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[ RECENSIONE ] Absence #3 - La memoria che resta di Chiara Panzuti

LA MEMORIA CHE RESTA - ABSENCE #3 di Chiara Panzuti
Prezzo: 15.00€ | Pagine: 332

In questo episodio conclusivo della serie di Absence, la squadra Gamma è di nuovo riunita, ma i rapporti sono tesi e le liti frequenti: Jared e Christabel non si fidano più di Faith, dopo il periodo che ha trascorso con gli Alfa sull'isola di Bintan; Scott è l'unico a non dubitare della sua lealtà. Decisa a proteggere i suoi amici e a conoscere il vero scopo del gioco spietato che li ha resi invisibili al mondo, Faith segue le indicazioni della mappa lasciatale da Ephraim, prima dell'ultima prova a Clyde River. Raggiunge così la squadra Alfa a Iqaluit, Canada, dove la ragazza comincia a scoprire la vera identità di Davon ? l'uomo in nero ?, i fantasmi che abitano l'impetuosa Abigail e la natura della sua attrazione verso Ephraim. A poco a poco tutti i tasselli andranno finalmente al loro posto, componendo il disegno crudele congegnato dall'Illusionista, un uomo ossessionato dal proprio passato e divorato dal desiderio di vendetta. Nella prova finale, il suo piano perverso condurrà Faith e i suoi amici a scontrarsi con i propri limiti, il dolore e la morte, ma soprattutto svelerà loro il valore dell'amicizia e la forza interiore maturata da ciascuno durante quell'atroce esperienza. Tornare a essere visibili è davvero essenziale per realizzare se stessi? Fino a che punto l'essere riconosciuti dagli altri determina la nostra esistenza?
E qui, alla fine del viaggio, il cerchio si chiude. 


Parlarvi di un libro come La memoria che resta di Chiara Panzuti che è atto conclusivo di una trilogia, credetemi, non è affatto semplice. E non per mancanza di parole, figuriamoci, sarei letteralmente un fiume in piena. Tante e così diverse, complesse, contrastanti sono le emozioni che mi hanno accompagnato durante la sua lettura che, anzi, mi troverei in seria difficoltà nel fermarmi, nel farvi capire quanta meraviglia è nascosta tra le sue pagine. Ma come la mettiamo con gli spoilers?

Quindi, non inizierò con il più classico « Ci eravamo lasciati quando Faith... » e nemmeno mi dilungherò nel proporvi piccoli passi di una trama a cui, in tutta onestà, nemmeno riuscirei a dare dovuta giustizia, ma voglio raccontarvi quali sono state le sensazioni che mi hanno travolto nella parte più difficile, oscura, matura e consapevole di un viaggio da consigliare ad occhi chiusi!

READING JOURNAL #1

reαdιɴɢ joυrɴαl
Qualcosa di nuovo, in realtà, bolliva in pentola da mesi e (sempre da mesi) mi ritrovavo al momento propizio essenzialmente con l'acqua alla gola (giusto per rimanere in tema), non riuscendo a trovare nemmeno dieci minuti di tempo per scattare (foto), scrivere (post), produrre (cose).

[ RECENSIONE ] La Costola di Adamo di Antonio Manzini | Sellerio

LA COSTOLA DI ADAMO di Antonio Manzini
Prezzo: 14.00€ | Pagine: 282

Rocco Schiavone ha la mania di paragonare a un animale ciascuna delle fisionomie umane che gli si para davanti. È uno sbirro manesco e tutt'altro che immacolato, romano di conio trasteverino, con una piaga di dolore e di colpa che non può guarire. Ad Aosta, dove l'hanno trasferito d'ufficio, preferirebbe tenere le sue Clarks al riparo dall'acqua e godersi i suoi amorazzi, che non imbarcarsi in un'altra inchiesta piena di neve. Una donna, una moglie che si avvicinava all'autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell'oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l'ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali. Per dissolverla, il vicequestore Rocco Schiavone mette in campo il suo metodo annoiato e stringente, fatto di intuito rapido e brutalità, di compassione e tendenza a farsi giustizia da sé, di lealtà verso gli amici e infida astuzia.
Torno a respirare, finalmente. Dopo una lettura molto deludente come è stata Hanover House di B. Novak, sentivo il vitale bisogno di qualcosa di fresco ed intrigante, un romanzo capace di farmi sorridere e arrovellare allo stesso tempo. Avevo bisogno di lui, Rocco Schiavone. 

