LONEY di Andrew Michael Hurley
359 pagine | €18.00 cartaceo
Bompiani | Link Affiliato Amazon
Per la voce narrante di questo romanzo Loney vuoi dire tante cose insieme: uno strano nulla sulla costa del Lancashire, una stagione della vita, una dimora che cela segreti, la memoria delle vacanze di Pasqua trascorse laggiù insieme ai genitori, al fratello maggiore Hanny e a una piccola comunità fanatica in cerca di un miracolo impossibile. Loney è il tempo del legame esclusivo con il silenzioso, oscuro Hanny, fatto di muti scambi attraverso oggetti e piccoli giocattoli, e del rapporto controverso con due preti molto differenti: padre Wilfred, morto in circostanze tutte da chiarire, e il giovane padre Bernard, forse troppo interessato alla vita e alle opere del suo predecessore. Anni dopo quello strano nulla ancora respinge e chiama con i suoi riti antichissimi, i suoi misteri macabri, i suoi prodigi sanguinosi.
Quando ho deciso di iniziare questa lettura ero sicura di trovarmi tra le mani un romanzo indimenticabile ed in grado di mixare perfettamente elementi di adrenalinica suspance accompagnati da un ritmo di crescente tensione capace di tenere il suo lettore avvinghiato alle sue pagine. Forse mi è sfuggito qualcosa. Voce narrante di Loney è un uomo londinese di mezza età che, attraverso sbalzi temporali tra un presente ed un passato non troppo recente, trasmette al suo lettore vaghe sensazioni di inquietudine, dolore e paura; sentimenti che appaiono legati a doppio filo con un evidente conto in sospeso del passato, lasciato aperto fin troppo a lungo. Ma cosa è Loney?



