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[ RECENSIONE ] Il morso della vipera di Alice Basso | Garzanti

IL MORSO DELLA VIPERA di Alice Basso
313 pagine | 16.90€ cartaceo

Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia: racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l'altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall'affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un'anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l'unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c'è niente?


Mi ha fregata, Alice Basso mi ha fregata un'altra volta. 
Santa polenta fritta, e dire che dovevo essere preparata, aspettarmelo almeno. Insomma, con Vani Sarca un minimo di esercizio lo avevo pur fatto. E, invece, eccomi qui a fissare da una decina di minuti proprio quell'ultima pagina come uno stoccafisso in sconto. La prima cosa che ho amato di questo romanzo è la sua ambientazione.
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[ RECENSIONE ] Un caso speciale per la ghostwriter di Alice Basso

UN CASO SPECIALE PER LA GHOSTWRITER di Alice Basso
378 pagine | €17.90 cartaceo

Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.
Mi faccia capire, Basso. Ecco, io vorrei proprio capire come si possa dire (veramente) addio a tutto questo. A libri che sono molto più di una serie letteraria, ad una protagonista che mi è entrata nel cuore (e nella testa) in modo viscerale, a personaggi che si lasciano amare (e odiare) con una facilità disarmante, ad un'ironia così rara da trovare in qualcosa di scritto e resa in un modo così diretto, amabile e pungente da risultare essenzialmente perfetta, vivida, reale. Da un'apertura così accalorata non potrete certamente aspettarvi una recensione come tutte le altre e non lo sarà semplicemente perchè, ad onore di cronaca, Vani Sarca non ha davvero nulla di ordinario.

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[ RECENSIONE ] La scrittrice del mistero di Alice Basso | Garzanti

LA SCRITTRICE DEL MISTERO di Alice Basso
320 pagine | €17.90 cartaceo

Per Vani Sarca fare la ghostwriter è il lavoro ideale perché così può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di anticipare i loro pensieri, di ricreare il loro stile di scrittura. Una capacità intuitiva innata che fa molto comodo all’editore per cui Vani lavora. Persino un commissario di polizia si è accorto delle sue doti e ha chiesto la sua collaborazione. E non uno qualsiasi, bensì Romeo Berganza, la copia vivente di Philip Marlowe: fascino da vendere, impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che Vani e Berganza investigano a braccetto. Ma tra un’indagine e l’altra qualcosa di più profondo sembra unirli: altrimenti Vani non saprebbe come spiegare i crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. E il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato.
Ho iniziato a leggere La scrittrice del mistero di Alice Basso un secondo netto dopo aver riposto sul comodino - tra copiose lacrime singhiozzanti già raccontate nella mia ultima recensione - il nuovo romanzo di Susanna Casciani e, chiaramente in preda ad un episodio lampante di schizofrenia letteraria, mi sono ritrovata a ridere, ma a ridere di gusto. Insomma, quel genere di risata che ti riempie la gola ed arriva fino al cuore: per fortuna che esisti tu, Vani Sarca.

Questa volta ripartiamo esattamente da dove ci eravamo lasciati e non ve lo posso dire. Questo romanzo è un autentico campo minato di spoiler, ve l'assicuro. E non esiste qualcosa di più complesso per quanti sono chiamati a parlarvi di un libro se di questo, in realtà, si possa effettivamente dire molto poco. Quindi, circumnavigando la questione, ci troviamo davanti ad una Vani Sarca ironica e sarcastica, ma sorprendentemente felice. Alle prese, in effetti, con costanti crampi particolarmente fastidiosi, ma che lasciano scoperti cuore e nervi, creando un livello di immedesimazione pressochè totale. Come è ovvio, d'altronde, che anche in questo quarto capitolo non mancheranno le difficoltà, l'inacidito zampino di un beffardo destino e qualche inevitabile rottura di palle! 

Piacere alla gente non è esattamente il mio forte. 
D'altra parte, nemmeno il forte della gente sembra essere piacere a me.

Questioni che, nello specifico, possono essere ricondotte a per nulla velate minacce recapitate a qualcuno che, non troppo in fondo, se lo è effettivamente meritato - della serie la fortuna è cieca, ma il karma ci vede benissimo - e una nuova sfida editoriale che costringe Vani alle prese con un'improbabile quanto scontato, viscido ed incomprensibilmente letto scrittore di thriller. E qui, Vani, hai avuto proprio tutta - e sottolineo tutta - la mia comprensione. 

Ci troviamo davanti ad un romanzo che è esaltante conferma di un talento narrativo capace di coinvolgere ed appassionare, creando una tale dipendenza da risultare pressoché irresistibile. E, se aveste ancora qualche dubbio, sappiate che Alice Basso nel panorama italiano non ha eguali. Vani Sarca è tutto quello che ho sempre cercato in un personaggio femminile - e gran parte di ciò che sono e una piccola parte di quello che ho sempre voluto essere. Dotata di un sarcasmo pungente e tendente al vetriolo e capace di sfoderare la battuta giusta al momento propizio, la signorina Sarca racchiude sotto una scorza in apparenza dura ed impenetrabile un fascino irresistibile ed una fragilità che sa sorprendere, senza forzature. È anticonvenzionale, schietta e un po' scurrile a volte, ma, in fondo, è risaputo che dietro ad ogni signorina si nasconde un perfetto scaricatore di porto.

