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[ RECENSIONE ] La Cercatrice di Corallo di Vanessa Roggeri | Rizzoli


Buongiorno Lettori! 
Non so voi, ma io non sto più nella pelle. Manca oramai pochissimo alla seconda edizione di #tempodilibri e quest'anno sarò in compagnia di tanta bella gente. Non solo blogger, ma amiche schiette e speciali che ho avuto la fortuna di incontrare in questo complicato e bellissimo cammino, fatto salite, discese e soste niente male! Ma oggi parliamo di libri insieme alla recensione dell'ultimo romanzo di Vanessa Roggeri, La cercatrice di corallo.

LA CERCATRICE DI CORALLO di Vanessa Roggeri
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 317
Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell'estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica. Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna. Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo; quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l'onda più alta e minacciosa la spaventa. Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto legami. Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo. A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l'amore per cambiare un destino che sembra già scritto. Ma l'unico modo di scoprirlo è provarci, fino all'ultimo..
Onestamente non vedevo l'ora di perdermi tra le pagine di La cercatrice di corallo
Impaziente di ritrovare quello stile accurato e maturo, coinvolgente e melodioso che mi ha fatto innamorare a prima vista di Fiore di fulmine e che mi ha permesso di conoscere una scrittrice attenta, scrupolosa e convincente come Vanessa Roggeri. Perchè indubbiamente lei sa come attirare l'attenzione, quali corde vibrare al momento giusto e quale lasciare in attesa, aspettando quella curva narrativa capace di pungere con avida sorpresa. Purtroppo scrivere bene non basta e La cercatrice di corallo manca di molti elementi che speravo di ritrovare, ancora una volta. 

Nella prima parte di La cercatrice di corallo ho ritrovato quella magia di parole e sentimenti che Vanessa Roggeri ci spinge addosso con forza e decisione. Sono parole di odio, rancore e vendetta quelle che scaturiscono dal cuore spezzato di Dolores Derosas, madre disperata ed orgogliosa, donna testarda e vendicativa. In lei si racchiude perfettamente la forza e il mistero di una terra che ritroviamo protagonista silenziosa di un romanzo che sa come catturare l'attenzione, spingendo su note gravi e angustiose capaci di ammaliare e sorprendere il lettore. 
Un prologo intenso ed entusiasmante, quindi, da cui poteva solo scaturire una storia altrettanto coinvolgente, sospinta dagli ostinati venti di leggenda e mistero e, invece, fulcro univoco dell'intera narrazione è una semplice storia d'amore - mancante a mio avviso di pathos e originalità - tra i giovani Achille e Regina Derosas. Un amore irresistibile ed infuocato come il più classico dei colpi di fulmine incontra l'odio viscerale di due famiglie legate da un passato impossibile da dimenticare. Un rancore mai sopito capace di dilaniare presente e futuro di due giovani amanti osteggiati da chi avrebbe dovuto amarli, difenderli prima del loro testardo e cieco egoismo. Bello, ma prevedibile! 

Tenebra o luce, morte o vita, odio o amore:
per Achille DeRosas non esistevano mezze misure.

Non sono uscita soddisfatta da questa lettura su cui, invece, avevo posto molte aspettative. 
Non c'è sorpresa tra le pagine di La cercatrice di corallo. I personaggi sembrano librarsi tra miti e leggende senza mai lasciare un segno tangibile nella mente del lettore. L'unica figura degna di nota - capace di sfidare il lettore e coglierne le più accurate sfumature - è proprio Dolores Derosas che, escluso il ruolo predominante assunto nel prologo, viene ricoperta in una posizione marginale, quasi di sfondo, che poco le compete. Mentre non ho percepito alcun guizzo o fulminea scintilla dai due protagonisti, Achille e Regina. Mi sono mancate quelle curve a gomito improvvise, quegli stravolgimenti di trama che, invece, avevo molto apprezzato nei lavori precedenti della Roggeri. Ed è un peccato perchè Vanessa è una scrittrice che sa il fatto suo! Il suo stile narrativo e linguistica risulta essere calibrato e maturo, prediligendo sì le accurate descrizioni, ma senza mai risultare pesante o ripetitiva. Purtroppo, scrivere bene non basta e - a mio personalissimo e sindacabile avviso - La cercatrice di corallo ne è prova. 

Onestamente mi dispiace non poterne parlare in termini differenti. Ripenso ai lavori precedenti della Roggeri e credo che in questo qualcosa si sia spezzato. Quell'intenso luccichio che mi aveva accompagnata durante la lettura di Fiore di fulmine si è a malapena intravisto in un prologo che avrebbe meritato maggiore attenzione, ma che, invece, si perde in una semplice storia d'amore, intervallata da inutili clichè e scelte autoriali scontate e ben poco realistiche.

4 commenti

  1. Mi sa che abbiamo avuto le stesse sensazioni: bellissime le prime pagine e poi la magia si spegne. Un grosso peccato.

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    1. Purtroppo sì! È stata una sensazione che mi ha accompagnato durante la lettura.

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  2. Soprassiedo sulla recensione (che è beeeeella!) e su tutto il resto, perché ne abbiamo abbondantemente disquisito. La mia domanda è: io rientro nella casella della amiche schiette o in quelle speciali?

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    1. E ce ne sarebbe da disquisire ancora eh! Secondo te? Quale casella barriamo? ♥

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