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Ciak Si Gira

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[ RECENSIONE ] LA MAGIA DEL RITORNO di Nicholas Sparks | Sperling&Kupfer

LA MAGIA DEL RITORNO di Nicholas Sparks
Prezzo: 19.90€ | Pagine: 400

Per Trevor Benson, i più bei ricordi d'infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. E a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell'anima. In quell'estate sospesa tra un capitolo e l'altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d'amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell'istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell'amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.
Caro Nicholas, eppure ci eravamo tanto amati...

Così iniziava la mia recensione di Ogni Respiro poco più di due anni fa: un senso di amara delusione per uno scrittore che - anche se molto lontano dalla mia comfort zone - ha sempre avuto e meritato il suo posto, sicura che non avrebbe mancato di emozionarmi nel solo modo possibile: potente e mai scontato. Allora, non sapevo se avrei dato una seconda occasione ad un amore praticamente infranto, ma certe volte manco di testardaggine ed in questo caso - posso assicurarvi - mi è andata davvero bene! 

Nicholas Sparks sei tornato. Me ne sono accorta fin dalle prime pagine, nel modo di approcciarsi alla storia o di introdurre quello che sarà il protagonista, Trevor Benson. Le descrizioni dei luoghi e delle così diverse emozioni, la voglia di scavare a fondo senza dimenticarsi della superficie.
Cosa mi ha convinto di questo romanzo? La storia d'amore c'è, ma non si vede.
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[ RECENSIONE ] LE CINQUE DONNE di Hallie Rubenhold | Neri Pozza


LE CINQUE DONNE - La storia vera delle vittime di Jack lo Squartatore
di Hallie Rubenhold per Neri Pozza
Prezzo: 19.00€ | Pagine: 378

Londra, 1887: l'anno, recitano i libri di storia inglese, del Giubileo d'Oro, dei festeggiamenti per il cinquantenario dell'ascesa al trono della regina Vittoria. L'anno, però, anche di una storia di cui pochissimi sono a conoscenza, e che i più preferiscono dimenticare: la storia di una senzatetto, Mary Ann Nichols, detta Polly, che bivaccava come tanti a Trafalgar Square. Polly fu la prima delle cinque vittime «canoniche» di Jack lo Squartatore, o di quelle la cui morte avvenne nel quartiere di Whitechapel nell'East End. Al suo omicidio seguì il ritrovamento dei cadaveri di Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly. La brutalità degli omicidi di Whitechapel sconvolse Londra, soprattutto perché l'assassino riuscì a darsi alla macchia senza lasciare indizi circa la sua identità. Per centotrenta anni le vittime di Jack lo Squartatore e le loro vite sono dunque rimaste invischiate in una rete di supposizioni, pettegolezzi e ipotesi inconsistenti, cosicché oggi, le storie di Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Mary Jane portano ancora impressi il marchio e la forma che i valori vittoriani hanno dato loro: maschili, autoritari e borghesi. Ma chi erano queste donne, e come hanno vissuto prima che la loro esistenza venisse barbaramente spezzata dalla mano di un feroce assassino?
Partiamo da una premessa fondamentale: Le cinque donne di Hallie Rubenhold non è un romanzo. Ci troviamo davanti, infatti, ad un approfondito lavoro di documentazione storica (fatto di citazioni, riferimenti bibliografici, note e dettagli) attorno alla più famosa ed affascinante leggenda britannica: quella di Jack lo Squartatore. Ma attenzione, al suo interno non troveremo nulla che riguardi direttamente la descrizione e i retroscena degli efferati omicidi - di cui si è parlato anche troppo e in modo francamente fuorviante - ma un prezioso documento che è in grado di riconsegnare verità umana e dignità femminile alle sue cinque vittime di cui tanto si è scritto, quasi sempre sbagliando. 

Chi erano, quindi, Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Mary Jane?
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[ RECENSIONE ] IL SOGNO di Franck Thilliez | Fazi Editore

IL SOGNO di Franck Thilliez
Prezzo: 18.50€ | Pagine: 510

Se non fosse per le sue cicatrici e le strane foto che tappezzano le pareti del suo ufficio, si direbbe che Abigaël sia una donna come le altre. Se non fosse per i momenti in cui sprofonda nel mondo dei sogni, si giurerebbe che dica il vero. Ma Abigaël, la psicologa che tutti si contendono per risolvere i casi criminali più intricati, soffre di una grave narcolessia che le rende tutto più difficile. Spesso per lei il confine tra sogno e realtà si confonde, ed è costretta a ricorrere a bruciature e tatuaggi per assicurarsi di essere sveglia e che quello che vede stia realmente accadendo. L’indagine a cui sta lavorando insieme al fidanzato poliziotto Frédéric riguarda un rapitore seriale di bambini, Freddy. I piccoli scomparsi finora sono tre, a quattro mesi di distanza l’uno dall’altro. Ogni rapimento viene annunciato con uno spaventapasseri che indossa gli abiti del bambino rapito precedentemente. Intanto, Abigaël è l’unica sopravvissuta a un terribile incidente d’auto di cui non ricorda nulla e dove hanno perso la vita suo padre e sua figlia. Presto capirà che molte cose di quell’episodio non tornano. E si renderà conto che Freddy sa più di quanto dovrebbe. E non è il solo. Ma per Abigaël il nemico più pericoloso rimane uno: se stessa.
Non è facile trovare un thriller che riesca a stupirmi. Essendo una lettrice senza dubbio vorace del genere in questione, mi sono spesso scontrata con romanzi che di thriller portavano solo il sottotitolo in copertina o altri che - a conti fatti - si sono rivelati una mera illusione. Di delusioni - invece- riesco a ricordarne davvero poche: l'ultima è stata proprio Il Sogno di Franck Thilliez.
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[ RECENSIONE ] UNA RAGAZZA AD AUSCHWITZ di Heather Morris

