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[ RECENSIONE ] Il Tatuatore di Auschwitz di Heather Morris

Come anticipato a più riprese nella pagina facebook, nella Giornata della Memoria voglio condividere con voi la mia opinione su un romanzo che mi ha fatto compagnia durante le mie solitarie pause pranzo di questa ultima settimana. Un romanzo che è una testimonianza diretta di come l'amore possa realmente nascere anche nel luogo che è simbolo dell'eccidio nazista. Auschwitz è, infatti, il punto d'incontro di due anime: belle, pure, coraggiose. Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris per Garzanti è la storia vera, combattuta e sofferta di Lale e Gita.

IL TATUATORE DI AUSCHWITZ di Heather Morris
Prezzo: 17.90€ | Pagine: 223
Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento in poi sarà solo una sequenza inanimata di numeri tatuata sul braccio. Ad Auschwitz Lale, ebreo come loro, è l'artefice di quell'orrendo compito. Lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo. Quel giorno però Lale alza lo sguardo un solo istante. Ed è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non può più dimenticare. Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito. La ragazza racconta poco di sè, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno il passato. Eppure sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Ma dove sono rinchiusi non c'è posto per l'amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l'amore è un sogno ormai dimenticato. Non per Lale e Gita che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino vuole separarli nella gola rimangono strozzate quelle parole che hanno solo potuto sussurrare. Parole di un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle dire di nuovo. Dovranno crederci davvero per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.
Probabilmente non siamo abituati ad associare una storia d'amore alle privazioni fisiche e psicologiche, alle violenze e ai soprusi, agli atroci esperimenti condotti all'interno dei campi di concentramento. Eppure Il tatuatore di Auschwitz racconta proprio questo. La storia d'amore di Lale e Gita. Due anime perdute che si sono incrociate, protette ed amate nel luogo più oscuro e senza speranza del mondo. L'amore può vivere anche nel luogo simbolo della sterminazione ebrea?

Il romanzo di Heather Morris che racchiude anni di testimonianza diretta con il suo protagonista - Lale Solokov - è l'esemplificazione spontanea e naturale di un amore che fiorisce nel campo di concentramento di Auschwitz, diventando presto un luminoso barlume di speranza nel cuore di un soffocante grigiore che risuona di dolore, di sofferenza e di morte percepiti in ogni angolo, negli occhi sperduti di ogni prigioniero, nei colori e negli odori sprigionati dai forni crematori appena costruiti. Siamo all'inizio di un incubo divenuto presto realtà quando l'eccidio nazista era ancora solo leggi e brutali teorie. Un orrore che avrebbe potuto essere calpestato, distrutto, annientato e che, invece, si è nutrito del silenzio colpevole di troppe persone, propagandosi con estrema velocità e nutrendosi di un odio ingiustificato senza precedenti. Lale è il tatuatore di Auschwitz.
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[ RECENSIONE ] Fiori Sopra L'Inferno di Ilaria Tuti | Longanesi

Buongiorno Lettori! 
Solitamente non siamo abituati ad associare al genere thriller il termine poesia, ma credo che sia particolarmente evidente durante la lettura di Fiori sopra l'inferno come Ilaria Tuti sia riuscita anche in questo. Un romanzo che sa perfettamente come scuotere la mente ed il cuore grazie ad una storia che coinvolge e convince fin dalle prime battute. Uno stile ricco ed aggraziato, fresco e maturo in grado di sorprendere e lasciare senza fiato.
Questo è l'esordio letterario di Ilaria Tuti con Fiori sopra l'inferno per Longanesi.

FIORI SOPRA L'INFERNO di Ilaria Tuti
Prezzo: | Pagine: 372
« Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura... »

La nuova promessa del thriller italiano è donna.
Un esordio letterario che scuote la mente e il cuore.
Fiori sopra l'inferno rappresenta l'esordio di una scrittrice di talento di cui certamente sentiremo parlare per molto tempo. Ilaria Tuti in questo romanzo racchiude l'essenza stessa del genere letterario in questione caratterizzato da un ritmo cocente ed implacabile e da una pura intensità sostanzialmente intima e silenziosa capace di scavare in modo coeretente ed efficace nei meandri più oscuri, pericolosi ed impenetrabili della mente umana. 
Una storia in grado di racchiudere elementi di sorpresa e crescente tensione che risulta essere spontaneamente in grado di spingere il suo inquieto lettore ben oltre la naturale, vorace lettura.

