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Ciak Si Gira

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CIAK SI GIRA

[ RECENSIONE ] MR. ZUPPA CAMPBELL IL PETTIROSSO E LA BAMBINA di Fannie Flagg | BUR Rizzoli

MR. ZUPPA CAMPBELL IL PETTIROSSO E LA BAMBINA di Fannie Flagg
Prezzo: 10,00€  | Pagine: 210
L’inverno è alle porte e a Lost River, un piccolo paese nel profondo sud dell’Alabama, arriva l’anziano Mr. Campbell (orfano dalla nascita, trovato in una culla accanto a una lattina della famosa zuppa) per fuggire dal freddo di Chicago. Subito lo attende una brutta sorpresa: l’albergo dove deve alloggiare è bruciato. Al suo posto però ad accoglierlo c’è la casa di una stravagante signora. Le attenzioni degli abitanti di Lost River lo fanno sentire per la prima volta parte di una comunità, e quando Mr. Campbell conosce Patsy, una bambina timida con una gamba malata di cui nessuno si è mai occupato, viene conquistato dalla sua dolcezza e sente che quella è la sua famiglia.
Ogni volta che mi trovo a leggere un Flagg mi rendo conto di come non siano necessarie pagine su pagine di trame contorte e polverose per riuscire a smuovere qualcosa di bello e spontaneo nel cuore di chi legge. Fannie Flagg è un balsamo per l'anima. I suoi romanzi sanno raccontare in modo semplice e genuino - al limite del fiabesco - storie umane cariche di significato, accompagnate da un'ironia pungente irresitibile e da singolari personaggi che fanno breccia senza particolari difficoltà. E Mr. Zuppa Campell - permettetemi di usare una versione più leggera del titolo - non fa eccezione!
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[ RECENSIONE ] LE BELVE di Manlio Castagna e Guido Sgardoli | Piemme

LE BELVE di Manlio Castagna e Guido Sgardoli
Prezzo: 16.50€| Pagine: 248

In una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro. Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male. Di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato. Dell'ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure. Di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male. Di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all'apparenza pacifica. Di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.
Devo ammettere con voi che la mia prima reazione alla vista di Le Belve tra le anteprime in uscita è stata di istintiva perplessità. Guardavo la copertina e sentivo una vocina dentro la mia testa sussurrare: questo mi sembra di averlo già visto da qualche parte. In verità, leggendo il romanzo e - in modo particolare - le note degli autori è quantomai palese l'influenza e la conseguente ispirazione a colui che è genio malvagio ed incontrastato della letteratura horror internazionale, Stephen King.
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[ RECENSIONE ] PRESENZA OSCURA di Wulf Dorn | Corbaccio

PRESENZA OSCURA di Wulf Dorn
Prezzo: 19.50€ | Pagine: 432

Quando Nikka, sedici anni, si risveglia dal coma in ospedale fatica a ricordare cosa sia successo. Era a una festa, questo lo ricorda, insieme alla sua amica Zoe. Ma poi? Poi, improvvisamente un blackout. Nikka ha provato l’esperienza della morte: per ventuno terribili minuti il suo cuore ha cessato di battere, ma il suo cervello ha continuato a funzionare. E Nikka ricorda un tunnel buio in cui si intravedeva una luce e ricorda che anche Zoe era con lei. E quindi rimane scioccata alla notizia che Zoe è scomparsa proprio durante la festa e che da allora manca da casa. Che sia stata uccisa? Nikka è convinta di no e appena riesce incomincia a cercarla. Ma fin dove sarà disposta a spingersi per salvare la sua migliore amica?
Per un anno la mia copia di Presenza Oscura di Wulf Dorn è rimasta in attesa nella mensola della mia libreria per poi passare (quasi incredibilmente) nel cesto verde delle prossime letture ad inizio aprile, ritrovando quella spinta letteraria rimasta sopita ad inizio quarantena. Sono partita con zero aspettative a causa di molti pareri negativi ed alcuni eccessivamente tiepidi che mi hanno bloccata in più di un'occasione. E sappiate che (per me) un thriller tiepido è il peggiore degli incubi. No, un'altra delusione da uno dei miei scrittori preferiti (dopo King) non l'avrei sopportata. E a conti fatti - con i suoi ma, i suoi se e qualche piccolo appunto - il risultato finale non è poi stato così male.
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[ RECENSIONE ] IL VOLTO DELL'ASSASSINO di Amy McLellan

