[ RECENSIONE ] Phobia di Wulf Dorn | Un thriller a due velocità

PHOBIA di Wulf Dorn
324 pagine | €16,60 cartaceo (rilegato)
Corbaccio | Amazon Influencer


Londra, una fredda notte di dicembre nell'elegante quartiere di Forest Hill. Sarah sta dormendo quando sente rientrare il marito, che sarebbe dovuto restare via per lavoro ancora qualche giorno. Ma l'uomo che trova in cucina intento a prepararsi un panino non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l'auto di Stephen, parcheggiata come al solito davanti alla casa. Sostiene di essere Stephen, e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Elemento ancora più agghiacciante, l'uomo ha il volto deturpato da orribili cicatrici. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza. Anche la polizia è convinta che Sarah sia vittima di un forte esaurimento nervoso e che non voglia accettare che il marito sia andato via di casa volontariamente e che presto tornerà. Sola e disperata, Sarah si rivolge all'unica persona che, forse, può aiutarla, il suo amico d'infanzia Mark Behrendt, psichiatra che conosce gli abissi dell'animo umano. Insieme Mark e Sarah iniziano a indagare, mentre il misterioso sconosciuto è sempre un passo avanti a loro e sembra divertirsi a tormentarli, a lasciare piccoli segnali e scomparire. Chi è l'uomo sfigurato? Che cosa vuole da Sarah?
Avevo questo romanzo in testa da qualche mese. Non so dirvi esattamente la ragione. Probabilmente il mio essere un'accumulatrice seriale di libri sta cozzando con quel pezzo di animo profondamente simmetrico che madre naturale gentilmente mi ha donato e che, d'altra parte, mal sopporta volumi messi alla rinfusa, appoggiati dove capita, appostati in cima alla pila chilometrica in attesa di essere letto.

Così, eccomi qua, dopo meno di quarantotto ore di famelica lettura, a parlarvi di Phobia di Wulf Dorn.

In quel momento aveva capito che la vita umana consiste soprattutto di paure.
Ma la paura più grande è quella di vivere senza lasciare alcuna traccia.
Lasciare questo mondo senza aver dato un contributo.
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[ RECENSIONE ] I venti di sabbia di Kristin Hannah | Mondadori


I VENTI DI SABBIA di Kristin Hannah
444 pagine | €21,00 cartaceo
Mondadori | Amazon Influencer

Texas, 1934. Milioni di persone sono rimaste senza lavoro e la siccità ha distrutto le Grandi Pianure. Gli agricoltori stanno combattendo per non perdere le loro terre e la loro fonte di sostentamento, dal momento che le coltivazioni avvizziscono irrimediabilmente, l'acqua si sta prosciugando e le tempeste di polvere e sabbia minacciano di seppellirli tutti. Uno dei periodi più bui della Grande Depressione, l'era del Dust Bowl, è arrivato come un'implacabile vendetta. In questo tempo incerto e pericoloso, Elsa Martinelli, una donna e madre coraggiosa, cerca in tutti i modi di salvare la sua famiglia e la fattoria dove vive, l'unica vera casa che abbia mai avuto. A un certo punto, però, come tanti suoi vicini, è costretta a fare una scelta angosciosa: continuare a combattere per la terra che ama o andare a ovest, in California, alla ricerca di una vita migliore. Per dare un futuro ai suoi figli decide di partire, ma il viaggio è estenuante e difficile, e l'arrivo ancora di più: la situazione in California non è così facile come Elsa credeva. Ampi e abbaglianti), i campi senza grano delle Grandi Pianure prendono vita in questo romanzo che è una parabola di difficoltà e nuovi inizi e al tempo stesso la narrazione epica del fallimento di un sogno, ora più che mai emblematico, e della speranza che ciononostante non viene mai meno. "I venti di sabbia" è un ritratto dell'America e del Sogno Americano, visto attraverso gli occhi di una donna indomabile il cui coraggio e sacrificio arriveranno a definire una generazione.
Ritrovare Kristin Hannah per me è oramai una certezza. Dopo averla scoperta con L'Usignolo (recensione qui) e aver versato fiumi di lacrime con Il grande inverno (altra recensione qui), acquistare il suo nuovo romanzo ad un paio di giorni dall'uscita è stata una scelta inevitabile, quasi scontata. Perchè amo così tanto questa scrittrice che mi trovo a consigliare in ogni parte del globo cibernetico? Perchè Kristin Hannah colpisce direttamente al cuore del lettore senza alcuna possibilità di appello. Porta nero su bianco storie affascinanti e ricche di pathos dove è l'emozione umana più fragile e disperata ad essere la vera protagonista. Mette in scena istantanee di vita che si affacciano su episodi storici in grado di cambiare il volto della società moderna per sempre.

