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[ REVIEW PARTY ] Non Si Uccide Per Amore di Rosa Teruzzi | Sonzogno


Ieri - giorno dell'uscita in libreria di Non si uccide per amore di Rosa Teruzzi - si è concluso il nostro blogtour con la recensione in anteprima di La Biblioteca di Eliza. Oggi, invece, scopriremo le opinioni degli altri partecipanti in un imperdibile review party dove vi presenteremo il terzo capitolo di una serie puramente gialla, accattivante ed originale che - sono certa - voi non vi siete persa, vero? 
Qualora foste malauguratamente in quel 0.01% provo a stuzzicare la vostra curiosità e farvi mettere mano al portafoglio. Scommettiamo? 

NON SI UCCIDE PER AMORE di Rosa Teruzzi
Prezzo: 14.00€ | Pagine: 240
Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all'episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent'anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un'attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che - ora lo vede bene - alcuni particolari, nell'archiviazione del caso, la convincono sempre meno...
Non si uccide per amore segna l'atteso ritorno del trio di detective più scatenato del panorama letterario italiano e terzo capitolo di una serie capace di unire investigazione e spiccata ironia in modo puntuale, critico e coinvolgente come, d'altronde, è l'inconfondibile penna di Rosa Teruzzi.

Un nuovo caso, infatti, si affaccia in modo ostinato alla porta del casello dove La Fioraia del Giambellino si trova alle prese con il difficile compito di far combaciare l'apparente normalità con un dolore intimo e profondo. Domande, teorie e malcelati sospetti spingono, infatti, Libera a prendere in mano il suo presente alla ricerca di lontane risposte che dovranno inevitabilmente vedere la luce.
Cosa è accaduto veramente a Saverio in quel maledetto parcheggio? 
A chi appartiene quella mano che popola i suoi incubi?
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[ BLOGTOUR ] IO QUI, TU LA' di Mauro Zucconi | Fazi Editore | Personaggi


Avete mai pensato di scrivere al vostro scrittore preferito? Cosa accadrebbe se la vostra intraprendente mail trovasse, infine, risposta? Scopriamo insieme i personaggi principale del romanzo di Mauro Zucconi - Io qui, tu là - per Fazi Editore.  

IO QUI, TU LA' di Mauro Zucconi
Prezzo: 16.00€ | Pagine: 222
Eugenio è uno scrittore la cui prima aspirazione è sempre stata quella di essere felice. A trentacinque anni, però, si ritrova stretto in una relazione frustrante, non ha veri amici, è sempre più solo, senza speranze né prospettive. Da troppo tempo ormai vive una storia soffocante con Addolorata: i due si disprezzano, stanno male insieme, ma non riescono a prendere l’unica decisione che sarebbe opportuno prendere, quella di lasciarsi. A salvare Eugenio dallo sconforto e dall’apatia che ormai caratterizzano le sue giornate è l’incontro telematico con un’intraprendente lettrice, nonché sua ammiratrice, che grazie a uno scambio di email dapprima sporadico, poi sempre più intenso, riuscirà a strappare il protagonista alla sua cronica insoddisfazione, dandogli motivo di rinnovare la sua voglia di vivere nella ricerca della felicità..

I PERSONAGGI

Eugenio scrittore, trentacinque anni. Fin da bambino, una prima aspirazione in apparenza banale, ma per nulla scontata ha sempre accompagnato Eugenio in ogni fase della sua vita: essere felice!
Una sensazione indispensabile quella delle felicità, magnetica e fugace, capace di innalzarci o di sbatterci a terra nell'arco di pochi secondi. Un magnetismo, appunto, capace di condurre l'uomo nel corso dei secoli verso misteriose vie, in molti casi accidentate e decisamente piene di buche. E per Eugenio la strada verso la felicità aveva la precisa fisionomia di una donna, eppure...
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[ BLOGTOUR ] Non Si Uccide Per Amore di Rosa Teruzzi | Iole


Dopo aver scoperto le prime righe di Non si uccide per amore di Rosa Teruzzi insieme a Scheggia tra le pagine, il nostro viaggio ci porta a prendere virtuale possesso della scena accompagnati da un personaggio istrionico e francamente irresistibile. Perchè, ammettiamolo, con Iole la noia non è di casa!

