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Ciak Si Gira

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CIAK SI GIRA

[ RECENSIONE ] Il gioco del suggeritore di Donato Carrisi

IL GIOCO DEL SUGGERITORE di Donato Carrisi
Prezzo: 22.00€ | Pagine: 398

La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investigatori senza alcuna risposta possibile - soltanto un enigma. C'è un'unica persona in grado di svelare il messaggio celato dentro al male, ma quella persona non è più una poliziotta. Ha lasciato il suo lavoro di cacciatrice di persone scomparse e si è ritirata a vivere un'esistenza isolata in riva a un lago, con la sola compagnia della figlia Alice. Tuttavia, quando viene chiamata direttamente in causa Mila Vasquez non può sottrarsi. Perché questa indagine la riguarda da vicino. Più di quanto lei stessa creda. Ed è così che comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto, si nasconde nelle pieghe fra il mondo reale e quello virtuale in cui ormai tutti trascorriamo gran parte della nostra vita, lasciando tracce digitali impossibili da cancellare. È un gioco, ed è soltanto iniziato. 
Ammettiamolo, il mio 2018 non è andato proprio come mi sarei aspettata (almeno da un punto di vista strettamente letterario). Mi ero prefissata un obbiettivo che, purtroppo, non sono riuscita nemmeno a scorgere da lontano, eppure è stato un anno caratterizzato da una piacevole costante (a me molto cara ed imprescindibile ) che risponde al nome di Donato Carrisi

Sono passati esattamente dieci anni dalla pubblicazione del Suggeritore e Donati Carrisi ci ripropone luoghi e personaggi ben conosciuti, accompagnati da una storia che sinceramente non mi aspettavo, caratterizzata da elementi in buona parte diversi da quelli a cui ci ha sempre deliziati. Elementi questi che, sommati ad un linguaggio struggente e comunicativo, non hanno mai deluso le mie aspettative né tantomeno rovinato un finale degno di questo nome. Ed è proprio a distanza di anni che le strade, un tempo profondamente divise, di Mila Vazquez e del suo passato più doloroso tornano inevitabilmente ad incrociarsi in un gioco mortale e seduttivo che strizza l'occhio ad una realtà che noi stessi viviamo, giorno dopo giorno. E se esistesse un luogo virtuale dove ognuno di noi fosse libero di dare sfogo ai suoi più oscuri impulsi senza subire alcuna conseguenza, quello stesso mondo cibernetico sarebbe in grado di tenere a freno tutto il male del mondo? O sarebbe destinato al cieco oblio?
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[ RECENSIONE ] Legend di Stephanie Garber | Rizzoli

LEGEND di Stephanie Garber
Prezzo: 18.00€| Pagine: 476

Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval. L'unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l'antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell'Impero di Mezzo. Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d'amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.
Ho deciso di leggere Legend di Stephanie Garber senza alcuna esitazione, partendo proprio dalle sensazioni molto positive rimaste in sospeso dopo aver voltato l'ultima pagina del precedente capitolo. Lasciamo Caraval e ci spostiamo nell'antica capitale di Valenda, città ricca di leggenda e mistero fin dai tempi nefasti e remoti in cui vi regnavano - nell'espressione massima del loro potere - i temuti Fati. Ed è proprio qui che Legend ha deciso di muovere le sue pedine!
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[ RECENSIONE ] I Medici - Un uomo al potere di Matteo Strukul

I MEDICI - UN UOMO AL POTERE di Matteo Strukul
Prezzo: 9.90€ | Pagine: 384

Firenze, 1469. Lorenzo de’ Medici sta vincendo il torneo in onore della sua sposa, Clarice Orsini, appena giunta a Firenze per le nozze con l’uomo che diventerà il Magnifico. Questo matrimonio non è un passo facile per Lorenzo: il suo cuore – ne è convinto – appartiene e sempre apparterrà a Lucrezia Donati, donna di straordinaria bellezza e fascino. Eppure asseconderà il volere della madre e rafforzerà l’alleanza con una potente famiglia romana. Chiamato a governare la città e ad accettare i costi e i compromessi della politica, diviso fra amore e potere, Lorenzo sottovaluta i formidabili avversari che stanno tramando contro di lui per strappargli la guida di Firenze. Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV, dopo aver sobillato Jacopo e Francesco dei Pazzi, storici nemici della famiglia de’ Medici, e stretto alleanza con Francesco Salviati, arcivescovo di Pisa, concepisce una congiura il cui esito per Lorenzo sarà terribile: il fratello Giuliano verrà brutalmente ucciso davanti ai suoi occhi. E da quel momento si aprirà un periodo di violenza e vendetta da cui in pochi si salveranno.
Dopo aver avuto il piacere di presentare Matteo Strukul sul palco del Premio Bancarella, mia madre ha preso particolarmente a cuore questa esperienza portando nella mia libreria tutti i romanzi, uno dopo l'altro. Quindi, anche per una sorta di riconoscenza letteraria, oggi parliamo di un uomo al potere.

In questo romanzo raccontando una parte essenziale della storia medicea che cambiò per sempre il volto di Firenze e dell'Italia - Matteo Strukul pone sotto i riflettori due figure maschili capaci di racchiudere splendore e contraddizione. Da una parte, Lorenzo de Medici ci viene presentato sotto una luce parzialmente diversa rispetto a quella che avremmo potuto immaginare. Siamo ancora, infatti, all'alba del magnifico ed iniziamo a conoscere lati della sua personalità raramente affrontati e, forse proprio per questo, più affascinanti: fragile e passionale, ingenuo e combattuto.

