[ RECENSIONE ] Sulla sedia sbagliata di Sara Rattaro | Garzanti

SULLA SEDIA SBAGLIATA di Sara Rattaro
130 pagine | €12.00 cartaceo

Una madre rimane sempre una madre. Non smette mai di esserlo. Qualunque cosa accada. Anche quando non esiste nulla di più difficile al mondo. Lo sa bene Francesca, che ogni settimana va in carcere a trovare suo figlio accusato di un reato gravissimo: omicidio. Lei che continua a domandarsi dove abbia sbagliato. Perchè negli occhi di Andrea fatica a riconoscere il bambino che ha cresciuto. Ma il suo cuore non può fare altro che proteggerlo. E' la missione di ogni madre. Proprio quella missione che Teresa sente di aver fallito nel momento in cui sua figlia le è stata strappata via troppo presto in un incidente d'auto. Francesca è la madre di un carnefice, Teresa la madre di una vittima. Eppure sono solo due donne che devono in qualche modo superare la sconfitta delle loro speranze, dei loro sogni di un futuro felice per i figli.
Ricordo di aver conosciuto Sara Rattaro come lettrice praticamente per caso. Un normale pomeriggio d'autunno e il desiderio di una nuova lettura mi aveva condotto alla mia libreria di fiducia e lì ad un consiglio: prova con Sara Rattaro. L'ho fatto ed è stato davvero qualcosa di meraviglioso e sorprendente. Ecco perchè quando la Garzanti ha riportato in libreria il suo romanzo d'esordio non ho potuto davvero resistere: dovevo leggere Sulla sedia sbagliata.
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[ RECENSIONE ] La ragazza del treno di Paula Hawkins | Piemme

LA RAGAZZA DEL TRENO di Paula Hawkins
320 pagine | €10.90 cartaceo

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici e ogni mattina prende lo stesso treno che la porta alla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione nella veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto.La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma cosa ha visto davvero Rachel?
Cosa mi ha attirato verso questa lettura? Indubbiamente il titoloVivo da pendolare da non so più quanti anni oramai e perdere il conto mi fa pensare a quanto il tempo passi velocemente. Quindi, mi sono sentita automaticamente presa in causa, ma ve lo posso qui giurare, casomai il fato ci mettesse sullo stesso treno, non bevo come una spugna e soprattutto non vedo nulla oltre qualche centimetro dal mio naso. Non guardo mai fuori dal finestrino, anzi stare da quella parte mi ha sempre messo una certa ansia e, soprattutto, mi isolo al punto tale che nulla potrebbe mai attirare la mia attenzione fuori dalle parole del libro che abitualmente mi accompagna.
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[ RECENSIONE ] Younger di Pamela Redmond Satran

YOUNGER di Pamela Redmond Satran
277 pagine | €16.90 cartaceo

A volte nella vita basta dire.. sì. Così, quando Alice capisce che non ne può più di fare la casalinga divorziata nel New Jersey, decide di tornare a Manhattan, dalla sua vecchia amica Maggie, per "ricominciare". Ma come, se a 40 anni suonati, dopo quindici dall'ultima volta che è entrata in un ufficio, nessuna azienda che si rispetti potrebbe mai prenderla in considerazione per un lavoro? È così che quando Maggie le dà un'idea, Alice non può che lasciarsi convincere: fingersi una ventiseienne. Colpi di sole, jeans stretti, tacco alto, ed ecco che, nella notte di Capodanno, Alice diventa la se stessa di vent'anni prima. Ben presto trova lavoro in una casa editrice, e incontra Josh, un ragazzo che portava i pannolini quando lei era al liceo. Per la prima volta da quando aveva "davvero" 26 anni, o anche da prima, Alice capisce che la vita può essere piena di possibilità. Anche se, una di queste, è che la scoprano - specie quando Josh decide di fare sul serio.
Dopo la lettura di Bunker Diary mi sono ritrovata ad avere necessariamente bisogno di qualcosa di più easy, decisamente più leggero, altrettanto divertente, ma, allo stesso tempo, nulla di troppo scontato o banale. Così, gli occhi sono caduti proprio su Younger che avevo, in realtà, conosciuto scorrendo un articolo sulle nuove uscite di serie TV americane che - nemmeno a dirvelo - sono la seconda mia più grande passione. Protagonista di questa commedia è Alice, quarantaquattrenne, quasi divorziata, una figlia all'altro capo del mondo e con il cuore inevitabilmente spezzato.
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[ RECENSIONE ] Bunker diary di Kevin Brooks | Piemme

BUNKER DIARY di Kevin Brooks
304 pagine | €15.00 cartaceo

Linus, sedici anni, insieme a quattro adulti e una ragazzina di nove, si trova intrappolato in un bunker, uno spazio claustrofobico da cui nessuno può fuggire. Sono stati rapiti da qualcuno che si è presentato loro ogni volta in modo diverso e non sanno perchè sono stati scelti. Spiati da decine di telecamere e microfoni persino in bagno, dovranno trovare un modo per sopravvivere. Bunker Diary è un incubo da vivere sulla propria pelle attraverso le pagine del diario di Linus, in un'escalation di umiliazioni, meccanismi perversi e violenza fisica e psicologica dall' uomo di sopra.
Ci sono libri che ti avvolgono nella loro rassicurante sicurezza, altri che ti portano lontano verso mondi che, altrimenti, non potresti conoscere e poi ci sono quei libri che ti tengono in pugno, che ti racchiudono dentro una mortale morsa fatta di paure, ansie ed incontrollabili timori, senza una spiegazione logica. Questo è Bunker Diary.  Un romanzo spiazzante, crudele e capace di infiltrarsi nella psiche di ogni suo lettore. Il giorno della sua uscita ne sono rimasta affascinata sia per il titolo che per una copertina di mano quasi infantile; entrare dentro la storia è stato qualcosa di assolutamente spiazzante che mi ha costretta ad essere parte di un piano perfido ed incomprensibile attraverso le lacrime e le paure dei suoi protagonisti. Bunker Diary è la storia di un rapimento all'apparenza casuale, operato secondo modalità molto diverse e verso persone che nulla hanno veramente in comune. Non sono stati chiesti riscatti. Non ci sono comunicazioni. Né minacce o parole.
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[ RECENSIONE ] La torre di Ruin di Simon Toyne | Sperling