Credo di essermi innamorata follemente di Iole non più tardi di cinque secondi dal suo trionfale ingresso in scena.
D'altronde, come si può non amarla? Con un savoir faire puntualmente sopra le righe, Iole si insinua nel cuore del lettore senza difficoltà. Frizzante e scaltra, questa atipica nonnina tutta pepe porta con sè sferzate di vento improvviso, alimentato da battute pungenti che sanno far ridere di gusto. Una donna dotata di uno spregiudicato sesto senso ed un appettito implacabile. Si butta a capofitto in ogni nuova avventura - sentimentale ed investigativa - con l'istinto di un'eterna ragazzina.

Rosa Teruzzi - fin dalle prime battute - ci presenta una Iole ironica, incandescente ed imprevedibile con una propensione verso un ben limitato senso del pudore misto ad un' evidente idiosincrasia per la biancheria intima. Una moderna figlia dei fiori è quella che troviamo tra le pagine dei suoi romanzi che esprime fuoco e libertà, prendendo di petto la sua vita, senza disdegnare notti di fuoco e qualche sigaretta molto speciale. Iole è una donna indipendente e piena di brio, intraprendente quanto inarrestabile, sfrontata nei modi e con un cuore grande così. Certo, trovarla invischiata in posizioni oggettivamente scomode non è poi così inusuale! Immaginandomi figura e portamento della perfetta Iole non potevo che scegliere la portentosa Helen Mirren, attrice inglese di cinema e teatro, vincitrice di un Premio Oscar nel 2007 nonchè proprietaria di una masseria in Puglia. Non la trovate perfetta?

NON SI UCCIDE PER AMORE - GIVEAWAY
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[ RECENSIONE ] Ogni Giorno Ha Il Suo Male di Antonio Fusco | Giunti


Dopo la pausa durante la settimana milanese, il Blog torna al suo consueto splendore insieme ad una nuova recensione che porta il nome di Ogni giorno ha il suo male di Antonio Fusco per Giunti.

OGNI GIORNO HA IL SUO MALE di Antonio Fusco
Prezzo: 6.90€ | Pagine: 237
La sonnacchiosa provincia toscana di Valdenza è improvvisamente scossa dall’omicidio di una donna che viene ritrovata in casa, in una posizione innaturale e con una fascetta stringicavo attorno al collo. Si pensa subito al movente passionale, ma all’occhio esperto di Casabona, il commissario incaricato del caso, qualcosa fin da subito non quadra: troppi elementi diversi sulla scena del crimine, troppi particolari contrastanti. Schivo, ma con una forte carica umana, reso cinico da troppi anni di mestiere alle spalle, Casabona capisce ben presto che l’omicidio è solo l’inizio di un vortice di morte: un gioco molto pericoloso in cui le regole sono quelle stringenti e folli di un serial killer.
E Casabona non può che accettare la sfida. «Chiediti perché e troverai il movente e se troverai il movente sarai vicino all’assassino»: seguendo questa frase come un mantra e con l’aiuto dell’affascinante collega Cristina Belisario, Casabona cercherà di venirne a capo e per farlo sarà obbligato anche a una profonda riflessione sull’impotenza dell’essere umano rispetto alle conseguenze delle proprie azioni.
Galetto fu un regalo di compleanno da parte di chi conosce fin troppo bene i miei gusti letterari e colpo definitivo verso la lettura di Ogni giorno ha il suo male è stato l'incontro non previsto con Antonio Fusco a Tempo di Libri. Un incontro di pancia che mi ha permesso - pur non conoscendolo - di entrare in immediata empatia con il Commissario Casabona, con i suoi modo bruschi quanto reali, con quella scrittura così tenace e diretta di chi conosce perfettamente quanto racconta. 
Se mi sto letteralmente mangiando le mani per non aver portato con me la mia copia a Milano? Assolutamente sì! Così come, è evidente, procedo ad un doloroso e convinto mea culpa per aver ritardato una lettura che non solo mi ha appassionata e convinta, ma che è stata in grado di estraniarmi letteralmente dal mondo come non accadeva da tanto tempo.
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[ RECENSIONE ] Scrivere È Un Mestiere Pericoloso di Alice Basso | Garzanti


Ci sono quei libri che ti saltano letteralmente tra le braccia, tu li guardi rapita ed ammirata per poi esclamare " perchè non ti ho letto prima? " o in questo specifico caso " Cosa ero io prima di Vani Sarca? " Domanda a cui sento di dover dare una risposta con la recensione del secondo romanzo di Alice Basso - Scrivere è un mestiere pericoloso - edito Garzanti.