Nella sua famiglia si era vergognata di non essere bella, di non essere sposabile.
Aveva permesso a quella vergogna di diventare parte di lei,
lasciando che si insinuasse nel suo corpo e nella sua mente.
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[ RECENSIONE ] Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station di Fannie Flagg | BUR Rizzoli

 

VOLI ACROBATICI E PATTINI A ROTELLE A WINK'S PHILIPS STATION di Fannie Flagg
393 pagine | €12,00 cartaceo
BUR Rizzoli | Amazon Influencer

La signora Sookie Poole di Point Clear, Alabama, ha appena accompagnato all'altare l'ultima delle sue figlie e si prepara a godersi un po' di meritato riposo. Certo, c'è ancora l'anziana madre Lenore Simmons Krackenberry, con qualche momento di follia di troppo, da dover gestire, ma la vita sembra finalmente in discesa. Finché, un giorno, Sookie viene inaspettatamente a sapere qualcosa che mette in discussione tutto ciò che pensava di conoscere di se stessa, della sua famiglia e del suo futuro. Inizia così un viaggio di scoperta che la porta in California, nel Midwest, e persino indietro nel tempo, precisamente negli anni Quaranta, quando un'irrefrenabile donna di nome Fritzi rileva assieme alle sorelle la stazione di servizio del padre. La pompa di benzina gestita da sole ragazze, per di più in pattini a rotelle, riscuote un tale successo che i camionisti cominciano a modificare i loro itinerari pur di fermarsi alla leggendaria Wink's Phillips 66. Ma questa sarà solo la prima di molte avventure in cui Fritzi, spirito libero e anticonformista, si getterà a capofitto nel corso della sua vita. E che insegneranno a Sookie che non è mai tardi per rompere gli schemi e reinventarsi davvero.
Sono alla terza lettura di zia F. e - come per i precedenti - mi ritrovo a sceglierla nel mezzo di una giungla di nuove proposte più o meno appetibili. Lei che sa arrivare sempre al momento giusto, in quell'istante di vita in cui ho disperato bisogno di leggiadria, un pizzico di spensieratezza e una lettura che sappia tenere il passo, originale e divertente - sì, ma mai scontata - con quella composta ironia che la rendono unica nel suo genere. Non so se sia sesto senso (chiaramente femminile) o qualche super-potere da analizzare, fatto sta che la Flagg non delude, nemmeno questa volta!
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[ RECENSIONE ] Noah di Sebastian Fitzek | Einaudi

NOAH  di Sebastian Fitzek
540 pagine | €21.00 cartaceo

Non sa come si chiama, né da dove viene. Non ha casa, soldi, memoria. Non gli restano che una ferita d'arma da fuoco a una spalla e un nome tatuato sul palmo della mano: Noah. Febbraio, Berlino. Insieme a Oscar, Noah fa la coda fuori da un asilo per senzatetto. Ma non sa se il suo nome sia davvero Noah, né se lui sia davvero un barbone. Sa di parlare tedesco con un accento strano, e che Oscar - senzatetto vero, fissato con la numerologia e le cospirazioni l'ha trovato agonizzante vicino a dei binari. Ma come recuperare la memoria? Come capire chi è e perché qualcuno ha tentato di ucciderlo? Se Noah potesse prevedere il vortice di eventi in cui lo trascinerà la ricerca del passato, forse rimarrebbe in quella coda. Ma l'istinto - il suo istinto di soldato addestrato, forse di killer - lo spinge ad andare avanti; e nella caccia adrenalinica alla verità Noah scoprirà che a rischiare di morire, insieme a lui, sono milioni di persone.
Si stava diffondendo una pandemia con sintomi simili a quelli dell'influenza
e che, se non veniva curata, portava dritta alla morte.

