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Ciak Si Gira

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CIAK, SI GIRA

[ RECENSIONE ] I TESTAMENTI di Margaret Atwood

I TESTAMENTI di Margaret Atwood
Prezzo: 18,00€ | Pagine: 502

« Il nostro tempo insieme sta per cominciare, mio lettore. Può darsi che vedrai queste pagine come un fragile scrigno da aprire con la massima cura. Può darsi che le strapperai o le brucerai: con le parole accade spesso ». Hai fra le mani un'arma pericolosa, caricata con i segreti di tre donne di Gilead. Stanno rischiando la vita per te. Per tutti noi. Prima di entrare nel loro mondo, forse vorrai armarti anche di questi pensieri: « La conoscenza è potere ». « La Storia non si ripete, ma fa rima con sé stessa».
Posso dire di aver tampinato - passatemi l'azzardo di un termine abbastanza forte, ma che sa rendere l'idea delle mie inverosimili aspettative - I Testamenti di Margaret Atwood dal momento stesso dell'annuncio della sua uscita. Voci su voci si erano rincorse attorno ad un probabile seguito de Il racconto dell'ancella insieme a tutte quelle fake news che seguono un romanzo così amato e tremendamente attuale. La gioia, quindi, di poter ritrovare quelle sensazioni che mi avevano spinto tra le braccia di Gilead (nel senso meno letterale possibile, potendo scegliere!) era pressochè indescrivibile. 

È stato, quindi, all'altezza del suo precedente? 
No, ma non per suo diretto demerito. Diciamo che essere all'altezza de Il racconto dell'ancella (scritto più di trenta anni fa e talmente attuale da fare quasi paura) anche per il talento e la leggiadria narrativa della Atwood era sfida troppo ardua da superare. Molti sono gli spunti interessanti e positivi che la Atwood raccoglie e rinnova in questo secondo romanzi insieme ad altri  che, a mio personalissimo parere, lasciano ben poco di effettivamente tangibile al suo lettore.

[ RECENSIONE ] COMPANY PARADE di Margaret Storm Jameson | Fazi

COMPANY PARADE di Margaret Storm Jameson
Prezzo: 15,30€| Pagine: 404

Nel 1918, all'indomani dell'armistizio che pone fine alla grande guerra, la giovane Hervey Russell racchiude tutta la sua vita in un baule e dallo Yorkshire si trasferisce a Londra, lasciandosi alle spalle il marito e il figlio piccolo. Non ha denaro né esperienza, ma ha la forza di volontà della nonna imprenditrice e i sogni della gioventù; è forte e vulnerabile al tempo stesso, a muoverla sono la voglia di affermarsi e il desiderio di assicurare al figlio un futuro migliore. Mentre tenta di sfondare come scrittrice, di giorno lavora in un'agenzia pubblicitaria e la sera vaga per le strade della città, sola ma libera, lasciandosi deliziare da ogni particolare. Nemmeno la sofferenza al pensiero del figlio lontano riesce a oscurare l'euforia della novità e la consapevolezza di chi sta facendo la cosa giusta per sé. Hervey è una donna in un mondo di uomini: il capo David Renn, veterano solitario e disilluso; i due amici storici, ex soldati che hanno in mente di dare vita a un nuovo giornale; e poi scrittori presuntuosi, intellettuali salottieri e spregiudicati uomini d'affari. Anche il marito, ogni tanto, torna a fare capolino, mentre l'amante vuole portarla con sé in America. Un affresco dell'ambiente culturale del tempo, con tutto il brio e l'effervescenza del mondo editoriale e pubblicitario londinese, si amalgama a un lucido spaccato della vita quotidiana dell'epoca, segnata dallo spaesamento e dalla frustrazione dei reduci e dei giovani lavoratori. In primo piano, però, ci sono la storia di una giovane protagonista coraggiosa e l'evoluzione delle conquiste femminili che hanno cambiato per sempre la vita delle donne.
Ho scelto di leggere Company Parade di Margaret Storm Jameson tra tutte le uscite di ottobre di una delle case editrici che stimo maggiormente. Ero convinta di trovare proprio la lettura di cui avevo bisogno, specchio perfetto di una copertina che si lascia osservare con estremo piacere. Quasi spinta da un sesto senso che (forse) dovrei far controllare, ero certa di potermi lasciare andare completamente, cullata da una storia avvincente ed impegnata sotto vari punti di vista. Ero sinceramente affascinata da una trama che racchiudeva in sè ottimi punti di partenza e quelle solite rosee aspettative che stanno diventando quasi una maledizione. 