Dall'altra, invece, troviamo la controversa figura di Leonardo da Vinci. Non vi nascondo che l'alone di mistero che da sempre aleggia attorno al suo genio incontrastato mi ha sempre colpito ed affascinato per varie ragioni, artistiche, scientifiche e morali. Matteo Strukul riesce a trasmettere questo aspetto del Da Vinci - seppur ancora agli albori della sua futura grandezza - raccontandoci di un uomo ispirato e geniale, portatore di valori immutabili e, in modo particolare, di una forte (tormentata) amicizia con Lorenzo che segnerà nel bene e nel male tutta la sua vita!

Ci troviamo dinanzi ad un romanzo essenzialmente completo. Assistiamo, infatti, alla passione impossibile tra Lorenzo e Lucrezia Donati, alla fragilità dell'uomo al potere fino all'abbandono completo verso un dolore improvviso che il giovane signore di Firenze dovrà affrontare nel modo peggiore e dilaniante. La congiura dei Pazzi ci viene raccontata da Strukul in modo coerente e fortemente vivido, spinta da uno stile linguistico storicamente moderno in grado di coinvolgere ed affascinare in prima persona. Ed è proprio questo stile a conferire un appeal moderno e frizzante a vicende e personaggi che, in modo più o meno superficiale, noi tutti conosciamo. Un fascino particolare che, per quanto mi riguarda, risiede nella passione che Strukul è in grado di trasmettere al suo lettore in modo inequivocabile, insieme all'estemporaneo talento di saper unire verità storica a finzione, così creando una tela complessa e ricca di credibili sfaccettature. Il suo peculiare approccio nel raccontare la nostra storia risulta essere ancora una volta moderno e coerente, rispettoso nei modi e assolutamente vincente. 
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[ RECENSIONE ] La donna del ritratto di Kate Morton | Sperling&Kupfer

LA DONNA DEL RITRATTO di Kate Morton 
 Prezzo: 19.90€ | Pagine: 492

Nell'estate del 1862, un gruppo di giovani artisti si riunisce a Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell'Oxfordshire, quasi protetta dentro un'ansa del Tamigi. A guidare il gruppo è Edward Radcliffe, il più appassionato e promettente di loro, un ragazzo di vent'anni, che non conosce limiti. A lui è venuta l'idea di immergersi nella natura per i successivi trenta giorni, lontano dai condizionamenti di Londra e dalla sua formalissima society, per dare libero sfogo alla creatività. E invece, alla fine di quel mese, la tragedia ha stravolto le loro esistenze: una donna è stata uccisa, un'altra è sparita nel nulla e un prezioso gioiello è scomparso. Più di centocinquanta anni dopo, Elodie Winslow, una giovane archivista di Londra, scopre per caso una borsa di cuoio nella quale si trovano due oggetti che la colpiscono profondamente: la fotografia sbiadita di una bellissima giovane donna in abiti vittoriani e l'album da disegno di un artista. Nel quale spicca lo schizzo di una grande casa protetta dall'ansa di un fiume, che a Elodie pare stranamente famigliare. Quali segreti nasconde Birchwood Manor? Chi è la ragazza? 
Dopo aver amato Ritorno a Riverton Manor aspettavo il nuovo romanzo di Kate Morton ubriaca di grandi aspettative. Perchè quando una delle tue scrittrici preferite torna in libreria come puoi non partire in quinta? Purtroppo la brusca frenata è stata molto dolorosa questa volta.
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[ RECENSIONE ] Andiamo a vedere il giorno di Sara Rattaro | Sperling

ANDIAMO A VEDERE IL GIORNO di Sara Rattaro
Prezzo: 16.90€ | Pagine: 204

Una figlia, una madre, un viaggio on the road. Una famiglia che sa ritrovarsi. Un gesto di perdono che vale più di mille parole. Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi mentre il padre stava per abbandonarli, quella che per prima ha trovato il modo di comunicare con il fratellino, nato privo di udito, e di farlo sentire «normale». Ha pensato agli altri prima che a se stessa, ha seguito le regole prima che il cuore e adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. Ma sua madre, Sandra, non ha alcuna intenzione di lasciarla sola. Su quel volo per Parigi c'è anche lei, e insieme iniziano un viaggio che è un guardarsi negli occhi e affrontare tutti i non detti, a partire da quel vuoto che ha rischiato di inghiottire la loro famiglia tanti anni prima. Alice si illude che, ritrovando la persona che si era insinuata nelle crepe della loro fragilità, possa dare una risposta a tutti i perché che si porta dentro, magari capire ciò che sta accadendo a lei ora, vendicare il passato e punire se stessa.
Era il 2013 quando acquistai la mia copia di Non volare via e il blog ancora nemmeno esisteva. Ricordo il segno rosso sul calendario e la gioia di stringere tra le mani il nuovo romanzo di una scrittrice che conoscevo da poco, ma su cui il mio istinto proprio non si era sbagliato.

La verità è che raramente sappiamo dove siamo diretti,
 quasi mai prevediamo quello che accadrà, ma a volte ci ritroviamo felici
per qualcosa di inatteso. È la vita.
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[ RECENSIONE ] Una posizione scomoda di Francesco Muzzopappa

UNA POSIZIONE SCOMODA di Francesco Muzzopappa
Prezzo: 14.50€ | Pagine: 221

Fabio è un ragazzo diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Agli occhi di registi del calibro di Amelio e Sorrentino, Fabio è una promessa del cinema italiano. Peccato che, dopo essere partito con il sogno di scrivere film d'autore, oggi lo ritroviamo a fare lo sceneggiatore di film porno. Deprimente, vero? Ma è l'unico modo per sbarcare il lunario. Così, invece di veder realizzato Il cielo di piombo, copione che da anni ingiallisce in un cassetto della sua scrivania, a Fabio tocca sfornare a un ritmo da infarto sceneggiature come la parodia di 20.000 leghe sotto i mari (per ottenere il nuovo titolo, sostituire la elle di "leghe" con una esse). Ma il giorno in cui gli annunciano che uno dei film da lui firmati, L'importanza di chiamarsi Ernesto (sostituire la emme di "chiamarsi" con una vu), è in lizza al Festival del Porno di Cannes, a Fabio viene un'idea che cambierà il corso della sua vita.
Eccomi qui, la sera del mio -n compleanno a scrivere di porno! 
Cosa potrei volere di più?
Vi giuro non è come sembra. 

