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Ciak Si Gira

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CIAK SI GIRA

[ CIAK SI GIRA ] L' ossessione è Dark


Mi rendo conto che è passata un'era geologica dall'ultimo articolo di questa rubrica. 
Vi chiedo umilmente perdono
Ho una spiegazione per questa mia latitanza: se durante il lockdown non avevo testa per dedicarmi alla lettura come mio solito (preferendo dare un senso al mio abbonamento netflix), in questi ultimi due mesi sto vivendo la sensazione esattamente opposta. Quindi, lettura, lettura e ancora lettura. 

Potevo comunque esimermi dal ricadere nel vortice dell'ossessione?
La risposta è solamente una: D A R K. 

Anche in questo caso - come già accaduto con La Casa di Carta - sono arrivata in ritardo sul resto del mondo. La prima stagione di Dark, infatti, è stata pubblicata sulla piattaforma digitale di Netflix esattamente tre anni fa, destando fin da subito molto interesse ed altrettanti commenti positivi. 
È vero, ho corteggiato a lungo questa serie TV senza mai lasciarmi convincere fino in fondo. 

Cosa è cambiato? È bastato un tweet adorante del signor Stephen King per farmi comprendere che dovevo assolutamente recuperare la serie. Subito. Ora. Questo accadeva circa due settimane fa e dopo appena 72h mi ritrovavo in lacrime ad osservare la parola f i n e su una serie semplicemente magnifica.


Rendere giustizia a questa serie televisiva è quasi impossibile, credetemi. Ed altrettanto insormontabile sarebbe il compito di riassumervi a grandi linee la trama senza cadere nei tanto odiati spoilers. 
Quindi, parliamo delle sensazioni. A primo impatto, potrebbe sembrare tutto alquanto confuso (e certo la somiglianza fisica di alcuni personaggi non è propriamente d'aiuto), ma credo che sia proprio questo il bello di Dark: vivere la stessa medesima confusione ed incredulità provata dai suoi protagonisti. Insomma, viaggiare nel tempo non capita tutti i giorni, diamine. È nella piccola cittadina di Winden che si muove il geniale congegno che risponde al nome di Dark e quattro sono le famiglie coinvolte in relazioni pericolose, lontani segreti e incomprensibili sparizioni.


Sono solamente tre stagioni. Anzi, mi correggo. Sono tre stagioni assolutamente perfette. 
Non avrei tolto, cambiato o aggiunto nulla di diverso, potete credermi. Ogni scelta, ogni colpo di scena, ogni evoluzione è semplicemente incredibile. Rimani di sasso. Bocca spalancata. Mascella calante. 
Blocchi l'immagine e scuoti la testa: non è possibile! 

(e a me capitato esattamente in questo ordine, preciso)

E poi ci sono gli intrecci. Rendere ogni connessione temporale e personale credibile, complessa al punto giusto e con un ritmo narrativo che non permette pause è davvero notevole. Perchè non stiamo parlando di viaggetti da niente, ma veri e proprio sbalzi temporali che devono per forza avere un loro scopo e una loro fine. A questo aggiungo l'empatia con i personaggi. Pazzesco, vi giuro, non mi era mai capitato prima e qualche serie via via credo pure di averle viste. Non è facile rendere merito e la giusta attenzione ad ogni personaggio coinvolto, eppure in Dark ognuno percorre un proprio segnato destino da cui è impossibile fuggire. Ci sono le difficoltà e gli sbagli, momenti di rivalsa personale e quella degna conclusione che uno spettatore - in fondo - si aspetta.

Cosa ho amato più di tutto? IL FINALE.
Ecco, produttori del Trono di Spade, questo è un finale con le palle. 

Sì, ho pianto. Mi sono emozionata come mai mi sarei immaginata. Scoprire quale fosse la ragione di tutto quello che fino a quel momento era stato creato mi ha messo addosso una profonda tristezza. Riesce a rendere l'idea di come (in fondo) la nostra vita sia fatta di tanti piccoli tasselli, stronze tessere del puzzle che molte volte non combaciano o vengono perdute. Ma il modo per farle unire - non si sa come - arriva sempre. Può essere doloroso, certo. Può comportare perdite o sacrifici. Ma è il quadro finale che deve risplendere. Quella è l'unica cosa che conta. 

In fondo (se si vuole credere a qualcosa) quella di Adamo ed Eva non è stata la fine di un momento perfetto, ma solo un complicato e meraviglioso nuovo inizio. 

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