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[ RECENSIONE ] L' Inganno delle Pagine Segrete di John Harding

Durante l'ultimo viaggio da pendolare, ho terminato la lettura di L'inganno delle pagine segrete di Harding che, nella mia più totale sbadataggine, ho scoperto  non essere null'altro che il seguito de La Biblioteca dei Libri ProibitiMa andiamo con ordine.

L'istituto con le sue antiche torri svetta solitario sull'isola sferzata dal vento. Quella è l'unica casa che Jane conosce. Perchè Jane, bellissima e silenziosa, non ricorda chi è. Non ricorda la sua età nè da dove proviene. Nel buio e tetro edificio la sua stanza preferita è la biblioteca. Sente come uno strano richiamo che la attira verso quel luogo, a lei proibito. Fino al giorno in cui arriva qualcuno in grado di aiutarla: il dottor Sherperd crede che i libri abbiano il potere di arrivare nel profondo delle persone. Il potere di far ritrovare sè stessi. Giorno dopo giorno i versi di Shakespeare e i romanzi di Charles Dickens fanno riaffiorare piccoli frammenti nella memoria di Jane. E quando fra i corridoi dell'istituto cominciano a riecheggiare rumori sinistri e avvengono morti misteriose, non c'è più tempo! 
L'inganno delle pagine segrete è un titolo sostanzialmente fuorviante che può portare il lettore ad immaginarsi una determinata trama per poi ritrovarsi in una realtà molto diversa - a tratti anche deludente - come accaduto in precedenza con La Biblioteca dei Libri Proibiti. In questo romanzo, ci ritroviamo immersi in un'ambientazione assolutamente gotica e colma di mistero a partire dal suo protagonista - o meglio uno dei tanti! - il Dott. Sheperd: un uomo che porta con sè mistero e segreti da cui fugge e sarà costretto a fuggire per tutta la vita. In realtà, John Harding non si sofferma molto nel farci scoprire il suo passato o la ragione di quei silenzi, lasciando al lettore la piena responsabilità di risolverne il mistero e di rivelare i suoi inganni. Ma il manicomio, ambientazione perfetta per questo genere di romanzo, racchiude enigmi e segreti che vanno ben oltre la superficie, ma che risiedono in tempi passati, in storie taciute e in rivelazioni che, con estreme conseguenze, verranno portate alla luce.
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[ RECENSIONE ] Lo Strano Caso dell' Apprendista Libraia di D. Meyler

Uno dei miei più grandi sogni fin da bambina è stato quello di lavorare in una libreria, immersa nel profumo dei libri, assaporando ogni nuova uscita, gustando ogni anteprima. Ecco perchè - trovandomelo davanti - ho detto di sì a Lo Strano Caso dell' Apprendista Libraia.
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[ RECENSIONE ] Il Canto delle Parole Perdute di Andrés Pascual

In questa giornata decisamente invernale voglio condividere con voi la recensione di un romanzo che è sostato nella mia chilometrica lista dei desideri per vari mesi. Un libro letto nella seconda metà di novembre, essenzialmente durante i miei obbligati viaggi di pendolare tra casa, università e ritorno.
Il canto delle parole perdute di Andrés Pascual.

Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti  prima dell'appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell'inferno. Tokio, febbraio 2011. Emilian Zach, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell'energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall'idea di rintracciare il primo amore della nonna.


Il canto delle parole perdute è un romanzo in grado di arrivare dritto al cuore fin dalle prime pagine. E' un romanzo che non potrà lasciare indifferenti; un libro che racchiude amore e dolore, gioia e speranza, dolcezza e crudezza, vita e morte. Questo titolo è rimasto per tanto tempo ad attendere nella mia wishlist, in attesa del momento giusto per poter essere letto e vissuto. Pascal riesce perfettamente a rappresentare - utilizzando anche scene dure e disarmanti! - la tragedia storica moderna delle due bombe atomica di Hiroshima e Nagasaki.

Ed essendo sinceramente affascinata dalla cultura giapponese, in tutta la sua magnificenza e celato mistero, trovo veramente difficile trovare un difetto specifico ad un libro che mi ha colpito dritto al cuore, che mi ha coinvolto e conquistato, pagina dopo pagina. Il Canto delle Parole presenta due diverse storie d'amore che vivono in due contesti ed in due realtà storiche molto diverse; due storie d'amore che per il solito ed immancabile gioco del destino finiscono irrimediabilmente per scontrarsi portando ad esiti e conseguenze impreviste. Kazuo e Juno, un amore adolescenziale che finisce per essere inevitabilmente distrutto a seguito della seconda bomba su Nagasaki, atto che porterà con sé dolore e morte, ricerche e viaggi, paure ed incertezze, ma con quella costante consapevolezza di un puro amore profondo che mai potrà mai assopirsi.

Emilian e Mei, un amore improvviso ed imprevisto, come sono molti amori dei giorni nostri. Lui, funzionario delle Nazioni Unite in crisi e convinto sostenitore dell'energia atomica, e lei, nipote di Junko, proprietaria di una galleria d'arte giapponese, con il solo scopo di ritrovare l'amore perduto di una donna oramai alla fine dei suoi giorni. Il romanzo si alterna tra due mondi e contesti diversi dove due storie d'amore finiscono per abbracciare il lettore nel viaggio, impervio e complicato, fino alla verità. Descrivere questo libro come un semplice romanzo d'amore non è sufficiente e non renderebbe, altrimenti, il giusto merito all'opera del suo autore. Infatti Pascal, proprio attraverso la chiave del romanticismo, riesce a trattare ( con la dovuta dose polemica! ) una tematica forte e sentita, discussa e ribattuta, quale quella dell'energia atomica, che non può certamente lasciare indifferenti, che, posso scommetterci, riuscirà a toccare la coscienza di ogni lettore.

Procedendo con la lettura, ho provato una profonda connessione con il personaggio di Junko. 
Un personaggio che, in realtà, non viviamo fisicamente durante la narrazione, ma che si riesce a percepire nello spirito e nella forza di una donna innamorata che mai si arresa alla vita, ma che ha sempre continuato a lottare in attesa di rivedere quegli occhi, di risentire quella voce, di rivivere quelle emozioni lasciate, incolpevolmente, indietro.
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[ RECENSIONE ] Ogni giorno di David Levithan | Rizzoli

Ed è arrivato il momento della prima recensione
Ho terminato di leggere questo romanzo qualche giorno fa. Anche questa volta si è trattata di una scelta guidata dal puro e semplice istinto, avendo intravisto questo titolo in una serie quasi infinita di libri ed incuriosita da quel Ogni Giorno che dice tutto e niente, ma procediamo con ordine.

Da quando è nato, A si sveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr'ore abita il corpo di un suo coetaneo che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile. Per la prima volta si innamora e cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione. E Rhiannon s'innamora a sua volta dell'anima di A. Ma dimenticare il suo involucro, ogni giorno diverso, è difficile e pian piano la loro relazione si fa più delicata di un vetro fragile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, prende a lasciare nelle esistenze quotidiane strascichi del suo passaggio e qualcuno se ne accorge.
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