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Ciak Si Gira

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CIAK, SI GIRA

[ RECENSIONE ] Un Ragazzo Normale di Lorenzo Marone | Feltrinelli


Incontriamo parole capaci di strapparci il cuore, altre che vorticano in testa senza il minimo sforzo. 
Poi, ci sono romanzi che ti lasciano l'amaro in bocca, in attesa di quelle aspettative che purtroppo rimarranno tali. Come mi è accaduto con Un ragazzo normale di Lorenzo Marone per Feltrinelli.

UN RAGAZZO NORMALE di Lorenzo Marone
Prezzo: 16.50€ | Pagine: 283
Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karaté Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l'anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spider-Man e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Moria, la tartaruga che vive sul terrazzo all'ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un'agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de "Il Mattino" che cadrà vittima della camorra proprio quell'anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l'importanza dell'amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma le persone speciali e le loro piccole, grandi azioni non muoiono mai e sono come il mare: luccicano in eterno.
Ricordo perfettamente la curiosità pura e irresistibile così cara e ben conosciuta a noi lettori compulsivi quando, qualche settimana fa,  ho appreso la notizia dell'imminente uscita di Un ragazzo normale di Lorenzo Marone. Attesa e aspettative che rispecchiavano chiaramente quelle emozioni suscitate con naturalezza sorprendente dalle lettura di Magari Domani Resto e dall'incontro inaspettato con Luce capace di conquistarmi fin dalle prime, ironiche battute. Aspettative - alte - che si sono purtroppo scontrate con la realtà di un romanzo che su di me è passato inesorabilmente in sordina, senza lasciarmi addosso nulla di quell'ammaliante elettricità che ero così certa di ritrovare tra le sue pagine.

Pur trovando davanti a me un romanzo scorrevole e pressochè lineare, vari punti durante la lettura di Un ragazzo normale mi hanno lasciata interdetta e proprio su questi voglio focalizzare la mia attenzione. 
Mimì è la voce narrante. Un bambino di appena dodici anni fornito di un linguaggio accuratamente forbito, curioso e intelligente, amante della lettura. Un personaggio, a lungo andare, quasi supponente e spocchioso con cui non sono mai riuscita a trovare la giusta sintonia. Ho trovato la sua caratterizzazione incoerente e forzata sia rispetto all'anno in cui è ambientato il romanzo sia per quanto concerne la sua fanciullesca età perchè Mimì non possiede nulla della spontaneità quasi imbarazzante ed ironica dei bambini. D'altronde, sono i personaggi raccontati da Marone in questo romanzo ad essere sorpredentemente privi di quel calore naturale, di quell'avvolgente empatia e di quello spessore umano a cui ci aveva così piacevolmente abituati.
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[ BLOGTOUR ] Nient'altro al Mondo di Laura Martinetti e Manuela Perugini - DreamCast


Dopo aver affrontato il tema principe del romanzo insieme a La Lettrice sulle Nuvole e aver conosciuto le due protagoniste femminili attraverso le voci di La Libridinosa e di La Spacciatrice di Libri, oggi voglio stuzzicare la vostra naturale immaginazione con uno speciale DreamCast tutto italiano e da una colonna sonora che, magari, potrà accompagnare la vostra lettura di Nient'altro al mondo per Garzanti. Una curiosa incursione cinematografica e musicale che apre ad una sorpresa che non potete assolutamente perdere. 
Di cosa si tratta? Curiosi! Tutto a tempo debito...

