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[ RECENSIONE ] Elevation di Stephen King | Sperling

ELEVATION di Stephen King
Prezzo: 15.90€ | Pagine: 194

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n'è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull'ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l'amicizia è sempre a portata di mano.
Mi è capitato di imbattermi in varie recensione di book-blogger americani dove Elevation veniva aspramente criticato per il suo eccessivo buonismo, per la sua ostentata normalità e per l'intento (tra le righe) del suo autore di tessere un chiaro manifesto contro l'attuale dottrina politica americana. Se ho trovato tutto questo un punto debole? Assolutamente no! 


Partiamo dal presupposto che il protagonista di Elevation - Scott Carey - ci viene presentato sin dall'inizio come un uomo normale, con un fallimento alle spalle e con una vita che, almeno in apparenza, potrebbe sembra banalmente ordinaria. Eppure, dietro la facciata di un uomo chiaramente sovrappeso con qualche problema di linea e di buon vicinato, si nasconde una verità quasi inconcepibile, se non impossibile. Scott sta perdendo progressivamente peso, senza cambiare all'esterno di una virgola. Si sente bene, energico come mai prima d'ora, eppure è come se la forza di gravità lo stesse abbandonando, giorno dopo giorno. E a questa patologia sconosciuta, ne è consapevole, non esiste cura, nè soluzione, nè tantomeno una logica. King, ancora una volta, ci dimostra la sua naturale abilità nel trasformare il soprannaturale in qualcosa di incredibilmente credibile. 

Tra le poche pagine di un racconto che strizza l'occhio al fantastico, King riesce a costruire personaggi forti e ben definiti perfettamente in grado di portare a termine il compito a loro assegnato, senza mai lasciare nulla al caso. Personaggi capaci di evidenziare (con le loro scelte, con le loro abitudini e con la loro essenziale presenza) le contraddizioni della nostra società, votata all'apparenza e ad un perbenismo becero puramente esteriore. King non si limita a stimolare la nostra immaginazione, ma decide di puntare il dito contro ogni forma di intolleranza e discriminazione, ponendo il suo protagonista davanti ad un dilemma che potrebbe, prima o poi, cogliere ognuno di noi e Scott Carey, di fronte all'ineluttabile scorrere impetuoso della sua vita, sceglie di essere gentile. 

Non vi nascondo che il mio primo approccio con questa novella è stato l'incontro perfetto tra sorpresa e stupore. Probabilmente dovuto ad un genere diverso rispetto a quello che siamo abituati ad affrontare in sua compagnia, King mi appare - a prima lettura - diverso, quasi cambiato. Eppure, proseguendo con la lettura, mi rendo presto conto di come, in realtà, riesca ad essere stilisticamente malleabile, ma sempre fedele a sè stesso. È King quello che ritroviamo tra le pagine di Evolution in tutta la sua magica potenza fatta di effetti straordinari e di straordinaria umanità, di contraddizioni ed emozioni che bussano alla porta del nostro cuore. Sì, ho pianto! (è inutile girarci troppo intorno)

Onestamente, non mi è capitato spesso di commuovermi leggendo un King (se la memoria non mi inganna dovrebbe essere capitato solo con Il miglio verde) perchè di solito sono ben altre le emozioni che accompagnano la sua feroce lettura (e quasi sempre hanno a che fare con ansia, terrore, adrenalina e pura insonnia). Eppure, questa volta, mi sono ritrovata a stringere questo piccolo libro in mano con il cuore in gola, bloccato in una morsa emotiva che non lascia scampo. Ogni pagina racchiude il passo mancante che la lega saldamente alla successiva, così come - voltandone una dopo l'altra - ci scontriamo con un'evoluzione emotiva di rara intensità, culminando  questa in un epilogo capace di lasciare scossi e soddisfatti, sinceramente senza parole. 

C'è poco da dire, King non si smentisce mai!

4 commenti

  1. Adoro King e i suoi romanzi adrenalinici ma sono curiosa di scoprire questo lato emotivo che porta alla commozione.La tua bella recensione mi ha mostrato un King diverso che devo assolutamente conoscere :)

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  2. Deve proprio essere bello, magari lo leggerò.

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