IL VOLTO DELL'ASSASSINO di Amy McLellan
Prezzo: 18.90€ | Pagine: 360

In seguito a un drammatico incidente, Sarah ha cominciato a soffrire di un disturbo neurologico molto particolare: ha perso in parte la memoria, ma soprattutto non riesce più a riconoscere i volti delle persone. Da allora vive con la sorella vedova e con il nipote. Fino a quando, una sera, qualcuno si introduce a casa loro e, mentre Sarah guarda la televisione, la sorella viene pugnalata a morte. Sarah accorre sentendo delle grida provenire dalla cucina, e vede un uomo accanirsi sul corpo della sorella.
Ma lei sa che il ricordo di quel viso si perderà per sempre nella nebbia della sua mente e che arrivare capire cosa è successo sarà un’impresa praticamente impossibile. Eppure deve provarci.
 
Di chi possiamo realmente fidarci se ogni viso che incrociamo è per noi un estraneo?
La prosopagnosia è quel deficit percettivo neurologico che impedisce a chi ne è affetto di riconoscere i tratti d'insieme dei volti delle persone. Questa è la diagnosi irreversibile che affligge Sarah da quel drammatico incidente di cui riesce a trattenere ben pochi (e offuscati) ricordi. Una vita solcata da un senso di colpa bruciante di cui non sa comprenderne la ragione e vissuta sulla spalle di una sorella amorevole e paziente che è diventata tutto il suo mondo e - al tempo stesso - veicolo di repressione, rabbia e sofferenza. Ecco perchè il corpo esanime della sorella colpito con così tanta irrefrenabile violenza sembra avere già il suo colpevole designato.

Eppure Sarah ha visto il volto del suo assassino. Di quell'uomo di cui non conserva alcuna memoria, ma di cui ricorda perfettamente quella stretta salda e dolorosa, opprimente al punto da toglierle quasi il respiro. Lei è innocente, ma non ha alcuna idea di come dimostrarlo. Il romanzo della McLellan ruota attorno a questa particolare malattia - che ammetto di non conoscere - e alla personalità sfuggevole della sua protagonista, ma si lascia fin troppo trasportare dagli eventi e arriva quasi a perdere (specie in alcune parti) il contatto diretto con quel genere così ostico e difficile da accontentare.
Lo ripeto: scrivere un thriller è semplice, farlo bene è certamente qualcosa di più complicato!
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[ RECENSIONE ] PET SEMATARY di Stephen King | Sperling

PET SEMATARY di Stephen King
Prezzo: 19.90€ | Pagine: 422

Il dottor Louis Creed ha appena accettato l'incarico di direttore sanitario dell'Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c'è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante. Un luogo carico di presagi e di richiami, spaventosi quanto irresistibili, provenienti da un altro mondo. Un luogo dove al dottor Creed toccherà una scoperta raggelante: a volte è meglio essere morti.
La storia narrata da Pet Sematary nasce e si evolve nella piccola cittadina di Ludlow nel Maine (già qui sappiamo che qualcosa di veramente brutto dovrà accadere) ed ha come protagonisti la più classica famiglia americana: dottore lui, di ricca famiglia lei, con due bambini - Ellie e Gage - ed un gatto di nome Church (che non sta per chiesa, ma è diminutivo di Winston Churchill). Arrivano a Ludlow dalla chiassosa Chicago per seguire il nuovo incarico del dottor Louis Creed presso l'università del Maine, immergendosi immediatamente in una realtà molto diversa, quasi bucolica, troppo perfetta. Stiamo leggendo un King, non dimentichiamocelo. E infatti proprio dietro la proprietà dei Creed si erge il cimitero degli animali, curato in un modo che ha quasi del morboso dai bambini della zona e dove viene sepolto ogni animale domestico di Ludlow da moltissimi anni.

Questo almeno è quello che viene raccontato agli stranieri. Perchè oltre quella curiosa radura, superata una catasta di alberi disposti con malcelata cura, ecco celarsi un altro luogo di sepoltura che porta con sé credenze popolari, lontane leggende e culti religiosi oramai dimenticati. Si possono percepire voci, suoni ed echi di risate, luci improvvise in grado di condurre ogni uomo alla pazzia.

