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[ RECENSIONE ] La figlia del Reich di Louise Fein | Sonzogno

LA FIGLIA DEL REICH di Louise Fein
480 pagine | €19.00 cartaceo

Lipsia, anni Trenta. Hetty è una ragazza impetuosa e piena di entusiasmo, cresciuta nei luminosi valori di rinascita predicati dal Führer. Crede ciecamente in lui e nella sua visione di una grande Germania, come crede nell'affetto della sua famiglia, nella solidità del padre e nella sacra ambizione dell'adorato fratello Karl, che si è appena arruolato nella Luftwaffe. Le certezze di questo mondo perfetto cominciano a incrinarsi quando rivede Walter, che era stato il migliore amico del fratello ed è ormai bandito dalla loro casa. Perché Walter è ebreo. Ma agli occhi di Hetty resta il ragazzo gentile e affascinante che tanti anni prima l'aveva salvata dalle acque del lago, il solo che ancora adesso riesca a strapparle un sorriso e sembri interessarsi ai suoi sogni. Come può una persona così generosa essere perseguitata? Giorno dopo giorno, durante incontri segreti e fugaci, lui le svela gli aspetti oscuri del Reich, gliene fa conoscere il lato feroce e violento, la porta a interrogarsi sul vero significato dei principi a cui è stata educata. Hetty è confusa, diffidente, lacerata, ma quei loro appuntamenti diventano sempre più indispensabili. Per capire, per sfuggire all'atmosfera oppressiva che respira a casa e, forse, per innamorarsi per la prima volta.


Con  buone probabilità non avrei mai incrociato questo romanzo senza quel prezioso consiglio caldamente indirizzato. È proprio vero, ci sono storie che ci arrivano addosso per caso, altre che vengono pubblicizzate in modo eccesivo e senza particolare merito. Poi, esistono quelle rare perle letterarie che - pur senza fare troppo rumore - sanno raccontare qualcosa di profondo, doloroso ed emozionante da cui scaturisce - in modo inevitabile - quella lacrima finale impossibile da fermare.

Ecco, perdere La Figlia del Reich sarebbe stato davvero un peccato!
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[ RECENSIONE ] Circe di Madeline Miller | Sonzogno

CIRCE di Madeline Miller
411 pagine | €19.00 cartaceo
Sonzogno | Link Affiliato Amazon

Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull’isola di Eea, non si perde d’animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l’ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l’astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell’Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov’è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. Poggiando su una solida conoscenza delle fonti e su una profonda comprensione dello spirito greco, Madeline Miller fa rivivere una delle figure più conturbanti del mito e ci regala uno sguardo originale sulle grandi storie dell’antichità.
Credevo davvero di sapere tutto sulla maga Circe. Dopotutto, cosa altro poteva nascondere oltre a quello che Omero ci aveva raccontato con tanto di particolari scottanti e non troppo velate allusioni? 
Ed ecco che la storia si ripete: mai fidarsi di un uomo!
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[ REVIEW PARTY ] Non si uccide per amore di Rosa Teruzzi | Sonzogno

NON SI UCCIDE PER AMORE di Rosa Teruzzi
240 pagine | €14.00 cartaceo

Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all'episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent'anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un'attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che alcuni particolari, nell'archiviazione del caso, la convincono sempre meno.
Non si uccide per amore segna l'atteso ritorno del trio di detective più scatenato del panorama letterario italiano e terzo capitolo di una serie capace di unire investigazione e spiccata ironia in modo puntuale, critico e coinvolgente come, d'altronde, è l'inconfondibile penna di Rosa Teruzzi.

Un nuovo caso, infatti, si affaccia in modo ostinato alla porta del casello dove La Fioraia del Giambellino si trova alle prese con il difficile compito di far combaciare l'apparente normalità con un dolore intimo e profondo. Domande, teorie e malcelati sospetti spingono, infatti, Libera a prendere in mano il suo presente alla ricerca di lontane risposte che dovranno inevitabilmente vedere la luce. Cosa è accaduto veramente a Saverio in quel maledetto parcheggio?
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[ RECENSIONE ] La fioraia del Giambellino di Rosa Teruzzi

LA FIORAIA DEL GIAMBELLINO di Rosa Teruzzi
167 pagine | €14.00 cartaceo | Sonzogno

Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane.
Quant'è bello tornare al Casello! Sembra quasi di varcare la porta di casa dopo un lungo viaggio, assaporare odori ed aromi inconfondibili, percepire suoni ed afferrare colori ancora vividi nei nostri ricordi. E poi, ovviamente, ci sono loro: Vittoria, Libera e Iole. Tre generazioni di donne che racchiudono sfumature e sfaccettature femminili irresistibilmente reali e, quindi, capaci di creare un'immediata empatia con il lettore che si rinnova, pagina dopo pagina. Per chi batte il mio cuore? Iole, ovviamente. Uno spirito libero, eccentrico e sognatore. Una donna che sa dove colpire e lo fa senza il minimo pudore, imbarazzo o ripensamenti. Lei è così, unica e frizzante. Pericolosa ed instancabile. Ma è Libera il fulcro di questo secondo appuntamento con il mistero, con i soliti silenzi prolungati, con il desiderio di una figlia e con un immancabile caso che condurrà madre e figlia alla ricerca di un nome che sembra introvabile.
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[ RECENSIONE ] La sposa scomparsa di Rosa Teruzzi | Sonzogno

LA SPOSA SCOMPARSA di Rosa Teruzzi
171 pagine | €14.00 cartaceo

Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta.
La sposa scomparsa è un giallo tipicamente italiano che coinvolge e convince, sospinto da uno stile linguistico e narrativo che Rosa Teruzzi riesce a modellare a suo intrigante piacimento grazie ad un trio di protagoniste femminili assolutamente irresistibili.

La verità, quando arriva, può essere crudele ma è più crudele non conoscere la verità.
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[ RECENSIONE IN ANTEPRIMA ] La vita segreta e la strana morte della signorina Milne di Andrew Nicoll


LA VITA SEGRETA E LA STRANA MORTE DELLA SIGNORINA MILNE  di Andrew Nicoll
351 pagine | €17.50 cartaceo

1912. Broughty Ferry. Il romanzo ci trasporta immediatamente in un piccolo sobborgo della città di Dundee, in Scozia. In un'epoca dove la moderna tecnologia sembra più una fantasiosa utopia che una prossima realtà e dove, tra le ambientazioni incontaminate dalla contemporanea civiltà, a fare da padrona sembra proprio essere quella piena consapevolezza di totale appartenenza al luogo e alle sue condizioni, viene ritrovato il corpo senza vita della Signorina Milne, vittima di un brutale assassinio quanto inspiegabile assassinio. Ma chi è la Signorina Milne?
Questo è il quesito che il lettore continuerà a porsi per tutta la durata della narrazione. Di lei sappiamo solo quanto fosse stimata ed apprezzata dai suoi concittadini ed, in egual modo, vista con estrema diffidenza per le sue particolari stramberie e disdicevoli atteggiamenti che ben non si accostavano ad una donna di tale  di spessore sociale e di un età non più propriamente sbarazzina. Fin dalle prime pagine di questo romanzo, assistiamo alle numerose contraddizioni investigative che abbracceranno gran parte della sua narrazione, figlie di un'epoca retrograda e diffidente verso il prossimo ed in particolare verso ogni ipotetico forestiero. Ed è proprio grazie alle indagini scaturite dal ritrovamento del corpo della malcapitata che inizieremo a conoscere i singoli protagonisti di questa quanto mai emblematica vicenda. 

Il capo di polizia Sempill
 è il comandante del nucleo investigativo di Broughty Ferry che, malgrado le sue iniziali intenzioni, si ritrova al centro dell'interesse mediatico e non dell'omicidio della Signorina Milne, sentendosi personalmente chiamato a combattere una guerra in prima linea; una guerra che deve necessariamente vincere, qualunque siano i mezzi da adottare, qualunque sia il prezzo da pagare e, soprattutto, qualunque sia il colpevole da consegnare alla giustizia. E' un uomo che si lascia eccessivamente trasportare dagli eventi e che non rappresenta affatto quella personalità forte e di polso che ci si aspetterebbe in determinate circostanze e in particolari ruoli; debolezze e presunzioni che lo condurranno a commettere grossolani errori e a voler trasformare indizi sommari in quelle prove a lungo bramate, ma di evidente dubbia veridicità. 
L'ispettore Trench viene chiamato ad affiancare la polizia locale nel districarsi dai numerosi sospetti e indizi che verranno rilevati sulla scena del crimine, ma che non sembrano sufficienti ad indirizzare gli inquirenti verso una facile ed immediata soluzione.

