[ RECENSIONE ] Cinquanta modi per dire pioggia di Asha Lemmie | Nord

CINQUANTA MODI PER DIRE PIOGGIA di Asha Lemmie
420 pagine | 18.00€ cartaceo
Casa Editrice Nord | Amazon Influencer
 

Kyoto, 1948. Nori Kamiza ha solo otto anni quando viene lasciata dalla madre davanti al cancello di un'enorme villa di proprietà della nonna. Sola e spaventata, la bambina viene accolta in casa, seppur a malincuore. La famiglia Kamiza è tra le più nobili del Giappone, imparentata addirittura con l'imperatore, mentre Nori, con quei capelli crespi e la pelle scura, è il frutto della scandalosa relazione con un gaijin, uno straniero, per di più di colore. Perciò la nonna fa il possibile perché Nori rimanga un segreto ben custodito. La relega nell'attico e la costringe a trattamenti per renderla «più giapponese»: le stira i capelli e la sottopone a bagni nella candeggina per rendere la sua pelle più bianca. Nori impara fin da subito le regole fondamentali: non fare domande, non lamentarsi, non opporsi. Ma tutto ciò che conosce viene sconvolto dall'arrivo di Akira, il suo fratellastro. Nori è certa che Akira la odierà: lui è il legittimo erede della famiglia, lei il marchio d'infamia che lo disonora. Eppure presto si rende conto che Akira non è come gli altri. Akira viene dalla grande e moderna Tokyo e non gli importa nulla né dell'aspetto di Nori né delle regole della nonna. Per lui, Nori è la sua sorellina e l'adora, almeno quanto Nori adora lui. Così, i due diventano inseparabili e Akira mostra a Nori un mondo nuovo. Un mondo in cui, finalmente, lei non è un'intrusa, non è sbagliata. Un mondo in cui il pregiudizio è sconfitto dalla forma più pura d'affetto: quello che non chiede nulla in cambio. Un mondo in cui anche lei ha il diritto di essere felice. Tuttavia ogni cosa ha un prezzo. E la libertà di Nori potrebbe richiederne uno altissimo...
Mi sono trovata in lacrime più volte e non me ne vergogno. A primo impatto visivo con questo romanzo, ho sentito una carica di energia immediata, un magnetismo incontrollabile che mi ha spinto inevitabilmente tra le sue pagine. E, credetemi, lo amerete dalla prima all'ultima parola.

La storia raccontata da Asha Lemmie - questo il suo romanzo d'esordio - si nutre del Giappone e della sua incontaminata cultura, ma vive attraverso gli occhi innocenti ed insicuri della piccola Noriko Kamiza. Lei, una bambina di appena otto anni, viene abbandonata dalla madre davanti al cancello imponente dell'enorme villa dei nonni, mai conosciuti sino a quell'istante, inconsapevole di ciò che è appena accaduto e di quello che le riserberà il futuro si lascia guidare al suo interno, persa e affascinata al tempo stesso. Quel sontuoso mondo scintillante e perfetto sarà l'inizio di un baratro senza fine.

Accolta a malincuore, Nori viene relegata in soffitta da dove non le è permesso uscire. Non può farsi vedere da nessuno, lei che per la famiglia Kamiza e sua nonna Yuko non sarebbe mai dovuto esistere. Quella pelle color del cocco, quegli occhi ombrati e quella massa incontenibile di ricci neri sono la prova del loro fallimento, una maledizione senza precedenti, la figlia del demonio. Noriko è piccola, non comprende molte cose e - come promesso alla madre - obbedisce.

Promettimelo. Promettimi che obbedirai sempre. Non fare domande. Non lottare.
Non resistere. Non pensare, se il pensiero dovesse portarti dove non devi andare.
Sorridi e fai quello che ti chiedono. Solo la tua vita è più importante dell'obbedienza.
Solo l'aria che respiri. Promettimelo.

