[ RECENSIONE ] LORO di Roberto Cotroneo | Neri Pozza

LORO di Roberto Cotroneo
192 pagine | €16.15 cartaceo


Può il memoriale di una giovane donna sconvolgere a tal punto, da turbare persino coloro che si avventurano abitualmente nei recessi più oscuri della mente? È quanto accade in queste pagine, nelle quali Margherita B. narra dei fatti accaduti nel 2018, quando prende servizio, stando alle sue parole, come istitutrice presso una famiglia aristocratica, gli Ordelaffi, in una magnifica villa progettata da un celebre architetto alle porte di Roma: la casa di vetro. Il compito che le viene affidato è prendersi cura delle gemelline Lucrezia e Lavinia. Tutto sembra meraviglioso quell’estate. Ogni cosa è scelta con gusto, con garbo, con dedizione. Le gemelle, identiche, sono una meraviglia di educazione e di talento. Ma pochi giorni dopo l’arrivo di Margherita cominciano a rivelarsi presenze terrificanti. Sono loro, dicono le bambine, gli antichi ospiti della casa, tornati per riportare in luce l’orrore.

Ho finito questo romanzo esattamente due ore e mezzo fa. Non mi capita spesso, solitamente lascio i miei pensieri vagare liberi ed indisturbati per qualche giorno, eppure questa volta ho sentito proprio la necessità di mettermi davanti alla tastiera con la pagina bianca che inizia a riempirsi senza alcun sforzo, le mani sembrano andare avanti da sole, inarrestabili, quasi spinte da qualcosa di invisibile, soprannaturale, forse? Okay, mi sembra chiaro: devo assolutamente parlarvi di Loro di Roberto Cotroneo.


Sembra essere diventata quasi una tradizione, ebbene anche in questo caso avevo messo Loro in wishlist pochi giorni dalla sua uscita in libreria, poi lo avevo cancellato. Non ricordo nemmeno bene il motivo. E ora, una mano del destino non proprio misterioso, mi ha spinto verso questa lettura che mi ha completamente rapita, ammaliata, conquistata dalla prima all'ultima parola. Siamo nel 2018, quindi ai giorni nostri, eppure il romanzo di Cotroneo potrebbe benissimo essere ambientato anche secoli addietro con quella atmosfera così tipicamente gotica e tempisticamente impercettibile che si fa strada, capitolo dopo capitolo. Aprendo il suo memoriale senza troppi preamboli, Margherita B. mette subito in chiaro quanto le parole che ci appresteremo a leggere potrebbero turbare, scatenare pensieri e muovere sensazioni diverse, imprevedibili. E questo avviene. Arrivata al servizio dei coniugi Odelaffi - in quella che verrà poi conosciuta con il nome di casa di vetro - come tutrice delle due figlie gemelle, Lavinia e Lucrezia, quello che ci accoglie è un'atmosfera rarefatta, quasi surreale, troppo perfetta, deliziosa e senza macchia per essere vera. Insieme a Margherita inizieremo a camminare sopra un filo rosso pressoché invisibile che separa la realtà dalla suggestione, la razionalità dal soprannaturale e ci troveremo ben presto intrappolati in qualcosa che vuole raccontare molto di più di quello che potrebbe in apparenza sembrare.

Loro cosa vogliono da voi?, chiesi. Prima ci fu un lungo silenzio.
E poi solo poche parole: Niente. Loro ci obbediscono. Solo questo conta.

Non è tanto la paura quella sensazione ricercata da Cotroneo quanto una perdurante ansia in grado di mescolarsi con una terrena inquietudine che abbraccia e si ancora ad ogni sua parola. Le gemelle giocano un ruolo fondamentale: sono identiche in forma e sostanza, si bastano in quella maniera quasi assoluta, adottano un codice segreto che solo loro riescono a comprendere, onnipresenti eppure distanti in ben più di una scena. Ma è anche la casa con il suo giardino e il tempietto nascosto sotto la sua ombra a svolgere un compito essenziale: cattura l'attenzione del lettore, lo stuzzica e lo imprigiona, lo spinge oltre la fine di un capitolo lasciandoli addosso quella voglia irrefrenabile di non fermarsi, ma andare avanti per sapere, conoscere. Elementi inequivocabili che sanno rendere omaggio alla grande letteratura classica del genere gotico (Giro di vite di Henry James, ndr.) senza mai soffocare l'originalità di un romanzo in grado di stupire in quel suo modo coinvolgente, attraente e torbido in ogni sua forma.

E poi c'è quel finale che ho amato in una maniera quasi folle, esagerata. Roberto Cotroneo in un paio di pagine riesce a capovolgere ogni certezza. Ogni consolidata realtà viene presa, rivoltata e presentata nella sua forma originale.  Allora la rileggi, ancora una volta, e sorridi perchè a mente fredda sai che non poteva esistere altra soluzione razionale. Eppure è straordinario come uno scrittore possa dire così tanto in appena 192 pagine e risultare soddisfacente, senza lasciare dietro di sè nulla di intentato, nulla di non detto. Tutto quello che avresti voluto trovare, ora lo sai, è sempre stato lì sotto i tuoi occhi. E sì, dai, ammettiamolo: è meraviglioso essere presi in giro e caderci fino all'ultimo non ha davvero prezzo. 

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