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[ CIAK SI GIRA ] 5 Serie TV scoperte in quarantena (netflix)


Dicono che il primo articolo di una nuova rubrica (aggiornata, per dovere di cronaca) debba essere coinvolgente ed intuitivo, interessante ed originale, leggero ma mai banale e condito con quel pizzico di pungente ironia capace di catturare l'attenzione del lettore. 

Oddio, fermi tutti, ecco che mi parte l'ansia!

Dicevo, ho pensato a lungo a come affrontare questo appuntamento nel modo giusto, poi l'illuminazione: cosa ho fatto nel primo mese di quarantena? Ho guardato serie tv, ovvio. E - credetemi sulla parola - ho visto davvero di tutto. Serie impegnative ed attuali (1), serie che si possono letteralmente divorare in una sola giornata (2 facciamo 3), serie che sono diventate una vera e propria ossessione (e se mi seguite su instagram sapete benissimo di cosa sto parlando). Quindi, che si fa? Partiamo?


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[ IN LIBRERIA ] MAGGIO '20: 5 novità da non perdere + pillole letterarie!


Cosa è cambiato nella vostra vita in questo lungo periodo di quarantena?
Io credo di essermi ripresa i miei spazi. Il primo mese è stato complicato: all'inizio mi sentivo  come un pesce fuor d'acqua. Abituata a stare fuori casa per quasi 9 ore al giorno, ritrovarmi praticamente a non uscirne è stato complicato. E strano. Una stranezza che si è trasmessa anche nelle mie letture. Nel primo mese e mezzo, infatti, ho vissuto una specie di apatia letteraria. Non riuscivo a leggere, non avevo voglia di farlo, la mia mente era intrappolata ma altrove. Mi sentivo quasi soffocare e - in alcuni casi - gli spazi attorno a me si facevano così piccoli da mancare quasi l'aria. Eppure, alla fine, qualcosa è cambiato. E' stata come una sveglia improvvisa. E così mi sono ripresa i miei spazi: ho ripreso a leggere ad una velocità a cui non ero più abituata, a scattare foto e a fare alcuni progetti. Come questo, ad esempio. Riprendere una vecchia rubrica che avevo abbandonato da mesi, azzerare tutto e ricominciare. 

Ed ecco svelato qualche (imperdibile) titolo che troverete questo mese in libreria:
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[ RECENSIONE ] OSSIGENO di Sacha Naspini | Edizioni e/o

OSSIGENO di Sacha Naspini
Prezzo: 16.00€ | Pagine: 224

Laura scompare nel nulla il 12 agosto del ’99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. Adesso di anni ne ha ventidue. Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l’uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente. Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro? Ossigeno è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l’inizio di nuove vite. L’esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi. Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d’uscita. E com’è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione? Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un’ora. È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all'aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa. La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?
Prendere spunto da un fatto di cronaca e costruire attorno un romanzo che sappia affrontare tematiche molteplici dando voce a punti di vista apparentemente molto lontani non è facile, eppure Sacha Naspini ci riesce egregiamente regalando al suo lettore un'esperienza di lettura totale e totalizzante che non potrà lasciare indifferenti. Nella mia vita di lettrice ho sempre preferito quelle storie che non urlano per farsi amare, ma preferiscono quel persistente e timido sussurro che ti si attacca sotto la pelle senza lasciare facilmente la presa. Ossigeno è proprio quel sussurro che si insinua nella mente, che sa spingere oltre il confine naturale delle cose, che sa far crescere domande e riflessioni a cui non avresti mai dato alcun peso, che non vuole giudicare ma esporsi in tutta la sua umana fragilità.

Il punto non è che è mio padre. Il punto è che sono suo figlio.