UNA RAGAZZA AD AUSCHWITZ di Heather Morris
Prezzo: 17.90€ | Pagine: 348

È il 1942. Cilka ha solo sedici anni quando il suo mondo cambia per sempre. Ha appena varcato il cancello di Auschwitz e, in un istante, si vede portare via l’innocenza e i sogni di ragazzina. Intorno a lei ci sono solo orrore e ingiustizia. Eppure, nonostante tutto, scopre di avere in sé un coraggio straordinario. Un coraggio che le permette di scoprire i punti deboli dei suoi aguzzini e di servirsene con astuzia per salvare sé stessa e tutti quelli, come lei, condannati senza motivo. Da allora sono passati tre anni. Il campo è stato liberato, ma la possibilità di una nuova vita le viene negata quando è costretta ai lavori forzati in Siberia. Di nuovo, si trova alla mercé dei propri carcerieri, costretta a eseguire senza fiatare gli ordini che riceve. Ma, benché tema di non avere via d’uscita, rifiuta di arrendersi al buio di cui ha già fatto esperienza e continua a lottare per tenere a distanza il male che sembra permeare ogni cosa. Per dimostrare, con l’audacia che l’ha sempre contraddistinta, che non c’è malvagità che possa resistere a una mano tesa in cerca d’aiuto. Perché malgrado la barbarie di cui è stata e continua a essere testimone, Cilka è convinta che il suo cuore non sia pronto per dire addio all'amore.
Dopo aver emozionato i suoi lettori con Il Tatuatore di Auschwitz, Heather Morris ha deciso di portare alla luce un'altra dolorosa verità attraverso le carte e gli orrori di un passato che troppo spesso rischia di essere dimenticato o - ancor peggio - negato.

Questa è la storia di Cecilia - Cilka - Klein.

Ha diciotto anni e le resta solo la speranza che capiscano che non aveva altra scelta per sopravvivere, se non fare quello che ha fatto. Nessuna scelta, tranne la morte.

Sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau - stuprata per quasi 3 anni dagli ufficiali tedeschi e messa a capo dell'ultimo blocco femminileCilka viene condannata dall'esercito russo a quindici anni di lavori forzati in Siberia, a poche centinaia di chilometri dal Circolo Polare Artico. Il suo crimine? Essere ancora viva. Un peso che si porterà dietro per tutta la vita come una condanna: ogni privazione che sarà costretta a subire, ogni corpo maschile che prenderà con violenza il suo, ogni dolore che le verrà inflitto solo per il gusto di farlo è il prezzo da pagare per aver osservato sua madre essere portata via sopra un carro verso le camere a gas. Impotente, distrutta.
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[ RECENSIONE ] IL MORSO DELLA VIPERA di Alice Basso | Garzanti

IL MORSO DELLA VIPERA di Alice Basso
Prezzo: 16.90€ | Pagine: 313

Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia: racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l'altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall'affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un'anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l'unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c'è niente?
Mi ha fregata, Alice Basso mi ha fregata un'altra volta! 
Santa polenta fritta, e dire che dovevo essere preparata, aspettarmelo almeno. Insomma, con Vani Sarca un minimo di esercizio lo avevo pur fatto. E, invece, eccomi qui a fissare da almeno una decina di minuti proprio quell'ultima pagina come uno stoccafisso in sconto.
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[ RECENSIONE ] LA SPADA DEL DESTINO di Andrzej Sapkowski | Editrice Nord

LA SPADA DEL DESTINO di Andrzej Sapkowski
Prezzo: 19.00€ | Pagine: 438

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può affrontare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un'orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio. Geralt,però, non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato, compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l'unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore!
Qualche giorno fa mi sono trovata invischiata nel solito dramma che colpisce noi lettori e che risponde in modo più o meno variegato alla scelta della prossima lettura. Mentre scorrevo lo sguardo sopra la pila indefinita dei libri ancora da leggere - per puro caso - mi sono imbattuta in un articolo che parlava proprio del compleanno di Andrzej Sapkowski. 

Chi sono io per andare contro ad un chiaro segno del destino? E forse qualcosa di più.


La spada del destino di Andrzej Sapkowski è il secondo volume della saga di The Witcher, riportata alla ribalta grazie all'omonima serie TV (1 stagione - Netflix). Come per il suo predecessore (Il Guardiano degli Innocenti) ci troviamo davanti ad una raccolta di racconti che permette al lettore di addentrarsi - ancor più nel dettaglio - nel fantastico mondo scaturito dalla penna dello scrittore polacco. A differenza del primo volume, dove le azioni coraggiose e le gesta simboliche di Geralt avevano il sopravvento su tutto quello che di bello poteva essere raccontato, qui troviamo un'attenzione molto personale e altrettanto profonda all'animo complesso e tormentato dello strigo.
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[ RECENSIONE ] I CARIOLANTI di Sacha Naspini | Edizioni E/O