Signore e signori, benvenuti nel 2020!
Anzi no, non sappiamo con precisione l'anno di ambientazione di questo romanzo, ma solo che è stato pubblicato nel 2014, esattamente 6 anni prima dall'anno horribilis appena trascorso (oddio, non che questo sia meglio), fatto che mi ha lasciato addosso un lieve, persistente strato di inquietudine durante la lettura, non ve lo nascondo. Ma chi è Noah? Ci troviamo nel sottosuolo berlinese in compagnia di un senzatetto di nome Oscar e di un uomo del mistero. Senza identità, senza documenti, senza un passato da raccontare a parte sfuggevoli flashback e un nome scritto sulla mano, Noah appunto.
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[ RECENSIONE ] La legge del silenzio di Kimberly McCreight | Nord


LA LEGGE DEL SILENZIO di Kimberly McCreight
340 pagine | €18,60 cartaceo
Casa Editrice Nord | Amazon Influencer

Quando una moglie viene uccisa, il primo indiziato è sempre il marito. Se poi la moglie viene trovata in casa, ai piedi delle scale, con accanto il marito sporco di sangue, è praticamente un caso chiuso. Lizzie Kitsakis lo sa bene, avendo lavorato per anni come procuratore federale, prima che le difficoltà economiche della famiglia la costringessero ad accettare un posto meglio retribuito in un prestigioso studio di avvocati difensori. Stavolta però è diverso: il marito in questione, infatti, è Zach Grayson, un suo vecchio amico, nonché l'ultima persona che crederebbe capace di un gesto simile. Ai tempi del college, Zach era un giovane onesto e gentile; adesso è un imprenditore di successo, un pilastro della comunità di Park Slope, la zona più esclusiva di Brooklyn. Eppure, raccogliendo le dichiarazioni dei vicini, pian piano Lizzie si rende conto che quelle famiglie sono felici sono in apparenza e tra loro si celano invidie, rivalità e rancori. E, la sera del delitto, tutti hanno partecipato a una festa nella villetta accanto a quella di Zach, festa di cui nessuno accetta di rivelare i dettagli. Possibile che uno di loro sia il vero colpevole? Per scoprirlo, Lizzie dovrà scavare nel passato degli invitati, anche a costo di violare la legge non scritta che vige in quel quartiere: la legge del silenzio.
Mi sono sentita naturalmente attratta da questo romanzo spinta quasi da una forza magnetica inspiegabile. Che dite, sarà il titolo? Silenzio a parte, non avendo mai letto nulla della McCreight - alla terza pubblicazione con la casa editrice, ndr. - è stato per me quasi un azzardo, una scommessa, un completo salto nel buio in quel mondo oscuro (seppur tremendamente variopinto) del genere thriller che così tanto amo e che - altrettanto intensamente - mi fa penare. Non certo per colpa sua, s'intende.

Non credo che si possa fingere che qualcosa non sia successo.
Chiudendo gli occhi non impediamo alle cose brutte di trovarci.
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[ RECENSIONE ] La canzone di Achille di Madeline Miller | Marsilio

LA CANZONE DI ACHILLE  di Madeline Miller
382 pagine | €11.00 cartaceo


Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.
Dopo aver scoperto la scrittura di Madeline Miller con Circe - trovate la recensione qui - ho capito che la mitologia greca può essere sensazionale, adrenalinica, avvincente e sensuale come qualsiasi altro romanzo in grado di catturare il nostro sguardo a prima vista. Non c'era nulla della pesantezza e della noia provata durante le lunghe, ripetitive, estenuanti lezioni di epica. Tutte uguali: lettura, parafrasi, esposizione. No, nulla di tutto questo. La Miller fa la scelta più giusta unendo alla sacralità delle gesta eroiche raccontate la modernità di un linguaggio pur sempre coerente, mai fuori dallo schema, eppure accattivante, curioso al punto giusto e mai fine a sè stesso. Se avete amato Circe, credetemi, La canzone di Achille sarà come una freccia inaspettata scoccata dalle mani dell'infallibile (o almeno così dicono) Cupido. Un amore a prima lettura, sorprendente, emozionante e atteso.