NIENT'ALTRO AL MONDO di Laura Martinetti e Manuela Perugini
Prezzo: 16.90€ | Pagine: 228
La vita, a volte, mette davanti allo stesso istante. 
È così per Alma e Maria che scoprono di essere in attesa di un figlio a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. Sono in momenti diversi della loro esistenza, eppure d’un tratto così simili. Ed è sempre stato così per loro due: amiche dai banchi del liceo non c’è pianto che non sia stato consolato o risata che non abbia avuto la sua eco. Nonostante la distanza e nonostante le cur­ve del destino. Ma ora è arrivata la notizia che cambia tutto. Quella notizia che riempie di paura e di emozione. 
Le loro strade, però, si dividono presto: il sogno di Alma continua mese dopo mese, mentre quello di Maria si spezza in una fredda giornata d’inverno. Ed è allora che l’amicizia che le lega deve stringere i fili della sua rete. È allora che ognuna di loro deve trovare la forza di dare spazio all’altra, superando il proprio dolore o la propria gioia. 
Perché dolore e gioia possono confondersi, scambiarsi, sorprendere. Perché si è fragili e forti nello stesso tempo, come l’argilla. Alma e Maria scoprono che dire tutto quello che c’è in fondo al cuore spesso è un’impresa difficile. Ma non è così se abbiamo accanto chi sa ascoltare. Chi ci fa sentire come se non ci fosse nient’altro al mondo. Alma e Maria vivono sulla loro pelle che la maternità è un viaggio fuori e dentro di sé. Qualunque sia il suo esito. Perché si può essere madri in mille infiniti modi. Si può essere amiche in mille infiniti modi. Si può essere donne in mille infiniti modi.

UN SALTO AL CINEMA
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[ RECENSIONE ] Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton | Sperling


Cosa succede quando un gruppo di blogger -  che promettono di non avere buone intenzioni - decide di raccontare le proprie letture, mese dopo mese, partendo da uno specifico argomento?
Nasce #QuestaVoltaLeggo, ovviamente! Una rubrica partorita dalla mente di Chiara di La lettrice sulle nuvole in collaborazione con Laura di La Libridinosa - che tra le altre cose si era pure dimenticata di avvisarmi - e Dolci di Le mie ossessioni librose. La sottoscritta non poteva che cogliere l'occasione al volo ed oggi - rispondendo alla voce Libri ricevuti a Natale - vi parlo di una lettura che ho divorato con la mia solita, implacabile frenesia che prende il sopravvento quando si tratta di Kate Morton, Ritorno a Riverton Manor nella nuova veste grafica adottata da Sperling&Kupfer.

RITORNO A RIVERTON MANOR di Kate Morton
Prezzo: 19.90€ | Pagine: 485
Nella scena del suo film, la giovane regista Ursula Ryan immagina uno dei momenti più drammatici della storia letteraria inglese, uno scandalo da sempre circondato da un'aura di mistero, perdizione e genio maledetto. Era l'estate del 1924 e i sopravvissuti alla carneficina della Grande Guerra si ritrovavano a divorare la vita come se non ci fosse un futuro, come se dovessero rimanere per sempre giovani. Tra feste alla Grande Gatsby, fiumi di alcol, amori che duravano lo spazio di una notte, quei ragazzi creavano il mito dei ruggenti anni Venti. Tra loro, era Lord Robert Hunter, astro nascente della poesia, ammirato e celebrato da tutti. Eppure, proprio quell'estate, proprio a una delle feste più belle, quella di Riverton Manor, Robert si allontanò da solo. E stringendo una pistola con mano tremante, si tolse la vita. Per Ursula, settantacinque anni dopo, quel poeta è diventato leggenda. Almeno fino a quando scopre che è rimasta una testimone degli eventi. È Grace, custode quasi centenaria di un terribile segreto.
Un segreto che ora non può più tenere per sè.
Quando si parla di letteratura Kate Morton è uno di quei porti sicuri su cui so di poter contare e di cui non potrei mai fare a meno. Eppure, un tassello mancava all'appello: Ritorno a Riverton Manor, sorprendente esordio di una scrittrice che si è confermata autentica ed irresistibile, conquistando lettori in tutto il mondo grazie ad uno stile dinamico e brioso in grado di stupire, naturalmente. La Morton è una scrittrice che non si tira indietro, aperta e coraggiosa che sa perfettamente quali corde sfiorare per mettere il lettore sull'attenti, pronto a cogliere ogni indizio e sfruttare ogni più piccosa sfumatura, ma destinato inevitabilmente alla resa finale.