È una sera come tante altre quando la vita di Luca - figlio di un illustre professore di antropologia - viene sconvolta nel peggiore dei modi: suo padre viene arrestato davanti ai suoi occhi per rapimento e presunto omicidio di alcune ragazzine. Laura è l'unica sopravvissuta. Bambina di soli otto anni, rapita in una calda giornata estiva, rinchiusa in una gabbia di lamiera per quattordici lunghi anni. Da quel 6 ottobre è libera. Può camminare, correre e sorridere. Può vivere come qualsiasi altra ragazza della sua età. Può innamorarsi, mentire e sbagliare. Eppure quella libertà non le appartiene, forse Laura non è mai uscita da quella prigione. E, infine, c'è la madre che racconta con tutte le sue contraddizioni il peggiore degli incubi. La perdita di quella bambina che era anche unico perno saldo della sua vita. Con lei accanto si sforzava di essere integra, salda in un'apparenza in cui a stento credeva, sommersa dalle mille difficoltà. Ora era libera di crollare.
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[ RECENSIONE ] IL LADRO DI ANIME di Sebastian Fitzek | Einaudi

IL LADRO DI ANIME di Sebastian Fitzek
Pagine: 240 | Prezzo: 12.50€

In una clinica psichiatrica immersa nella campagna innevata alle porte di Berlino si consumano le nove ore che precedono la paura. Pazienti, medici, infermieri scoprono che il Ladro di anime, il folle che da tempo terrorizza la città si trova all'interno della struttura. Di lui si conoscono soltanto i crudeli effetti provocati da un misterioso trattamento che riduce le vittime a meri involucri, e gli ambigui indovinelli che lascia dietro di sé come macabra firma. Inizia cosí una frenetica caccia al serial killer, guidata da Caspar, un ex chirurgo che ha perso la memoria in seguito a una tragedia personale e che si troverà a far fronte a qualcosa di inaspettato e terribile. Mentre il tempo scorre inesorabile nel tentativo di neutralizzare il Ladro di anime, Caspar vede riaffiorare dal subconscio pezzi della sua vita precedente, che fanno luce sulla sua identità e sul suo passato, costringendolo a uno sconvolgente viaggio negli abissi piú oscuri della propria psiche.
Partiamo dalla fine: leggetelo!
Se non lo avete ancora fatto, abbandonate tutto quello che state facendo (torte, pizze, ancora torte, pane e, sì, anche quel libro che state tenendo in mano) e lasciatevi conquistare dalla scrittura ammaliante e pericolosa di Sebastian Fitzek. Perchè pericolosa? Perchè crea dipendenza, dannazione! Premessa fatta, ora parliamo de Il Ladro di Anime. Il nome di Fitzek non mi era affatto sconosciuto e avevo solo sentito parlare bene dei suoi romanzi - come Schegge e La terapia che saranno miei molto presto - ma io tendo a diffidare per natura, oramai dovreste averlo capito. Mi sono sbagliata, chiaramente. Arrivavo da un mese povero di letture, eppure sono bastate meno di quarantotto ore per divorare letteralmente un romanzo su cui non sono riuscita - e non riesco nemmeno ora a mente fredda - a scorgere una lacuna, neppure una piccola macchietta contro luce. Sì, mi sono innamorata di Fitzek, che ci posso fare?
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[ RECENSIONE ] SEI DI CORVI di Leigh Bardugo | Mondadori

SEI DI CORVI di Leigh Bardugo
Prezzo: 17.00€ | Pagine: 440

A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare.
Non conoscere Sei di corvi di Leigh Bardugo (anche solo di nome) è francamente impossibile. 
Ovunque. Potrebbe racchiudere la portata di un fenomeno sociale che ha spopolato nel web (in particolare nella piattaforma Instagram) rendendo questo titolo ben visibile agli occhi di tutti, amanti o meno del genere fantasy. Sei di corvi è stato probabilmente il titolo più chiacchierato (e pubblicizzato) degli ultimi mesi portando alla luce un fandom di lettori entusiasti ed estasiati, quasi al limite dell'umana follia. (vi voglio bene, ma un po' mi fate paura)

