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[ RECENSIONE ] L'anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo | Einaudi

 L'ANNO IN CUI IMPARAI A LEGGERE  di Marco Marsullo
Prezzo: 18.00€ | Pagine: 200

Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d’improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall'Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre “ragazzi” abbandonati imparano ad appoggiarsi l’uno all'altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.
Come fai a piangere per un libro? Scommetto che alcuni di voi (almeno una volta) si sono sentiti rivolgere questa fatidica domanda, magari con un tono marcatamente sarcastico e quel sorrisetto fastidioso di chi sa di essere normale al cospetto di un alieno travestito da essere umano. Ben felice di essere l'alieno, mi pare ovvio. E per nostra fortuna (del mondo extraterrestre) esistono scrittori come Marco Marsullo che riescono a trafiggere in poco più di duecento pagine ogni parvenza di difesa, che sembrano conoscerci da sempre e sanno entrare in contatto con la parte più nascosta, quella che batte all'unisono, che si emoziona, che piange (e che singhiozza pure).

L'anno in cui imparai a leggere è la storia di una famiglia moderna e atipica composta da tre uomini (più o meno cresciuti) che il destino beffardo di un abbandono annunciato ha portato sotto lo stesso tetto pressoché da sconosciuti: Niccolò (il fidanzato di Simona), Lorenzo (il figlio di Simona) e Andrès (ex di Simona e padre di Lorenzo). Attraverso uno stile ironico e diretto, Marco Marsullo ci accompagna nella loro quotidianità fatta di capricci ed incomprensioni, di sottili rancori e tante prime volte capaci di condurli attraverso un cammino tortuoso e pieno di spigoli verso quel senso di reale appartenenza, di amore e sostegno, di famiglia. Quella che sarebbe potuta essere una storia come tante altre si trasforma - tra le mani di Marsullo - in qualcosa di dolce e spensierato che colpisce il cuore del suo lettore anche in modo sfrontato ed irriverente. È un viaggio pungente e doloroso quello che Niccolò, Lorenzo e Andrès si trovano ad affrontare con motivazioni e sentimenti profondamente diversi, ma uniti da un legame che nasce nella peggiore delle circostanze e si evolve in modo inaspettato, creando qualcosa di nuovo e diverso, di una bellezza francamente disarmante.

È stata la leggerezza delle parole a conquistarmi fin da subito. Una leggerezza che non dovete confondere per superficialità (nemmeno per un istante) e che - anzi - è in grado di evidenziare una rara sensibilità che non mi aspettavo di trovare e che mi ha sorpresa sotto vari punti di vista. Perchè L'anno in  cui imparai a leggere potrebbe racchiudere la storia di ognuno di noi con tutti gli errori e le incomprensioni, con le scelte sbagliate e facilmente giudicabili, con gli incontri inaspettati che ti stravolgono la vita e le parolacce, quelle non possono mai mancare. E in una storia chiamata a raccontare la più movimentata, dolorosa ed imperfetta realtà le lacrime - alla fine - non possono sorprendere perchè loro sono sempre state lì, in attesa di quel momento che sarebbe arrivato, prima o poi. Sono quelle parole a lasciarti inerme con un groppo in gola che quasi ti toglie il respiro, con le guance oramai bagnate e un sorriso pieno sulle labbra che sa di meravigliosa soddisfazione. 

Perchè i  figli non sono solo di chi ci mischia dentro il corredo genetico. I figli sono di chi, senza pensarci troppo su e senza una garanzia, si innamora di loro, anche se hanno gli zigomi di un'altra persona.

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