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[ RECENSIONE ] La Figlia Maschio di Patrizia Rinaldi | Edizioni e/o

Come talvolta accade nella vita di tutti i giorni, è sempre un peccato quando le tue aspettative vengono disattese e trovarsi al centro di un romanzo carico di potenzialità - secondo un mio personalissimo punto di vista - non sviluppate appieno lascia addosso quel pizzico di rammarico che difficilmente scivola via. 

LA FIGLIA MASCHIO di Patrizia Rinaldi
Prezzo: 16.00€ | Pagine: 176
Quattro punti di vista e i loro linguaggi particolarmente convincenti ci portano nelle tempeste degli amori, nei tradimenti, negli stermini aiutati dai dogmi ideologici, nei cambiamenti inattesi, negli imprevisti di ogni esistenza. Una vacanza in apparenza convenzionale cambia la vita di quattro persone. Al ritorno da un viaggio in Cina, Marino, un imprenditore criminale, tornerà con un bottino che per lui somiglia all’amore. Sua moglie Felicita non riuscirà più a restare nella noia e nelle menzogne, analizzerà con cinismo il suo matrimonio bianco e con la risorsa dell’autoironia sceglierà di dirsi quello che è diventata, quello che non vuole essere più. Sergio, un inetto e affascinante dipendente dell’imprenditore criminale, scoprirà di saper combattere per quello che riconosce come il suo ultimo amore di carne e mistero. Una ragazza cinese senza identità, che non è stata dichiarata al momento della nascita come circa venticinque milioni di neonate connazionali, sceglierà di non essere più vittima della politica del figlio unico e di molto altro: da martire diventerà predatrice e userà senza pudore il corpo, le culture, la determinazione e qualsiasi altra avventura per salvarsi la vita.
La figlia maschio di Patrizia Rinaldi non è una lettura facile.
Lo stile linguistico e l'architettura narrativa impostata dall'autrice potrebbe risultare complessa ed ostica ad un primo superficiale impatto, ma se vista nella sua interezza risulta essere perfettamente in linea con la silenziosa ed opprimente denuncia nascosta tra le sue pagine. Una storia che racconta contraddizioni e conseguenze della cosiddetta politica del figlio unico che in Cina ha costretto alla non esistenza milioni di bambine, ragazze, donne.

Questa è anche la storia di Na che, per uno strano gioco del destino, incrocia vita e cammino con due uomini occidentali e le rispettive compagne cambiando la reciproca esistenza per sempre. La figlia maschio è un romanzo corale in grado di rappresentare le improvvise tempeste d'amore, le dolorose verità perpretate a giustificazione di barbari dogmi ideologici, i profondi cambiamenti e gli intimi imprevisti che inevitalmente travolgono e sconvolgono l'esistenza dei suoi mutevoli protagonisti. Il linguaggio scelto dall'autrice risulta essere in parte coerente al messaggio insito nel romanzo, ma dall'altra parte ho riscontrato poca personalità nel suo utilizzo eccessivamente diretto e cruento. I personaggi che rappresentano i rispettivi POV in cui la narrazione è distinta, secondo me, mancano di profondità e attenzione nella rispettiva caratterizzazione. Probabilmente, questo mia sensazione è dovuta principalmente al fatto di essermi aspettata qualcosa di diverso quando mi è stata proposta la lettura di La figlia maschio. Speravo di trovare più Cina, più tradizioni, più contraddizioni all' interno di un romanzo che dal titolo e annessa copertina sembra quasi spingere verso questo naturale contenuto. Invece, proprio questi elementi rappresentano un aspetto marginale, quasi di contorno, all'intera narrazione che riscopre questa curiosa ed affascinante peculiarità esclusivamente attraverso la voce ed i ricordi di Na nell'ultimo capitolo del romanzo. E. tra tutti, è proprio il personaggio di Na ad avermi colpita fin dalle prima battute. Inzialmente considerata come vittima di una situazione di abuso e potere si è rivelata essere una donna forte e coraggiosa, conscia del suo fascino e sostenuta dalla ferrea convinzione di voler essere, finalmente. Lei, padrona del suo destino e dei suoi sentimenti. Imperturbabile e ancora bambina, predatrice e anima silenziosa in grado di affascinare ed ammaliare con la sua solo presenza. Un personaggio molto interessante e indubbiamente peculiare che avrebbe meritato maggiore attenzione ed indagine, scoprendo e ponendo sotto i riflettori quegli aspetti tipicamente intimi e psicologici in grado di cogliere nel segno e catturare l'attenzione del lettore sotto ogni punto di vista. Purtroppo questo è mancato!

La figlia maschio è un romanzo che si lascia attraversare con la giusta dose di gusto e curiosità, costruendo una complessa rete di rapporti intimi e personali in modo intelligente e mai forzato.
Una storia che, almeno in parte, permette il lettore di aprire gli occhi davanti ad una cultura da noi indubbiamente molto distante e che avrebbe meritato, come tale, di essere conosciuta ed affrontata con maggiore attenzione ed intensità per l'intero proseguo della narrazione. 

9 commenti

  1. Una libro che non ha mai catturato la mia attenzione, e che continua a respingermi. Bella recensione, ben argomentata.
    Bacio

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  2. Quando avevo visto questo libro avevo pensato "Magari lo leggo". Mi aveva colpito il fatto che in un certo modo trattasse la cultura cinese, ma se questa non è ben trattata come dici forse, per il momento, passo oltre.
    Bella recensione!

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  3. Mi incuriosiva, lo ammetto, forse anche perché l’ho visto tanto in giro. Ma ormai ho capito che, prima di prendere una decisione, devo aspettare recensioni come la tua. Sei sempre una garanzia, lungagnona del mio cuore!

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    1. ♥ Libbbbidinosa del mio! È un libro che giro molto nell'ultimo periodo e ho letto varie opinioni estremamente positive, ma evidentemente ero in cerca di qualcosa di più che non si è palesato!

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  4. Sicuramente una lettura molto particolare! Aspettavo il tuo pensiero, avevo adocchiato il romanzo fin dalla sulla uscita ma qualcosa non mi quadrava...non mi convince per ora poi magari chissà.

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    1. È indubbiamente particolare e con buoni spunti di riflessione, ma come ho scritto ho percepito qualche mancanza durante la lettura tipicamente personale/psicologica. Opinione mia, s'intende.

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  5. Che bella recensione! Devo dirti la verità, nonostante io non ami i visi in copertina, questo libro mi attirava già per cover e titolo, che a mio parere sono molto d'impatto.
    La tua recensione mi ha aiutata a capire che forse non è il momento di leggerlo (e non so se lo sarà mai) soprattutto se non vengono approfonditi determinati aspetti che invece, da come si presenta, sembrerebbero dominanti.
    Baci

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