Alice Basso dimostra di saper giocare con le molte sfaccettature narrative che si affacciano impertinenti durante la lettura, miscelando elementi diversi che, una volta scivolati sotto la sua penna, si trasformano in un quadro affascinante, divertente e francamente irresistibile. Ci sono schizzi di un giallo intenso come è il mistero che Vani è chiamata a risolvere insieme all'aitante Commissario Berganza. Ci sono piccole sfumature di rosa che si scontrano - a volte in modi imprevedibili - con il nero antrace della nostra imperturbabile protagonista. Ci sono, infine, curiose tonalità che sanno di conferma e di rassicurante quotidianità in grado di rappresentare una storia corale pungente ed ammaliante, capace di stuzzicare l'attenzione del suo lettore senza mai mollare la presa, nemmeno per un istante. 
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[ RECENSIONE ] Non ditelo allo scrittore di Alice Basso | Garzanti

NON DITELO ALLO SCRITTORE di Alice Basso
316 pagine | €16.90 cartaceo

Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.
A distanza di poche settimane dalla lettura di Scrivere è un mestiere pericoloso - in attesa di immergermi nell'imminente arrivo in libreria di La scrittrice del mistero - torno a parlarvi di Vani Sarca e delle sue mirabolanti avventure perchè una cosa oramai è chiara: una volta conosciuta, rinunciare ad Alice Basso è francamente impossibile. E a me le rinunce non sono mai piaciute.

Non ditelo allo scrittore si apre in un liceo torinese dove ammiriamo la nostra inarrestabile Vani Sarca alle prese con noiose lezioni, professori boriosi e compagni ben poco interessanti. E, fin da queste prime battute, respiriamo a pieni polmoni la verve ironica, pungente e dalla lingua affilata a cui la Basso ci ha così piacevolmente abituato nei capitoli precedenti. Un inizio che francamente non mi aspettavo di trovare - considerato l'epilogo dell'ultimo romanzo - ma che ci permette di entrare in punta di piedi nella vita di una giovane Sarca alle prese con amori adolescenziali caratterizzati dall'incontrovertibile breve durata, con una madre Sarca tutta apparenze e ben poca ironia ed una passione viscerale per la lettura.

Come si fa a non amarla?
12

[ RECENSIONE ] Scrivere È Un Mestiere Pericoloso di Alice Basso | Garzanti

SCRIVERE È UN MESTIERE PERICOLOSO di Alice Basso
327 pagine | €13.94 cartaceo

Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani.
Quindi, cosa ero io prima di Vani Sarca? Mi sono fatta più volte questa domanda durante la lettura di Scrivere è un mestiere pericoloso, piacevolmente incastrata in un secondo capitolo intrigante e spensierato, capace di giocare in modo puntuale e seducente con la nostra naturale curiosità, accresciuta da una pungente sfumatura ironica che non solo si conferma, ma si raddoppia in età e sferzante simpatia.

Io guardo Irma come se San Pietro fosse inciampato su un grumo di nuvola 
e avesse accidentalmente fatto cadere dal cielo sulla mia strada l'unica cosa capace 
di rendere interessante questo lavoro di merda. Me stessa, con quasi cinquant'anni 
in più e il permesso di dire tutto quello che penso. 

Nelle ultime battute di L'imprevedibile piano di una scrittrice senza nome avevamo lasciato Vani ad assaporare il gusto di una schiacciante e ricostituente vittoria su due fronti, editoriale e sentimentale. Vittoria - dicevo - che, a breve distanza, si trova a dover affrontare tutte le sue immancabili quanto odiose conseguenze, frutto di un'accurata ed infida ripicca creata ad arte da un pomposo editore colpito nell'orgoglio - e nel portafoglio. Infatti, la nostra ghostwriter allergica alla cucina e amante della più pura solitudine, è chiamata a dare vita ad un perfetto ricettario dotato di tutti i crismi, veicolo delle memorie dell'anziana cuoca di una delle famiglie più rinomate ed invidiate di Torino. Ed è proprio qui che entra in scena Irma, donna eccentrica e pungente con una lingua diretta ed affilata che lascia il segno anche nel cuore recalcitrante e un po' spinoso di Vani Sarca. Un impegno editoriale in apparenza noioso e desolante che, in poco tempo, si trasforma in un nuovo caso investigativo che porterà Vani al centro di una scena del crimine fatta di merletti, lontani conflitti familiari, complicati manicaretti e confessioni inaspettate da condividere con un commissario Berganza sempre più affascinante. 

Non voglio anticiparvi nulla della trama perchè credo che dobbiate scoprire ogni singolo tassello da soli, pagina dopo pagina. Posso, invece, assicurarvi che in Scrivere è un mestiere pericoloso troverete non solo quegli elementi che vi hanno fatto innamorare in modo definitivo del primo capitolo, ma anche nuovi accenti e sorprendenti sfumature in grado di rendere questo secondo incontro ancora più intrigante e misterioso. Non è semplicemente un giallo quello che ci troveremo a sfogliare freneticamente tra le nostre mani, ma una storia frizzante, completa e seducente capace di virare con la medesima intensità e coerenza tra le diverse note di spiccata ironia e fervente incertezza.
8

[ RECENSIONE ] L' imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso | Garzanti

L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME di Alice Basso
271 pagine | €14.90 cartaceo

Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene cosi. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni spesso nascondono retroscena insospettabili.
Vogliamo partire da una premessa? L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome mi è passato sotto il naso almeno un centinaio di volte ed io ostinatamente l'ho lasciato andare. Perché, direte voi? Ho sempre - e quando dico sempre intendo troppe volte - ricevuto sconsiderate fregature da libri che parlano di libri, quindi, mi capirete, se ho fatto il giro bello largo, un saluto distante e un no grazie tanto per non essere maleducata. Se mi sto mangiando mani, avambracci, gomiti e compagnia bella? Sì, potete dirlo forte!
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