Una posizione scomoda è un po' la storia di tutti noi. Ragazzi di grandi speranze e negli occhi il sogno di trasformare in lavoro gli anni di sudore, pianti e disperazione passati in compagnia di pesanti carte fino a quando il sogno si scontra con la realtà, quella cruda e dolorosa. Provate voi a prendere un muro in fronte e a non lamentarvi! Questa è anche la storia di Fabio. Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, astro nascente del cinema internazionale che, facendosi praticamente terra bruciata a seguito di spocchiosi rifiuti, si ritrova a scrivere per un cinema diversamente impegnato. Suoi sono i capolavori come 20.000 leghe sotto i mari ( prego, togliere la L e aggiungere una S ) o l'intraprendente pellicola dal nome quanto mai evocativo, L'importanza di chiamarsi Ernesto ( prego sostituire la M con una V ) che, con somma sorpresa del diretto interessato, è ora in lizza al Festival di Cannes. Non quel festival, chiaramente, diciamo la sua versione un po' meno vestita. 

Io che pensavo che nessun mestiere potesse essere più deprimente della piccola fiammiferaia, 
mi sono ritrovato di colpo a sceneggiare orge, rapporti anali e affollati gang bang. 
Esatto, scrivo film porno.
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[ RECENSIONE] L’atlante dell’invisibile di Alessandro Barbaglia | Mondadori

L’ATLANTE DELL’INVISIBILE di Alessandro Barbaglia
Prezzo: 14.45€ | Pagine: 202

Ismaele, Dino e Sofia hanno quarantadue anni in tre quando nel 1989, in una sera di fine estate, rapiscono la luna in segno di protesta. Vivono a Santa Giustina, un lontanissimo paese fatto di baite di legno ai piedi delle Dolomiti che sta per essere sommerso da un lago artificiale, portandosi dietro tutti i loro ricordi, le gare con le lumache, il prato del castagno, i primi baci. Il progetto della diga risale al 1946. Ai tempi, gli abitanti di Santa Giustina non accettarono di abbandonare le loro case per trasferirsi al "paese nuovo" e rinunciarono ai benefici promessi nel caso di una resa immediata. Si avvicina però il momento dell'esproprio definitivo. Proprio negli anni Quaranta si sono conosciuti Elio e Teresa, e precisamente il 19 marzo 1946, in un bar Sport gremito di una folla accalcata per seguire la cronaca radiofonica della prima Milano-Sanremo del dopoguerra. Senza essersi mai visti né incontrati, Elio e Teresa - ormai anziani e da sempre innamorati l'uno dell'altra e del loro paese vicino a Milano - e i quattordicenni Dino, Ismaele e Sofia sono tormentati dalle stesse domande: "dove vanno a finire le cose infinite?", "dove si nascondono l'infanzia, l'amore o il dolore quando di colpo svaniscono?". 
Il mio incontro con la penna di Alessandro Barbaglia risale a più di un anno fa ed è avvenuto quasi per caso quando accettai la proposta di lettura in anteprima del suo romanzo d'esordio, poi ritrovato alla serata conclusiva del Premio Bancarella per cui facevo spudoratamente il tifo.

Un primo approccio, quindi, che mi aveva piacevolmente colpito e conquistato per la sua prosa intensa e delicata legata ad uno stile linguistico squisitamente originale. Fattori che speravo di ritrovare anche in questo secondo romanzo e le mie speranze sono state ampiamente realizzate. Alessandro Barbaglia ci regala una storia che, per sua stessa vocazione, permette al lettore di addentrarsi in punta di piedi tra i piccoli sentieri dell'invisibile, cogliendo ogni sua sfumatura capace di solleticare il gusto e stupire, pagina dopo pagina. È una storia semplice e straordinaria quella narrata da Alessandro Barbaglia sospesa tra sogno e realtà, tra ciò che è tangibile e quello che possiamo solo immaginare. La storia di una città che non esiste più, ma che è stata potente e silenziosa con i suoi curiosi abitanti, le sue tradizioni e i suoi lontani ricordi. Quelli di un uomo stravagante che costruisce mappamondi spostando confini, assemblando pezzi lontani, scambiando le altissime vette con le più profonde distese di mare. Ma anche quelli di tre piccoli sognatori che sanno scorgere ed afferrare l'invisibile, racchiudendo ogni suo più piccolo frammento in un atlante che saprà tenerli vicini.
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[ RECENSIONE ] Dove c'è fumo di Simon Beckett | Bompiani

DOVE C'E' FUMO di Simon Beckett
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 391

La stanza è immersa in un buio irreale, sembra di camminare nell’inchiostro. Kate cerca di farsi strada a tentoni tra mobili sconosciuti. Non c’è tempo per fuggire. Poi un lampo di dolore, e sangue. Kate Powell è una donna di successo sulla trentina, indipendente, poco incline ai compromessi. Eppure sente che il tempo scorre inesorabile e la vita le appare sempre più vuota, priva di significato. Vuole un figlio, ma è rimasta scottata troppe volte da relazioni inconcludenti e non riesce più a fidarsi. Così decide di ricorrere all’inseminazione artificiale e scegliere il donatore pubblicando un annuncio: a rispondere è Alex Turner, psicologo affascinante e riservato. Il candidato ideale. Se non fosse che l’apparenza inganna.
Okay, partiamo dall'inizio. Questo romanzo mi è stato (caldamente) consigliato da una persona che è abituata a dispensare consigli e in modi che lascio a voi immaginare. Ora, magari, i modi potrebbero essere parzialmente rivisti, ma posso assicurarvi che anche con Dove c'è fumo di Simon Beckett le sensazioni di partenza erano ottime e il feeling è stato immediato.
Un colpo di fulmine? Decidetelo voi.