Dopo aver letto (divorato, adorato, amato) Pista Nera di Antonio Manzini e aver conosciuto il suo eclettico, imperscrutabile, affascinante (e stronzo) protagonista sapevo già in cuor mio che non sarebbe passato troppo tempo dal nostro secondo appuntamento. Ed eccomi qua, immersa nel freddo glaciale di Aosta con un nuovo caso da risolvere che fa immediatamente breccia nel cuore di una storia capace di scorrere sotto i nostri occhi con la medesima facilità, ma che risulta essere - fin dalle prime battute - più complessa e matura rispetto al capitolo precedente. Schiavone si trova tra le mani un caso di suicidio femminile che, ad un occhio oramai avvezzo ai dettagli (e alle fregature), appare quanto mai anomalo, per non dire strano o difficilmente credibile. Silenzio e violenza sono gli elementi che caratterizzano un'indagine in cui nulla può essere lasciato al caso e che porta - seppur per strade diverse - il nostro amato vice questore ad affrontare ombre di un passato che ancora ben pochi conoscono e che sembra urlare ancora vendetta.

[ RECENSIONE ] Hanover House di Brenda Novak | Giunti


HANOVER HOUSE di Brenda Novak
Prezzo: 18.47€ | Pagine: 428

È trascorso ormai un anno da quando Evelyn Talbot si è trasferita in Alaska, ad Hanover House, la clinica psichiatrica di massima sicurezza dove vengono internati i serial killer più efferati. Solo pochi di loro hanno una mente così brillante da riuscire a spiegare il complesso modus operandi che si cela dietro ai propri crimini, e uno di questi è appena arrivato. Si tratta di Lyman Bishop, il "Fabbricante di Zombi", un genetista accusato di lobotomizzare le sue vittime con un rompighiaccio. L'unico il cui raffinato intelletto regge il confronto con il famigerato Hannibal Lecter. Appena Evelyn lo incontra sente il sangue gelarsi nelle vene, e non è certo per la tempesta di ghiaccio che sta per abbattersi sulla zona. Ha la netta sensazione che qualcosa nella sua vita stia per cambiare, irreparabilmente. Quando viene ritrovato il corpo di una nuova vittima uccisa con un rompighiaccio, il dubbio che Bishop sia l'uomo sbagliato emerge con violenza. Ma le sfide non sono finite per Evelyn, perché la minaccia di Jasper, il ragazzo che a sedici anni l'ha segregata e seviziata, sembra più vicina che mai. Esiste un legame tra questi eventi? È solo un caso che la donna massacrata assomigli terribilmente alla bella psichiatra? Per Evelyn e l'uomo che ama, il tenace commissario Amarok, la caccia è di nuovo aperta.
Mi ritrovo ancora una volta ad essere una voce fuori dal coro e in questo caso, mi duole ammetterlo, la delusione vale doppio. Credo di non aver mai impiegato la bellezza di dieci giorni per terminare un thriller, ma con Hanover House di Brenda Novak la spinta adrenalinica che solitamente mi accompagna non è mai arrivata e, anzi, è stata ampiamente sostituita da una noia abissale che decisamente male si accoppia con il genere in questione. Noia, ci tengo a sottolineare. Assurdo, non trovate?

[ RECENSIONE ] Un Caso Speciale per la Ghostwriter di Alice Basso


UN CASO SPECIALE PER LA GHOSTWRITER di Alice Basso
Prezzo: 17.90€ | Pagine: 378

Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.
Mi faccia capire, Basso...
Ecco, io vorrei proprio capire come si possa dire (veramente) addio a tutto questo! 
A libri che sono molto più di una serie letteraria, ad una protagonista che mi è entrata nel cuore (e nella testa) in modo viscerale, a personaggi che si lasciano amare (e odiare) con una facilità disarmante, ad un'ironia così rara da trovare in qualcosa di scritto e resa in un modo così diretto, amabile e pungente da risultare essenzialmente perfetta, vivida, reale. Da un'apertura così accalorata non potrete certamente aspettarvi una recensione come tutte le altre e non lo sarà semplicemente perchè, ad onore di cronaca, Vani Sarca non ha davvero nulla di ordinario.

