378 pagine | €14.90 cartaceo
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Hadley ha quindici anni e una vera ossessione per i Ruperts, la boy band del momento. Ecco perché, insieme alle sue tre amiche del cuore, affitta una stanza nello stesso hotel di New York in cui alloggerà il gruppo. Spera di poter incontrare i suoi idoli. Le cose però prendono una piega del tutto inaspettata quando una delle ragazze incrocia per caso Rupert P., il membro meno amato della band, ma pur sempre il suo preferito. Incapace di contenere l’entusiasmo, gli si getta al collo con tanto slancio che finisce per tramortirlo. In un attimo, il poveretto si ritrova nella camera delle fan, legato e imbavagliato. Il suo telefonino sequestrato e tutti i suoi segreti nelle mani avide delle quattro amiche. Hadley però si sente in colpa ed è pronta a tutto per liberarlo. Anche a rischiare il carcere o, peggio ancora, a litigare con le amiche. Per chiarirsi le idee lascia la stanza per pochi minuti. Ma al suo rientro il cantante è morto. Tutte e tre le amiche si dichiarano innocenti, eppure. Hadley sa che non può più fidarsi di nessuno. Così, in una lunga notte piena di colpi di scena, dovrà prendere la decisione più difficile della sua vita: tradire le amiche e confessare tutto, oppure tradire il grande amore – i Ruperts – e farla franca.
tutte noi abbiamo avuto quindici anni. Tutte noi abbiamo vissuto il periodo magico da boy band tappezzando muri e armadio di poster a grandezza naturale, cantando le loro canzoni notte e giorno, immaginando ogni possibile scenario di incontro più o meno lecito, semplicemente sognando che quel bellissimo pezzo carta possa un giorno trasformarsi in qualcosa di decisamente più reale e tangibile. E poi ci sono le pazzie, i chilometri macinati per un concerto, le file infinite e le corse forsennate per l'agognata transenna, le attese sotto l'albergo con la speranza di intravedere un viso familiare, di ottenere un autografo, una foto o anche un semplice saluto capace di regalarti quell'attimo di estasiante felicità.
Le vere fan hanno sempre una pessima reputazione!
Dicono che siamo strane, isteriche, fissate, da manicomio. Ma la gente non capisce.
Solo perchè amo tantissimo una cosa non vuol dire che sono matta.