ALCUNI MOMENTI BRUCIANO NELLA MENTE PER SEMPRE.
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[ RECENSIONE ] La fragilità Degli angeli di Gigi Paoli | Giunti

LA FRAGILITA' DEGLI ANGELI di Gigi Paoli
Prezzo: 16.00€ | Pagine: 304

Sono giorni di angoscia per Firenze dopo la misteriosa scomparsa di un bambino di quattro anni che stava giocando nel giardino della sua casa in collina: di lui rimane solo la piccola bicicletta grigia, appoggiata a un albero. Mano a mano che passano i giorni, le speranze di ritrovare Stefano in vita si affievoliscono, e in città si torna a respirare lo stesso terrore dei tempi del "Mostro", il famigerato serial killer che uccideva e mutilava le coppiette appartate in campagna. Per il giornalista di cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi e il suo collega della "nera", l'Artista, sono ore di ansia e lavoro frenetico fra la redazione, i luoghi del delitto e un Palazzo di Giustizia sempre più cupo, proprio come il suo soprannome: Gotham. Un'inchiesta serrata che non dà tregua agli inquirenti, la tenace pm Simonetta Vignali, grande amica di Marchi, e il capo della Mobile Settesanti, segnato da un passato violento che non gli concede sconti.
Quando un bambino di appena quattro anni scompare senza lasciare la benchè minima traccia di sè o del suo passaggio, fin da subito, le forze dell'ordine e gli addetti ai lavori sanno con assoluta certezza che nessuna strada dovrà essere lasciata intentata. Il passato insegna e non si dimentica e quel passato a Firenze risuona ancora più forte alla parola " mostro " che ora echeggia in egual modo sia nelle silenziose stanze del Palazzo di Giustizia - Gotham per gli amici di Marchi - che tra il vociare inarrestabile nella redazione del Nuovo, ora in particolare fermento.
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[ RECENSIONE ] Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood | Ponte alle Grazie

IL RACCONTO DELL'ANCELLA di Margaret Atwood
Prezzo: 15.00€ | Pagine: 400

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.
Durante la lettura di Il Racconto dell'Ancella è stato per me impossibile evitare parallelismi e paragoni con l'omonima serie tv che - a onore di cronaca - mi ha portato prima alla scoperta, poi alla scelta fino alla successiva lettura di un romanzo che è diventato un vero e proprio classico del genere distopico.

Il Racconto dell'Ancella è una perla letteraria degli anni ottanta che stuzzica in modo pungente ed istintivo il nostro presente, portando in prima linea domande e pericolosi retroscena che sì dovrebbero farci paura. Uno stile diretto, colorato, rapido e coinvolgente che non si perde in vuote spiegazioni, ma avvolge il lettore in un'atmosfera pesante e definitiva da cui uscire sembra piacevolmente impossibile. La bravura della Atwood si rivela immediata ai nostri occhi fin dalle prime pagine dando vita ad un personaggio femminile - Difred - che lotta in silenzio, cosciente di aver perso quella parte di sè che non avrà mai indietro, contro una barbarie umana che non ha precedenti. Una lettura capace non solo di prendersi gioco delle evidenti contraddizioni di ogni storico totalitarismo, ma in grado di sottolineare in modo ancor più evidente come non sia la religione la causa scatenante dei mali della nostra società, quanto l'uso sbagliaro -  e a malata immagine - che gli uomini fanno del suo messaggio.
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[ RECENSIONE ] Vox di Christina Dalcher | Casa Editrice Nord

VOX di Christina Dalcher
Prezzo: 19.00 | Pagine: 312

Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. [limite di 100 parole raggiunto]
Quante parole usiamo nell'arco di una giornata? L'Università del Texas di Austin ha rivelato che la cifra, in media tra uomini e donne, si avvicini alla soglia delle 16.000. In Vox - debutto distopico di Christina Dalcher -  alle donne è permesso di pronunciare solo 100 parole al giorno ed oltre solo il silenzio. 

Fin dalle prime pagine è chiaro il riconoscimento che la Dalcher intende fare al capolavoro degli anni ottanta di Margaret Atwood - Il racconto dell'ancella - ponendo alla base del suo romanzo alcuni peculiari elementi già conosciuti, ma riuscendo a costruire una storia potente e drammatica al limite di un orrore puramente psicologico che non può e non deve lasciare indifferenti! Ci troviamo nel Nord America in un'epoca futura non ben precisata dove la progressiva mancanza di un'identità politica salda e convincente, conduce al potere in modo sorprendente e repentino una compagine fino ad allora sconosciuta, figlia di un radicato estremismo religioso e di un maschilismo becero che avrebbe dovuto sconvolgere e scuotere, se non allarmare i suoi diretti destinatari. 

Questo chiaramente non è avvenuto. Sempre troppo pigri nel riconoscere gli errori di un passato che non dovremmo mai dimenticare in un presente che ci rifiutiamo di vedere. Fino a quando non sarà oramai troppo tardi. Vittime indicate di un'applicazione prettamente arbitraria delle Sacre Scritture sono le donne, causa primaria dell'impurità che da anni veste e caratterizza la società americana.

