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[ RECENSIONE ] L'UOMO DI GESSO di C.J. Tudor | Rizzoli


L'UOMO DI GESSO di C.J. Tudor 
Prezzo: 13.00€ | Pagine: 347

Sono trascorsi trent'anni. Ed Munster adesso è un uomo, è rimasto a vivere nella stessa cittadina e insegna nella scuola locale. Abita nella bella casa che gli ha lasciato la madre e affitta una stanza a una studentessa vivace da cui è attratto, suo malgrado. Ed sembra essersi lasciato il passato alle spalle, quell'estate del 1986 in cui era un ragazzino e trascorreva giorni interi con i suoi amici. Tra infinite corse in bicicletta, spedizioni nei boschi che circondano la pittoresca e decadente Anderbury e i pomeriggi a scuola, il loro era un tempo sereno: erano una banda, amici per la pelle. E avevano un codice segreto: piccole figure tracciate col gesso colorato, per poter comunicare con messaggi comprensibili solo a loro. Poi, un giorno, quei segni li avevano condotti fino al bosco. Fino al corpo smembrato di una ragazza. Chi sia stato l'artefice di un simile delitto, in questi trent'anni, non si è mai saputo. Sono state percorse innumerevoli piste, tutte finite in vicoli ciechi, tutte rimaste fredde. La verità di cosa sia successo quel giorno nel bosco non è mai emersa. Ma adesso Ed ha ricevuto una lettera: un unico foglio, un uomo stilizzato, disegnato col gesso. Anche gli altri hanno ricevuto lo stesso messaggio.
In una massa numericamente spropositata di grandi thriller - dove molti dei suddetti tentano di portarne il nome e difficilmente sanno affrontarne il contenuto - imbattersi in un meraviglioso quanto travolgente esempio del genere in questione è qualcosa di emozionante, sorprendente, indescrivibile.

L'uomo di gesso è tutto ciò che un amante di thriller - come la sottoscritta - possa desiderare! 
Ancora una volta mi trovo in difficoltà nell'aprire questa recensione non potendo in effetti parlarvi liberamente della trama senza incorrere in un pericoloso allarme spoiler, ma posso altresì assicurarvi che quello che andrete a leggere non potrà in alcun modo lasciarvi delusi. Ci troviamo, infatti, davanti ad una storia potente e credibile, capace di muoversi tra passato e presente senza lasciare mai nulla di intentato. Un intreccio personale e psicologico che si riflette in modo repentino sopra ogni personaggio e che sa racchiudere la bellezza stessa di questo romanzo: inquietudine e morbosità, tensione e adrenalina. Ma violenza e mistero sono soltanto due dei molti aspetti che in L'uomo di gesso vengono affrontati con intelligenza narrativa e giusto spessore: ingenuità ed egoismo che portano in essere le peggiori conseguenze, frutto di malcelati silenzi e lontane bugie che prenderanno presto il sopravvento, spingendosi forti verso la superficie divenuta oramai debole e fragile, incapace di frapporsi all'inevitabile. Ci troviamo davanti ad un romanzo completo che non si limita a sconvolgere il lettore o a spingerlo verso una naturale inquietudine, ma che vuole andare più in profondità fino ad indagare in ogni frammento dell'animo umano che sia esso giovane e spensierato o maturo e incapace di lasciarsi completamente andare. I protagonisti, conosciuti ragazzi poi divenuti uomini, riflettono questo fine narrativo (perfettamente raggiunto) della Tudor che viene evidenziato ancora di più dall'utilizzo di un linguaggio malleabile, capace di adattarsi perfettamente sia agli uni che agli altri. Uno stile asciutto e diretto che non si perde in inutili meccanismi quello della Tudor capace di affascinare e conquistare, che lascia interdetti in un capitolo e ti riprende in quello successivo. 

L'uomo di gesso si apre al lettore con curiosità e bramosia. Continua, poi, lungo una strada che non è mai uguale a sè stessa, che sa giocare con i suoi alti e i suoi bassi, alternando note acute a gravi capaci di trasmettere pura inquietudine, senza mai lesinare curve a gomito e colpi di scena fino all'ultima pagina. Già, il finale. Sorprendente ed improvviso, potente e d'impatto capace di lasciarti con il fiato sospeso in attesa di quell'ultima parola e poi di sasso, non particolarmente adatto ai deboli di cuore. 

Da quanto tempo non mi capitava di fissare il vuoto dopo aver letto la parola fine e a dispetto di quello che potrebbe sembrare, vi assicuro, è una sensazione bellissima!


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