I CARIOLANTI di Sacha Naspini
Prezzo: 16.00€  | Pagine: 169

Aldo è un disertore della Prima Guerra Mondiale. Invece di partire per il fronte decide di costruire un rifugio sotterraneo nei boschi per prendersi cura della sua famiglia: una moglie, un figlio. Bastiano è un bambino e al chiuso della "tana" sperimenta le contingenze della vita: il freddo, il caldo, la fame, soprattutto la fame. Finché la guerra finisce ed entra nel mondo. Ma lo fa segnato dalla privazione; ogni impulso fa capo al luogo da cui proviene: una buca. E poi la propensione alla natura (vera, bestiale), che si infrange con le dinamiche violente che comandano il mondo degli uomini... Bastiano è un ragazzo quando impara l'amore. Sperimenta il carcere, quindi la Seconda Guerra Mondiale. Si confronta con inaspettati segreti di famiglia. Intanto, cerca di donarsi alle esperienze della vita. Eppure non può liberarsi dal filtro animalesco che lo ha marchiato in tenera età. È una pallottola impazzita, sparata da un'arma dalla canna storta, votata a traiettorie imprevedibili, fa capo all'istinto, agli impulsi primordiali. La fame ora ha un'altra accezione: amore, accoglienza, l'idea battente di una casa, una famiglia.
Mi trovo a fissare questa pagina vuota da almeno cinque minuti. 

Non è facile parlarvi di questo romanzo e della sua atroce bellezza, non è semplice trovare le parole adatte in grado di racchiudere una storia così forte e dolorosa (quasi inconcepibile) che mi ha letteralmente stravolta e conquistata dalla prima all'ultima parola. Sacha Naspini è riuscito a trasmettere in appena centosessantanove pagine tutto quello di cui avevo bisogno!
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[ RECENSIONE ] LA PAZIENTE SILENZIOSA di Alex Michaelides | Einaudi

LA PAZIENTE SILENZIOSA di Alex Michaelides
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 340

Alicia Berenson sembra avere una vita perfetta: è un’artista di successo, ha sposato un noto fotografo di moda e abita in uno dei quartieri piú esclusivi di Londra. Poi, una sera, quando suo marito Gabriel torna a casa dal lavoro, Alicia gli spara cinque volte in faccia freddandolo. Da quel momento, detenuta in un ospedale psichiatrico, Alicia si chiude in un mutismo impenetrabile, rifiutandosi di fornire qualsiasi spiegazione. Oltre ai tabloid e ai telegiornali, a interessarsi alla «paziente silenziosa» è anche Theo Faber, psicologo criminale sicuro di poterla aiutare a svelare il mistero di quella notte. E mentre a poco a poco la donna ricomincia a parlare, il disegno che affiora trascina il medico in un gioco subdolo e manipolatorio.
Forse sono strana io! 
Questo è stato il mio pensiero fisso durante la lettura e vi confesso di esserci rimasta un po' male.

Partiamo dall'inizio: le mie aspettative, altissime.
Durante il lock down, complice una noia sempre più evidente, mi sono lasciata un po' trasportare dai titoli chiacchierati online e tra tutti - vecchi e nuovi -  La paziente silenziosa di Alex Michaelides ha catturato immediatamente la mia attenzione. Recensioni entusiastiche, commenti che rasentavano la perfezione, una lettura irrinunciabile. Parlavano di un thriller psicologico perfetto, catartico, intenso e imprevedibile (proprio quelli che piacciono a me): come potevo non leggerlo?
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[ RECENSIONE ] FALCE di Neal Shusterman | Mondadori

FALCE di Neal Shusterman 
Prezzo: 20.00€ | Pagine: 358

Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. Se nessuno muore più tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere spigolato. In termini meno poetici: ucciso.
Ho iniziato la lettura di Falce di Neal Shusterman senza particolare aspettative, forse con un pizzico di timore avendo acquistato il libro sostanzialmente a scatola chiusa - dannata copertina - come non accadeva da tantissimo tempo. Risultato finale? Il mio sesto senso ancora funziona!

Ci troviamo nella cosiddetta epoca post-mortale in una società apparentemente perfetta, guidata da una potente entità artificiale - il Thunderhead - in grado di azzerare la fame nel mondo, ogni diseguaglianza o disparità. Non esistono soprusi o violenze, le guerre sono una eco oramai lontana. Persino la morte è stata annientata. Ed è qui che entrano in gioco le falci: per ovviare ad una naturale sovrappopolazione, viene data vita ad una corporazione di uomini e donne, indipendente e ben lontana dall'essere integerrima con il compito principale di spigolare ogni anno una determinata percentuale di popolazione. In poche parole, le falci hanno licenza di uccidere! 

Un mestiere non facile che Citra Terranova e Rowan Damisch dovranno comprendere, assimilare e rispettare durante il loro apprendistato con Maestro Faraday. Al termine il verdetto calerà implacabile: diventare giovani falci o tornare alla vita di prima.  Semplice, in apparenza. 
Peccato che nulla andrà come previsto!

Fu il tono a tradirlo. Squillante e inesorabile, simile al rintocco sordo di una campana, il cui tintinnio arrivava puntualmente alle orecchie di chi doveva sentirlo. Una falce.