Punizioni corporali e psicologiche, bagni speciali con acqua calda e varechina per toglierle di dosso quel colore impuro. Accetta tutto, in silenzio. La sua vita cambia improvvisamente all'arrivo di Akira, il primogenito di sua madre, suo fratello maggiore, il futuro della famiglia e del suo nome, da proteggere e preservare. Se Akira osserva Nori dall'alto in basso quasi con supponenza e fastidio, lei se ne innamora al primo istante, lo segue come un' ombra, non vorrebbe mai lasciarlo solo. Un amore fraterno che scoppia letteralmente tra le pagine di questo romanzo, stringe il cuore in una morsa che non lascia mai la presa, che emoziona tanto, soprattutto nei piccoli gesti. Un legame che, però, non può essere tollerato da Yuko Kamiza: Noriko e Akira devono essere separati, per sempre.

Cinquanta modi per dire pioggia racchiude in sè l'odio più inspiegabile, la più cieca ignoranza mista ad una superstizione in grado di condizionare la vita dei protagonisti, senza eccezioni. È una storia che sa far male, ma che dona anche speranza. Asha Lemmie riesce a caratterizzare in modo sublime ogni personaggio donando - nel bene e nel male - una veridicità tale da renderlo quasi tangibile, vivo, accanto a noi. E le reazioni che si hanno durante la lettura sono le più spontanee ed inevitabili. Sono emozioni che scaturiscono dal profondo e che sanno avvolgerti in modo repentino, immediato. Ci sono momenti in cui è necessario fermarsi, rileggere quella frase per comprendere quanta forza, quanto umano dolore e quanta assurda verità sia stata concentrata in quelle poche parole. Sì, perchè la Lemmie affronta di petto la cultura giapponese sotto ogni sfumatura possibile, cogliendone le sue evidenti contraddizioni e portando in scena una storia che è in grado di infrangere il cuore e far riflettere, al tempo stesso. Una storia di dolore e rinascita, di amore e sacrificio, di stupore e paura. Si rimane attoniti in ben più di una occasione dinanzi a colpi di scena che lasciano stupefatti, senza alcuna ragione, in cerca di una motivazione che risulterà chiara e implacabile solo nelle ultime pagine.

La sua fragilità era ingannevole: credevo che avesse bisogno di protezione,
quando invece era sempre stata lei a proteggere me.

Lo stile narrativo adottato risulta essere coerente e fedele al cambio di tonalità assunto dal romanzo nelle diverse parti in cui è composto. È un ritmo sostenuto che, però, non si impone al naturale scorrere degli eventi che si susseguono dietro una spinta lieve, ma decisa come lo scorrere di una pioggia improvvisa. È un linguaggio scorrevole che non risulta mai pesante o ridondante, si affianca al lettore in modo leggero, quasi discreto, affiancandolo in un viaggio complesso, intimistico, quasi privato.

E poi c'è quel finale agrodolce che sinceramente non mi aspettavo e nemmeno volevo accettare, ma che - a mente fredda scossa dalle ultime lacrime - ho trovato perfetto, coraggioso, emozionante. È una storia così lontana dal nostro vissuto che ti sorprende in ogni istante e ti coglie impreparata, mirando direttamente al cuore nel punto giusto, quello più esposto. Se amate le storie familiari crude ed intense, se siete affascinati dalla cultura giapponese e dalle sue innumerevoli contraddizioni, se state cercando qualcosa di forte che sappia scuotervi e non lasciarvi indifferenti, Cinquanta modi di dire pioggia è proprio quel regalo che dovreste farvi. Vi lascerà soddisfatti, un po' doloranti, saturi di emozione.

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2 commenti

  1. Ciao Cristina, grazie per la tua recensione su questo libro che mi incuriosisce molto. Ho un po' di difficoltà con la letteratura giapponese, ma ho letteralmente amato Memorie di una Geisha. Credo che cederò a questo libro!

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    1. Ho amato anche io Memorie di una geisha. In realtà da quel libro è scaturito il mio amore per la cultura giapponese. Questo libro sono certa ti piacerà: c'è davvero tanto di quelle atmosfere, ci sono personaggi molto forti e caratterizzati nel bene e nel male. Te lo consiglio, di cuore.

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