Affacciandosi quasi timidamente su un segreto taciuto e protetto da oltre sessanta lunghi anni, Ritorno a Riverton Manor viaggia su due linee temporali che prendono letteralmente vita grazie alla voce timorosa, ma decisa di Grace Bradley cameriera, prima, presso la tenuta e poi cameriera personale dell'affascinante e volubile Hannah Hartford. Cosa accadde veramente nell'estate del 1924 sullo sponde del lago di Riverton Manor? Cosa ha spinto il giovane ed affermato poeta Lord Robert Hunter a compiere l'estremo gesto proprio in quel luogo? Kate Morton ci accompagna al centro nevralgico di una storia che davvero non ha nulla di convenzionale dove personaggi ed ambientazione viziano il lettore giocando con la sua più fervida immaginazione e spingendo a congetture che - come nel migliore dei romanzi - verranno drasticamente smentite. Questo è il sorprendente esordio letterario di Kate Morton! 
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[ RECENSIONE ] La Cercatrice di Corallo di Vanessa Roggeri | Rizzoli


Buongiorno Lettori! 
Non so voi, ma io non sto più nella pelle. Manca oramai pochissimo alla seconda edizione di #tempodilibri e quest'anno sarò in compagnia di tanta bella gente. Non solo blogger, ma amiche schiette e speciali che ho avuto la fortuna di incontrare in questo complicato e bellissimo cammino, fatto salite, discese e soste niente male! Ma oggi parliamo di libri insieme alla recensione dell'ultimo romanzo di Vanessa Roggeri, La cercatrice di corallo.

LA CERCATRICE DI CORALLO di Vanessa Roggeri
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 317
Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell'estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica. Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna. Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo; quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l'onda più alta e minacciosa la spaventa. Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto legami. Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo. A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l'amore per cambiare un destino che sembra già scritto. Ma l'unico modo di scoprirlo è provarci, fino all'ultimo..
Onestamente non vedevo l'ora di perdermi tra le pagine di La cercatrice di corallo
Impaziente di ritrovare quello stile accurato e maturo, coinvolgente e melodioso che mi ha fatto innamorare a prima vista di Fiore di fulmine e che mi ha permesso di conoscere una scrittrice attenta, scrupolosa e convincente come Vanessa Roggeri. Perchè indubbiamente lei sa come attirare l'attenzione, quali corde vibrare al momento giusto e quale lasciare in attesa, aspettando quella curva narrativa capace di pungere con avida sorpresa. Purtroppo scrivere bene non basta e La cercatrice di corallo manca di molti elementi che speravo di ritrovare, ancora una volta. 

Nella prima parte di La cercatrice di corallo ho ritrovato quella magia di parole e sentimenti che Vanessa Roggeri ci spinge addosso con forza e decisione. Sono parole di odio, rancore e vendetta quelle che scaturiscono dal cuore spezzato di Dolores Derosas, madre disperata ed orgogliosa, donna testarda e vendicativa. In lei si racchiude perfettamente la forza e il mistero di una terra che ritroviamo protagonista silenziosa di un romanzo che sa come catturare l'attenzione, spingendo su note gravi e angustiose capaci di ammaliare e sorprendere il lettore. 
Un prologo intenso ed entusiasmante, quindi, da cui poteva solo scaturire una storia altrettanto coinvolgente, sospinta dagli ostinati venti di leggenda e mistero e, invece, fulcro univoco dell'intera narrazione è una semplice storia d'amore - mancante a mio avviso di pathos e originalità - tra i giovani Achille e Regina Derosas. Un amore irresistibile ed infuocato come il più classico dei colpi di fulmine incontra l'odio viscerale di due famiglie legate da un passato impossibile da dimenticare. Un rancore mai sopito capace di dilaniare presente e futuro di due giovani amanti osteggiati da chi avrebbe dovuto amarli, difenderli prima del loro testardo e cieco egoismo. Bello, ma prevedibile! 

