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[ RECENSIONE ] I Tre Volti di Ecate di Vito Santoro | Edizioni Spartaco

Dopo aver divorato almeno un centinaio di pagine di La mappa che mi porta te di J.P. Monninger e aver concluso quello che potrei definire un vuoto siderale letterario - di cui vi parlerò nei prossimi giorni - è arrivato il momento di condividere con voi una nuova recensione, frutto della collaborazione con la casa editrice Edizioni Spartaco. Sto parlando di I tre volti di Ecate di Vito Santoro.

I TRE VOLTI DI ECATE di Vito Santoro
Prezzo: 10.00€ | Pagine: 185
Alberto e Dario sono ladruncoli, ragazzi difficili che sarebbero piaciuti a Pier Paolo Pasolini. Da una villa lussuosa i due rubano un reperto di valore, la statua di Ecate, una delle divinità più misteriose della iconografia greca, traghettatrice delle anime degli uomini nel regno dei morti. Il giorno dopo il colpo, accanto ai piedistallo vuoto, c'è il cadavere di uno sconosciuto. Chi è e perché è stato ammazzato?
Del caso si occupa il commissario Nebbio, poliziotto sadico e corrotto. Attori e vittime di un gioco più grande di loro, Alberto e Dario chiedono aiuto a un miliziano solitario e dal passato in chiaroscuro, Mario Sforza, che s'impegna a tirarli fuori dai guai. Innanzitutto bisogna dar conto a Messala, ricco proprietario di un albergo, committente del furto.
Ha agito per sé o per altri? E che fine ha fatto la statua? Il triplice aspetto della dea - una donna giovane, una adulta e una anziana - è un'allegoria dei modi con i quali l'uomo, nelle diverse età, riconosce e affronta la propria fine. Analogamente i protagonisti del romanzo sfideranno le tre facce della morte e saranno guidati da Ecate verso il loro destino.
Quando Alberto e Dario accettano di rubare la Statua di Ecate - una delle divinità più enigmatiche e misteriose della cultura ellenica - presso l'imponente villa del Conte, uomo di spicco e spessore della società brindisina, mai si sarebbero aspettati di mettere in moto una serie imprevedibile di conseguenze, vendette e silenziose strategie capaci di mettere in pericolo ben più di una vita e mostrare tutte le maschere di ostinata giustizia e ipocrita superiorità.

In I tre volti di Ecate tutti sembrano avere segreti da nascondere, eludere e sotterrare. 
Un gioco inafferrabile di potere e violenza, privo di umana morale e coscienza tale da spingere i protagonisti di ogni vicenda a prendere in mano la situazione e a risolvere nel modo peggiore. 

Vito Santoro ci accompagna in un viaggio reale ed incisivo tra i meravigliosi scorci pugliesi, il fascino turco di Çeşme e le inconfondibili stradine di Sant'Agata dei Goti. E lo fa adottando uno stile linguistico perfettamente coerente al genere noir rappresentato in ogni sua pagina e riuscendo ad assemblare una trama contorta e complessa, cupa ed incontrovertibile che affascina, ammalia e spinge verso una lettura feroce, repentina. Una storia che evidenzia con giochi di ruolo e di potere ogni incongruenza dell'essere umano, lasciando da parte singolari virtù e puntando, invece, la lente d'ingrandimento su ogni sua mancanza, sull'egoismo e l'avidità, sulle scelte sbagliate e i rimpianti, sulle conseguenze inevitabilmente senza appello. Silenziosa protagonista dell'intera vicenda è la statua di Ecate che saprà condurre su strade impervie e tormentate i numerosi personaggi che fanno breccia e clamore nel proseguo della narrazione. E proprio qui sta, in parte, la difficoltà riscontrata durante la lettura: un numero importante di ruoli richiede una precisa e doverosa attenzione ad ogni dettaglio o particolare, mentre per alcuni personaggi questo aspetto non è stato applicato a sufficienza, risultando quasi essere null'altro che comparse non previste, lasciate relativamente a sè stesse e al proprio sommario destino.

È un intrigo narrativo che Vito Santoro dispiega con parsimonia ed intelligenza, accompagnato da un ritmo convincente che riprende esattamente lo stile narrativo adottato, serrato e diretto. Un quadro che non è possibile comprendere o anche solo interpretare a prima vista, ma che ci viene delineato passo dopo passo, lasciando piccoli indizi lungo la strada per poi essere rivelato nelle battute finali. Così come, d'altronde, solo in un'epilogo coerente e ben strutturato ci viene oltremodo svelato il mistero di Ecate, del suo velato messaggio e degli incontrovertibili enigmi che quei tre volti di donna - crudi, irruenti, violenti e reali - portano con sè. 

Una lettura che si lascia divorare, capace di coinvolgere e portare lontano. 
Un'interessante romanzo che saprà accompagnare con la giusta dose di mistero e noir la vostra estate. 

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