Citra e Rowan sono protagonisti e voci narranti di questo primo capitolo: quasi antitetici sotto molti aspetti, incredibilmente simili per altre piccole sfaccettature. Eppure, a catturare la mia completa attenzione - forse per la mia età anagrafica non più prettamente adolescenziale - sono stati due personaggi capaci di rappresentare il bene ed il male, la luce e l'oscurità, la speranza e la distruzione: Maestro Faraday e Maestro Goddard. Proseguendo con la lettura, infatti, ho trovato molto attuale il differente approccio con la missione a loro affidata, il potere sulla vita e sulla morte, le conseguenze di ogni loro azione. Mentre il primo tenta in ogni modo possibile di anteporre rispetto e compassione ad un dovere che non lascia molte vie di fuga; l'altro sembra quasi gioire della morte arrivando a trasformare l'altrui sofferenza in una questione di gioco e potere. Inquietante ed affascinante. A conti fatti, due facce della stessa medaglia così incredibilmente umana!

Falce è un romanzo che si divora in pochissimo tempo e che racchiude in sè il grande pregio non scontato di saper porre domande al suo lettore, condurlo ad una riflessione capace di lasciare molte porte aperte. Considerando, poi, il target medio di pubblico a cui Shusterman si rivolge questa capacità di smuovere - tra le righe - la mente di chi legge è ancora più importante! 

Qualcosa però non è andato come speravo. Se nella prima parte, Shusterman si prende tutto il suo tempo per introdurre e presentare personaggi e storia, nella seconda, invece, spinge sull'acceleratore in modo - a mio avviso - poco utile ed eccessivo. Quattro mesi si trasformano in un paio di giorni e trovarsi dinanzi al fatto compiuto in una maniera così imprevista e repentina è stato come incontrare un muro appena svoltato l'angolo: doloroso, seppur sorprendente! In conclusione, Falce è una lettura piacevole, senza dubbio interessante ed in grado di conquistare il lettore senza particolari difficoltà. Una scrittura diretta, coinvolgente e dotata del giusto cambio di ritmo in grado di trasmettere freschezza e profondità che mi aspettavo di trovare in un romanzo young-adult.

Ecco - forse - l'unica cosa da rivedere sarebbe il prezzo di copertina!
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[ RECENSIONE ] MINDHUNTER - LA STORIA VERA DEL PRIMO CACCIATORE DI SERIAL KILLER AMERICANO di John Douglas e Mark Olshaker

MINDHUNTER di John Douglas con Mark Olshaker
Prezzo: 5.00€ | Pagine: 380

Per dare la caccia ai serial killer in attività bisogna comprendere come pensano e anticiparne così le mosse. Ma c'è un solo modo per entrare nella mente di un serial killer: parlare con i suoi «colleghi» e predecessori. Questa è stata l'intuizione di John Douglas, l'uomo che ha inventato il Criminal Profiling dell'FBI e che, per farlo, ha dovuto confrontarsi con le più atroci menti criminali del suo tempo. Per anni, John Douglas ha interrogato in carcere assassini e stupratori seriali, indagandone le ossessioni e le perversioni, fronteggiando in prima persona l'orrore e l'orgoglio di questi mostri, per poter dare la caccia ad altri mostri. Infinite conversazioni con uomini come Charles Manson, John Wayne Gacy...
Immagino che a primo impatto parlare di Mindhunter come il libro della vita possa risultare vagamente preoccupante, ma vi assicuro che ho le mie ragioni (e non sono criminali). Ho scoperto la figura professionale di John Douglas divorando l'omonima serie televisiva andata in onda su Netflix e di cui (al momento) non sono ben chiare le sorti. Aggiungiamoci il mio essere una lettrice appassionata di thriller psicologici che si è sempre sentita attirata da quella mente criminale che molti archiviano come semplice devianza, ma che - scavando a fondo - è in grado di rivelare dettagli che mai ci saremmo aspettati. Il risultato? L'ho amato, fine della storia.
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[ RECENSIONE ] MR. ZUPPA CAMPBELL IL PETTIROSSO E LA BAMBINA di Fannie Flagg | BUR Rizzoli

MR. ZUPPA CAMPBELL IL PETTIROSSO E LA BAMBINA di Fannie Flagg
Prezzo: 10,00€  | Pagine: 210
L’inverno è alle porte e a Lost River, un piccolo paese nel profondo sud dell’Alabama, arriva l’anziano Mr. Campbell (orfano dalla nascita, trovato in una culla accanto a una lattina della famosa zuppa) per fuggire dal freddo di Chicago. Subito lo attende una brutta sorpresa: l’albergo dove deve alloggiare è bruciato. Al suo posto però ad accoglierlo c’è la casa di una stravagante signora. Le attenzioni degli abitanti di Lost River lo fanno sentire per la prima volta parte di una comunità, e quando Mr. Campbell conosce Patsy, una bambina timida con una gamba malata di cui nessuno si è mai occupato, viene conquistato dalla sua dolcezza e sente che quella è la sua famiglia.
Ogni volta che mi trovo a leggere un Flagg mi rendo conto di come non siano necessarie pagine su pagine di trame contorte e polverose per riuscire a smuovere qualcosa di bello e spontaneo nel cuore di chi legge. Fannie Flagg è un balsamo per l'anima. I suoi romanzi sanno raccontare in modo semplice e genuino - al limite del fiabesco - storie umane cariche di significato, accompagnate da un'ironia pungente irresitibile e da singolari personaggi che fanno breccia senza particolari difficoltà. E Mr. Zuppa Campell - permettetemi di usare una versione più leggera del titolo - non fa eccezione!
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[ RECENSIONE ] LE BELVE di Manlio Castagna e Guido Sgardoli | Piemme

