LA FORMA DEL BUIO di Mirko Zilahy
414 pagine | €18.60 cartaceo
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Roma è nelle mani di un killer capace di dare forma al buio. Le sue folli tenebre prendono vita nel rito dell’uccisione, le sue terribili visioni si trasformano in realtà tramite le sue vittime. Perché il mostro non si limita a uccidere: lui plasma, mette in posa, trasfigura ognuna delle sue prede in una creatura mitologica. Lasciando soltanto indizi senza un senso apparente, se non si è in grado di interpretarli. Di analizzare la scena del crimine. E tracciare un profilo. Ma il miglior profiler di Roma, il commissario Enrico Mancini, non è più l’uomo brillante e deciso di un tempo. E la squadra che lo ha sempre affiancato non sa come aiutarlo a riemergere dall’abisso. Mentre nuove opere di quello che la stampa ha già ribattezzato «lo Scultore» compaiono nell’oscura, incantata Casina delle Civette a Villa Torlonia, nel vecchio Giardino zoologico e nell’intrico della rete fognaria romana, Mancini viene richiamato in servizio e messo di fronte a quella che si dimostrerà come la sfida più angosciante e letale della sua carriera. O addirittura della sua vita.
Dopo sei mesi dal sanguinario caso dell'ombra che ha lasciato dietro di sé strascichi ingombranti e cicatrici profonde, un nuovo male torna a sconvolgere le vie di Roma, prendendo in ostaggio un'intera città immersa nel caos più spietato e imprevedibile. Un male che trova la sua prima origine e parziale evoluzione nelle isolate colline umbre. Tra le ombre di un antico e austero monastero, infatti, giace silente una bestia violenta e incontrollabile in attesa della sua prossima, inevitabile ed eclatante mossa. L'unico uomo in grado di contrapporsi alla bestia senza nome è il commissario Enrico Mancini che sarà costretto ad affrontare ogni sua complessa fragilità per mettersi al totale servizio della sua squadra investigativa chiamata questa volta ad affrontare enigmi storici, miti ellenici di spregevole fattura umana e vecchi fantasmi di un passato troppo doloroso da dimenticare.
La storia si evolve in modo deciso e coinvolgente fin dalle prime pagine trasportata da un ritmo narrativo serrato ed avvolgente, intenso e carico di tensione in grado di catturare attenzione e curiosità del suo lettore senza il minimo sforzo. Lo stile di Zilahy si conferma in tutta la sua magnetica coesione fino ad arricchirsi di elementi nuovi e sorprendenti, perfettamente capaci di tessere una trama intricata ed intrigante sotto ogni punto di vista.
Tre corpi erano sistemati in un'assurda posa plastica.
Nella legnosità del rigor mortis sembravano aver assunto le algide fattezze del marmo.
La storia si evolve in modo deciso e coinvolgente fin dalle prime pagine trasportata da un ritmo narrativo serrato ed avvolgente, intenso e carico di tensione in grado di catturare attenzione e curiosità del suo lettore senza il minimo sforzo. Lo stile di Zilahy si conferma in tutta la sua magnetica coesione fino ad arricchirsi di elementi nuovi e sorprendenti, perfettamente capaci di tessere una trama intricata ed intrigante sotto ogni punto di vista.



