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[ RECENSIONE ] Scrivere È Un Mestiere Pericoloso di Alice Basso | Garzanti


Ci sono quei libri che ti saltano letteralmente tra le braccia, tu li guardi rapita ed ammirata per poi esclamare " perchè non ti ho letto prima? " o in questo specifico caso " Cosa ero io prima di Vani Sarca? " Domanda a cui sento di dover dare una risposta con la recensione del secondo romanzo di Alice Basso - Scrivere è un mestiere pericoloso - edito Garzanti.

SCRIVERE È UN MESTIERE PERICOLOSO di Alice Basso
Prezzo: 13.94€ | Pagine: 327
Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani...
Quindi, cosa ero io prima di Vani Sarca? Mi sono fatta più volte questa domanda durante la lettura di Scrivere è un mestiere pericoloso, piacevolmente incastrata in un secondo capitolo intrigante e spensierato, capace di giocare in modo puntuale e seducente con la nostra naturale curiosità, accresciuta da una pungente sfumatura ironica che non solo si conferma, ma si raddoppia in età e sferzante simpatia.

Io guardo Irma come se San Pietro fosse inciampato su un grumo di nuvola 
e avesse accidentalmente fatto cadere dal cielo sulla mia strada l'unica cosa capace 
di rendere interessante questo lavoro di merda. Me stessa, con quasi cinquant'anni 
in più e il permesso di dire tutto quello che penso. 

Nelle ultime battute di L'imprevedibile piano di una scrittrice senza nome avevamo lasciato Vani ad assaporare il gusto di una schiacciante e ricostituente vittoria su due fronti, editoriale e sentimentale. Vittoria - dicevo - che, a breve distanza, si trova a dover affrontare tutte le sue immancabili quanto odiose conseguenze, frutto di un'accurata ed infida ripicca creata ad arte da un pomposo editore colpito nell'orgoglio - e nel portafoglio. Infatti, la nostra ghostwriter allergica alla cucina e amante della più pura solitudine, è chiamata a dare vita ad un perfetto ricettario dotato di tutti i crismi, veicolo delle memorie dell'anziana cuoca di una delle famiglie più rinomate ed invidiate di Torino. Ed è proprio qui che entra in scena Irma, donna eccentrica e pungente con una lingua diretta ed affilata che lascia il segno anche nel cuore recalcitrante e un po' spinoso di Vani Sarca. Un impegno editoriale in apparenza noioso e desolante che, in poco tempo, si trasforma in un nuovo caso investigativo che porterà Vani al centro di una scena del crimine fatta di merletti, lontani conflitti familiari, complicati manicaretti e confessioni inaspettate da condividere con un commissario Berganza sempre più presente, curioso ed affascinante. 

Non voglio anticiparvi nulla della trama perchè credo che dobbiate scoprire ogni singolo tassello da soli, pagina dopo pagina. Posso, invece, assicurarvi che in Scrivere è un mestiere pericoloso troverete non solo quegli elementi che vi hanno fatto innamorare in modo definitivo del primo capitolo, ma anche nuovi accenti e sorprendenti sfumature in grado di rendere questo secondo incontro ancora più intrigante e misterioso. Non è semplicemente un giallo quello che ci troveremo a sfogliare freneticamente tra le nostre mani, ma una storia frizzante, completa e seducente capace di virare con la medesima intensità e coerenza tra le diverse note di spiccata ironia e fervente incertezza.

Scoprire Alice Basso è stata la mia fortuna! E lo dico a ragion veduta perchè leggere i suoi romanzi è come incontrare una parte di te stessa, quella che tendi incosciamente a nascondere o che ben pochi riescono ad intravedere, eppure è lì, silente e pronta a sferrare il suo frontale attacco.

8 commenti

  1. Ciao, anche a me piace Alice Basso, ho letto tutti e tre i suoi romanzi e sono in attesa del quarto ;-)

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    1. Io arrivo in ritardo, lo so. Ad inizio Aprile arriverà il turno del terzo, in attesa del quarto... insomma, saranno mesi pieni di Alice Basso!

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  2. Questo libro gira nella mia Wish list da tempo. La tua recensione mi ha fatto venire voglia di leggerlo! 😍

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  3. Uuuuuh non vedo l'ora di leggere la recensione del terzo della serie!!!!

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  4. Ora tu da brava ragazza alta leggi il terzo e poi scleri, va bene??
    Perchè io alla fine del terzo ho urlato, puoi chiedere al mio coniglio!

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    1. Ma povero Pucci :) Sì, sì. Prometto di leggere il terzo, urlerò e... poi leggerò il 4°!

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