LE BELVE di Manlio Castagna e Guido Sgardoli
Prezzo: 16.50€| Pagine: 248

In una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro. Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male. Di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato. Dell'ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure. Di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male. Di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all'apparenza pacifica. Di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.
Devo ammettere con voi che la mia prima reazione alla vista di Le Belve tra le anteprime in uscita è stata di istintiva perplessità. Guardavo la copertina e sentivo una vocina dentro la mia testa sussurrare: questo mi sembra di averlo già visto da qualche parte. In verità, leggendo il romanzo e - in modo particolare - le note degli autori è quantomai palese l'influenza e la conseguente ispirazione a colui che è genio malvagio ed incontrastato della letteratura horror internazionale, Stephen King.
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[ RECENSIONE ] PRESENZA OSCURA di Wulf Dorn | Corbaccio

PRESENZA OSCURA di Wulf Dorn
Prezzo: 19.50€ | Pagine: 432

Quando Nikka, sedici anni, si risveglia dal coma in ospedale fatica a ricordare cosa sia successo. Era a una festa, questo lo ricorda, insieme alla sua amica Zoe. Ma poi? Poi, improvvisamente un blackout. Nikka ha provato l’esperienza della morte: per ventuno terribili minuti il suo cuore ha cessato di battere, ma il suo cervello ha continuato a funzionare. E Nikka ricorda un tunnel buio in cui si intravedeva una luce e ricorda che anche Zoe era con lei. E quindi rimane scioccata alla notizia che Zoe è scomparsa proprio durante la festa e che da allora manca da casa. Che sia stata uccisa? Nikka è convinta di no e appena riesce incomincia a cercarla. Ma fin dove sarà disposta a spingersi per salvare la sua migliore amica?
Per un anno la mia copia di Presenza Oscura di Wulf Dorn è rimasta in attesa nella mensola della mia libreria per poi passare (quasi incredibilmente) nel cesto verde delle prossime letture ad inizio aprile, ritrovando quella spinta letteraria rimasta sopita ad inizio quarantena. Sono partita con zero aspettative a causa di molti pareri negativi ed alcuni eccessivamente tiepidi che mi hanno bloccata in più di un'occasione. E sappiate che (per me) un thriller tiepido è il peggiore degli incubi. No, un'altra delusione da uno dei miei scrittori preferiti (dopo King) non l'avrei sopportata. E a conti fatti - con i suoi ma, i suoi se e qualche piccolo appunto - il risultato finale non è poi stato così male.
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[ RECENSIONE ] IL VOLTO DELL'ASSASSINO di Amy McLellan

IL VOLTO DELL'ASSASSINO di Amy McLellan
Prezzo: 18.90€ | Pagine: 360

In seguito a un drammatico incidente, Sarah ha cominciato a soffrire di un disturbo neurologico molto particolare: ha perso in parte la memoria, ma soprattutto non riesce più a riconoscere i volti delle persone. Da allora vive con la sorella vedova e con il nipote. Fino a quando, una sera, qualcuno si introduce a casa loro e, mentre Sarah guarda la televisione, la sorella viene pugnalata a morte. Sarah accorre sentendo delle grida provenire dalla cucina, e vede un uomo accanirsi sul corpo della sorella.
Ma lei sa che il ricordo di quel viso si perderà per sempre nella nebbia della sua mente e che arrivare capire cosa è successo sarà un’impresa praticamente impossibile. Eppure deve provarci.
 
Di chi possiamo realmente fidarci se ogni viso che incrociamo è per noi un estraneo?
La prosopagnosia è quel deficit percettivo neurologico che impedisce a chi ne è affetto di riconoscere i tratti d'insieme dei volti delle persone. Questa è la diagnosi irreversibile che affligge Sarah da quel drammatico incidente di cui riesce a trattenere ben pochi (e offuscati) ricordi. Una vita solcata da un senso di colpa bruciante di cui non sa comprenderne la ragione e vissuta sulla spalle di una sorella amorevole e paziente che è diventata tutto il suo mondo e - al tempo stesso - veicolo di repressione, rabbia e sofferenza. Ecco perchè il corpo esanime della sorella colpito con così tanta irrefrenabile violenza sembra avere già il suo colpevole designato.

Eppure Sarah ha visto il volto del suo assassino. Di quell'uomo di cui non conserva alcuna memoria, ma di cui ricorda perfettamente quella stretta salda e dolorosa, opprimente al punto da toglierle quasi il respiro. Lei è innocente, ma non ha alcuna idea di come dimostrarlo. Il romanzo della McLellan ruota attorno a questa particolare malattia - che ammetto di non conoscere - e alla personalità sfuggevole della sua protagonista, ma si lascia fin troppo trasportare dagli eventi e arriva quasi a perdere (specie in alcune parti) il contatto diretto con quel genere così ostico e difficile da accontentare.
Lo ripeto: scrivere un thriller è semplice, farlo bene è certamente qualcosa di più complicato!
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[ RECENSIONE ] PET SEMATARY di Stephen King | Sperling

