[ RECENSIONE ] Jane Seymour - La Regina più Amata di Alison Weir

Jane Seymour -  La regina più amata di Alison Weir
541 pagine | €19,00 cartaceo

Cresciuta a Wulfhall, una suntuosa tenuta immersa nella campagna del Wiltshire, la giovaneJane Seymour coltiva una sola aspirazione: quella di prendere i voti e ritirarsi nella quiete di un monastero. Giunta ai diciotto anni, tuttavia, Jane cede alle pressioni della sua ambiziosa famiglia e, grazie all’intercessione di un lontano cugino, Sir Francis Bryan,viene mandata a corte come damigella della regina Caterina d’Aragona, la sovrana nota per la sua grande bontà. Le giovani donne al servizio della regina sono nel posto giusto per trovare un buon marito, ma Jane, con la sua pelle diafana, gli zigomi poco pronunciati e il naso troppo grosso si sente invisibile agli occhi degli uomini di corte. Di certo lo è davanti are Enrico, il cui sguardo sembra non riesca a staccarsi da un’altra damigella, la maliziosaAnna Bolena. Non passerà molto tempo prima che scoppi lo scandalo: re Enrico ripudia Caterina per sposare Anna, provocando una drammatica scissione con la Chiesa. Jane diventa dama di compagnia della nuova regina, ed è in quelle vesti che, per la prima volta, il sovrano la nota: se Anna è brillante ma spesso aggressiva, Jane è, al contrario, dolce e pacata. Un balsamo per l’animo ferito dell’inquieto Enrico. Sollecitata a ricambiare l’affetto del re e guadagnarne il favore per la sua famiglia, Jane verrà, suo malgrado, coinvolta in un pericoloso gioco politico e trascinata al centro dei drammatici eventi che segneranno la Riforma e decreteranno la caduta di Anna Bolena.


Il rischio di ripetermi nelle prossime righe che - spero - andrete a leggere è veramente alto, ci tengo a precisarlo. Come avrete già capito dalle precedenti recensioni sulla serie delle moglie di Enrico VIII, non sono una habitué del genere storico pur essendo appassionata di storia e - in particolare - proprio di quella inglese. Ho tentato negli anni, ma mi sono sempre scontrata con trattati mascherati in romanzi senza alcuna anima, senza passione, senza quel quid che, sì, avrebbe potuto fare la differenza. Alison Weir è essenzialmente tutto quello che allora mi era mancato. Oltre allo studio puntiglioso e alla ricerca metodica per muoversi abilmente tra leggende e verità, quello che mi ha sempre colpita è il modo in cui lei sembra quasi giocare con la storia al punto da sembrare sempre cosa nuova, malleabile, diversa e che, quindi, stuzzica la curiosità, si rende affascinante, comunicativa e - perché no - irresistibile.

In realtà di Jane Seymour sappiamo ben poco e la sua vita sembra essere avvolta quasi nel mistero, un enigma per molti studiosi anche a distanza di secoli. Una figura storica di rilievo senza dubbio, ma che non ha lasciato dietro di sé scritti, lettere, diari o prove tangibili in grado in un qualche modo di svelare la sua vera personalità. Ingenua o prevaricatrice? Innamorata o spinta dal potere come altre prima di lei? Difficile dirlo, ma una cosa la sappiamo: Jane Seymour è stata la regina più amata se non dal popolo inglese, certamente da Enrico VIII. Che sia stata quasi un balsamo dopo il burrascoso passaggio di Anna Bolena? Probabile. Delle poche cose che sono arrivate sino a noi sulla giovane Seymour, infatti, notiamo un carattere modesto, tranquillo, fedele, non prevaricatore. Non possiede certo la maestosità di Caterina e nemmeno l'audace sicurezza della Bolena, eppure Jane riesce a scalfire la più dura corazza regalando una figura femminile ancora diversa, probabilmente a mio gusto sin troppo mansueta e docile, ma coerente con la sua epoca e con quella figura sempre più ingombrante - da ogni punto di vista - ossessionata e incerta del Re d'Inghilterra.

A proposito, Enrico VIII? Bene, devo ammettere che considerato i due precedenti non propriamente encomiabili, di fianco a Jane sembra quasi fare una bella figura. A tratti sembra quasi normale, ecco. In realtà, appare più fragile e senza difese, provato dai tanti anni trascorsi e dai pochi che gli restano davanti. Ancora sofferente per quel figlio maschio che non vuole arrivare, ossessionato da quel pensiero che Jane riesce a mitigare a modo suo con una dolcezza a volte spiazzante insieme ad una sicurezza del tutto nuova, più consapevole e matura. È una figura femminile che cresce letteralmente sotto i nostri occhi e che ci permette di aprire altre piccole finestre sulla storia già letta e che risulta sorprendentemente nuova, raccontata sotto una luce diversa, inedita. Prima gli anni al servizio di Caterina, poi quelli alla corte di Anna Bolena. E, infine, come parte di uno schema già conosciuto, la scelta del Re.

Boud to obey and serve - Destinata ad obbedire e servire

Alison Weir anche in questa occasione riesce nel suo solito intento di rendere la storia conosciuta qualcosa di stuzzicante, affascinante, mai ripetitiva. E il rischio c'era, lo vedete anche voi. E nella mia parziale ignoranza di cui sono consapevole e di cui faccio ora una mea culpa, non conoscevo proprio la figura di Jane Seymour se non di nome e in modo molto, molto indiretto. Sapete, le solite serie tv e i soliti film che di concreto - almeno da un punto di vista storico - hanno ben poco. Ecco, mi è piaciuta. Forse non mi ha coinvolto come le sue precedenti e i nostri caratteri si sarebbero facilmente scontrati, ma in quella sua normalità sono riuscita a trovare proprio quella sfumatura mancante: pacata e capace di far sentire la sua voce, determinata ma mai sopra le righe, fondamentale - a posteriori - per le sorti imminenti del trono inglese. Il finale, poi, ve lo anticipo, come posso dire, non sarà propriamente rosa e fiori. Soprattutto per quell'olfatto che esce fuori dalle pagine in un modo molto, decisamente troppo, reale. 

Credetemi, è innegabile. Lo stile della Weir sa colpire e coinvolgere  ogni senso, provare per credere!

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