Aveva davvero pensato che non lo avrei riconosciuto?
Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo, lo riconoscerei anche se fossi cieco,
dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra.
Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo.
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[ RECENSIONE ] Il ballo delle pazze di Victoria Mas | Edizioni E/O

IL BALLO DELLE PAZZE di Victoria Mas
181 pagine | 18.60€ cartaceo
Edizioni E/O | Amazon Influencer


Parigi, 1885. A fine Ottocento l'ospedale della Salpêtrière è né più né meno che un manicomio femminile. Certo, le internate non sono più tenute in catene come nel Seicento, vengono chiamate "isteriche" e curate con l'ipnosi dall'illustre dottor Charcot, ma sono comunque strettamente sorvegliate, tagliate fuori da ogni contatto con l'esterno e sottoposte a esperimenti azzardati e impietosi. Alla Salpêtrière si entra e non si esce. In realtà buona parte delle cosiddette alienate sono donne scomode, rifiutate, che le loro famiglie abbandonano in ospedale per sbarazzarsene. Alla Salpêtrière si incontrano: Louise, adolescente figlia del popolo, finita lì in seguito a terribili vicissitudini che hanno sconvolto la sua giovane vita; Eugénie, signorina di buona famiglia allontanata dai suoi perché troppo bizzarra e anticonformista; Geneviève, la capoinfermiera rigida e severa, convinta della superiorità della scienza su tutto. E poi c'è Thérèse, la decana delle internate, molto più saggia che pazza, una specie di madre per le più giovani. Benché molto diverse, tutte hanno chiara una cosa: la loro sorte è stata decisa dagli uomini, dallo strapotere che gli uomini hanno sulle donne. A sconvolgere e trasformare la loro vita sarà il "ballo delle pazze", ossia il ballo mascherato che si tiene ogni anno alla Salpêtrière e a cui viene invitata la crème di Parigi. In quell'occasione, mascherarsi farà cadere le maschere.

Se non fosse stato per un consiglio (sempre dato in modo molto pacato e per nulla incisivo) con ogni probabilità non avrei mai letto questo romanzo e - credetemi - sarebbe stato davvero un peccato. Al suo romanzo d'esordio, Victoria Mas racchiude in appena centottantuno pagine una storia ricca di particolari, emotivamente dolorosa sotto vari punti di vista, accarezzata da personaggi femminili spezzati eppure dignitosi senza lasciare indietro nulla di non detto, nulla di mancante. È una storia piena e convincente, scorre con una facilità che sorprende e non vorresti lasciarla andare. Forse è proprio vero: dal Salpêtrière, una volta entrati, non si esce più.
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[ RECENSIONE ] Cinquanta modi per dire pioggia di Asha Lemmie | Nord

CINQUANTA MODI PER DIRE PIOGGIA di Asha Lemmie
420 pagine | 18.00€ cartaceo
Casa Editrice Nord | Amazon Influencer
 