Donne svuotate anche del più elementare diritto. Non possono leggere, nè scrivere. Gesticolare o anche solo ammiccare con gli occhi. Non è permesso loro di avere un lavoro o cercare una propria indipendenza. Sono chiamate alla cieca sottomissione, casalinghe perfette e madri amorevoli che, in quanto tali, non necessitano nemmeno di avere una propria voce. Una realtà inquietante che Christina Dalcher ci presenta senza troppi giri di parole fin dalle prime pagine, spingendo il lettore ad una presa di posizione netta ed inevitabile. Sentimenti come rabbia, orrore e risentimento fanno subito breccia in un cuore puntualmente scalfito, lasciando, poi, spazio ad una lettura vorace e lineare sostenuta da uno stile linguistico diretto e onesto, senza filtri. È il potere della parola e del linguaggio quello che la Dalcher racconta in un romanzo che colpisce puntuale alla bocca dello stomaco come un pugno sferrato senza preavviso, lasciandoti inesorabilmente senza fiato.
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[ RECENSIONE ] Il segreto di mia sorella di Flynn Berry | Sperling&Kupfer

IL SEGRETO DI MIA SORELLA di Flynn Berry
Prezzo: 17.90€ | Pagine: 300

Nora vive lontana dalla sorella ma va spesso a farle visita in un paesino della campagna inglese. È lì che Rachel fa l’infermiera, una professione che ha scelto perché le permette di salvare la vita alle persone, ma anche perché è un osservatorio sulla violenza. E per lei questo è fondamentale per scendere a patti col passato. Una notte di tanti anni prima, infatti, le due sorelle adolescenti, dopo una festa molto alcolica, avevano preso due decisioni opposte. Mentre Nora era rimasta a dormire dagli amici, Rachel si era incamminata sulla strada di casa. E durante il tragitto si era imbattuta in un pazzo che l’aveva picchiata selvaggiamente fino a tramortirla. Da quel momento, Rachel e Nora, sconvolta dal senso di colpa, si erano unite in una caccia all’uomo ossessiva, che le aveva portate sulle tracce di altri delitti e altre violenze ma non su quelle del «loro» mostro. Non ancora. Quando Nora arriva a casa di Rachel, è sicura di trovarla in cucina intenta a preparare la cena. E invece, questa volta, la aspetta una tremenda scoperta. Appena entrata, trova il cane impiccato alla scala e, seguendo le tracce di sangue, la sorella pugnalata a morte. E anche se Rachel le ha detto di aver rinunciato a cercare il suo aggressore, Nora sa che potrebbe essere proprio lui l’assassino. Ma chi è, veramente, l’uomo capace di tanta violenza?
Dicono che la parte più difficile dello scrivere un buon libro stia nel trovare l'incipit perfetto che sia al contempo accattivante ed allusivo, che non sveli troppo e che, in poche righe, riesca a catturare l'attenzione del suo lettore. Il resto, poi, è tutto in discesa. Così dicono, appunto.

Ero davvero entusiasta di leggere Il segreto di mia sorella di Flynn Berry spinta da una copertina indubbiamente accattivante e da molte recensioni in lingua che mi era capitato di leggere nel web. A prima lettura, tutto lasciava presupporre di trovarsi davanti ad un buon thriller: una morte violenta ed improvvisa, un silenzio passato da svelare, una donna distrutta e, proprio per questo, caratterialmente perfetta per scoprire, tassello dopo tassello, tutte le carte in tavola. Peccato che le mie aspettative siano state disattese poco dopo. Spoiler: il segreto di mia sorella non è un thriller!
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[ RECENSIONE ] Le Assaggiatrici di Rosella Postorino | Feltrinelli

LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino
Prezzo: 17.00€ | Pagine: 288

La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.
Fino a dove è lecito spingerci per sopravvivere? Questo è il principale quesito che mi ha accompagnato durante la lettura di Le assaggiatrici di Rosella Postorino e, a mente fredda, posso assicurarvi che la sua risposta è tutt'altro che scontata. Un romanzo capace di indagare con precisione e accuratezza storica nelle intransigenti e complesse sfumature di una verità nazista che personalmente non conoscevo e che, in un concerto di azioni e reazioni, riesce a porre sotto gli attenti riflettori quegli aspetti più fragili, inconfessabili e peculiari dell'essere umano. Adolf Hitler, compreso. Sì, avete letto bene. A dispetto della comune concezione attorno al fautore della pagina più buia della nostra storia contemporanea, Rosella Postorino evidenzia attraverso naturali passaggi e fugaci commenti il declino del Fuhrer come esponente politico e come uomo. Fragilità, contraddizioni, fissazioni e irrazionalità trovano diretta espressione nella storia personale qui raccontata: Rosa Sauer, l'assaggiatrice di Hitler.
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[ RECENSIONE ] La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone

LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI di Lorenzo Marone
Prezzo: 14.90€ | Pagine: 268

Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrare con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c'è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d'aiuto negli occhi tristi di Emma.
Ci sono libri che sai di dover leggere. Vuoi perchè ti sono stati caldamente consigliati sotto mentite spoglie. Vuoi perchè la curiosità è un germe impossibile da debellare. Quello che posso dirvi, ora, dopo aver letto La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone è di seguire il vostro istinto o quell'insistente vocina che difficilmente mollerà la presa, pronta a gettarvi - e qui parlo in modo strettamente letterale - una copia di quel romanzo tra le mani!

Ho terminato la lettura di La tentazione di essere felici in meno di quarantotto ore.
Mi sono innamorata di Cesare Annunziata a pagina 2.
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[ RECENSIONE ] Il sognatore di Laini Taylor | Fazi Editore

IL SOGNATORE di Laini Taylor
Prezzo: 14.50€ | Pagine: 524

È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un'esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l'opportunità di vivere un'avventura dalle premesse straordinarie. 
Il mio primo incontro con l'istrionica ed originale Laini Taylor si è rivelato essere quanto di più lontano possa esistere dal classico mordi e fuggi pressochè dovuto a due elementi che hanno contraddistinto le prime fasi di un approccio a lungo atteso: la mia lentezza nella lettura imputabile in via esclusiva ad una generale stanchezza lavorativa e la diffidenza che porto sempre con me quando decido di tornare ad un lontano amore, quello del genere fantasy, che per me sa di un mentore che, ancora oggi, non riesce a sostenere ulteriori paragoni. Così è iniziata la mia avventura verso la città di Pianto, secondo voi, quale sarà stato il suo epilogo?