Come accade in molti esponenti del genere in questione, non ci troviamo davanti ad una lettura che richiama ad un approccio vorace ed istintivo. Sei di corvi - soprattutto nella prima parte - richiede attenzione e lungimiranza per riuscire ad entrare in contatto e sintonia con un mondo fantastico di cui la scrittrice ci spiega ben poco e che ci lancia addosso senza preavviso. Non una sua mancanza, va detto, ma conseguenza diretta di una trilogia precedente dedicata al Grishaverse che (ancora) in Italia non ha visto la luce. Perchè a noi piacciono le cose complicate, è risaputo. Rimane il fatto - e trovo giusto sottolinearlo - che lo stile diretto, musicale e fresco della Bardugo riesce a fare sua questa iniziale difficoltà, ponendo il lettore al centro esatto della storia ed immergendo occhi, cuore e mente in un puzzle di segreti, passati burrascosi e lontane vendette capaci di lasciare sempre qualcosa di intentato, di sospeso e carico di tensione.
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[ RECENSIONE ] IO UCCIDO di Giorgio Faletti | Baldini&Castoldi

IO UCCIDO di Giorgio Faletti
Prezzo: 12.00€ | Pagine: 750

Un dee-jay di Radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto, dalla voce artefatta, rivela di essere un assassino. Il fatto viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati morti e orrendamente mutilati sulla loro barca. Inizia così una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata a RMC con un indizio musicale sulla prossima vittima, e ogni volta sottolineati da una scritta tracciata col sangue, che è nello stesso tempo una firma e una provocazione: lo uccido. Per Frank Ottobre, agente dell' FBI in congedo temporaneo, e Nicolas Hulot, commissario della Sûreté Publique, inizia la caccia a un fantasma inafferrabile. Alle loro spalle una serie di rivelazioni che portano poco per volta a sospettare che, di tutti, il meno colpevole sia forse proprio lui, l'assassino. Di fronte a loro un agghiacciante dato statistico. Non c'è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c'è.
Come non hai letto Io Uccido? Proprio tu?
Credo di aver creato giusto un pizzico di scalpore quando ho deciso di mostrare la mia lettura in corso qualche giorno fa - Io Uccido di Faletti, appunto - al punto da sentirmi quasi in colpa, ve lo confesso. Non che non conoscessi il suo nome e i suoi romanzi, anzi. Io uccido, forse, è stato il romanzo che più mi è passato dinanzi negli ultimi anni, ma senza trovare il tempo giusto per affrontarlo come si deve. Insomma, non è certamente una lettura mingherlina che si digerisce facilmente. Sono quasi 750 pagine di una narrazione emblematica, molto dettagliata e costruita su descrizioni talmente puntuali e cristalline da poter causare ben più di qualche incubo. Non alla sottoscritta, ovviamente. Perchè la sottoscritta ci sguazza in queste (sublimi) descrizioni. 

La morte è purtroppo l'unico vero modo che il destino ha scelto per ricordarci continuamente che esiste la vita.

Al mondo non esiste luogo che sia essenzialmente privo del male ed il Principato di Monaco non fa eccezione. Lì dove il termine criminalità non può nemmeno essere preso in considerazione ha inizio la più pericolosa caccia all'uomo (o al mostro) - il trasfiguratore di volti - colui che priva la propria vittima della sua più evidente essenza, lasciando dietro le sue angoscianti gesta solo due inequivocabili parole tracciate con il sangue: io uccido. Radio Monte Carlo ed il programma notturno Voices sono il veicolo di tanto annunciato dolore in grado di portare il commissario Hulot e il suo amico (agente dell'FBI in congedo temporaneo) Frank Ottobre sulle tracce di un assassino in grado di scatenare il peggiore degli incubi senza apparenti ragioni.
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[ RECENSIONE ] L'INCUBO DI HILL HOUSE di Shirley Jackson | Adelphi

L'INCUBO DI HILL HOUSE di Shirley Jackson
Prezzo: 12,00€  | Pagine: 233
Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor.
Non ho ricevuto così tanti avvertimenti di lettura come con L'incubo di Hill House di Shirley Jackson e dire che di libri chiacchierati se ne trovano in questo Blog. Punti di vista non propriamente lusinghieri che mi hanno bombardata da ogni angolo, accompagnandomi in quello che è stato il mio primo approccio con questa acclamata scrittrice. Consiglio (spassionato): se un lettore si sta avvicinando ad una nuova e attesa lettura non ditegli che fa schifo. Dai, non è carino!
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READING JOURNAL MAR. '20


Ho aperto questo mese di Marzo esattamente come avevo chiuso il precedente: cancellazioni, annullamenti, rimborsi. Non so se ve lo avevo mai detto in questa sede, lavoro in un'agenzia di viaggi da quasi due anni e queste ultime settimane si sono trasformate in un autentico inferno. Una situazione al limite del surreale, tra l'altro. Perché se sei abituata a prendere anche due telefonate allo stesso momento - assumendo posizioni umanamente non concepibili - ritrovarsi il telefono ostinatamente muto per tutta la giornata, potete credermi, non è un buon segno.