Kyoto, 1948. Nori Kamiza ha solo otto anni quando viene lasciata dalla madre davanti al cancello di un'enorme villa di proprietà della nonna. Sola e spaventata, la bambina viene accolta in casa, seppur a malincuore. La famiglia Kamiza è tra le più nobili del Giappone, imparentata addirittura con l'imperatore, mentre Nori, con quei capelli crespi e la pelle scura, è il frutto della scandalosa relazione con un gaijin, uno straniero, per di più di colore. Perciò la nonna fa il possibile perché Nori rimanga un segreto ben custodito. La relega nell'attico e la costringe a trattamenti per renderla «più giapponese»: le stira i capelli e la sottopone a bagni nella candeggina per rendere la sua pelle più bianca. Nori impara fin da subito le regole fondamentali: non fare domande, non lamentarsi, non opporsi. Ma tutto ciò che conosce viene sconvolto dall'arrivo di Akira, il suo fratellastro. Nori è certa che Akira la odierà: lui è il legittimo erede della famiglia, lei il marchio d'infamia che lo disonora. Eppure presto si rende conto che Akira non è come gli altri. Akira viene dalla grande e moderna Tokyo e non gli importa nulla né dell'aspetto di Nori né delle regole della nonna. Per lui, Nori è la sua sorellina e l'adora, almeno quanto Nori adora lui. Così, i due diventano inseparabili e Akira mostra a Nori un mondo nuovo. Un mondo in cui, finalmente, lei non è un'intrusa, non è sbagliata. Un mondo in cui il pregiudizio è sconfitto dalla forma più pura d'affetto: quello che non chiede nulla in cambio. Un mondo in cui anche lei ha il diritto di essere felice. Tuttavia ogni cosa ha un prezzo. E la libertà di Nori potrebbe richiederne uno altissimo...
Mi sono trovata in lacrime più volte e non me ne vergogno. A primo impatto visivo con questo romanzo, ho sentito una carica di energia immediata, un magnetismo incontrollabile che mi ha spinto inevitabilmente tra le sue pagine. E, credetemi, lo amerete dalla prima all'ultima parola.
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[ RECENSIONE ] Il giorno del sacrificio di Gigi Paoli | Giunti

IL GIORNO DEL SACRIFICIO di Gigi Paoli
430 pagine | 16.90€ cartaceo


È un lunedì mattina di fine settembre a Firenze, ma il cielo meravigliosamente azzurro fa pensare a una giornata d’estate e niente lascia presagire l’incubo in cui la città sarà risucchiata di lì a poche ore. A bordo della sua auto il reporter Carlo Alberto Marchi si sta dirigendo a caccia di notizie verso Gotham City, il futuristico Palazzo di Giustizia, quando una telefonata allarmante del capocronista gli intima di correre subito al polo universitario lì vicino: è successo qualcosa di molto grave, qualcosa di cui ancora si sa ben poco. Quando Marchi riesce finalmente a farsi strada, non è preparato a quello che sta per vedere: sangue dappertutto, una decina di studenti a terra, alcuni corpi coperti pietosamente da lenzuola bianche. Un attentato? Le prime testimonianze confermano i dubbi più spaventosi: tra quei cadaveri si trova anche l’autore della carneficina, che dopo aver sparato all’impazzata si è ucciso urlando “Allah Akbar”. Firenze si risveglia nel terrore, il panico si scatena in città, soprattutto quando le televisioni di tutto il mondo trasmettono un videomessaggio ricevuto da fonte anonima. Sullo sfondo della cupola del Duomo divorata dalle fiamme, una voce annuncia: «Crociati della città di Firenze, siamo qui. Il Giorno del Sacrificio sta finalmente arrivando anche per voi». È evidente che ci sarà un nuovo, terribile attentato. Ma dove?
Ho capito che Gigi Paoli mi avrebbe regalato una gioia (insieme ad altre reazioni che non trascrivo per non incorrere in possibile censura) dopo aver letto le sei pagine di prologo. Essenzialmente perfetto, lievemente da infarto immediato, ma così d'impatto da lasciarti senza parole, a bocca aperta, appena dopo tre minuti. E - dopo la sorpresa iniziale che non ti aspetti - si apre un viaggio a ritroso, ricalcando uno stile quasi cinematografico, che accompagna il lettore fino all' Id al-adha, Il giorno del sacrificio.