Trench si presenta come una sorta di alter-ego di Sempill. Come la voce di quella coscienza che sembra proprio non venir mai ascoltata, nè tanto meno messa in discussione. Sempre pronto a rimettere le parole in fila, a ricostruire frasi ed avvenimenti e, in certi casi, a riportare il capo di polizia con i piedi ancorati a terra. Un compito tutt'altro che facile ed un compito che porterà lo stesso Trench a mettere in dubbio la sua pregressa professionalità ed i casi risolti in passato con estrema facilità e forse con quella stessa superficialità che sembra prendere il sopravvento nel suo egocentrico collega. Il Sergente Frazer è la voce narrante del romanzo. Uno zelante e sempre attento grillo parlante che permetterà al lettore di venire a stretto contatto con ogni personalità, ogni avvenimento ed ogni più piccola sfaccettatura che conquisterà il suo naturale spazio nell'intricato filo logico della narrazione.

Attraverso la penna fresca e diretta di Andrew Nicoll ci sembrerà quasi di percorrere, passo dopo passo, ogni singolo avvenimento del complicato progredire investigativo dei nostri protagonisti. Riusciremo con il tempo ad immedesimarci in ogni loro singolo aspetto, tentando infine di comprenderne anche i naturali difetti e i controversi atteggiamenti che troveranno il loro naturale epilogo con il presentarsi della parola fine. Affascinanti sono indubbiamente anche le ambientazioni che circondano la vicenda. Sempre grazie all'autenticità del talento di questo autore, ci sembrerà quasi di respirare quella pungente brezza scozzese e di percorrere quelle strade un po' spartane rese tali dalla mancata contaminazione del continente.

Quello che è mancato,invece, è quel necessario guizzo adrenalinico che sono riuscita a percepire in parte solo durante la lettura frenetica e vorace dell'epilogo narrativo. Un epilogo che lascia indubbiamente esterrefatti, senza fiato. Una conclusione che rende giustizia ad un romanzo che merita di essere letto.

Ringrazio la casa editrice per la copia cartacea del romanzo
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[ RECENSIONE ] Florence Gordon di Brian Morton | Sonzogno

FLORENCE GORDON di Brian Morton
317 pagine | €17.50 cartaceo

Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan. Femminista ebrea divorziata, scrittrice scorbutica, attivista testarda e orgogliosa, detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Mentre è alle prese con la sua settima fatica, un libro di memorie, un articolo del New York Times la definisce patrimonio nazionale, catapultandola sotto le luci della ribalta e obbligandola a superare quel filo spinato che aveva eretto intorno a sé. La situazione precipita quando i suoi cari si trasferiscono da Seattle a New York. Il figlio Daniel che ha snobbato le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto. La nuora Janine psicologa, pronta ad avere una relazione con il suo capo e la nipote Emily che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d'amore. Tra i quattro, giorno dopo giorno, si intreccia una commedia irresistibile, all'insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. 
Leggere questo romanzo è stato un repentino colpo di fulmine ed una sostanziale presa di coscienza.  Chi vi scrive è una femminista convinta e praticante, una persona cinica per buona parte della vita ed un'inguaribile rompipalle nel senso più buon del termine: ora, ditemi voi, come potevo non innamorarmi pazzamente di Florence Gordon? Florence è una donna meravigliosa che ha vissuto la sua vita alle sue condizioni : ribelle, ostinata, testarda ed orgogliosa, scrittrice reale e quanto mai scorbutica, donna difficilmente gestibile, non propriamente amabili, ma proprio per questi motivi assolutamente irresistibile. La sua vita ed indubbiamente quella della sua famiglia vengono stravolte nel momento in cui Florence viene descritta in una recensione entusiasta e brillante, pubblicata nel New York Times, come patrimonio nazionale, esultandone l'indole, la frizzante personalità e l'irriverente quanto viva scrittura. Bene. Nulla da quel momento sarà come prima.
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