Onestamente non mi sento di addentrarmi sulla trama di Fiori sopra l'inferno che, a mio personalissimo avviso, merita di essere scoperta e fiutata, pagina dopo pagina. Invece, voglio mettere in risalto i punti di forza che mi hanno fatto apprezzare un romanzo che ha ben poco delle apparenti insicurezze di un esordio letterario, rafforzato da una freschezza narrativa e maturità stilistica  che Ilaria Tuti sa bilanciare con acume ed intelligenza, senza mai perdere il contatto visivo ed emotivo con il suo lettore. Due dei maggiori punti di forza facilmente rilevabili durante la lettura di Fiori sopra l'inferno sono indubbiamente i personaggi e le ambientazioni che, in modo particolare, riescono a solleticare - fin dalle primissime battute - curiosità e fervida immaginazione. Un'attenzione particolare alle descrizioni naturali e visive di un'ambientazione chiaramente complessa ed ostile - per quanto narrativamente affascinante - che permette al lettore di scoprire una ritrovata suggestione assistita da un talento narrativo che non lascia mai nulla al caso, ma che anzi riesce a cogliere le sfaccettature più intime, curiose, coinvolgenti.
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[ APPUNTAMENTO IN LIBRERIA ] Il Bambino Del Treno di Paolo Casadio

Buongiorno Lettori!
La mia storia con Il bambino del treno di Paolo Casadio è quella di una lunga corsa contro un corriere un po' svogliato e una ricevuta di mancata consegnata nascosta sotto lo zerbino. Un romanzo che avrebbe dovuto essere tra le mie mani almeno una settimana fa, è giunto a destinazione solo da poche ore con mia grande gioia e sorpresa, amando leggere contesti storici e storie intense nella settimana che ci accompagna verso la Giornata della Memoria. Per forza di cose non riuscirò a condividere con voi il mio pensiero entro sabato, ma sicuramente troverete la recensione di Il bambino del treno nel Blog la prossima settimana. Ne ho sfogliato i primi capitoli proprio ieri sera e la storia mi ha immediatamente coinvolto, appoggiata da una scrittura intensa e comunicativa. Ecco perchè oggi ho pensato di presentarvelo, Il bambino del treno è pronto per essere aggiunto alla vostra wishlist.

IL BAMBINO DEL TRENO di Paolo Casadio
Prezzo: 17.50€ | Pagine: 240
Il casellante Giovanni Tini è tra i vincitori del concorso da capostazione, dopo essersi finalmente iscritto al pnf. Un'adesione tardiva, provocata più dal desiderio di migliorare lo stipendio che di condividere ideali. Ma l'avanzamento ottenuto ha il sapore della beffa, come l'uomo comprende nell'istante in cui giunge alla stazione di Fornello, nel giugno 1935, insieme alla moglie incinta e a un cane d'incerta razza; perché attorno ai binari e all'edificio che sarà biglietteria e casa non c'è nulla. Mulattiere, montagne, torrenti, castagneti e rari edifici di arenaria sperduti in quella valle appenninica: questo è ciò che il destino ha in serbo per lui. Tre mesi più tardi, in quella stessa stazione, nasce Romeo, l'unico figlio di Giovanni e Lucia, e quel luogo che ai coniugi Tini pareva così sperduto e solitario si riempie di vita. Romeo cresce così, gli orari scanditi dai radi passaggi dei convogli, i ritmi immutabili delle stagioni, i giochi con il cane Pipito, l'antica lentezza di un paese che il mondo e le nuove leggi che lo governano sembrano aver dimenticato. Una sera del dicembre 1943, però, tutto cambia, e la vita che Giovanni, Lucia e Romeo hanno conosciuto e amato viene spazzata via. Quando un convoglio diverso dagli altri cancella l'isolamento. Trasporta uomini, donne, bambini, ed è diretto in Germania. Per Giovanni è lo scontro con le scelte che ha fatto, forse con troppa leggerezza, le cui conseguenze non ha mai voluto guardare da vicino. Per Romeo è l'incontro con una realtà di cui non è in grado di concepire l'esistenza. Per entrambi, quell'unico treno tra i molti che hanno visto passare segnerà un punto di non ritorno.
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[ CONSIGLI DI LETTURA ] Il Tatuatore di Auschwitz di Heather Morris

Con l'avvicinarsi della Giornata della Memoria torna una tradizione che porto avanti da qualche anno - ancora prima di aprire Blog e pagina facebook - e che vedrà come protagonista il romanzo di Heather Morris, Il Tatuatore di Auschwitz. È la storia di Lale e Gita. Del dolore che hanno conosciuto e dell'amore che lo ha sconfitto. 

IL TATUATORE DI AUSCHWITZ di Heather Morris
Prezzo: 17.90€ | Pagine: 208
Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, sa-ranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare. Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.