Perchè leggendo quelle righe mi ero immaginata una protagonista forte ed indipendente, coraggiosa e testarda pronta a lasciare il segno in un mondo così maledettamente maschilista dove anche solo provare  a scalfire la sua superficie (per una donna) significava combattere in trincea, faccia a faccia con un nemico armato di un senso di superiorità sfacciato ed incomprensibile. E nulla di tutto questo ho (chiaramente) riscontrato nella protagonista, Hervey Russel. Superata la totale assenza di empatia che (volendo essere generosi e positivi oltre misura) potrebbe anche essere colpa mia, quella che ho avuto modo di incontrare in questo romanzo (primo di una serie) è una donna superficiale ed infantile, incapace di tenere fede ad ogni suo più piccolo intento, in sostanza egoista e confusa in modo sorprendente quanto profondamente irritante. Ecco, credo che irritante sia la parola chiave che potrebbe d'altronde spiegare la mancanza di empatia di cui sopra. Un gap che viene a ripetersi nei confronti dei molteplici personaggi (forse troppi) che la Jameson presenta al suo lettore, uno dopo l'altro, senza mai conferirgli quella doverosa dose di appetibilità che avrebbe certamente fatto la differenza. E, invece, quelle donne e quegli uomini che incrociano lo stesso cammino della Russel si perdono completamente in una persistente nebbia londinese sprecata ed incomprensibile.

READING JOURNAL OCT. '19

Se penso al mese appena trascorso (soprattutto alle ultime due settimane) potrei solo dirvi che sono una ragazza fortunata (♥). Non posso dirvi di essere felice (anche perchè non ho mai creduto a quell'assurdo concetto della perfetta felicità), ma sento di aver trovato la mia dimensione, di essermi circondata delle persone giuste (alcune purtroppo troppo a distanza) e di aver raggiunto piena consapevolezza della mia imperfezione. Suona male? Forse, ma penso che ognuno di noi sia un cantiere in continua lavorazione: facciamo sbagli e sappiamo rialzarci, prendiamo batoste e cerchiamo di reagire, siamo fragili e sappiamo di poter contare su quella mano che saprà riportarci in superficie. È proprio superato il mese del mio compleanno che spesso mi ritrovo a tirare le somme di tutto quello che è stato, di ciò che non è capitato e di quello che sarebbe potuto accadere. Magari non sono felice, ma quello che vedo mi piace e a me va benissimo così! Ma qui si parlava di libri, giusto?

ᗩᖇᖇIᐯI ᗪI OTTOᗷᖇE:


Vi presento il mio meraviglioso bottino di ottobre (romanzi e non solo). La sua evidente cicciosità è dovuta a due arrivi dalle case editrici, ma soprattutto ad un sontuoso compleanno che è stato festeggiato per quasi due settimane con unboxing degli della Queen Liz.