È chiaro che stiamo vivendo un momento di assoluta incertezza. Siamo letteralmente tagliati fuori dal mondo: paesi che non ci vogliono, altri che ci guardano come appestati, altri ancora che non sanno più cosa fare per salvaguardare i propri interessi. E poi i furbetti che lasciano a noi il compito di fare test su test (che si sommano ad ulteriori test), preferendo guardare dalla finestra senza fare i conti con le loro responsabilità. Ok, sfogo finito. Parliamo di libri.


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[ RECENSIONE ] INVENTARIO DI UN CUORE IN ALLARME di Lorenzo Marone

INVENTARIO DI UN CUORE IN ALLARME di Lorenzo Marone
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 296

Le confessioni comiche, poetiche, paradossali di un cuore in allarme. Che prende in giro sé stesso mettendo in scena quello che, da Molière a Woody Allen, è sempre stato il piú irresistibile dei personaggi tragici. Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all'ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l'inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all'affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all'astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all'astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l'angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po' di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici.
Devo ammettere che leggere Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone agli albori della follia umana da Coronavirus ha assunto - pagina dopo pagina - un retrogusto vagamente poetico (e a tratti quasi inquietante). Inutile girarci intorno: non stiamo vivendo un periodo particolarmente tranquillo. Le nostre città si stanno svuotando, i supermercati vengono presi d'assalto (tranne le penne liscie, quelle proprio non le vuole nessuno!), un innocente colpo di tosse si trasforma in una condanna senza appello e il nostro vicino potrebbe essere incarnazione stessa del male. 
(Ehi, tu, sei mai stato a Codogno?)

Accerchiata, quindi, da questa psicosi collettiva in grado di azzerare anche il più testardo briciolo di razionalità, una domanda sorge spontanea: come la vive un ipocondriaco?
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[ RECENSIONE ] 83500 di Michela Monti | Triskell Edizioni

83500 di Michela Monti 
Prezzo: | Pagine: 321

ReBurning Prison, carcere di massima sicurezza, anno 2020 circa. Melice Redding è una condannata a morte, ma non ricorda il perché. La causa dell’amnesia è la separazione da sua figlia appena partorita e per questo Mel entra in stato di shock. Grazie a Gabriel uscirà dalla catatonia e, sempre grazie a lui, avrà la possibilità di tornare indietro, prima che il crimine per cui è condannata venga commesso. Melice viaggia nel tempo per rivivere il suo passato senza nessun ricordo dell’arresto, senza condizionamenti. Tutto procede regolarmente, fino alla notte di Halloween.
Non leggo molti distopici, ma bisogna pure ammettere che quando lo faccio ci prendo alla grande! 

Melice Redding è una detenuta in attesa della pena capitale che - a differenza delle altre condannate - è ad oggi priva di memoria. Non ricorda nulla della sua vita precedente, nulla di chi era prima della detenzione e ancora meno della ragione che l'ha condotta fino al braccio della morte! Ricorda solo un nome, Sadie. E le sensazioni che naturalmente scaturiscono al solo pensiero di quella vita strappata dalle sue braccia con una brutalità che non può essere spiegata. Cinque lettere che per Melice bruciano come il sale su una ferita ancora aperta, che suonano potenti e feroci senza riuscire a trovare una valida ragione a quella costante mancanza. Ed è proprio a questo continuo pulsare nel mezzo di una ripetitiva atonia che si aggrappa Gab, il guardiano di anime. Un carceriere che costruisce con Mel un legame indubbiamente particolare, stuzzicante e complesso - ma che scopriremo solo alla fine - tanto da donarle il regalo più prezioso ed imprevedibile: il tempo!
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[ RECENSIONE ] QUANDO HELEN VERRÀ A PRENDERTI di Mary Downing Hahn | Mondadori Libri Ragazzi

