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[ RECENSIONE ] Wonder di R.J. Palacio

WONDER di R.J. Palacio
Prezzo: 14.00€ | Pagine: 288

È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.
Attraverso la straordinaria, intensa ed emozionante vita di August (e di una famiglia che non si arrende mai), R.J. Palacio mette nero su bianco paure, limiti e contraddizioni di una realtà che troppo spesso scivola ignorata sotto i nostri occhi senza mai cadere in una scontata ipocrisia. Perché se è vero che la diversità non può farci paura, è anche vero che reazioni e pensieri così umani non possono non essere compresi. Chi tra noi può dichiararsi completamente immune?


Con uno stile fresco e diretto, R.J. Palacio riesce ad affrontare temi di così grande impatto emotivo con spontaneità e naturalezza tali da immergere il lettore nella vita di August Pullman fin dalle prime pagine, grazie anche ad un protagonista che si fa amare senza alcuna difficoltà. Si parla di indifferenza e di bullismo, della legge del più forte (e del più stupido) e - con un'intensità così spontanea da far male - della paura per il diverso in quella diversità che il mondo tende a non voler accettare, guardare, comprendere ed amare. 

Anche se la storia di Wonder potrebbe sembrare (almeno in apparenza) semplice e fin troppo lineare, quasi fanciullesca, quello che si cela dietro questa spietata purezza narrativa sono emozioni talmente vivide da non poter lasciare indifferente qualsiasi genere di lettore. Ebbene sì, grande o piccolo che tu sia, sappi che Auggie saprà parlare al tuo cuore con la trasparenza travolgente di un bambino di dieci anni chiamato ad affrontare sfide che molti adulti nemmeno osano immaginare. Quello che risulta chiaro dalla lettura di Wonder sono le paure, le contraddizioni e le umane reazioni che si palesano in modo più o meno evidente negli occhi e nelle parole di chi incontra la diversità, di chi è costretto a conviverci, di chi vorrebbe soltanto proteggerlo dal male che inevitabilmente ne scaturisce. Troviamo, infatti, reazioni di scherno e imbarazzo, di amore e paura, di pentimento e redenzione che ruotano attorno ad un concetto che, a mio parere, avvolge Wonder come un caldo abbraccio: se ti viene data la possibilità di scegliere, scegli di essere gentile

Ecco perchè credo che un romanzo come Wonder dovrebbe essere letto dai ragazzi quanto da noi adulti. Stiamo chiaramente vivendo in una società dove tutto sembra essere compreso e giustificato, dove non esistono più conseguenze, dove ogni errore - anche il più imperdonabile - viene fatto passare come una bravata da ragazzi. Eppure quella bravata - fatta scivolare addosso con una semplicità disarmante proprio da chi dovrebbe avere senno, coscienza e maturità - può rappresentare per altri un punto di non ritorno, una ferita che non si rimargina con il tempo e che va a minare quella profondità umana che molti non sono capaci di scorgere o che, semplicemente, non hanno mai avuto. 

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