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[ RECENSIONE ] La Colonna di Fuoco di Ken Follett | Mondadori

Apriamo insieme questa ultima settimana di ottobre con una recensione a cui tengo in modo particolare, La colonna di fuoco di Ken Follett. Quando ci troviamo dinanzi al romanzo di uno dei nostri scrittori preferiti sembra quasi inevitabile trovarsi in difficoltà nel dare piena giustizia al contenuto e ai suoi punti di forza. Già aprire la recensione con le parole giuste sembra trasformarsi quasi in una missione impossibile e, quindi, ti trovi davanti alla pagina bianca a scrivere e cancellare, riscrivere e cancellare ancora. Fino a quando, dopo un lungo e sostenuto respiro, ti rendi conto che le parole escono naturali e spontanee, senza forzature, perchè quando un libro è bello - ma proprio bello - non si può far altro che condividerlo e consigliarlo al mondo intero! 

LA COLONNA DI FUOCO di Ken Follett
Prezzo: 27,00€ | Pagine: 907
Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l'Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. 
Inghilterra, Spagna, Francia e Paesi Bassi fino al Nuovo Mondo in un intreccio intricato ed affascinante di personaggi, vicende e colpi di scena in grado di alternare con precisione e coerenza finzione narrativa e realtà storica. Con un solo titolo, La colonna di fuoco di Ken Follett. 

Trovo che sia sempre complicato parlare e cercare di trasmettere adeguamente critiche e punti forza di un romanzo imponente come La colonna di fuoco così ricco di voci, di intrecci narrativi e di riferimenti storici che non lasciano mai spazio al caso o al sentito dire, ma che, anzi, si intrecciano perfettamente alla sua parte romanzata, senza peccare mai di superficialità o pericolosa presunzione. Tutto nasce, si sviluppa e ritorna al centro propulsore della trilogia, Kingsbridge. Luogo che conduce naturalmente con sè mistero ed indiscutibile fascino evocativo e che si presenta a noi molto cambiata in forma e contenuto, ma ancora in grado di dire la sua tra giochi di potere, supremazie religiose, passioni e tradimenti che giocano un ruolo mai marginale nell'irresistibile mondo di Follett.

E proprio in questo tanto atteso quanto inaspettato ritorno a Kingsbridge, Follett ci regala una storia che non può essere sottovalutata nè tantomeno ricondotta ad un aspetto meramente romantico - e dove, dopotutto, il romanticismo gioca un ruolo di sfocato contorno - ed in grado, altresì, di abbracciare con convincente sicurezza generi letterari profondamente diversi tra loro. Ovviamente ci troviamo di fronte all'esemplificazione del perfetto romanzo storico, fedele in termini ed elementi alle epoche raccontate, in grado di affascinare il lettore fin dalle prime battute e di condurlo, passo dopo passo, al centro esatto di un vortice inarrestabile che non mollerà facilmente la presa. Ma Follett in La colonna di fuoco si spinge ben oltre, abbracciando con altrettanta coerenza elementi riconducibili a diversi generi letterari in grado di creare una fitta trama di silenzi e spie, di tradimenti e oscuri segreti che si legano perfettamente alla parte storica, fedele e minuziosamente raccontata. E proprio questo onnipresente intreccio tra fantasia e storia si rivela essere fiore all'occhiello di un romanzo che non annoia mai, che non lascia nemmeno per un secondo il lettore ad un confuso destino, ma che, anzi, ravviva il suo interesse, la sua incontrovertibile curiosità, pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione.

Molti sono i personaggi che si affacciano sulla scena narrativa recitando un ruolo non semplicemente credibile, ma effettivamente realistico in uno scambio continuo tra fantasia e storia e sospinto da un ritmo capace di mutare e coinvolgere il lettore senza apparente difficoltà. Follett in questo si riconosce precursore e maestro del genere in questione affrontando la parte romanzata in pieno rispetto con tempistiche, cultura e modalità di epoche difficili, complesse e indubbiamente affascinanti come quella narrate ed affrontate dall'autore nell'intero corso della trilogia. Personaggi positivi - come il coraggioso ed intraprendente Ned - costruiti su profondi valori che si trovano a dover più volte fare i conti con alter ego di ben più bassa elevatura morale. Uomini spinti da odio cieco e ingiustificata violenza, da ossessiva vendetta e vile denaro in grado di trovare sfogo in nomi e azioni egualmente capaci di trasmettere emozioni, rabbia e risentimento. Una lotta inarrestabile ed impercettibile tra bene e male che sopravvivere per l'intero arco della narrazione permettendo al lettore di creare quella naturale ed inevitabile empatia letteraria che qui coglie nel segno, nel bene e nel male. Ed in questo Ken Follett non delude mai! 

Ecco perchè non dovete lasciarvi intimorire dalla mole imponente di questo romanzo perchè l'autore -  come ben ci ha deliziato negli anni - non vi farà mai subire il peso delle sue parole che, anzi, vi scorreranno dentro con curiosità e piacevole abbandono come un fiume in piena pericoloso ed attraente, come una folata di vento improvviso in grado di scompigliarvi la testa senza mai realmente toccarvi. 
Tornare a Kingsbridge è un'esperienza complicata, emozionante e bellissima da vivere ad occhi aperti immersi nelle incantevoli descrizioni di luoghi e personaggi che Follett ci regala in tutta la loro autenticità e forza. Una pienezza descritta che rende pienamente omaggio ad un talento narrativo innegabile in grado di ammaliare e conquistare, incantare e affezionare generazioni di lettori in tutto il mondo. 

7 commenti

  1. Ho amato i primi due romanzi della trilogia e quando sarà il suo momento mi piacerebbe leggerlo sicura di trovare tra e sue pagine la meraviglia! Un grande autore da leggere assolutamente!

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    1. Assolutamente d'accordo! Un autore che deve essere letto e una trilogia incantevole per gli amanti del genere storico.

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  2. Che dire? Recensione bella come il romanzo di cui parla <3

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  3. Una recensione che non dovevo leggere, perché ho il libro sullo scaffale ma zero tempo per dedicarmici come merita...e ora per colpa tua soffro.
    Complimenti, bellissima recensione

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Bel libro ma a parer mio non all’altezza dei 2 precedenti, mr.follet ha sfruttato la scia dei pilastri della terra ma con meno enfasi stavolta incentrando tutto su intrecci di corte tra Londra Parigi ecc... trascurando la nostra amata Kingsbridge, sarà che mi affezionai al vecchio priore Philip a jack e ai suoi viaggi...pensavo meglio...

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