PET SEMATARY di Stephen King
Prezzo: 19.90€ | Pagine: 422

Il dottor Louis Creed ha appena accettato l'incarico di direttore sanitario dell'Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c'è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante. Un luogo carico di presagi e di richiami, spaventosi quanto irresistibili, provenienti da un altro mondo. Un luogo dove al dottor Creed toccherà una scoperta raggelante: a volte è meglio essere morti.
La storia narrata da Pet Sematary nasce e si evolve nella piccola cittadina di Ludlow nel Maine (già qui sappiamo che qualcosa di veramente brutto dovrà accadere) ed ha come protagonisti la più classica famiglia americana: dottore lui, di ricca famiglia lei, con due bambini - Ellie e Gage - ed un gatto di nome Church (che non sta per chiesa, ma è diminutivo di Winston Churchill). Arrivano a Ludlow dalla chiassosa Chicago per seguire il nuovo incarico del dottor Louis Creed presso l'università del Maine, immergendosi immediatamente in una realtà molto diversa, quasi bucolica, troppo perfetta. Stiamo leggendo un King, non dimentichiamocelo. E infatti proprio dietro la proprietà dei Creed si erge il cimitero degli animali, curato in un modo che ha quasi del morboso dai bambini della zona e dove viene sepolto ogni animale domestico di Ludlow da moltissimi anni.

Questo almeno è quello che viene raccontato agli stranieri. Perchè oltre quella curiosa radura, superata una catasta di alberi disposti con malcelata cura, ecco celarsi un altro luogo di sepoltura che porta con sé credenze popolari, lontane leggende e culti religiosi oramai dimenticati. Si possono percepire voci, suoni ed echi di risate, luci improvvise in grado di condurre ogni uomo alla pazzia.

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[ CIAK SI GIRA ] 5 Serie TV scoperte in quarantena (netflix)


Dicono che il primo articolo di una nuova rubrica (aggiornata, per dovere di cronaca) debba essere coinvolgente ed intuitivo, interessante ed originale, leggero ma mai banale e condito con quel pizzico di pungente ironia capace di catturare l'attenzione del lettore. 

Oddio, fermi tutti, ecco che mi parte l'ansia!

Dicevo, ho pensato a lungo a come affrontare questo appuntamento nel modo giusto, poi l'illuminazione: cosa ho fatto nel primo mese di quarantena? Ho guardato serie tv, ovvio. E - credetemi sulla parola - ho visto davvero di tutto. Serie impegnative ed attuali (1), serie che si possono letteralmente divorare in una sola giornata (2 facciamo 3), serie che sono diventate una vera e propria ossessione (e se mi seguite su instagram sapete benissimo di cosa sto parlando). Quindi, che si fa? Partiamo?


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[ IN LIBRERIA ] MAGGIO '20: 5 novità da non perdere + pillole letterarie!


Cosa è cambiato nella vostra vita in questo lungo periodo di quarantena?
Io credo di essermi ripresa i miei spazi. Il primo mese è stato complicato: all'inizio mi sentivo  come un pesce fuor d'acqua. Abituata a stare fuori casa per quasi 9 ore al giorno, ritrovarmi praticamente a non uscirne è stato complicato. E strano. Una stranezza che si è trasmessa anche nelle mie letture. Nel primo mese e mezzo, infatti, ho vissuto una specie di apatia letteraria. Non riuscivo a leggere, non avevo voglia di farlo, la mia mente era intrappolata ma altrove. Mi sentivo quasi soffocare e - in alcuni casi - gli spazi attorno a me si facevano così piccoli da mancare quasi l'aria. Eppure, alla fine, qualcosa è cambiato. E' stata come una sveglia improvvisa. E così mi sono ripresa i miei spazi: ho ripreso a leggere ad una velocità a cui non ero più abituata, a scattare foto e a fare alcuni progetti. Come questo, ad esempio. Riprendere una vecchia rubrica che avevo abbandonato da mesi, azzerare tutto e ricominciare. 

Ed ecco svelato qualche (imperdibile) titolo che troverete questo mese in libreria:
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[ RECENSIONE ] OSSIGENO di Sacha Naspini | Edizioni e/o

OSSIGENO di Sacha Naspini
Prezzo: 16.00€ | Pagine: 224

Laura scompare nel nulla il 12 agosto del ’99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. Adesso di anni ne ha ventidue. Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l’uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente. Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro? Ossigeno è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l’inizio di nuove vite. L’esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi. Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d’uscita. E com’è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione? Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un’ora. È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all'aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa. La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?
Prendere spunto da un fatto di cronaca e costruire attorno un romanzo che sappia affrontare tematiche molteplici dando voce a punti di vista apparentemente molto lontani non è facile, eppure Sacha Naspini ci riesce egregiamente regalando al suo lettore un'esperienza di lettura totale e totalizzante che non potrà lasciare indifferenti. Nella mia vita di lettrice ho sempre preferito quelle storie che non urlano per farsi amare, ma preferiscono quel persistente e timido sussurro che ti si attacca sotto la pelle senza lasciare facilmente la presa. Ossigeno è proprio quel sussurro che si insinua nella mente, che sa spingere oltre il confine naturale delle cose, che sa far crescere domande e riflessioni a cui non avresti mai dato alcun peso, che non vuole giudicare ma esporsi in tutta la sua umana fragilità.

Il punto non è che è mio padre. Il punto è che sono suo figlio.