Un romanzo sul potere della sofferenza sulle luci della speranza che condividerò molto presto con voi in queste pagine. Troverete, infatti, la recensione di Il tatuatore di Auschwitz online il 27 Gennaio.
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[ RECENSIONE ] La Figlia Modello di Karin Slaughter | HarperCollins

La mia prima lettura di questo 2018 si apre stranamente all'insegna del thriller insieme al nuovo romanzo di Karin Slaughter - La figlia modello - pubblicato da HarperCollins Italia.
Un romanzo che si trova al centro di un crime con tinte gialle ed un forte impatto psicologico in grado di coinvolgere e convincere, allo stesso tempo. 

LA FIGLIA MODELLO di Karin Slaughter
Prezzo: 18.90€ | Pagine: 572
Sono passati ventotto anni da quando una brutale aggressione ha sconvolto l'adolescenza di Charlotte e Samantha Quinn. Quel giorno la loro madre è stata uccisa, il padre, un noto avvocato difensore, non si è mai ripreso del tutto dalla tragedia e a poco a poco la famiglia si è disintegrata. Charlie ha cercato di andare avanti con la propria vita, ha seguito le orme del padre e da brava figlia modello lavora con lui nel suo studio legale, ma i segreti legati a quella terribile notte nel bosco continuano a tormentarla. Poi un gesto di inspiegabile violenza sconvolge la monotonia di Pikeville, la tranquilla cittadina di provincia in cui vive: una ragazza ha aperto il fuoco nel corridoio della scuola, uccidendo il preside e ferendo una compagna. Per Charlie è come precipitare in un incubo. E non solo perché il primo testimone ad arrivare sulla scena del crimine è lei. Ciò che è accaduto l'ha colpita profondamente, spingendola a convincere il padre a occuparsi del caso. Ma l'ha anche riportata indietro nel tempo, a quel passato cui si illudeva di essere sfuggita. Perché ciò che ha nascosto per quasi trent'anni si rifiuta di rimanere sepolto...
Se ancora non conoscete Karin Slaughter probabilmente vi state perdendo una scrittura incivisa e coinvolgente, uno stile linguistico incantevole e misterioso, una narrazione potente e curiosa, un'autrice che è stata a più riprese descritta come la regina del crime e diamine se hanno ragione! 
La Slaughter torna in libreria con La figlia modello presentandoci un romanzo che, a primo impatto, sembra avere ben poco in comune con i suoi precedenti lavori. Pur aprendosi con una tragedia familiare di imponenti e dolorose conseguenze, infatti, la storia sembra evolversi con qualche difficoltà, sospinta da un vento incomprensibilmente calmo e fin troppo ordinario. Almeno questa è la sensazione che avvolge il lettore durante la prima parte del romanzo, chiamato a prendere coscienza di situazioni, evoluzioni e personaggi di cui abbiamo avuto solo un breve, ma potente assaggio nel suo prorompente prologo.
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[ RECENSIONE ] L'Uomo del Labirinto di Donato Carrisi | Longanesi

Esistono scrittori di genere e maestri del genere e Donato Carrisi appartiene indubbiamente alla seconda categoria. Ecco perchè -  se siete amanti del thriller come la sottoscritta - L'uomo del labirinto edito Longanesi non può certo mancare nella vostra libreria in un imperdibile ritorno narrativo che respira intensità, purezza, perfezione. 

L'UOMO DEL LABIRINTO di Donato Carrisi
Prezzo: 19.00€ | Pagine: 400
L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro. Là fuori c’è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l’ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c’è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine… E questa è l’occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L’Uomo del Labirinto l’ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.
Chi sono i figli del buio? Sono bambini e bambine condannati all'oblio dopo essere stati strappati con la forza o l'inganno alla loro perfetta innocenza, segregati negli antri più oscuri ed inavvicinabili, costretti a subire abusi fisici e psicologico che cambieranno il loro cuore, per sempre. 
Samantha Andretti è una di loro
Lei -  a differenza di molti che si sono, invece, arresi al male degli adulti - è riuscita a sfuggire al suo persecutore, a riemergere dall'oscurità dopo quindici lunghi anni di un incubo impronunciabile, rinchiusa ancora bambina in un misterioso labirinto fatto di pietra e stanze vuote e costretto a subire un gioco subdolo ed inumano dove era il mostro a dettare tempi e regole. Ma come ha fatto Samantha ad evadere con apparente facilità dalla sua prigione? Cosa è accaduto in quel lungo lasso di tempo? Ma, soprattutto, chi si nasconde dietro L'uomo del labirinto?
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