LA TORRE DI RUIN di Simon Toyne
404 pagine | €9.90 digitale

L'FBI deve indagare su un caso molto particolare: la NASA ha perso il controllo del telescopio Hubble che ora punta verso la terra. Su tutti i pannelli di controllo si legge un unico messaggio: l'umanità non deve cercare oltre! Poco dopo cominciano a prodursi inquietanti fenomeni naturale e in tutto il mondo la gente prova l'impulso di cercare rifugio tra le mura di casa. La risposta dell'enigma si trova a molti chilometri di distanza, in un luogo mistico in pieno deserto dove Liv Anderson, la donna che incarna un'antica profezia, affronterà la rivelazione finale, custodita per millenni nella Cittadella di Ruin, per fermare l'apocalisse.
Voltare l'ultima pagina di La Torre di Ruin con il fiato sospeso, tirando un lungo sospiro di sollievo come dopo una corsa improvvisa e forzata in discesa, verso la meta, fa capire come Simon Toyne sia riuscito egregiamente nel suo intento. Un romanzo che è la chiusura perfetta di una trilogia che fa della cospirazione religiosa il suo fulcro più importante, ma arricchendola di dettagli personali che lo trasforma in un libro da leggere tutto d'un fiato, assaporandone ogni minima sfaccettatura, entrando nella mente di ogni suo personaggio e scoprendo che l'epilogo tanto professato non è altra che l'altro faccia di un'umana medagliaCercando di evitare, come mio dovere, ogni minima percentuale di spoiler, aprendo La Torre di Ruin ci ritroviamo a ripercorrere gli eventi e le questioni non risolte dei due libri precedenti; assistiamo ad un continuo sbalzo temporale dal presente agli otto mesi precedenti, teatro degli avvenimenti più importanti e salienti, fino al momento in cui tutte le storie personali e i diversi percorsi scientifici vanno inevitabilmente a congiungersi.

Penso che uno dei principali punti di forza di questa trilogia, ribadito egregiamente nel suo epilogo, sia l'eccellente grado di caratterizzazione di ogni singolo personaggio che si presenta al lettore, durante il proseguo della narrazione, con forza, decisione ed assoluta credibilità. Ritroviamo Gabriel alle prese con un viaggio tortuoso e contro il tempo verso le sinistre mura della Cittadella di Ruin; viviamo i tormenti di Liv, costretta ad affrontare eventi imprevisti e fuori da ogni logica in pieno deserto, mentre la profezia sembra sempre più prendere spazio e guadagnare terreno in ogni sua azione, in ogni più piccola decisione, nel suo destino e, soprattutto, in quel futuro incerto che i suoi occhi stentano a comprendere, giorno dopo giorno. Mentre, dall'altra parte del mondo, sono in corso atti vandalici che portano alla distruzione di due importanti e sofisticati telescopi della NASA per mano di quello che sembra essere un gruppo ben organizzato di fanatici religiosi, pronti ad accogliere la venuta del loro Signore nell'avvicinarsi di una quanto mai certa Apocalisse e disposti a mettere a rischio la propria vita per spianare la strada alla Luce contro l'oscurità portata nel mondo da millantatori ed eretici. Un piano di punizione e vendetta che disseminerà nel mondo autentico panico, attraverso messaggi criptici e assassinii legati da un sottile filo conduttore che verrà seguito, non senza poche difficoltà, da una giovane recluta dell'FBI ed il suo burbero superiore.

Quello che ho particolarmente amato è stata l'assoluta credibilità e profondità delle interazioni personali, tale da essere totalmente inglobata e catturata dalla vita di ogni personaggio, percependone ogni più piccola sfaccettatura come fosse la mia. Solitamente, il problema che ho riscontrato in romanzi di questo genere è sempre stato quello di forzare un po' la mano e la penna, in questo caso, tentando di far combaciare le esigenze del thriller con il ritmo serrato che una cospirazione richiede. Fortunatamente Toyne riesce perfettamente a legare queste due essenziali caratteristiche in modo molto automatico, quasi naturale, tale da rendere la narrazione molto scorrevole e dinamica, quasi cinematografica, mi verrebbe da osare. Lasciando, poi, spazio all'immaginazione peculiare di ogni singolo lettore nel costruire liberamente le singole scene nella propria mente che, almeno per quanto mi riguarda, rappresenta quella tanto decantata ciliegina sulla torta che ogni romanzo, degno di questo nome, dovrebbe offrire.

Perchè vi consiglio La Torre di Ruin. Se hai amato le ambientazioni mistiche e il ritmo incessante e cadenzato di Dan Brown, questo libro farà al caso tuo. Non c'è spazio per pensare. Non ci sono noiose pause o ripetizioni inutili che finiscono per appesantire la narrazione, ma, anzi, pagina dopo pagina il caos aumenta e l'irrequietezza dei personaggi diventa quasi tangibile. Un romanzo che vi restituirà il fiato solo alla lettura della parola fine.
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