QUANDO HELEN VERRÀ PRENDERTI di Mary Downing Hahn
Pagine: 192 | Prezzo: 17.00€

Credi alle cose che non si possono dimostrare? Molly e suo fratello Michael non hanno mai legato con la sorellastra Heather, una bambina di sette anni che non perde occasione di accusarli ingiustamente, seminando discordia tra i genitori. Fin quando la famiglia si trasferisce in una vecchia chiesa ristrutturata in campagna e le cose precipitano. Attratta dall'antico cimitero che confina con la proprietà, Heather sostiene di parlare con il fantasma di una bambina di nome Helen, morta oltre cent'anni prima, e minaccia i fratelli con un cupo avvertimento: «Quando Helen verrà a prendervi, vi pentirete di tutto quello che mi avete fatto». Ma chi è Helen e come mai la sua lapide si erge solitaria, con le sue sole iniziali a ricordarla? Unita a lei da un terribile segreto, Heather ne è come posseduta, anche se nessuno tranne Molly crede alla sua esistenza. E, quel che è peggio, Heather ignora quanto sia pericolosa...
Sbirciando nel blog non troverete molti articoli dedicati alla narrativa per ragazzi e anche io (lo confesso) mi sono sorpresa nell'accettare questa proposta di lettura che aveva catturato la mia attenzione (genere horror e copertina inquietante, come poteva essere altrimenti?). Non che i romanzi per ragazzi non siano interessanti, anzi. Il mio timore generale è sempre stato quello di non essere (anagraficamente) in grado di apprezzare un libro indirizzato ad un pubblico molto giovane. Oh, insomma, non sono più quella bambina che masticava pane e Piccoli Brividi!
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[ RECENSIONE ] SONO STATO UN NUMERO ALBERTO SED RACCONTA di Roberto Riccardi | Giuntina

SONO STATO UN NUMERO - ALBERTO SED RACCONTA di Roberto Riccardi
Prezzo: 15.00€ | Pagine: 164

Questo libro racconta la vita di Alberto Sed dalla nascita ai giorni nostri. Rimasto orfano di padre da bambino, Alberto è stato per anni in collegio. Le leggi razziali del 1938 gli hanno impedito di proseguire gli studi. Il 16 ottobre 1943 è sfuggito alla retata effettuata nel ghetto di Roma. È stato catturato in seguito, insieme alla madre e alle sorelle Angelica, Fatina ed Emma. Dopo il transito da Fossoli, la famiglia è giunta ad Auschwitz su un carro bestiame. Emma e la madre, giudicate inabili al lavoro nella selezione condotta all'arrivo, sono finite subito nella camera a gas. Angelica, un mese prima della fine della guerra, è stata sbranata dai cani per il divertimento delle SS. Solo Fatina è tornata, segnata da ferite profonde: ha assistito alla fine terribile di Angelica ed è stata sottoposta agli esperimento del dottor Mengele. Alberto è sopravvissuto a varie selezioni, alla fame, alle torture, all'inverno, alle marce della morte. Ha partecipato per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra i prigionieri organizzati la domenica per un pubblico di SS con le loro donne. Dopo essere scampato a un bombardamento, è stato liberato a Dora nell'aprile 1945. Tornato a Roma, superate le difficoltà di reinserimento, ha iniziato a lavorare nel commercio dei metalli e si è sposato. Ha tre figlie, sette nipoti e tre pronipoti.
Una percentuale che fa venire i brividi: il 15.6% degli italiani nega la Shoah.
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[ RECENSIONE ] I BAMBINI DI SVEVIA di Romina Casagrande | Garzanti

I BAMBINI DI SVEVIA di Romina Casagrande
Prezzo: 18.60€ | Pagine: 392

Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall'ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: ?Jacob. La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all'amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità.
Chi erano i bambini di Svevia? Bambini e bambine che per secoli e sino al tramonto della seconda guerra mondiale venivano venduti dalle loro stesse famiglie condotte allo stremo di una situazione economica difficile da affrontare con più bocche da sfamare per lavorare presso le fattorie dell'Alta Svevia. Alcuni fecero ritorno, altri perdevano la strada. Molti sparivano nel nulla, senza lasciare traccia!
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[ RECENSIONE ] IL GUARDIANO DEGLI INNOCENTI di Andrzej Sapkowski