Tenebra o luce, morte o vita, odio o amore:
per Achille DeRosas non esistevano mezze misure.
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[ RECENSIONE ] Un Giorno Solo di Felicia Yap | Piemme


Buongiorno Lettori! 
Oramai venerdì è sinonimo di recensioni ed oggi apriamo il weekend in compagnia di un esordio letterario esaltato da molti, ma che mi ha lasciato addosso qualche perplessità.
Sto parlando di Un giorno solo di Felicia Yap per Piemme.

UN GIORNO SOLO di Felicia Yap
Prezzo: 19.50€ | Pagine: 408
Una cittadina addormentata nei pressi di Cambridge, immersa nell'umido clima inglese. Qui, nella sua bella casa, Claire Evans si sveglia e, come ogni mattina, è costretta a consultare il suo diario elettronico per sapere chi è l'uomo accanto a lei. "Nome: Mark Henry Evans. Età: 45 anni. Occupazione: romanziere con ambizioni politiche. Ci siamo sposati alle 12.30 del 30 settembre 1995 nella cappella del Trinity College. Alle nozze hanno assistito nove persone". Ogni mattina, Claire deve reimparare tutto, o quasi. Perché lei, come molti altri, appartiene alla grigia maggioranza dei Mono: persone il cui cervello, dopo i diciotto anni, non è più in grado di accumulare nuova memoria, e che dunque ricordano soltanto il giorno prima. I Duo come suo marito Mark, invece, hanno una marcia in più: riescono a ricordare fino a due giorni prima. Quarantotto ore. Ventiquattr'ore di superiorità. In un mondo del genere, in cui l'unica cosa che ti lega a ieri è il tuo iDiary, anche per le tue stesse emozioni devi affidarti alle parole che hai scritto. Se sei triste, non sai perché. Se hai paura, non sai perché. E Claire ha paura. Tutti i giorni. Specie da quando Mark è stato accusato dell'omicidio di una donna. In una corsa contro il tempo, prima che Mark stesso dimentichi ciò che ha fatto, Claire dovrà scoprire, aiutata dal detective Hans Richardson della polizia del Cambridgeshire (un uomo che a sua volta lotta con la propria, fallibile memoria), chi ha ucciso quella donna e soprattutto chi è davvero suo marito.
Un giorno solo prende forma in una realtà alternativa dove la popolazione è divisa non per razza, per religione, per cultura o ceto sociale, ma per la rispettiva capacità di ricordare. Nello specifico, mentre i mono hanno una memoria limitata alle 24 ore precedenti, i duo - considerati proprio in base a tale privilegio superiori e di successo - ricordano in autonomia fatti risalenti fino a due giorni prima. Entrambi sono, in ogni caso, condannati a registrare i loro ricordi in un diario che diventerà prova tangibile della loro vita.. o almeno quella parte che vogliono rendere pubblica!
Ricordi che diverranno presto cruciali per risolvere un torbido caso di apparente suicidio di una giovane donna, misteriosa e sensuale. Un caso che porterà sotto la luce dei riflettori la vita apparentemente perfetta di Mark e Claire Evans. È stato veramente un suicidio quello che ha portato alla prematura morte di Sophia Ayling? Perchè il famoso scrittore del Cambridgeshire viene accusato di omicidio? Quali verità sono state taciute e quali segreti dovranno essere rivelati? A queste domande dovrà dare risposta il detective Hans Richardson per dare finalmente volto ad uno spietato omicida e far cadere quell'ostinata coltre di nebbia che sembra oramai avvolgere la società inglese. 

È una storia semplice. Una storia dolceamara di amore e redenzione. 
Alla fine si parla sempre di amore. 
Perchè l'amore ci spinge a impegnarci più a fondo. 
Perchè l'amore ci fa desiderare di ricordare.
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[ RECENSIONE ] Uomini Che Restano di Sara Rattaro | Sperling&Kupfer

In questo giorno tradizionalmente dedicato agli innamorati voglio condividere con voi la mia recensione di Uomini che restano, il nuovo romanzo di Sara Rattaro da ieri in libreria per Sperling&Kupfer. Una storia che è un vortice di emozioni e sentimenti capaci di travolgere il lettore fin dalle prime battute. Un romanzo in grando di coinvolgere e travolgere in modi che lasciano sorpresi, emozionati, senza parole. 

