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[ RECENSIONE ] I BAMBINI DI SVEVIA di Romina Casagrande | Garzanti

I BAMBINI DI SVEVIA di Romina Casagrande
Prezzo: 18.60€ | Pagine: 392

Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall'ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: ?Jacob. La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all'amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità.
Chi erano i bambini di Svevia? Bambini e bambine che per secoli e sino al tramonto della seconda guerra mondiale venivano venduti dalle loro stesse famiglie condotte allo stremo di una situazione economica difficile da affrontare con più bocche da sfamare per lavorare presso le fattorie dell'Alta Svevia. Alcuni fecero ritorno, altri perdevano la strada. Molti sparivano nel nulla, senza lasciare traccia!
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[ RECENSIONE ] IL GUARDIANO DEGLI INNOCENTI di Andrzej Sapkowski

IL GUARDIANO DEGLI INNOCENTI di Andrzej Sapkowski
Prezzo: 14.90€ | Pagine: 372

Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, che si guadagna da vivere uccidendo demoni, orchi, elfi malvagi. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore.
Non sono un'appassionata di videogiochi e - se la memoria non mi inganna - l'unico cimelio vagamente tecnologico della mia infanzia-adolescenza assomigliava ad un pesante mattone grigio (gameboy). Superiamo l'imbarazzo, quindi, come ho conosciuto The Witcher? Il mio primo ricordo legato allo strigo Geralt di Rivia risale a quasi un anno e mezzo fa quando - nel più classico viaggio di ritorno dal cinema - due miei amici molto nerd hanno menzionato questa chiacchierata prossima uscita legata ad un videogioco pazzesco. E considerata la mia ben magra esperienza del genere, mi sono lasciata convincere.
E direi che ne è valsa decisamente la pena! (scopri la serie tv su Netflix)


Il Guardiano degli Innocenti è la raccolta di racconti che apre il sipario sulla storia e le vicende attorno alla figura dello strigo, Geralt di Rivia. Devo ammettere di aver dubitato sulla scelta di dare il via ad una complessa narrazione fantasy partendo proprio da una serie di racconti, potendo facilmente rendere l'approccio frammentario e di difficile contestualizzazione. Fortunatamente lo stile diretto ed immediato adottato da Sapkowski unito alla particolare natura del suo protagonista non crea affatto quel senso di pericoloso smarrimento, ma riesce ad accompagnare il suo lettore passo dopo passo, scoprendo in questo modo peculiarità e sfumature che la serie televisiva ha incomprensibilmente tralasciato. La definizione stessa di strigo racchiude tutta la meravigliosa complessità di Geralt: un mutante sterile dotato di abilità sovrumane, addestrato fin da bambino ad uccidere mostri su commissione. Si crede che sia incapace di provare alcuna emozione, ma - entrando nel cuore di una narrazione che non ammette distrazioni - si percepisce chiaramente in più occasioni quale sia il reale vuoto che Geralt tenta di riempire e quale profonda cicatrice sia oramai formato sul cuore di quel bambino strappato alla sua famiglia e destinato ad una vita che non ha mai scelto.
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[ RECENSIONE ] CUJO di Stephen King


CUJO di Stephen King | Sperling&Kupfer
Prezzo: 10,90€ | Pagine: 384

A Castle Rock, una sonnolenta cittadina del Maine, la vita scorre sui soliti binari. Cujo, il docile San Bernardo del meccanico, scorrazza libero per la campagna... finché, una notte, il suo padroncino, aprendo la porta del ripostiglio, non vede emergere dalle tenebre due occhi infuocati. Chi è la creatura diabolica che da quel momento comincia a seminare ovunque terrore e desolazione? E' forse Cujo che, diventato idrofobo, si è trasformato nell'incarnazione stessa del male?
Ebbene sì, sono tornata alle origini. 
Quando Cujo fu pubblicato per la prima volta in Italia dalla Sperling&Kupfer era il 1983. Io non ero ancora nata e i miei genitori si sarebbero sposati dopo pochi mesi. Ok, con questo siamo fuori contesto. 

Cujo è il primo romanzo ambientato a Castle Rock, cittadina immaginaria del Maine creata da King e dove sono stati ambientati alcuni dei suoi romanzi più significativi (come La zona morta o il più recente Elevation). Quella che ci viene raccontata è una storia essenzialmente semplice: Cujo è un adorabile cucciolo di San Bernardo di circa 100 chili che - a seguito di una sfortunata caccia al coniglio - si trasforma in una belva assetata di sangue. Nulla di straordinario o soprannaturale: rabbia, una malattia che non lascia scampo al suo portatore e a quanti ne saranno eventualmente contaminati.


O almeno così pare. Il romanzo, infatti, si apre con la descrizione dei crimini compiuti da un ex agente di polizia - Frank Dodd - affetto da evidenti disturbi mentali e sessuali, colpevole di aver ucciso almeno quattro donne tra il 1971 e il 1975 per poi morire suicida. Che sia il docile Cujo l'incarnazione stessa del male? O sventurata vittima una terribile malattia che sta facendo il suo corso?
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