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[ RECENSIONE ] Ogni respiro di Nicholas Sparks | Sperling&Kupfer


OGNI RESPIRO di Nicholas Sparks
Prezzo: 19.90€ | Pagine: 400

Tru Walls non è mai stato in North Carolina. Lui è nato e cresciuto in Africa, dove fa la guida nei safari. Si ritrova a Sunset Beach dopo aver ricevuto una lettera da un uomo che sostiene di essere suo padre, e spera finalmente di sciogliere il mistero che ha sempre circondato la sua vita. E quella della madre, perduta insieme ai suoi ricordi nell'incendio che l'ha portata via tanti anni fa. Hope Anderson è a un punto cruciale della vita: ha sempre immaginato un futuro diverso, ma è fidanzata da sei anni con un eterno bambino e non si aspetta più una proposta di matrimonio. Dopo l'ennesima pausa di riflessione, Hope decide di visitare per l'ultima volta il cottage di famiglia a Sunset Beach, dove ha passato le meravigliose estati della sua infanzia. Quando Hope e Tru s'incontrano, tra loro nasce un'intesa immediata, qualcosa di forte e disarmante, come se si fossero riconosciuti oltre il tempo e lo spazio. Come se si fossero sempre amati in attesa di trovarsi. Ma la realtà presenta presto il conto e ognuno deve fare una scelta: tra amore e dovere, tra passato e presente, tra rimpianti e felicità.
Caro Nicholas, 
eppure ci eravamo tanto amati.

Ho pensato a vari modi con cui aprire una recensione che, in cuor mio, non avrei mai voluto scrivere. E, alla fine, proprio come i protagonisti di questa storia ho voluto lasciare anche io le mie parole in dono a Kindred Spirit. Durante la lettura di Ogni respiro di Nicholas Sparks - per la prima volta in anni di cieca devozione letteraria - mi sono ritrovata a sperare di intravedere anche solo l'ombra di una lontana scintilla che, purtroppo, non si è mai accesa. Eppure in questo romanzo ci sono tutti gli elementi cari ai lettori di Nicholas Sparks e che, presi nella loro coralità, costruiscono una storia d'amore che è bandiera incrollabile di questo genere: l'incontro di due cuori destinati ad essere separati, una passione che travolge mente e cuore, la mano di un destino che sa giocare le sue carte nel momento peggiore e il ritrovarsi, molti anni più tardi, scoprendosi ancora innamorati come se il tempo, in realtà, non fosse mai trascorso. Questa è la storia di Hope Anderson e Tru Walls. 
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[ RECENSIONE ] Heidi di Francesco Muzzopappa | Fazi Editore

HEIDI di Francesco Muzzopappa
Prezzo: 15.00€ | Pagine: 238

Hotel da incubo, Malattie imbarazzanti, Non sapevo di essere incinta e Sepolti in casa non bastano. Ormai la tv chiede sempre nuovi format, sempre più paradossali, sempre più surreali. Succede anche in Videogramma, un’azienda di contenuti in cui da anni lavora Chiara, trentacinquenne milanese, direttrice casting, single, irrisolta, piena di paure e ossessioni. Il nuovo capo, detto lo Yeti, chiamato anche per operare dei tagli, costringerà tutti i dipendenti a proporre format innovativi, pena il licenziamento immediato. Ma la situazione per Chiara si complica quando suo padre, Massimo Lombroso, un vecchio critico letterario del «Corriere della Sera» malato di demenza selettiva, viene cacciato dall'ospizio in cui è ricoverato perché ormai ingestibile. In attesa di trovare una nuova sistemazione, Chiara lo terrà in casa con sé. La convivenza però non sarà facile: lui la scambia da sempre per Heidi, il cartone animato che seguivano insieme quando lei era piccola. Tutto il suo mondo è popolato di caprette, monti e Peter. E Peter verrà ribattezzato anche il ragazzo trovato da Chiara per stare col padre quando lei è al lavoro, un giovane premuroso e preparatissimo che si prenderà cura dell’uomo fino a diventare insostituibile. Quando Chiara si troverà in difficoltà alla Videogramma, per le pressanti e impossibili richieste dello Yeti, sarà proprio questa sua nuova strampalata famiglia a darle una mano e, come per magia, tutto si risolverà per il meglio, non senza inaspettati e imprevedibili sviluppi.
Quando i programmi più trash del momento vengono conditi con un retrogusto tipicamente milanese il risultato non può che essere esilarante, sin dalle prime pagine. Ed il risultato, questa volta, risponde al nome già di per sè esplicativo di Heidi che segna il ritorno in libreria - e in splendida forma mi sembra doveroso sottolinearlo - di Francesco Muzzopappa per Fazi Editore. 

Heidi - all'anagrafe Chiara Lombroso - è il più tipico esempio di workaholic milanese alle prese con un capo particolarmente bastardo - dentro ma pure fuori - ed un lavoro dove annoiarsi è praticamente impossibile! Avete presente quei strani prototipi di essere umani che solitamente bazzicano in programmi tipo Malattie Imbarazzanti, Non sapevo di essere incinta, Malati di pulito o Tu si que vales in grado di risollevare improvvisamente la nostra confusa autostima? Ebbene sì, siate grati a donne come Chiara Lombroso. Preda inevitabile di un destino ironico e scellerato, la vita di Chiara si trova contro la sua evidente volontà ad un chiaro punto di svolta: sul posto di lavoro con una spada di Damocle - tra l'altro particolarmente affilata - sopra la testa ad oscillare pericolosamente tra esaurimento nervoso e disoccupazione imminente e tra le mura domestiche alle prese con un'improvvisa convivenza con suo padre, Massimo Lombroso, al tempo temuto critico letterario ed ora artefice di questa sua nuova identità. È proprio qui che si scatena la follia più vera, quella della vita che ti porta a rivedere le tue priorità, a giocare una nuova partita, a metterti completamente in gioco.
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[ RECENSIONE ] La moglie tra di noi di Greer Hendricks e Sarah Pekkanen