In Un caso speciale per la ghostwriter ci ritroviamo esattamente al punto finale del precedente romanzo dove qualcosa è stato detto, ma molto altro dovrà essere rivelato. In questo quinto (ed ultimo) episodio assistiamo curiosi a progressivi flashback che ci permetteranno di conoscere un personaggio certamente non facile, scontroso e petulante, odioso in larga parte (nonchè portatore sano di allergie onestamente discutibili) che riuscirà a stupirvi e a lasciare dietro di sè una scia inaspettata di eventi che vi condurrà letteralmente fino alle lacrime. Di chi si tratta? Chi sarà mai il personaggio misterioso? Questa sta a voi scoprirlo! Io posso solo dirvi che leggere Un caso speciale per la ghostwriter è stato come attraversare uno specchio di emozioni, nessuna esclusa. Sì, ho riso, tanto. Mi sono emozionata, anche. Sono rimasta senza parole in certe occasioni, mentre in altre ne ho usate alcune variamente colorite. Ho riscoperto personaggi che avevo già bollato con la lettera scarlatta in fronte, alcuni mi hanno piacevolmente stupito, altri ancora si sono confermati in tutta la loro sferzante bellezza, complessità e verità nel modo più autentico, vero e sincero che solo Alice Basso poteva creare con il giusto equilibro tra mistero ed ironia, finzione e verità con quel piccolo retrogusto di sana leggerenza che viene data troppe volte per scontata. 

Posso solo aggiungere che la Basso ci ha fregato tutti, per benino! Mentre noi eravamo qui ad arrovellarci testa e fegato per scovare indizi, carpire segreti, trovare evidenze scientifiche che ci avrebbero comunque portate lontane dalle verità, lei se ne stava beata e soddisfatta a sfregarsi mani e gomiti (avete presente il signor Burns dei Simpson? Ok, magari un po' più carina..) consapevole di avere oramai tutto ben definito in un quadro narrativo (un po' stronzo, ma geniale) che vi farà uscire fuori di testa. Letteralmente. E quando si parla di testa... Okay, taccio prima di combinare guai! 

Qui si chiude il cerchio, cari Lettori. Non ci sono post scriptum o scene nascoste dopo i titoli di coda  che potrebbero farci sperare in qualcosa di nuovo, inaspettato, diverso. Dobbiamo proprio salutarci, Vani Sarca. Sei stata una parte di me ed anche quella che vorrei. Sei stata una compagna di viaggio straordinaria, irriverente e sfrontata, pungente e geniale. Mi mancherai, teppistella! 

(caso vuole che io una Vani Sarca ce l'ho nella vita, in carne ed ossa, vedi la fortuna?)


[ RECENSIONE ] Wonder di R.J. Palacio

WONDER di R.J. Palacio
Prezzo: 14.00€ | Pagine: 288

È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.
Attraverso la straordinaria, intensa ed emozionante vita di August (e di una famiglia che non si arrende mai), R.J. Palacio mette nero su bianco paure, limiti e contraddizioni di una realtà che troppo spesso scivola ignorata sotto i nostri occhi senza mai cadere in una scontata ipocrisia. Perché se è vero che la diversità non può farci paura, è anche vero che reazioni e pensieri così umani non possono non essere compresi. Chi tra noi può dichiararsi completamente immune?

[ RECENSIONE ] L'Uomo di Gesso di C.J. Tudor | Rizzoli


L'UOMO DI GESSO di C.J. Tudor 
Prezzo: 13.00€ | Pagine: 347

Sono trascorsi trent'anni. Ed Munster adesso è un uomo, è rimasto a vivere nella stessa cittadina e insegna nella scuola locale. Abita nella bella casa che gli ha lasciato la madre e affitta una stanza a una studentessa vivace da cui è attratto, suo malgrado. Ed sembra essersi lasciato il passato alle spalle, quell'estate del 1986 in cui era un ragazzino e trascorreva giorni interi con i suoi amici. Tra infinite corse in bicicletta, spedizioni nei boschi che circondano la pittoresca e decadente Anderbury e i pomeriggi a scuola, il loro era un tempo sereno: erano una banda, amici per la pelle. E avevano un codice segreto: piccole figure tracciate col gesso colorato, per poter comunicare con messaggi comprensibili solo a loro. Poi, un giorno, quei segni li avevano condotti fino al bosco. Fino al corpo smembrato di una ragazza. Chi sia stato l'artefice di un simile delitto, in questi trent'anni, non si è mai saputo. Sono state percorse innumerevoli piste, tutte finite in vicoli ciechi, tutte rimaste fredde. La verità di cosa sia successo quel giorno nel bosco non è mai emersa. Ma adesso Ed ha ricevuto una lettera: un unico foglio, un uomo stilizzato, disegnato col gesso. Anche gli altri hanno ricevuto lo stesso messaggio.
In una massa numericamente spropositata di grandi thriller - dove molti dei suddetti tentano di portarne il nome e difficilmente sanno affrontarne il contenuto - imbattersi in un meraviglioso quanto travolgente esempio del genere in questione è qualcosa di emozionante, sorprendente, indescrivibile.
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