Vivevamo in una realtà osservata attraverso la lente deformata del nostro lavoro.
Quello che per tutto il mondo era orribile, per noi era una bella storia.
Non era normale, ma era così. Noi eravamo così.
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[ RECENSIONE ] Thunderhead di Neal Shusterman | Mondadori

 

THUNDERHEAD di Neal Shusterman
396 pagine | 20.00€ cartaceo
Oscar Mondadori | Amazon Influencer


In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci. Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti. Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente. Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento. Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare?
Avevo lasciato le ultime righe di Falce con una bella sensazione addosso unita alla curiosità di scoprire cosa sarebbe accaduto nel secondo capitolo. Fortunatamente - a differenza di altre serie letterarie di cui ancora oggi non si vede la fine (ciao George R.R. Martin) - l'attesa non è stata poi molta e la mia curiosità ha ricevuto la risposta che aspettava. Mi ha soddisfatta? Ecco, non del tutto.

Tutte le storie hanno le loro radici in un tempo e in un luogo. 
Anche le favole più innocenti per i bambini hanno origini sorprendenti.
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[ RECENSIONE ] La mia prediletta di Romy Hausmann | Giunti

 

LA MIA PREDILETTA di Romy Hausmann
384 pagine | 16.90€ cartaceo


In una notte gelida, un'ambulanza porta in ospedale una donna investita da un'auto sul ciglio del bosco. È incosciente e senza documenti. Con lei c'è una bambina dalla pelle bianchissima e gli occhi di un azzurro glaciale. L'unica informazione che riesce a dare su sua madre è che si chiama Lena. A poco a poco, però, lo strano comportamento della piccola insospettisce i medici. Non conosce il suo cognome, né il nome di suo padre, né l'indirizzo di casa: vivono chiusi in una capanna perché «nessuno li deve trovare». E il terrore sale quando la bambina afferma innocentemente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che sua madre «ha ucciso per sbaglio papà», ma non serve chiamare la polizia perché hanno lasciato il fratellino Jonathan a ripulire quelle brutte macchie rosse sul tappeto. Appena viene avvisato, il commissario capo Gerd Brühling ha subito un'intuizione: quella donna non può essere che Lena Beck, la figlia del suo migliore amico, scomparsa 14 anni prima. Ma c'è qualcosa di vero in ciò che racconta quella strana bambina? Come ritrovare la capanna, il fratellino e il cadavere del rapitore, se davvero è stato ucciso? All'arrivo dei genitori di Lena in ospedale, una realtà ancora più sconcertante verrà alla luce. E sarà difficile districarsi in questa rete di verità, fantasie infantili, indizi contrastanti.
Non è facile scovare il thriller perfetto, ammettiamolo. Insieme al romance è forse il genere più sfruttato, chiacchierato e parzialmente distrutto del panorama letterario mondiale. In questi anni, ve lo posso assicurare, ho assistito (e letto) cose che del thriller portavano a malapena il sottotitolo, eppure erano passati al pubblico come capolavori del genere. Misteri della fede. Ad ogni modo, non so dirvi con assolutamente certezza se La mia prediletta sia oggettivamente un raro caso di thriller perfetto, ma - credetemi - ci va davvero molto, ma molto vicino.

Quello è amore. Non importa se malato, morboso e malinteso, rimane pur sempre amore.
L'amore che ci muove. Che ci rende mostri, ognuno a modo suo.
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[ RECENSIONE ] La bambina e il nazista di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli | Mondadori

 

LA BAMBINA E IL NAZISTA di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli
306 pagine | 19.00€ cartaceo
Mondadori | Amazon Influencer