LA MOGLIE TRA DI NOI di G. Hendricks e S. Pekkanen
Prezzo: 19.90€ | Pagine: 396

Quando leggerai questo romanzo, farai molte supposizioni. Supporrai che sia la storia di una ex moglie gelosa, ossessionata dalla donna che l'ha rimpiazzata nel cuore del suo ex marito. Oppure penserai che sia quella della ragazza che sta per sposare l'uomo dei suoi sogni, ancora piena di tutte le speranze di una giovane sposa. O ancora ti chiederai se non sia, in fondo, la storia di un triangolo in cui è difficile capire di chi fidarsi. Ti dirai che è una storia d'amore e odio, di seduzione e paura, di tradimento e giochi di potere. Supporrai di aver capito tutto di Vanessa ed Emma e dell'uomo che amano, le motivazioni dietro le loro azioni, l'anatomia delle relazioni che legano l'uno alle altre. Supporrai di sapere chi sono e che cosa muove, davvero, i loro cuori. Ma ti sbaglierai. Perché questo romanzo è proprio come la realtà. E nella realtà non c'è niente di vero. Nessuna relazione è senza ombra. Nessun amore è senza segreti. Ci sono solo gli sprazzi di verità dietro le bugie. O le piccole bugie che, insieme, fanno una verità. E la verità è l'unico modo per voltare pagina. Il romanzo dell'sanno è un thriller psicologico dalle mille facce, che vi terrà inchiodati ai suoi colpi di scena, catapultandovi dentro una storia che illumina ogni lato dell'amore, anche quelli che nascondiamo perfino a noi stessi.
La moglie tra di noi ha il pregio di saper confondere il lettore fin dalle fondamenta, ritrovandosi spaesato dinanzi ad una storia che non sa spiegarsi, sorretto da supposizioni destinate a crollare come un castello di carta al primo soffio di vento. Sì, questo è un valore aggiunto. E ora vi spiego perchè. 

Vanessa, Richard e Emma sono i personaggi attorno ai quali si costruisce e si evolve l'intera vicenda, diventando in momenti diversi protagonisti, vittime ed espedienti, ma il ruolo che giocheranno su di una tela perfettamente intessuta sta a voi scoprirlo, pagina dopo pagina. Effettivamente parlarvi di questo romanzo senza il rischio di dire troppo e, quindi, rovinarvi il gusto della scoperta è qualcosa di molto, molto difficile. Le due autrici hanno dimostrato uno spiccato talento narrativo, linguistico e comunicativo riuscendo a cogliere i punti deboli di ogni lettore e giocando con quegli elementi irrinunciabili che disperatamente cerchiamo in ogni romanzo che sia vero esempio del genere in questione. Un thriller psicologico, appunto. Ed è proprio sulla psicologia affatto scontata dei suoi protagonisti che La moglie tra di noi pone l'accento, spinge il suo ritmo e accompagna il lettore in un progredire affannato, vorace, inevitabile.
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[ PREMIO BANCARELLA ] L' assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes | Neri Pozza

L'ASSASSINO DI FLORENCE NIGHTINGALE SHORE di Jessica Fellowes
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 432

È il 1919 e Louisa Cannon sogna di sfuggire a una vita di povertà e, soprattutto, all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. La salvezza di Louisa è un posto di lavoro presso la famiglia Mitford ad Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire. Dopo diverse peripezie Louisa riesce a farsi assumere. Diventerà istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy - una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie. Ma quando un’infermiera - Florence Nightingale Shore, figlioccia della sua celebre omonima - viene assassinata in pieno giorno su un treno in corsa, Louisa e Nancy si troveranno per caso coinvolte nelle indagini del giovane e timidissimo Guy Sullivan, agente della polizia ferroviaria di Londra e nei progetti criminali di un assassino che farà di tutto per mantenere segreta la propria identità…
Con L'assassinio di Florence Nightingale Shore si apre il sipario su una serie di romanzi gialli che Jessica Fellowes decide di proporre al suo pubblico partendo proprio da un caso di cronaca effettivamente accaduto. Ecco perchè, senza particolari preamboli, ci troviamo catapultati nella vita di Florence e in quell'ordinario pomeriggio del gennaio 1920 che segnerà la sua violenta fine e l'inizio di una storia che appassiona, convince e stupisce in ogni sua parte.

Per uno strano gioco del destino, in quella medesima tratta si trova a viaggiare contro la sua volontà Louisa Cannon, alle prese con uno zio violento ed autoritario pronto a tutto pur di vedere salva la propria pelle, anche vendere sua nipote ad uno dei tanti creditori. Louisa è una ragazza intraprendente e coraggiosa, in grado di superare ogni avversità e pronta a tutto pur di cambiare il corso della sua vita, anche saltare da un treno in corsa, stringendo tra le mani l'indirizzo di Asthall Manor, la residenza della famiglia Mitford.
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[ RECENSIONE ] Absence - L'altro volto del cielo di Chiara Panzuti

