[ RECENSIONE ] Quando all'alba saremo vicini di Kristin Harmel

QUANDO ALL'ALBA SAREMO VICINI di Kristin Harmel
Prezzo: 12.00€ | Pagine: 332

È quasi sera, l'aria è tiepida e le sfavillanti luci della Quarantottesima strada si stanno accendendo una per una. A Kate sembra quasi che stiano indicando il percorso del suo cammino. Non le manca proprio niente per essere di nuovo felice: ama il suo lavoro di musicoterapeuta e, a casa, il suo compagno Dan la sta aspettando per portarla alla grande festa che ha organizzato per festeggiare il loro fidanzamento. Ma anche se non riesce a confessarlo nemmeno a se stessa, Kate non ha ancora superato il dolore che si nasconde nel suo passato. Perché dodici anni prima l'uomo che amava più di tutti al mondo, Patrick, suo marito, se n'era andato, all'improvviso, proprio prima di confidarle un segreto che avrebbe cambiato per sempre la loro vita. Kate non è mai riuscita a scoprire di cosa si trattasse. Eppure adesso, quando tutto sembra lontano, Patrick inizia ad apparirle in sogno. È insieme a una bambina, e stanno cercando di dirle qualcosa. All'inizio Kate crede sia solo un incubo. Ma quando per caso conosce una bambina identica a quella del sogno, capisce di non potere più ignorare il passato. Perché negli occhi di quella ragazzina si nasconde una rivelazione sconvolgente, un segreto lontano, forse lo stesso che Patrick avrebbe voluto rivelarle anni prima. E che forse adesso può far guardare Kate al futuro con occhi nuovi. Occhi pieni di luce e gioia, come quelli che brillano di fronte a una nuova alba.
Bisogna esporsi alla possibilità della ferita, del dolore.
Una vita in cui non si rischia il cuore per le cose che contano davvero,
non è una vita degna di essere vissuta!

L'inizio di questo romanzo si presenta ai suoi lettori come un pugno allo stomaco attraverso un gesto che lascia semplicemente di sasso, senza fiato. La personalità della Harmel viene fuori fin dalle primissime pagine attraverso il suo stile, fluente e scorrevole che permette al lettore di immedesimarsi immediatamente con i suoi personaggi e di ritrovarsi idealmente al centro di una storia tutta da scoprire. Iniziamo a conoscere Kate dodici anni prima nella veste di donna, moglie ed amante di un uomo che il destino avverso decide di strapparle troppo presto con forza e crudeltà in una mattina di settembre come tante altre. Se non fosse per un segreto, appena sussurrato, che la morte di Patrick porterà dietro di sé, nel silenzio e nel dolore di un addio prematuro.

Nei lunghi anni che seguiranno, Kate cercherà di trovare il suo posto in un mondo che ha perso gran parte del suo significato, attraverso il suo lavoro di musico-terapista e grazie ad una parvenza di felicità ritrovata insieme al promettente Dan, un uomo così diverso da Patrick. Ma è proprio all'alba della proposta di matrimonio che Kate inizia a fare sogni strani, reali e vividi, di una vita parallela insieme a Patrick - che può toccare, vivere ed amare ancora una volta - ed a una bambina, Hannah, che scoprirà essere sua figlia. Ma come è possibile, si chiede Kate, se il suo ginecologo le ha appena comunicato di non poter avere figli? Ed è proprio grazie a quei sogni che Kate prende la decisione di abbandonare una realtà apparente per dedicarsi ad un percorso di vita volta esclusivamente a sè stessa, al suo desiderio di essere madre e all'amore che, per quanto incredibile possa sembrare, prova in cuor suo per quella dolce bambina che vive nei suoi sogni e che la chiama mamma.

Ed è attraverso quegli incontri inspiegabili che Kate scopre come Hannah soffra di ipoacusia fin dalla nascita, spingendola, poi, nella vita reale, a comprendere meglio quella realtà a lei pressoché sconosciuta prima, intraprendendo un corso per apprendere il linguaggio dei segni e poi lavorando direttamente a contatto con bambini affetti dalla stessa sorte. E qui il romanzo mi ha conquistata, definitivamente. Non conoscevo affatto questa realtà, né tanto meno credevo che la musica rappresentasse un ottimo mezzo per aiutare questi bambini ad approcciarsi con gli altri e con il mondo che li circonda. La Harmel mi ha aperto gli occhi di fronte a tale tematica sociale, approcciandosi con rispetto e delicatezza, affrontando problemi e diversità in un modo semplice, diretto, comunicativo e indubbiamente emozionante. La stessa emozione che traspare chiaramente dalle parole di Kate, dai suoi gesti e dai forti sentimenti che la vita sta nuovamente facendo entrare nel suo cuore; un cuore che, passo dopo passo, comincia a sgelarsi, ad aprirsi a nuove possibilità e ad amare una vita finalmente serena e felice anche senza il suo Patrick.

Quando all'alba saremo vicini è uno dei romanzi più profondi letti in tutta la mia vita da lettrice. Una storia d'amore, certo, ma di quello più puro ed eterno che possa esistere. Quello di una madre per il proprio figlio. L'istinto materno è il fulcro del viaggio introspettivo che Kate insegue per gran parte della narrazione. Un viaggio controverso, difficile e contrastato. Un viaggio fatto di aspettative e delusioni. Un viaggio che la condurrà inconsapevolmente proprio verso quel passato a cui per anni si aggrappava con tutta la sua forza, incapace di voltare pagina, incapace di lasciare andare quell'amore perfetto che la vita le aveva strappato troppo presto.

1 commento

  1. molto interessante, mi piace entrare nella psicologia di personaggi non scontati e banali

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