IL RACCONTO DELL'ANCELLA di Margaret Atwood
Prezzo: 15.00€ | Pagine: 400
In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.
Il Racconto dell'Ancella è una perla letteraria degli anni ottanta che stuzzica in modo pungente ed istintivo il nostro presente, portando in prima linea domande e pericolosi retroscena che sì dovrebbero farci paura. Uno stile diretto, colorato, rapido e coinvolgente che non si perde in vuote spiegazioni, ma avvolge il lettore in un'atmosfera pesante e definitiva da cui uscire sembra piacevolmente impossibile. La bravura della Atwood si rivela immediata ai nostri occhi fin dalle prime pagine dando vita ad un personaggio femminile - Difred - che lotta in silenzio, cosciente di aver perso quella parte di sè che non avrà mai indietro, contro una barbarie umana che non ha precedenti. Una lettura capace non solo di prendersi gioco delle evidenti contraddizioni di ogni storico totalitarismo, ma in grado di sottolineare in modo ancor più evidente come non sia la religione la causa scatenante dei mali della nostra società, quanto l'uso sbagliaro - e a malata immagine - che gli uomini fanno del suo messaggio.
Durante la lettura di Il Racconto dell'Ancella è stato per me impossibile evitare parallelismi e paragoni con l'omonima serie tv che - a onore di cronaca - mi ha portato prima alla scoperta, poi alla scelta fino alla successiva lettura di un romanzo che è diventato un vero e proprio classico del genere distopico.