Germania, 1943. Hans Heigel, ufficiale di complemento delle SS nella piccola cittadina di Osnabrück, non comprende né condivide l'aggressività con cui il suo Paese si è rialzato dalla Prima guerra mondiale; eppure, il timore di ritorsioni sulla propria famiglia e la vita nel piccolo centro, lontana dagli orrori del fronte e dei campi di concentramento, l'hanno convinto a tenere per sé i suoi pensieri, sospingendolo verso una silenziosa convivenza anche con le politiche più aberranti del Reich. Più importante è occuparsi della moglie Ingrid e, soprattutto, dell'amatissima figlia Hanne. Fino a che punto un essere umano può, però, mettere da parte i propri valori per un grigio quieto vivere? Hans lo scopre quando la più terribile delle tragedie che possono capitare a un padre si abbatte su di lui, e contemporaneamente scopre di essere stato destinato al campo di sterminio di Sobibór. Chiudere gli occhi di fronte ai peccati terribili di cui la Germania si sta macchiando diventa d'un tratto impossibile, soprattutto quando tra i prigionieri destinati alle camere a gas incontra Leah, una bambina ebrea che somiglia come una goccia d'acqua a sua figlia Hanne. Fino a che punto un essere umano può spingersi pur di proteggere chi gli sta a cuore? Giorno dopo giorno, Hans si ritrova a escogitare sempre nuovi stratagemmi pur di strappare una prigioniera a un destino già segnato, ingannando i suoi commilitoni, prendendo decisioni terribili, destinate a perseguitarlo per sempre, rischiando la sua stessa vita.
La memoria è necessaria perchè le cose che si dimenticano possono ritornare!

Non posso nascondervi la mia difficoltà in questo momento. Succede ogni anno, in effetti. Pur trovandomi molto spesso davanti a romanzi di fantasia, quello che viene narrato si basa sempre su fatti storici incontrovertibili ed innegabili per loro stessa natura. Il dolore inimmaginabile di quanto descritto e l'aberrazione umana che traspare da ogni singola parola ti colpisce in pieno, lasciandoti senza fiato e con una sensazione di rabbia, frustrazione ed impotenza senza soluzione. Così, ancora oggi, si rischia che l'indifferenza come allora porti violenza, odio e discriminazione verso chi di nulla era colpevole se non di essere nato dalla parte sbagliata del mondo.
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[ RECENSIONE ] Luce della notte di Ilaria Tuti | Longanesi

LUCE DELLA NOTTE di Ilaria Tuti
254 pagine | 18.60€ cartaceo
Longanesi | Amazon Influencer

Chiara ha fatto un sogno. E ha avuto tantissima paura. Canta e conta, si diceva nel sogno, ma il buio non voleva andarsene. Così, Chiara si è affidata alla luce invisibile della notte per muovere i propri passi nel bosco. Ma quello che ha trovato scavando alle radici dell'albero l'ha sconvolta. Perché forse non era davvero un sogno. Forse era una spaventosa realtà. Manca poco a Natale, il giorno in cui Chiara compirà nove anni. Anzi, la notte: perché la bambina non vede la luce del sole da non sa più quanto tempo. Ci vuole un cuore grande per aiutare il suo piccolo cuore a smettere di tremare. È per questo che, a pochi giorni dalla chiusura di un faticosissimo e pericoloso caso e dalla scoperta di qualcosa che dovrà tenere per sé, Teresa Battaglia non esita a mettersi in gioco. Forse perché, no­nostante tutto, in lei batte ancora un cuore bambino. Lo stesso che palpita, suo malgrado, nel giovane ispettore Marini, dato che pur tra mille dubbi e perplessità decide di unirsi al commissario Battaglia in quella che sembra un'indagine folle e insensata. Già, perché come si può anche solo pensare di indagare su un sogno? Però Teresa sa, anzi, sente dentro di sé che quella fragile, spaurita e coraggiosissima bambina ha affondato le mani in qualcosa di vero, di autentico. E di terribile.
Volevo partire con una giusta introduzione, parlarvi di come sono arrivata alla lettura di questo romanzo e di quello che nel frattempo è successo, volevo raccontarvi dell'attesa e delle mie aspettative attorno al ritorno in libreria di Ilaria Tuti, ma credo che sia giusto andare subito al punto - via il dente e via il dolore - per poi condividere i perchè, i ma e gli 'anche se'. Ci sono rimasta male, ecco.
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[ RECENSIONE ANTEPRIMA ] La pazienza del diavolo di Roberto Cimpanelli