[ RECENSIONE ] L'UOMO DEI SUSSURRI di Alex North | Mondadori

L'UOMO DEI SUSSURRI di Alex North
Prezzo: 20.00€ | Pagine: 360

Ancora distrutto dalla drammatica perdita di sua moglie, Tom Kennedy decide di trasferirsi con il figlio Jake nella tranquilla cittadina di Featherbank e ricominciare da capo. Non sa ancora che un fatto terribile ha appena sconvolto la comunità. Un ragazzino di sei anni è svanito nel nulla e nonostante il vecchio detective Pete Willis non abbia perso tempo con le ricerche, il piccolo non si trova. Come venti anni prima, si riaffaccia l’incubo dell’Uomo dei Sussurri, il serial killer responsabile della scomparsa di cinque bambini. Frank Carter, questo il suo vero nome, era solito attirare le vittime sussurrando alle loro finestre, di notte. E mentre le ricerche del bambino continuano senza tregua, il piccolo Jake inizia a comportarsi in modo strano: si isola dai compagni di classe per passare sempre più tempo con la sua misteriosa amica immaginaria e soprattutto dice di sentire una voce che sussurra il suo nome nel buio.
Ricordo di essere entrata in libreria, quel giorno, senza particolari programmi e di esserne uscita con un romanzo di uno scrittore che non conoscevo, di cui avevo letto (distrattamente) solo qualche riga della sinossi e con una camuffata farfalla gigante in copertina che, eppure, avrebbe dovuto dirmi qualcosa. No, mi sembra chiaro che la farfalla suddetta non mi abbia mai parlato o messo in guardia o anche solo sussurrato qualche piccolissimo cenno di quello che avrei trovato al suo interno perchè, se lo avesse fatto, forse mi sarei liberata di quelle odiose e sopravvalutate aspettative!

[ RECENSIONE ] LA SCUOLA DEGLI INGREDIENTI SEGRETI di Erica Bauermeister | Garzanti

LA SCUOLA DEGLI INGREDIENTI SEGRETI di Erica Bauermeister
Prezzo: | Pagine:
È lunedì, nel ristorante di Lillian è giorno di chiusura, e come ogni settimana si tengono le lezioni del corso di cucina. Circondata dagli allievi, Lillian muove delicatamente le mani, sta per aggiungere l'ultimo tocco, l'ingrediente segreto, e poi la torta sarà pronta. Nessuno meglio di Lillian conosce la magia degli ingredienti, nessuno meglio di lei sa che a volte basta una tazza di cioccolata per cambiare un po' la vita. Era solo una bambina quando, grazie a una misteriosa ricetta donatale da Abuelita, la donna della bottega delle spezie, ha salvato sua madre. Sono passati anni da allora, anni in cui ha combattuto, ha sofferto, si è ribellata, a volte ha perso ogni certezza, tranne una: la fiducia nella magica alchimia del cibo. È per questo che il suo ristorante è un luogo speciale, dove si ritrovano ricordi perduti, si stringono promesse d'amore o nasce un'amicizia. Lo sanno bene gli allievi del corso di cucina, tutti alla ricerca dell'ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. Come Claire, giovane madre insicura, o Tom, che ha appena perso la moglie; Chloe, ragazza maldestra e vitale; Isabelle, che non ricorda nulla tranne le ricette. Per tutti loro Lillian ha la soluzione: sa che le tortillas restituiscono il gusto piccante dell'avventura, che una soffice glassa può far dimenticare un tradimento e che un ragù schiude le porte di un nuovo amore. Quello che non sa è la ricetta giusta per lei. Potrà trovarla solo se accetterà di mettersi alla prova, almeno una volta.
Dopo aver subito l'inaspettata delusione di L'Istituto (recensione) come un pugno sferrato alla bocca dello stomaco (forse un attimo melodrammatica) sentivo di aver bisogno di qualcosa che fosse in grado di farmi staccare la spina. Insomma, una lettura semplice e lineare, senza troppo pensieri. 
Ecco, magari non così tanto!

[ RECENSIONE ] L'ISTITUTO di Stephen King | Sperling

L'ISTITUTO di Stephen King
Pagine: 565 | Prezzo: 21.90€

È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali - telepatia, telecinesi. Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. «È come il motel di un film dell'orrore», dice Kalisha. «Chi prende una stanza non ne esce più.» Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell'Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d'uscita. Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall'Istituto.
King travolge il lettore con una storia di bambini che trionfano sul male come non ne scriveva dai tempi di IT. Entrando nella mente dei suoi giovani personaggi, crea un senso di minaccia e di intimità magici. Non c'è una parola di troppo in questo romanzo perfetto,  che dimostra ancora una volta perchè King è il Re. (Publishers Weekly)

Quante volte ci siamo lasciati coinvolgere dalle parole riportate sul retro copertina di un romanzo? Troppe, forse. E ancora una volta quelle stesse frasi virgolettate hanno spinto le mie aspettative decisamente molto in alto e cadere da lassù fa davvero male, fidatevi di me!