UOMINI CHE RESTANO di Sara Rattaro
Prezzo: 16.90€ | Pagine: 264
All'inizio non si accorgono nemmeno l'una dell'altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell'uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un'amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà.
Ci sono vari modi per catturare l'attenzione. C'è chi urla e usa prepotenza. C'è poi chi vuole sbalordire e lo fa con ogni mezzo possibile. C'è anche chi cavalca l'onda, cercando di raggiungere la massa. E poi ci sono persone in grado di sussurrare parole semplici che si tatuano nel cuore. Parole che respirano di quotidianità rendendola improvvisamente straordinaria. Queste sono le persone che preferisco.
Una tra tutte, Sara Rattaro.

Uomini che restano racconta l'imperfezione delle nostre vite.
Tra le pagine di questo romanzo è possibile trovare briciole e frantumi dei nostri ricordi, delle nostre esperienze, delle nostre delusioni e dei nostri amori che - nel bene e nel male - portiamo ostinatamente con noi. È un bagaglio di dolore e speranza, di abbandono e coraggio quello che si espone forte e vigoroso nelle parole di un romanzo che mi ha accolto, stravolto ed emozionato in un solo pomeriggio di qualche giorno fa. A far incontrare Fosca e Valeria sul tetto di un palazzo che sovrasta Genova è il dolore per un abbandono improvviso e senza apparenti giustificazioni. Quel sentimento che ti riempie la testa di perchè e di domande a cui difficilmente troverai risposta. Soprattutto ora che non hai il tempo di fermarti.
Ora che questo lusso non ti viene concesso e l'unica cosa di cui hai bisogno è un appiglio, un'ancora di salvezza che possa impedirti di affogare. E poi ci sono gli uomini. Ale, Fabrizio e Lorenzo. 
Quelli che entrano e ti stravolgono la vita, quelli che lo fanno con un sorriso e con la loro ostinata presenza. Quelli che restano e non se ne vanno, anche se dovrebbero. Quelli che sbagliano e cercano di rimediare. Quelli imperfetti, ma indubbiamente reali.

Si scappa per paura, per viltà o per punizione. 
Si ritorna per coraggio, malinconia o per restituire 
qualcosa che si era portato con sè.
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[ RECENSIONE ] Il Bambino del Treno di Paolo Casadio | Piemme

Avrei davvero voluto condividere con voi la mia opinione di Il bambino del treno di Paolo Casadio durante la settimana della Giornata della Memoria, ma un corriere recalcitrante mi ha impedito di stringere tra le mani copia del romanzo fino a pochi giorni fa. Quindi, apriamo il fine settimana con un consiglio di lettura che non conosce tempo o distanza, ma che con la perfetta dose di sensibilità riesce a raccontare sfaccettature non convenzionali della pagina più oscura della nostra storia contemporanea.