IL GUARDIANO DEGLI INNOCENTI di Andrzej Sapkowski
Prezzo: 14.90€ | Pagine: 372

Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, che si guadagna da vivere uccidendo demoni, orchi, elfi malvagi. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore.
Non sono un'appassionata di videogiochi e - se la memoria non mi inganna - l'unico cimelio vagamente tecnologico della mia infanzia-adolescenza assomigliava ad un pesante mattone grigio (gameboy). Superiamo l'imbarazzo, quindi, come ho conosciuto The Witcher? Il mio primo ricordo legato allo strigo Geralt di Rivia risale a quasi un anno e mezzo fa quando - nel più classico viaggio di ritorno dal cinema - due miei amici molto nerd hanno menzionato questa chiacchierata prossima uscita legata ad un videogioco pazzesco. E considerata la mia ben magra esperienza del genere, mi sono lasciata convincere.
E direi che ne è valsa decisamente la pena! (scopri la serie tv su Netflix)


Il Guardiano degli Innocenti è la raccolta di racconti che apre il sipario sulla storia e le vicende attorno alla figura dello strigo, Geralt di Rivia. Devo ammettere di aver dubitato sulla scelta di dare il via ad una complessa narrazione fantasy partendo proprio da una serie di racconti, potendo facilmente rendere l'approccio frammentario e di difficile contestualizzazione. Fortunatamente lo stile diretto ed immediato adottato da Sapkowski unito alla particolare natura del suo protagonista non crea affatto quel senso di pericoloso smarrimento, ma riesce ad accompagnare il suo lettore passo dopo passo, scoprendo in questo modo peculiarità e sfumature che la serie televisiva ha incomprensibilmente tralasciato. La definizione stessa di strigo racchiude tutta la meravigliosa complessità di Geralt: un mutante sterile dotato di abilità sovrumane, addestrato fin da bambino ad uccidere mostri su commissione. Si crede che sia incapace di provare alcuna emozione, ma - entrando nel cuore di una narrazione che non ammette distrazioni - si percepisce chiaramente in più occasioni quale sia il reale vuoto che Geralt tenta di riempire e quale profonda cicatrice sia oramai formato sul cuore di quel bambino strappato alla sua famiglia e destinato ad una vita che non ha mai scelto.
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[ RECENSIONE ] CUJO di Stephen King


CUJO di Stephen King | Sperling&Kupfer
Prezzo: 10,90€ | Pagine: 384

A Castle Rock, una sonnolenta cittadina del Maine, la vita scorre sui soliti binari. Cujo, il docile San Bernardo del meccanico, scorrazza libero per la campagna... finché, una notte, il suo padroncino, aprendo la porta del ripostiglio, non vede emergere dalle tenebre due occhi infuocati. Chi è la creatura diabolica che da quel momento comincia a seminare ovunque terrore e desolazione? E' forse Cujo che, diventato idrofobo, si è trasformato nell'incarnazione stessa del male?
Ebbene sì, sono tornata alle origini. 
Quando Cujo fu pubblicato per la prima volta in Italia dalla Sperling&Kupfer era il 1983. Io non ero ancora nata e i miei genitori si sarebbero sposati dopo pochi mesi. Ok, con questo siamo fuori contesto. 

Cujo è il primo romanzo ambientato a Castle Rock, cittadina immaginaria del Maine creata da King e dove sono stati ambientati alcuni dei suoi romanzi più significativi (come La zona morta o il più recente Elevation). Quella che ci viene raccontata è una storia essenzialmente semplice: Cujo è un adorabile cucciolo di San Bernardo di circa 100 chili che - a seguito di una sfortunata caccia al coniglio - si trasforma in una belva assetata di sangue. Nulla di straordinario o soprannaturale: rabbia, una malattia che non lascia scampo al suo portatore e a quanti ne saranno eventualmente contaminati.


O almeno così pare. Il romanzo, infatti, si apre con la descrizione dei crimini compiuti da un ex agente di polizia - Frank Dodd - affetto da evidenti disturbi mentali e sessuali, colpevole di aver ucciso almeno quattro donne tra il 1971 e il 1975 per poi morire suicida. Che sia il docile Cujo l'incarnazione stessa del male? O sventurata vittima una terribile malattia che sta facendo il suo corso?
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