appassionante, in grado di legare inevitabilmente il lettore alle sue pagine. Non mancano i riferimenti artistici, ovviamente storici e anche critici di un’epoca indubbiamente affascinante, ma che – allo stesso tempo – lascia sui suoi protagonisti un pesante velo di colpe e recriminazioni.

2 commenti

  1. Ho anch'io in lettura questo bel thriller storico. Ho letto anche il libro precedente e Simoni mi ha conquistata con il suo stile, la narrazione camaleontica e i personaggi che si scoprono pian piano. La tua ottima recensione conferma la bravura dell'autore :)

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  2. -"Tu sei Angélique" le disse con un sorriso stanco. "La figlia di colei che mi amò e mi odiò allo stesso tempo. Da ora in poi, se vorrai, sarò tua madre".- Buongiorno Cristina, qualcosa ho perso :) ma _Angélique chi era costei? Grazie.

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