Non posso negare che L'Istituto abbia una trama potenzialmente intrigante, costruita attorno ad elementi che sarebbero di per sè in grado di catturare l'attenzione del lettore, di giocare con temi incredibilmente attuali e muovere le pedine sul piano di una scacchiera in continua evoluzione. Sarebbero, appunto. Ed il condizionale, in questo caso, fa la differenza tra un bel romanzo e tutto ciò che è mancato! Ancora oggi, a distanza di quasi quarantotto ore dal termine della sua lettura, mi ritrovo a fissare L'Istituto senza comprendere  come tutto questo sia stato possibile, senza davvero capire che fine abbia fatto lo scrittore che tanto ho amato nei suoi precedenti romanzi e che in questo sembra essere solo una sua confusa proiezione.

IN LIBRERIA #2


Ci sono momenti in cui ti fermi e pensi "Basta, non lo faccio più!" o altri in cui ti guardi allo specchio e ti dici "Ora ci diamo un freno". Poi (fortunatamente) ci sono quei meravigliosi attimi di gioia condivisa dove gli occhi si riempiono di date, di copertine, di trame e nuove uscite che tornano a popolare la tua chilometrica wishlist. Ma vogliamo forse fare un dispetto a queste meraviglie?
Sarebbe molto maleducato e profondamente irrispettose, quindi... 

IL CLUB DEI LETTORI ASSASSINI di Carlos Garcìa Miranda (DeA)
Prezzo: 17.00€  | Pagine: 368
Angela è una giovane matricola dell’università di Madrid, timida, studiosa e con il naso sempre infilato tra le pagine di un romanzo. L’unico genere che non ama è l’horror, ma si sforza di vincere la paura quando il suo amico Sebas le chiede di leggere It per il neonato Club di lettura su Stephen King. È solo finzione, si dice Angela; sono cose che non possono accadere davvero. Ma non sa quanto si sbaglia. Perché quando la macabra morte di un professore sconvolge l’università, Angela e i suoi amici si rendono conto che c’è un assassino vicino a loro. O forse tra loro. Un assassino che si ispira a tutto il terrore raccontato da Stephen King, e che torna a colpire ancora e ancora. Senza potersi fidare di nessuno, Angela si trova prigioniera del più spaventoso racconto dell’orrore: quello che non puoi smettere di leggere. Puoi solo scegliere se essere la prossima vittima, o diventare il carnefice. Con un colpo di scena dopo l’altro, Il club dei lettori assassini è un omaggio appassionante e mozzafiato al re dell’horror, e a quello che ci insegna nei suoi capolavori: non si può scappare da ciò che ci fa più paura.

COMPANY PARADE di Margaret Storm Jameson (Fazi)
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 405
Nel 1918, all’indomani dell’armistizio che pone fine alla grande guerra, la giovane Hervey Russell racchiude tutta la sua vita in un baule e dallo Yorkshire si trasferisce a Londra, lasciandosi alle spalle il marito e il figlio piccolo. Non ha denaro né esperienza, ma ha la forza di volontà della nonna imprenditrice e i sogni della gioventù; è forte e vulnerabile al tempo stesso, a muoverla sono la voglia di affermarsi e il desiderio di assicurare al figlio un futuro migliore. Mentre tenta di sfondare come scrittrice, di giorno lavora in un’agenzia pubblicitaria e la sera vaga per le strade della città, sola ma libera, lasciandosi deliziare da ogni particolare. Nemmeno la sofferenza al pensiero del figlio lontano riesce a oscurare l’euforia della novità e la consapevolezza di chi sta facendo la cosa giusta per sé. Hervey è una donna in un mondo di uomini: il capo David Renn, veterano solitario e disilluso; i due amici storici, ex soldati che hanno in mente di dare vita a un nuovo giornale; e poi scrittori presuntuosi, intellettuali salottieri e spregiudicati uomini d’affari. Anche il marito, ogni tanto, torna a fare capolino, mentre l’amante vuole portarla con sé in America.
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