ABSENCE - L'ALTRO VOLTO DEL CIELO di Chiara Panzuti
Prezzo: 15.00€ | Pagine: 320

È trascorso appena un mese dall'inizio del gioco insidioso di cui l’uomo in nero tiene le fila e coordinate dell’ultimo biglietto conducono Faith e i suoi compagni a Est. L’invisibilità è diventata per Faith, Jared, Scott e Christabel una strana routine, per sopravvivere in un mondo che non ha memoria di loro e il motivo che li spinge a continuare il viaggio intrapreso per tornare a esistere. Ma il siero NH1 comincia a indebolire il fisico dei ragazzi e la conquista dell’antidoto si fa sempre più indispensabile. Soltanto Faith sembra resistere agli effetti collaterali e sviluppa un’inaspettata prontezza fisica e mentale.Sotto l’ombra dell’Illusionista e sulle tracce dei biglietti dell’uomo in nero, i ragazzi della squadra Gamma fronteggiano più volte le squadre degli Alfa e dei Beta: il gioco, però, comincia a svelare il suo lato crudele, che non accetta provocazioni né debolezze. Dopo uno scontro violento con una squadra avversaria nella base navale di Changi Bay, a Singapore, Faith scoprirà alcuni risvolti delle regole spietate dell’Illusionista e si troverà faccia a faccia con l’altro volto della competizione e di se stessa.
A distanza di trecentosessantacinque giorni dall'uscita di Absence - Il gioco dei quattro, Chiara Panzuti torna in libreria con un seguito che chiede a gran voce conferme e un salto in avanti rispetto al suo predecessore. Se nel primo romanzo - originale e innovativo rispetto alla mole di young adult allora in circolazione - mi sono lasciata piacevolmente trasportare dalla corrente di una storia ben scritta ed intrigante senza avere, in partenza, particolari aspettative, in L'altro volto del cielo di aspettative, di curiosità e di attese ce n'erano in buona quantità e ( se non tutte ) molte si sono realizzate.
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[ RECENSIONE ] Così crudele è la fine di Mirko Zilahy | Longanesi

COSI' CRUDELE È LA FINE di Mirko Zilahy
Prezzo: 18.60€ | Pagine: 418

In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l'ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l'ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer. Costretto a rincorrere l'assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso. E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l'identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.
L'atto conclusivo che porta la firma di Mirko Zilahy è piena conferma della poliedrica maestria di un autore che non dà solo semplicemente lustro ad uno dei generi letterari più ostici e complessi, ma che sa mettersi in gioco in modo intelligente e mutevole donando ai suoi affezionati lettori un ultimo viaggio intenso, intimo e coinvolgente fin dalle sue prime battute. 

Anche in questo terzo capitolo, risulta evidente come Zilahy riesca a sfruttare in modo totale ed intelligente le meraviglie storiche che la Città Eterna mette a sua completa disposizione. Roma è, ancora una volta, muta protagonista dell'intera vicenda, esplodendo nel punto più alto della narrazione in tutte le sue più celate contraddizione ed in grado di riflettere, in modo naturale e sorprendente, luci ed ombre di chi, in carne ed ossa, calca la sua scena. Luoghi di pubblico interesse si intrecciano a cunicoli sotterranei, a strade sconosciute e ad un passato ancora vivo sotto i nostri occhi creando il palcoscenico perfetto per una trama narrativa dove regna vita e morte, dolore e distruzione. In questo romanzo, in modo particolare, è possibile sottolineare una particolare attenzione alla simbologia che, in questa specifica veste, si poggia su due emblematici elementi: l'acqua e lo specchio. Mentre quest'ultimo viene utilizzato come sensibile metafora della vita e della nostra mutevole identità, l'acqua sembra recitare il ruolo predominante in una storia capace di costruire e distruggere, rafforzare ed indebolire una personale consapevolezza che non troverà facilmente la via d'uscita. Dall'acqua nasce l'intera vicenda e sempre nell'acqua si conclude. Acqua che sgorga potente dalla terra, che disseta e purifica, ma che, allo stesso tempo, è in grado di essere flagello e distruzione.
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[ PREMIO BANCARELLA '18 ] La regina del silenzio di Paolo Rumiz

LA REGINA DEL SILENZIO di Paolo Rumiz
Prezzo: 16.00€ | Pagine: 214

Il malvagio re Urdal scende da Nord, invade col suo esercito la pianura dei Burjaki e proibisce loro ogni forma di musica. Con tre mostri – Antrax, Uter e Saraton – terrorizza la popolazione. Eco, il mago dai luè qnghi capelli bianchi che suscita i suoni della terra, viene fatto prigioniero e nella terra dei Burjaki cala il silenzio assolutoMila, la figlia del valoroso cavaliere Vadim, ha il dono innato della musica e cresce ascoltando la melodia della natura. Con il suono della sua voce sfida il divieto di Urdal e decide di cercare il bardo Tahir, l’uomo che le ha insegnato il canto, per guidare insieme la battaglia più importante, nel nome della musica e della libertà.
La regina del silenzio è una fiaba moderna che respira di un incerto passato, accompagnata da uno stile poetico e di altri tempi che Paolo Rumiz adotta con pacatezza e mai ostentata sensibilità. Sembra quasi di scorgere una pungente melodia tra le parole di un romanzo che sono capaci di prendere vita, pagina dopo pagina, accompagnando il lettore in un viaggio fantastico e misterioso in grado di portare con sè non solo una sferzata di pura magia, ma anche un messaggio potente e disarmante.

I capelli neri aderivano come l'ala di un corvo al lato destro del volto. 
In mezzo a tutto questo, occhi scuri e profondi,
ma lucenti e inquieti come quelli di una bambina.

Paolo Rumiz ci propone l'ancestrale lotta tra bene e male in una terra facile preda di uomini selvaggi e assetati di sangue, di morte e distruzione. È la pianura di Burjaki teatro di uno spietato massacro condotto da Re Urdal alla guida di un'orda di mostruosi assassini, spinto da un'inarrestabile gusto di conquista che lo porterà - sotto la malevole influenza della maga Ubidaga - a bandire ogni più semplice melodia, condannando quella terra ad un silenzio irreale, assordante che lascia senza respiro. Ed è qui che entra in gioco la forza del bene attraverso il coraggio di una giovane donna portatrice di un potere più forte di qualsiasi oscura maledizione: quello della musica e dell'arte in grado di sprigionare amore e condivisione, purezza ed armonia in un'orchestra di voci, coraggio e fiducia tali da poter lottare alla pari anche contro il male più oscuro e in apparenza invincibile.
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