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[ RECENSIONE ] Ci vediamo tra poco di Tommaso Fusari | Mondadori

CI VEDIAMO TRA POCO di Tommaso Fusari
64 pagine | incluso in abbonamento kindle unlimited

Dalla terribile notte di dieci anni prima in cui tutto precipitò all'improvviso sconvolgendo la sua esistenza, la vita di Alice è cambiata radicalmente. Una nuova città, nuovi odori, nuove abitudini, nuove amicizie, e poi, dopo tutto il disorientamento, tutto quello stare male, la fatica di mettere radici, di sentirsi finalmente, e ancora, a casa. E come potrebbe essere diverso da così, se l'unica casa in cui Alice avrebbe voluto dormire sempre, Stefano, se l'è lasciata alle spalle quella notte lontana e sembra appartenere a una vita fa? Stefano e il panino al prosciutto che condividevano ogni giorno tornando da scuola, Stefano e quella fossetta sulla guancia destra che potevi notare quando sorrideva, Stefano e quell'ingenuità in cui Alice si incastrava così bene da sentirsi, finalmente, al sicuro. Alice ora è sola in mezzo alla tempesta, è disarmata e, incapace di reagire, sembra solo attendere il mulinello che da un momento all'altro la trascinerà di nuovo sul fondo. Ma un'eco lontana, che proviene da un luogo nascosto del suo cuore, cerca di farsi largo, un'eco che sa di sogni e nuvole in comune, di pezzettini di pellet tirati contro una finestra e di fughe silenziose da casa. Un'eco che è anche una promessa, e che forse è giunto il momento di mantenere.
Dove eravamo rimasti? Giusto, lacrime e fazzoletti. Ed è proprio qui che ritorniamo grazie a Ci vediamo tra poco che Tommaso Fusari regala letteralmente ai suoi lettori svelando quella parte della storia di Tempi duri per i romantici che forse conosciamo meno e che, frutto di un accurato cenno d'intesa, ci ha lasciato un pesante macigno sul cuore. La storia di Alice, appunto.
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[ RECENSIONE ] Tempi duri per i romantici di Tommaso Fusari

TEMPI DURI PER I ROMANTICI di Tommaso Fusari
203 pagine | €16.00 cartaceo

Stefano ha ventidue anni e una vita tranquilla. Simpatico, belloccio e con la battuta sempre pronta, divide il suo tempo tra le serate a Trastevere con gli amici, il lavoro che non ama particolarmente ma che gli permette di avere una casa tutta per sé, le polpette piene d'amore di mamma e la storia con Michela. Sembrerebbe andare tutto per il verso giusto eppure a Stefano qualcosa non torna. Non può fare a meno di sentirsi incompleto, fuori posto, fuori cuore. Stare con Michela gli ha fatto capire che con una donna puoi ridere, mangiare, guardarci un film, scoparci tutta la notte, prenderci il caffè insieme e correre comunque il rischio di non amarla. Perché l'amore vero è un'altra cosa. E sta da un'altra parte. Allora succede che ritrovare un dischetto di cartone con sopra disegnato un pettirosso dia uno strattone alla sua vita costringendolo a ripensare a quando, dieci anni prima, era poco più che un bambino. E a ricordare quegli occhi scuri e profondi, quelle lentiggini che diventavano una costellazione, quel modo goffo e particolarissimo di tirarsi da parte i capelli rosso fuoco. Da quel momento niente ha più senso se non andare a cercarla, ovunque sia, rischiando di perdere tutto pur di ritrovarla. Lei, Alice, il pezzo mancante, la ragazzina che ti guardava in un modo che non sai spiegare, in un modo che ti sentivi subito a casa. Perché, davvero, certe volte perdersi diventa l'occasione unica e imperdibile per ritrovarsi. Perché si possono dimenticare episodi, eventi, parole, canzoni, ma mai le persone che ci hanno fatto del bene.
Sono passati tre giorni e ancora non riesco a riprendermi da Tempi duri per i romantici. Perchè, sapete, esistono romanzi in grado di emozionarti intensamente sul momento e poi condannati ad essere sostituiti dal nuovo arrivato. Poi, hai la fortuna di incontrare quella lettura che ti strappa letteralmente il cuore dal petto e che ti sorprende, parola dopo parola, in un modo così repentino e imprevedibile che non sai nemmeno come affrontare, che ti sconvolge e ti affascina allo stesso tempo, lasciandoti incredula, irrimediabilmente emozionata.

Le paure mutano insieme a noi, diventano meno irrazionali e per questo anche più reali. 
Semplicemente non le chiamiamo più mostri sotto il letto. A volte le chiamiamo ricordi. 
Altre volte i nostri mostri sotto il letto non sono nient'altro che promesse non mantenute.
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