IL BAMBINO DEL TRENO di Paolo Casadio
Prezzo: 17.50€ | Pagine: 240
Il casellante Giovanni Tini è tra i vincitori del concorso da capostazione, dopo essersi finalmente iscritto al pnf. Un'adesione tardiva, provocata più dal desiderio di migliorare lo stipendio che di condividere ideali. Ma l'avanzamento ottenuto ha il sapore della beffa, come l'uomo comprende nell'istante in cui giunge alla stazione di Fornello, nel giugno 1935, insieme alla moglie incinta e a un cane d'incerta razza; perché attorno ai binari e all'edificio che sarà biglietteria e casa non c'è nulla. Mulattiere, montagne, torrenti, castagneti e rari edifici di arenaria sperduti in quella valle appenninica: questo è ciò che il destino ha in serbo per lui. Tre mesi più tardi, in quella stessa stazione, nasce Romeo, l'unico figlio di Giovanni e Lucia, e quel luogo che ai coniugi Tini pareva così sperduto e solitario si riempie di vita. Romeo cresce così, gli orari scanditi dai radi passaggi dei convogli, i ritmi immutabili delle stagioni, i giochi con il cane Pipito, l'antica lentezza di un paese che il mondo e le nuove leggi che lo governano sembrano aver dimenticato. Una sera del dicembre 1943, però, tutto cambia, e la vita che Giovanni, Lucia e Romeo hanno conosciuto e amato viene spazzata via. Quando un convoglio diverso dagli altri cancella l'isolamento. Trasporta uomini, donne, bambini, ed è diretto in Germania. Per Giovanni è lo scontro con le scelte che ha fatto, forse con troppa leggerezza, le cui conseguenze non ha mai voluto guardare da vicino. Per Romeo è l'incontro con una realtà di cui non è in grado di concepire l'esistenza. Per entrambi, quell'unico treno tra i molti che hanno visto passare segnerà un punto di non ritorno.
Il Bambino del Treno è un romanzo delicato che sembra quasi sussurrare al suo lettore, entrando in punta di piedi in una storia che apparentemente risulta estranea all'epoca che viene raccontata - e che noi siamo abituati ad affrontare sotto forme indubbiamente più atroci e dolorose - ma che appare immediatamente in grado di coinvolgere con pazienza e silenzio, orgoglio e solitudine il punto più intimo e profondo della nostra coscienza.

È la storia di Giovannino Tini che - dopo essersi iscritto al Partito Nazionale Fascista ed aver vinto il posto di capostazione - viene incaricato responsabile della stazione di Fornello, un piccolo borgo di origine ferroviaria inesorabilmente isolato e ben lontano dalla vita cittadina. Ed è lì che si trasferisce insieme alla moglie Lucia. Lì che prenderanno forma le prime amicizie, le prime abitudini, le prime mancanze, le prime incomprensioni e l'arrivo a lungo atteso del loro primogenito, Romeo. Ed è proprio attraverso i suoi occhi - disincantati e sempre vigili - che il lettore entrerà in contatto con le decisioni politiche dell'epoca, con le spinte totalitarie di Hitler e con l'introduzione delle leggi razziali che, anche in Italia, segneranno vita e destini di milioni di innocenti. Romeo Maria Tini è un bambino dotato di uno spirito critico fuori dal comune: intelligente ed educato, rispettoso e gran lettore spinge la sua curiosità ben oltre la coltre di nebbia che sembra avvolgere Fornello e i suoi pochi, ignari abitanti. Una curiosità che si trasforma ben presto nella sorprendente capacità di afferrare anche il più piccolo tra i significati, soffermandosi su quelle sfumature ed incomprensibili sfaccettature che altrimenti sarebbero andate perdute, mai capite, ignorate.
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TRE LIBRI DA LEGGERE A FEBBRAIO

Febbraio sembra avere ingranato decisamente la marcia e tra proposte editoriali che stanno popolando la mia casella di posta insieme a incontri in libreria destinati a mettere mano al portafoglio, ecco puntuale come un orologio svizzero 3 libri assolutamente da leggere e da segnare nella vostra lista dei desideri perchè - lo so benissimo - un posticino per loro lo troviamo sempre! E, quindi, buttiamo sguardo con carta e penna sulle prossime uscite di Sara Rattaro, Lorenzo Marone, Laura Martinetti e Manuela Perugini.

UOMINI CHE RESTANO di Sara Rattaro
Prezzo: 16.90€ | Pagine: 250
DAL 13 FEBBRAIO IN LIBRERIA
All'inizio non si accorgono nemmeno l'una dell'altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell'uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un'amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà.

UN RAGAZZO NORMALE di Lorenzo Marone
Prezzo: 16.00€ | Pagine: 288
DAL 22 FEBBRAIO IN LIBRERIA
Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel piccolo mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma il ricordo delle persone speciali e le loro piccole grandi azioni restano.