SCRIVERE È UN MESTIERE PERICOLOSO di Alice Basso
Prezzo: 13.94€ | Pagine: 327
Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani...
Quindi, cosa ero io prima di Vani Sarca? Mi sono fatta più volte questa domanda durante la lettura di Scrivere è un mestiere pericoloso, piacevolmente incastrata in un secondo capitolo intrigante e spensierato, capace di giocare in modo puntuale e seducente con la nostra naturale curiosità, accresciuta da una pungente sfumatura ironica che non solo si conferma, ma si raddoppia in età e sferzante simpatia.
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Il Mio (Primo) Bellissimo Tempo di Libri | Le Fantastiche Avventure di una Blogger in Paradiso

Eh sì, Lettori, il mio Tempo di Libri è stato veramente un tempo bellissimo! 


Ecco, forse è meglio soprassedere sulla questione meramente metereologica, per soffermarci sui cambiamenti che hanno travolto una seconda edizione che mi è piaciuta, che mi ha convinta e che porterò con me per tanti, meravigliosi motivi. Quest'anno ci troviamo al centro di Milano - e per fortuna - a Fiera Milano City, a due passi da San Siro e Casa Milan ( una piccola pecca che non poteva certo sfuggire al mio cuore bianconero! ), ospitante tre piani di stands, libri, presentazioni ed incontri in cinque giornate opportunatamente divise per tematiche. A fronte di un programma meno ricco rispetto a quello dello scorso anno, è stato possibile partecipare a tutti gli incontri previsti senza dover fare rinunce a causa di accavallamenti o file interminabili.
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[ RECENSIONE ] La Fioraia del Giambellino di Rosa Teruzzi


Siamo arrivati al secondo appuntamento con la rubrica #QuestaVoltaLeggo e con la recensione di « un libro che non sono riuscita a leggere nel 2017 » che risponde al nome di La Fioraia del Giambellino di Rosa Teruzzi per Sonzogno.

LA FIORAIA DEL GIAMBELLINO di Rosa Teruzzi
Prezzo: 14.00€ | Pagine: 167
Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane.
E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?
Quant'è bello tornare al Casello! Sembra quasi di varcare la porta di casa dopo un lungo viaggio, assaporare odori ed aromi inconfondibili, percepire suoni ed afferrare colori ancora vividi nei nostri ricordi. E poi, ovviamente, ci sono loro: Vittoria, Libera e Iole. 
Tre generazioni di donne che racchiudono sfumature e sfaccettature femminili irresistibilmente reali e, quindi, capaci di creare un'immediata empatia con il lettore che si rinnova, pagina dopo pagina. Per chi batte il mio cuore? Iole, ovviamente. Uno spirito libero, eccentrico e sognatore. Una donna che sa dove colpire e lo fa senza il minimo pudore, imbarazzo o ripensamente. Lei è così, unica e frizzante. Pericolosa ed instacabile. Ma è Libera - La fioraia del Giambellino - il fulcro di questo secondo appuntamento con il mistero, con i soliti silenzi prolungati, con il desiderio di una figlia e con un immancabile caso che condurrà madre e figlia alla ricerca di un nome che sembra introvabile.

Quant'è morbida la sua voce, pensa con un brivido la ragazza. 
Morbida e gentile: la voce dell'Accalappiacani. 
E si sente come un cucciolo pronto a finire in trappola di nuovo.
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[ RECENSIONE ] La Quinta Sally di Daniel Keyes | Casa Editrice Nord


Fortunatamente ci sono ancora quei libri che ti prendono, ti sconvolgono e ti lasciano con la consapevolezza del genere letterario che hai scelto di amare, prima di tutto il resto. Questo è il caso di La Quinta Sally di Daniel Keyes - emblema del romanzo psicologico - pubblicato originalmente nel 1980 e portato in Italia lo scorso 22 Febbraio da Nord dopo l'enorme successo riscontrato con Una stanza piena di gente. Siete, dunque, pronti ad affrontare un viaggio nella culla più oscura della mente umana?