È una sera come tante altre quando la vita di Luca - figlio di un illustre professore di antropologia - viene sconvolta nel peggiore dei modi: suo padre viene arrestato davanti ai suoi occhi per rapimento e presunto omicidio di alcune ragazzine. Laura è l'unica sopravvissuta. Bambina di soli otto anni, rapita in una calda giornata estiva, rinchiusa in una gabbia di lamiera per quattordici lunghi anni. Da quel 6 ottobre è libera. Può camminare, correre e sorridere. Può vivere come qualsiasi altra ragazza della sua età. Può innamorarsi, mentire e sbagliare. Eppure quella libertà non le appartiene, forse Laura non è mai uscita da quella prigione. E, infine, c'è la madre che racconta con tutte le sue contraddizioni il peggiore degli incubi. La perdita di quella bambina che era anche unico perno saldo della sua vita. Con lei accanto si sforzava di essere integra, salda in un'apparenza in cui a stento credeva, sommersa dalle mille difficoltà. Ora era libera di crollare.
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[ RECENSIONE ] IL LADRO DI ANIME di Sebastian Fitzek | Einaudi

IL LADRO DI ANIME di Sebastian Fitzek
Pagine: 240 | Prezzo: 12.50€

In una clinica psichiatrica immersa nella campagna innevata alle porte di Berlino si consumano le nove ore che precedono la paura. Pazienti, medici, infermieri scoprono che il Ladro di anime, il folle che da tempo terrorizza la città si trova all'interno della struttura. Di lui si conoscono soltanto i crudeli effetti provocati da un misterioso trattamento che riduce le vittime a meri involucri, e gli ambigui indovinelli che lascia dietro di sé come macabra firma. Inizia cosí una frenetica caccia al serial killer, guidata da Caspar, un ex chirurgo che ha perso la memoria in seguito a una tragedia personale e che si troverà a far fronte a qualcosa di inaspettato e terribile. Mentre il tempo scorre inesorabile nel tentativo di neutralizzare il Ladro di anime, Caspar vede riaffiorare dal subconscio pezzi della sua vita precedente, che fanno luce sulla sua identità e sul suo passato, costringendolo a uno sconvolgente viaggio negli abissi piú oscuri della propria psiche.
Partiamo dalla fine: leggetelo!
Se non lo avete ancora fatto, abbandonate tutto quello che state facendo (torte, pizze, ancora torte, pane e, sì, anche quel libro che state tenendo in mano) e lasciatevi conquistare dalla scrittura ammaliante e pericolosa di Sebastian Fitzek. Perchè pericolosa? Perchè crea dipendenza, dannazione! Premessa fatta, ora parliamo de Il Ladro di Anime. Il nome di Fitzek non mi era affatto sconosciuto e avevo solo sentito parlare bene dei suoi romanzi - come Schegge e La terapia che saranno miei molto presto - ma io tendo a diffidare per natura, oramai dovreste averlo capito. Mi sono sbagliata, chiaramente. Arrivavo da un mese povero di letture, eppure sono bastate meno di quarantotto ore per divorare letteralmente un romanzo su cui non sono riuscita - e non riesco nemmeno ora a mente fredda - a scorgere una lacuna, neppure una piccola macchietta contro luce. Sì, mi sono innamorata di Fitzek, che ci posso fare?
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[ RECENSIONE ] SEI DI CORVI di Leigh Bardugo | Mondadori

SEI DI CORVI di Leigh Bardugo
Prezzo: 17.00€ | Pagine: 440

A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare.
Non conoscere Sei di corvi di Leigh Bardugo (anche solo di nome) è francamente impossibile. 
Ovunque. Potrebbe racchiudere la portata di un fenomeno sociale che ha spopolato nel web (in particolare nella piattaforma Instagram) rendendo questo titolo ben visibile agli occhi di tutti, amanti o meno del genere fantasy. Sei di corvi è stato probabilmente il titolo più chiacchierato (e pubblicizzato) degli ultimi mesi portando alla luce un fandom di lettori entusiasti ed estasiati, quasi al limite dell'umana follia. (vi voglio bene, ma un po' mi fate paura)

Come accade in molti esponenti del genere in questione, non ci troviamo davanti ad una lettura che richiama ad un approccio vorace ed istintivo. Sei di corvi - soprattutto nella prima parte - richiede attenzione e lungimiranza per riuscire ad entrare in contatto e sintonia con un mondo fantastico di cui la scrittrice ci spiega ben poco e che ci lancia addosso senza preavviso. Non una sua mancanza, va detto, ma conseguenza diretta di una trilogia precedente dedicata al Grishaverse che (ancora) in Italia non ha visto la luce. Perchè a noi piacciono le cose complicate, è risaputo. Rimane il fatto - e trovo giusto sottolinearlo - che lo stile diretto, musicale e fresco della Bardugo riesce a fare sua questa iniziale difficoltà, ponendo il lettore al centro esatto della storia ed immergendo occhi, cuore e mente in un puzzle di segreti, passati burrascosi e lontane vendette capaci di lasciare sempre qualcosa di intentato, di sospeso e carico di tensione.
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[ RECENSIONE ] IO UCCIDO di Giorgio Faletti | Baldini&Castoldi