NIENT'ALTRO AL MONDO di Laura Martinetti e Manuela Perugini
Prezzo: 16.90€ | Pagine: 228
La vita, a volte, mette davanti allo stesso istante. 
È così per Alma e Maria che scoprono di essere in attesa di un figlio a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. Sono in momenti diversi della loro esistenza, eppure d’un tratto così simili. Ed è sempre stato così per loro due: amiche dai banchi del liceo non c’è pianto che non sia stato consolato o risata che non abbia avuto la sua eco. Nonostante la distanza e nonostante le cur­ve del destino. Ma ora è arrivata la notizia che cambia tutto. Quella notizia che riempie di paura e di emozione. Le loro strade, però, si dividono presto: il sogno di Alma continua mese dopo mese, mentre quello di Maria si spezza in una fredda giornata d’inverno. Ed è allora che l’amicizia che le lega deve stringere i fili della sua rete. È allora che ognuna di loro deve trovare la forza di dare spazio all’altra, superando il proprio dolore o la propria gioia. Perché dolore e gioia possono confondersi, scambiarsi, sorprendere. Perché si è fragili e forti nello stesso tempo, come l’argilla. Alma e Maria scoprono che dire tutto quello che c’è in fondo al cuore spesso è un’impresa difficile. Ma non è così se abbiamo accanto chi sa ascoltare. Chi ci fa sentire come se non ci fosse nient’altro al mondo. Alma e Maria vivono sulla loro pelle che la maternità è un viaggio fuori e dentro di sé. Qualunque sia il suo esito. Perché si può essere madri in mille infiniti modi. Si può essere amiche in mille infiniti modi. Si può essere donne in mille infiniti modi.

Non semplici consigli di lettura perchè questi romanzi saranno molto, ma molto presto protagonisti nel Blog in diverse vesti. E voi, quali avete aggiunto alla vostra wish-list?
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[ BLOGTOUR ] Un Giorno Solo di Felicia Yap | E se fosse un film?

Una delle domande più frequenti e immancabili che affollano la mente di ognuno di noi durante la lettura di un romanzo suona più o meno così: E se fosse un film? Ebbene oggi, nella terza tappa del BT dedicato a Un giorno solo di Felicia Yap per Piemme voglio portarvi nel suo mondo ipotetico e cinematografica. Quali volti avrò associato ai mutevoli protagonisti  di questa storia? Quale musica farà da colonna sonora ad ogni sua scena? È ora di scoprirlo insieme.

UN GIORNO SOLO di Felicia Yap
Prezzo: 19.50€ | Pagine: 408
Una cittadina addormentata nei pressi di Cambridge, immersa nell'umido clima inglese. Qui, nella sua bella casa, Claire Evans si sveglia e, come ogni mattina, è costretta a consultare il suo diario elettronico per sapere chi è l'uomo accanto a lei. "Nome: Mark Henry Evans. Età: 45 anni. Occupazione: romanziere con ambizioni politiche. Ci siamo sposati alle 12.30 del 30 settembre 1995 nella cappella del Trinity College. Alle nozze hanno assistito nove persone". Ogni mattina, Claire deve reimparare tutto, o quasi. Perché lei, come molti altri, appartiene alla grigia maggioranza dei Mono: persone il cui cervello, dopo i diciotto anni, non è più in grado di accumulare nuova memoria, e che dunque ricordano soltanto il giorno prima. I Duo come suo marito Mark, invece, hanno una marcia in più: riescono a ricordare fino a due giorni prima. Quarantotto ore. Ventiquattr'ore di superiorità. In un mondo del genere, in cui l'unica cosa che ti lega a ieri è il tuo iDiary, anche per le tue stesse emozioni devi affidarti alle parole che hai scritto. Se sei triste, non sai perché. Se hai paura, non sai perché. E Claire ha paura. Tutti i giorni. Specie da quando Mark è stato accusato dell'omicidio di una donna. In una corsa contro il tempo, prima che Mark stesso dimentichi ciò che ha fatto, Claire dovrà scoprire, aiutata dal detective Hans Richardson della polizia del Cambridgeshire (un uomo che a sua volta lotta con la propria, fallibile memoria), chi ha ucciso quella donna e soprattutto chi è davvero suo marito.