LA QUINTA SALLY di Daniel Keyes
Prezzo: 16.90€ | Pagine: 358
Sally Porter apre gli occhi in un letto d’ospedale. Non ha nessun ricordo della sera precedente né di come sia finita lì. Di una cosa però è certa: non è possibile che abbia tentato il suicidio, come le hanno riferito i medici, e neppure che abbia quasi ucciso i due uomini che l’hanno salvata per poi cercare di violentarla. Eppure i medici non mentono, ed è così che Sally scopre di soffrire di un grave disturbo dissociativo dell’identità. Infatti era Nola, l’artista che possiede uno studio al Greenwich Village, che voleva morire, ed è stata Jinx, la violenta assassina, a difendersi dagli aggressori. Tuttavia in Sally albergano altre due personalità, che prendono di volta in volta il sopravvento e la spingono a comportarsi in maniera bizzarra: Derry, la cameriera gentile e affabile con tutti, e Bella, la seduttrice. Sconvolta da quella rivelazione, Sally chiede aiuto al dottor Roger Ash, un esperto di personalità multipla. Per il dottor Ash, l’unica soluzione è fondere le diverse personalità per dare vita alla «quinta Sally», una Sally finalmente unita e completa. Si tratta di un procedimento complesso e doloroso, in cui Sally dovrà rivivere i traumi che hanno causato la scissione e accettarli come parte integrante del suo passato. Ma non sarà facile nemmeno per Roger Ash, perché le ombre nascoste nel labirinto della psiche di quella donna così tormentata ed enigmatica lo costringeranno ad affrontare anche i suoi demoni…
Perchè nell'ultimo mese ho tentato di uccidermi tre volte.
Perchè c'è qualcosa dentro di me che mi costringe a fare delle cose.
Vi prego, aiutatemi, prima che perda il controllo!

Quando mi è capitato sotto gli occhi questo piccolo stralcio tratto dall'ultimo romanzo di Daniel Keyes - La quinta Sally originalmente pubblicato nel 1980 - portato in Italia dalla Casa Editrice Nord lo scorso 22 Febbraio, sapevo già che non avrei resistito un minuto oltre. Mi sentivo naturalmente attirata! Il magnetismo dinamico e assennato che Keyes trasmette, infatti, mi ha conquistato oramai qualche anno fa durante la vorace e quasi ossessiva lettura di Una stanza piena di gente. Un talento narrativo e linguistico che si accompagna in modo intelligente e mai pedantesco ad uno studio di settore incisivo, puntuale e coinvolgente. 

La quinta Sally si presenta come un viaggio intimo e travagliato nei più angusti recessi della mente umana, spingendosi oltre la normale psicanalisi e mirando a scalfire una superficie fragile ed indubbiamente pericolosa. Sin dal suo incipit ritroviamo quell'intensità narrativa capace di colpire il lettore, catturarlo in una morsa quasi soffocante che difficilmente lascerà la presa. 
Affascinata ed impotente, curiosa oltre la naturale sete di sapere. 
Così mi sono sentita sin dal mio primo incontro con Sally, Nola, Derry, Bella e Jinx
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[ RECENSIONE ] L'Ultimo di Noi di Adélaïde De Clermont-Tonnere | Sperling&Kupfer


Immersi in wish-list pressochè infinite e programmi di lettura che probabilmente non rispetteremo mai, capitano imprevisti letterari che ci permettono di conoscere romanzi irresitibile che, magari, nemmeno avremmo preso in considerazione. L'ultimo di noi di Adèlaïde De Clermont-Tonnerre per Sperling&Kupfer è proprio uno di quei perfetti imprevisti a cui non potete dire di no!

L'ULTIMO DI NOI di Adèlaïde De Clermont-Tonnerre
Prezzo: 18.90€ | Pagine: 383
Dresda, 1945. Sotto un diluvio di bombe, una ragazza muore dando alla luce un figlio. Nell'affidarlo alla carità di estranei, consegna loro anche il nome del neonato, come una promessa di futuro. New York, 1969. Nella Manhattan di Andy Warhol e Jimi Hendrix, un giovane imprenditore rampante è pronto a tutto pur di conquistarsi un posto nel mondo e nel cuore dell'unica donna che è riuscita a farlo innamorare. Lui, Werner, orfano di genitori ignoti, è convinto di poter scrivere la propria vita da zero. Lei, Rebecca, figlia di uno degli uomini più facoltosi d'America, è uno spirito libero. La passione lin travolge senza limiti. Ma la felicità ha le ore contate. Una rivelazione inattesa strappa a Werner quel futuro che credeva di avere già in pugno. C'è qualcosa, nelle sue origini oscure, che rischia di separarlo per sempre da Rebecca...
Considerando che amo arrivare direttamente al punto e non mi piace troppo girarci attorno, posso dirve senza particolari preamboli che L'ultimo di noi è quel genere di romanzo capace di racchiudere uno spettro incantevole di emozioni, immagini e suoni. Mi sono ritrovata tra le mani una lettura che non mi aspettavo di intraprendere, ma quando un'amica che ti conosce oramai fin troppo bene ti assicura che non potrà deluderti, come puoi farne a meno? E così ho iniziato a scorrere le sue pagine, ritrovandomi in compagnia di un protagonista eclettico ed affascinante, centro propulsore di una storia curiosamente atipica che sembra correre a due velocità

Si chiama Werner Zilch. 
Non cambiategli il nome.
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