LA PAZIENZA DEL DIAVOLO di Roberto Cimpanelli
448 pagine | 18.00€ cartaceo

Ermanno D'Amore, un ex ispettore che dopo aver lasciato la polizia ha rilevato la libreria di famiglia a Roma, tiene a bada i propri demoni stordendosi col sesso. Quando il vecchio collega Walter Canzio si rifà vivo chiedendogli una mano nelle indagini su una serie di efferati delitti che insanguinano la Capitale, accetta malvolentieri. Qualcuno sta massacrando a colpi di fiocina da sub dei colpevoli di gravi reati sessuali che per un motivo o per l'altro erano riusciti a farla franca. È un caso che sembra riguardarli da vicino: tutte le vittime sono persone che ai tempi erano state arrestate da loro. Con l'aiuto di Ermanno, che prima di dimettersi era noto per il suo eccezionale intuito investigativo, Walter spera di risollevare la propria traballante carriera catturando l'assassino. Tutto cambia non appena emerge una possibile connessione tra i delitti del serial killer e una vecchia inchiesta la cui tragica conclusione aveva sconvolto le loro vite e distrutto la loro amicizia. Erano convinti che quel caso fosse definitivamente risolto. Ma lo è davvero? Quell'antica storia di sangue e orrore potrebbe non essere ancora finita, e non immaginano quanto sarà alto il prezzo che dovranno pagare per chiuderla una volta per tutte.
Herman D'Amore è un ex ispettore di polizia, ora proprietario di una libreria a Roma. Un uomo complesso, segnato da un passato turbolento ed inseguito da lontani demoni che non sa come mettere a tacere. Domande e sensi di colpa che torneranno in superficie quando il suo ex collega Walter Canzio lo coinvolgerà - suo malgrado - nelle indagini su una serie di efferati delitti che stanno insanguinando la capitale nelle ultime settimane. Vittime che portano nomi a lui ben conosciuti: violentatori, pedofili, assassini che lui stesso insieme a Canzio avevano assicurato alla giustizia. Sembra quasi una sentenza di condanna definitiva - lì dove la legge aveva fallito - ma ha anche il sapore di una vendetta. D'Amore non sa spiegarselo, chiaramente non può tirarsi indietro. Tutto viene stravolto quando le indagini riportano entrambi proprio a quel passato in comune da cui cercavano disperatamente di fuggire.

La pazienza del diavolo racchiude in sè molti degli elementi che abbiamo già avuto modo di vedere e leggere in altri romanzi del genere in questione. Un uomo legato alle forze dell'ordine complesso e tormentato da un passato che non riesce a superare alle prese con un presente capace di metterlo alla prova ancora una volta, eppure la differenza sta proprio in ciò che ruota attorno ad una storia promettente ed angosciante fin dalle prime pagine.
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[ RECENSIONE ] La bambina che amava Tom Gordon | Sperling

LA BAMBINA CHE AMAVA TOM GORDON di Stephen King
320 pagine | 9.90€ cartaceo
Sperling & Kupfer | Amazon Influencer


"Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare". Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni. Alle dieci di una mattina di giugno era sul sedile posteriore della Dodge Caravan di sua madre con addosso la sua maglietta blu dei Red Sox (quella che ha 36 Gordon sulla schiena) a giocare con Mona, la sua bambola. Alle dieci e mezzo era persa nel bosco. Alle undici cercava di non essere terrorizzata, cercava di non pensare: 'Questa è una cosa seria, questa è una cosa molto seria'. Cercava di non pensare che certe volte a perdersi nel bosco ci si poteva fare anche molto male. Certe volte si moriva.
La bambina che amava Tom Gordon di Stephen King è stata la mia lettura di transizione tra un 2020 di cui non sentirò particolarmente la mancanza e un nuovo anno che spero faccia il suo dannato lavoro. Non ti dico di sorprendere, prova almeno ad essere normale. Avevo letto solo cose meravigliose su questo romanzo, quindi, capirete bene, le mie aspettative erano in partenza molto alte. L'incipit - come spesso accade nei suoi romanzi - si è rivelato essere un vero colpo al cuore, forte ed incisivo, quasi violento nelle sue prime parole, lasciandomi addosso sensazioni molto, ma molto positive.

Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare.
Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni.

Sensazioni che - come una doccia fredda - si sono dissolte dopo una manciata di capitoli.
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