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[ RECENSIONE IN ANTEPRIMA ] La Mappa Che Mi Porta A Te di J.P. Monninger | Sperling&Kupfer


Alla luce di nefasti imprevisti che hanno letteralmente remato contro alla pubblicazione di questo articolo, sono felice di poter finalmente condividere con voi la recensione di La mappa che mi porta a te di J.P. Monninger da domani in libreria per Sperling&Kupfer che ringrazio per la copia in anteprima. Cosa mi è piaciuto di questo romanzo? Cosa è mancato? Quali sensazioni hanno accompagnato la mia lettura di La mappa che mi porta a te
Per scoprirlo non dovete far altro che scorrere, leggere e commentare. Semplice, no?

LA MAPPA CHE MI PORTA A TE di J.P. Monninger
Prezzo: 18.90€ | Pagine: 384
IN LIBRERIA DAL 29 AGOSTO
L'amore ci trova. Sempre. È l'estate dopo la laurea, quella della libertà e dei progetti, quando il futuro ti inebria con le sue infinite possibilità e la vita sembra invitarti a percorrere mille strade diverse. Finito il college, Heather parte per una vacanza in Europa con le amiche del cuore.
Ad attenderla a casa c’è un impiego serio, il probabile inizio di una carriera importante. Prima di affrontare le responsabilità della vita adulta, Heather vuole però godersi un’estate di libertà, senza pensieri, senza progetti. È così che incontra Jack, un ragazzo poco più grande di lei che sta ripercorrendo le tappe di un viaggio fatto da suo nonno tanti anni prima, dopo aver combattuto in guerra, e annotato in un diario.
Da Amsterdam a Praga, dall'Italia a Parigi, sarà un’estate indimenticabile, in cui innamorarsi è facile, come sognare di viaggiare per sempre insieme verso un orizzonte che si estende all'infinito. Ma sul loro destino pesa un segreto. E sarà la più grande prova d’amore.
Se dovessi dirvi il vero motivo che mi ha spinto a scegliere questo romanzo dalla pila infinita di libri che continuano a fissarmi con noncurante insistenza in attesa del loro goliardico momento, potrei facilmente farvi un nome: Nicholas Sparks ovvero il poeta dell’amore ed unica mia vera, pura eccezione al genere romance che, come avrete certamente intuito, non rientra particolarmente nelle mie corde.
La mappa che mi porta a te di J.P. Monninger viene, appunto, consigliato da Sparks come una lettura romantica e indimenticabile. Come potevo esimermi? La mappa che mi porta a te è la storia d'amore imprevedibile, attraente ed impetuosa di due ragazzi che probabilmente mai si sarebbero incontrati e che il destino - con il suo solito zampino impertinente ed inevitabile - ha deciso di far coincidere vita e sentimenti.

Heather è una ragazza precisa e quadrata, maniaca del controllo e con una famiglia iper-protettiva alle spalle che l'ha accompagnata in ogni passo, in ogni sua scelta e in quella vita fatta di scadenze da rispettare e perfetti tasselli da far coincidere, uno dopo l'altro. Niente di irrazionale e nessun colpo di testa in grado di far cambiare gli equilibri e le carte in gioco, almeno fino a quel treno notturno che collega Parigi con Amsterdam, a quegli occhi difficili da dimenticare e a quel nome in grado di cambiare in un momento tutta la sua vita. Jack, appunto, un bellissimo ragazzo del Vermont con un difficile passato alle spalle, irresistibile e divertente, affascinante e solare se non fosse per quella fulminea ombra in fondo al suo sguardo, pronta a venire alla luce, all'improvviso, travolgendo ogni emozione e celando un segreto forse troppo doloroso da confessare.

Oltre ai sentimenti che sono inevitabile motore dell'intera narrazione, le ambientazioni e le accurate descrizioni rappresentano indubbiamente i punti di forza di un romanzo che letteralmente viaggia sui binari di mezza Europa toccando paesi come l'Italia e la Svizzera e città di per sè meravigliose come Parigi, Amsterdam, Praga e Cracovia. Sia Heather che Jack vivono questo viaggio come metafora della loro vita, come punto d'incontro e fondamentale crocevia di svolte, decisioni e inafferrabili cambiamenti. Spinti da due motivazioni molto diverse e accompagnati da ragioni personali che arriveranno inevitabilmente ad intrecciarsi, decidono di percorrere insieme gli ultimi giorni che li separono dal loro ritorno e dalla fine di un viaggio che avrà sempre per loro il suono di voci e rumori inconfondibili, l'odore di cibi e sapori mai provati prima e i battiti accellerati di due cuori naturalmente uniti.

Lo stile adottato da Monninger è coinvolgente e comunicativo, a tratti poetico e funzionalmente diretto, sicuramente coerente al genere romance che in questo romanzo trova tutti i suoi elementi più caratteristici, ma io mi aspettavo qualcosa di più! Partendo dalla mia premessa, non vi sembrerà strano se il paragone con Sparks sia partito automaticamente durante la lettura di La mappa che mi porta a te e questo ha messo in luce alcune mancanze che non posso non sottolineare. Soprattutto nella seconda parte del romanzo, il ritmo narrativo cala drasticamente senza ragione, trasformandosi in un mero racconto itinerante senza lasciare dietro di sè emozioni, novità o necessari colpi di scena.

E proprio su questo che voglio soffermarmi: certamente non mi aspetto che un romance sia costellato di cliffhanger o quelle improvvise curve a gomito che sono uno dei miei molti punti deboli perchè non è questo sostanzialmente lo scopo del genere in questione, ma da lettrice credo sia fondamentale conferire al romanzo intensità e movimento, quel ritmo che, a mio personalissimo parere, doveva essere accellerato proprio nella parte più importante e che, invece, è rimasto fin troppo lineare, quasi impercettibile fino all' attesa rivelazione purtroppo tardiva. In ultimo, toccando le sensazioni provate durante la lettura in più di un'occasione ho percepito una certa distanza con sentimenti ed emozioni che, a mio personalissimo parere, dovevano essere affrontate con maggiore intensità, con una profondità tale da garantire quell'empatia immediata ed imprescindibile che, purtroppo, non ha fatto presa durante il percorso narrativo. Seppur i personaggi intrecciati perfettamente da Monninger siano stati descritti in modo preciso ed evocativo, avrei amato percepire quelle tensioni, quell'amore improvviso, quel desiderio irrefrenabile, quella paura, quell'incertezza, quella voglia di scoprirsi fino all'ultimo respiro con maggiore incisività, puntando al culmine di ogni emozione descritta tra le pagine di La mappa che mi porta a te.

Appurato questo, in ogni caso, non posso dire che La mappa che mi porta a te sia un libro da evitare. Anzi, credo che sia una piacevole lettura di intrattenimento ideale per quanti siano alla ricerca di un romanzo stilisticamente lineare e puramente romantico. Tutti gli amanti del genere in questione, sono certa che sapranno apprezzare quello che per me è stata un ulteriore conferma di come il romance non sia più nelle mie corde, oramai da tempo. E non potete dire che non c'ho provato: eppure, ad un primo approccio, mi trovo tempestata dalle migliori intenzioni e, forse, da troppe aspettative che vengono irrimediabilmente deluse, una dopo l'altra. Quindi, in conclusione, non mi resta che consigliare questo romanzo a quanti sanno già di amare il genere romance o a quanti sono alla ricerca di leggerezza, sentimenti e viaggi da scoprire.

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