IO UCCIDO di Giorgio Faletti
Prezzo: 12.00€ | Pagine: 750

Un dee-jay di Radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto, dalla voce artefatta, rivela di essere un assassino. Il fatto viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati morti e orrendamente mutilati sulla loro barca. Inizia così una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata a RMC con un indizio musicale sulla prossima vittima, e ogni volta sottolineati da una scritta tracciata col sangue, che è nello stesso tempo una firma e una provocazione: lo uccido. Per Frank Ottobre, agente dell' FBI in congedo temporaneo, e Nicolas Hulot, commissario della Sûreté Publique, inizia la caccia a un fantasma inafferrabile. Alle loro spalle una serie di rivelazioni che portano poco per volta a sospettare che, di tutti, il meno colpevole sia forse proprio lui, l'assassino. Di fronte a loro un agghiacciante dato statistico. Non c'è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c'è.
Come non hai letto Io Uccido? Proprio tu?
Credo di aver creato giusto un pizzico di scalpore quando ho deciso di mostrare la mia lettura in corso qualche giorno fa - Io Uccido di Faletti, appunto - al punto da sentirmi quasi in colpa, ve lo confesso. Non che non conoscessi il suo nome e i suoi romanzi, anzi. Io uccido, forse, è stato il romanzo che più mi è passato dinanzi negli ultimi anni, ma senza trovare il tempo giusto per affrontarlo come si deve. Insomma, non è certamente una lettura mingherlina che si digerisce facilmente. Sono quasi 750 pagine di una narrazione emblematica, molto dettagliata e costruita su descrizioni talmente puntuali e cristalline da poter causare ben più di qualche incubo. Non alla sottoscritta, ovviamente. Perchè la sottoscritta ci sguazza in queste (sublimi) descrizioni. 

La morte è purtroppo l'unico vero modo che il destino ha scelto per ricordarci continuamente che esiste la vita.

Al mondo non esiste luogo che sia essenzialmente privo del male ed il Principato di Monaco non fa eccezione. Lì dove il termine criminalità non può nemmeno essere preso in considerazione ha inizio la più pericolosa caccia all'uomo (o al mostro) - il trasfiguratore di volti - colui che priva la propria vittima della sua più evidente essenza, lasciando dietro le sue angoscianti gesta solo due inequivocabili parole tracciate con il sangue: io uccido. Radio Monte Carlo ed il programma notturno Voices sono il veicolo di tanto annunciato dolore in grado di portare il commissario Hulot e il suo amico (agente dell'FBI in congedo temporaneo) Frank Ottobre sulle tracce di un assassino in grado di scatenare il peggiore degli incubi senza apparenti ragioni.
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[ RECENSIONE ] L'INCUBO DI HILL HOUSE di Shirley Jackson | Adelphi

L'INCUBO DI HILL HOUSE di Shirley Jackson
Prezzo: 12,00€  | Pagine: 233
Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor.
Non ho ricevuto così tanti avvertimenti di lettura come con L'incubo di Hill House di Shirley Jackson e dire che di libri chiacchierati se ne trovano in questo Blog. Punti di vista non propriamente lusinghieri che mi hanno bombardata da ogni angolo, accompagnandomi in quello che è stato il mio primo approccio con questa acclamata scrittrice. Consiglio (spassionato): se un lettore si sta avvicinando ad una nuova e attesa lettura non ditegli che fa schifo. Dai, non è carino!
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READING JOURNAL MAR. '20


Ho aperto questo mese di Marzo esattamente come avevo chiuso il precedente: cancellazioni, annullamenti, rimborsi. Non so se ve lo avevo mai detto in questa sede, lavoro in un'agenzia di viaggi da quasi due anni e queste ultime settimane si sono trasformate in un autentico inferno. Una situazione al limite del surreale, tra l'altro. Perché se sei abituata a prendere anche due telefonate allo stesso momento - assumendo posizioni umanamente non concepibili - ritrovarsi il telefono ostinatamente muto per tutta la giornata, potete credermi, non è un buon segno.

È chiaro che stiamo vivendo un momento di assoluta incertezza. Siamo letteralmente tagliati fuori dal mondo: paesi che non ci vogliono, altri che ci guardano come appestati, altri ancora che non sanno più cosa fare per salvaguardare i propri interessi. E poi i furbetti che lasciano a noi il compito di fare test su test (che si sommano ad ulteriori test), preferendo guardare dalla finestra senza fare i conti con le loro responsabilità. Ok, sfogo finito. Parliamo di libri.


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[ RECENSIONE ] INVENTARIO DI UN CUORE IN ALLARME di Lorenzo Marone

INVENTARIO DI UN CUORE IN ALLARME di Lorenzo Marone
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 296

Le confessioni comiche, poetiche, paradossali di un cuore in allarme. Che prende in giro sé stesso mettendo in scena quello che, da Molière a Woody Allen, è sempre stato il piú irresistibile dei personaggi tragici. Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all'ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l'inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all'affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all'astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all'astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l'angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po' di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici.
Devo ammettere che leggere Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone agli albori della follia umana da Coronavirus ha assunto - pagina dopo pagina - un retrogusto vagamente poetico (e a tratti quasi inquietante). Inutile girarci intorno: non stiamo vivendo un periodo particolarmente tranquillo. Le nostre città si stanno svuotando, i supermercati vengono presi d'assalto (tranne le penne liscie, quelle proprio non le vuole nessuno!), un innocente colpo di tosse si trasforma in una condanna senza appello e il nostro vicino potrebbe essere incarnazione stessa del male. 
(Ehi, tu, sei mai stato a Codogno?)

Accerchiata, quindi, da questa psicosi collettiva in grado di azzerare anche il più testardo briciolo di razionalità, una domanda sorge spontanea: come la vive un ipocondriaco?
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