UN SALTO AL CINEMA

La sala si sta riempiendo, minuto dopo minuto. Ecco. Le luci si sono spente, finalmente. 
Un leggero brusio accompagna le prime parole che compaiono sullo schermo nero
« Oh sì. L'atto della vendetta sarà facile. Perchè la tua vita sarà distrutta, ma nessuno si ricorderà di quello che io ti ho fatto. Nessuno tranne me. »
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[ RECENSIONE ] So Tutto di Te di Clare Mackintosh | DeA Planeta

Buongiorno miei cari Lettori! 
Il mio mood di oggi è decisamente agrodolce. L'ultimo giorno di lavoro che coincide con una mattina di acqua torrenziale e con il pensiero di dover iniziare tutto dal principio. Speranza, colloqui e curriculum. 
Non so dove il futuro mi porterà, ma ora so per certo che questo piccolo angolo rimarrà sempre una certezza per me ( e spero anche per voi ). Quindi, via la tristezza e dedichiamoci alla recensione di oggi: So tutto di te di Clare Mackintosh per DeA Planeta che ringrazio per la copia digitale. 

SO TUTTO DI TE di Clare Mackintosh
Prezzo: 17.00€ | Pagine: 444
È il solito viso stanco quello che Zoe Walker, madre quarantenne e divorziata di due figli, intravede riflesso nel finestrino del treno che la sta riportando a casa. È un venerdì come tanti, e dopo un'intera settimana trascorsa ad assecondare un capo impossibile, tutto ciò che desidera è accoccolarsi sul divano tra le braccia del nuovo compagno, Simon. Ma mentre sfoglia impaziente e distratta una copia della London Gazette, la sua mano si blocca di colpo. Perché il volto di donna che pare fissarla da quelle pagine gualcite, un po' fuori fuoco ma inconfondibile in mezzo alle immagini equivoche delle hotline a pagamento, altri non è che il suo. E se i famigliari insistono che debba trattarsi di un errore o di uno scherzo, Zoe non può fare a meno di restarne turbata, anche quando l'indirizzo web che accompagna la foto si rivela inesistente. La sua inquietudine si trasforma in incubo quando, sullo stesso giornale e corredata dal solito indirizzo Internet, appare la foto di un'altra donna, che in capo a pochi giorni viene ritrovata uccisa alla periferia di Londra. Nessuno, nelle forze dell'ordine o in famiglia, sembra disposto a credere che tra l'omicidio e gli annunci del misterioso sito findtheone.com possa esistere un legame. Ma mentre il conto delle vittime sale inesorabile, il sospetto che quella di Zoe non sia semplice paranoia si fa strada nella mente dell'agente Kelly Swift, abile e impulsiva detective in cerca di riscatto.
Per una volta voglio partire dalla fine. Dovete leggere So tutto di te di Clare Mackintosh? 
Direi proprio di sì ed ora vi spiego il perchè. 

Partiamo dal presupposto che non mi aspettavo nulla in particolare da questa lettura e, anzi, vi confesso, che So tutto di te è stato uno strappo ad un programma di lettura che sembrava viaggiare su un binario a senso unico. Thriller, ovviamente. Quindi - mi sono detta - perchè non fare un'ulteriore sosta? 
Chiamiamolo sesto senso o sfrontata intuizione, ma in ogni caso mi sono trovata tra le mani una storia coinvolgente e dinamica, sospinta da un ritmo narrativo serrato e coerente che accompagna il lettore al centro esatto di una scena senza contorni, offuscata, pericolosa. avvincente. Leggere So tutto di te di Clare Mackintosh è stato come ritrovarsi in un'ambiente familiare, cullata da quelle sensazioni di inquietudine ed incertezza a me doverosamente care quando si parla del genere in questione. Una storia coerente e ben costruita che rispecchia molti dei punti focali di un thriller psicologico intenso e coinvolgente, in grado di spingere il lettore ad un approccio vorace e senza freni.
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