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[ RECENSIONE ] SEI DI CORVI di Leigh Bardugo | Mondadori

SEI DI CORVI di Leigh Bardugo
Prezzo: 17.00€ | Pagine: 440

A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare.
Non conoscere Sei di corvi di Leigh Bardugo (anche solo di nome) è francamente impossibile. 
Ovunque. Potrebbe racchiudere la portata di un fenomeno sociale che ha spopolato nel web (in particolare nella piattaforma Instagram) rendendo questo titolo ben visibile agli occhi di tutti, amanti o meno del genere fantasy. Sei di corvi è stato probabilmente il titolo più chiacchierato (e pubblicizzato) degli ultimi mesi portando alla luce un fandom di lettori entusiasti ed estasiati, quasi al limite dell'umana follia. (vi voglio bene, ma un po' mi fate paura)

Come accade in molti esponenti del genere in questione, non ci troviamo davanti ad una lettura che richiama ad un approccio vorace ed istintivo. Sei di corvi - soprattutto nella prima parte - richiede attenzione e lungimiranza per riuscire ad entrare in contatto e sintonia con un mondo fantastico di cui la scrittrice ci spiega ben poco e che ci lancia addosso senza preavviso. Non una sua mancanza, va detto, ma conseguenza diretta di una trilogia precedente dedicata al Grishaverse che (ancora) in Italia non ha visto la luce. Perchè a noi piacciono le cose complicate, è risaputo. Rimane il fatto - e trovo giusto sottolinearlo - che lo stile diretto, musicale e fresco della Bardugo riesce a fare sua questa iniziale difficoltà, ponendo il lettore al centro esatto della storia ed immergendo occhi, cuore e mente in un puzzle di segreti, passati burrascosi e lontane vendette capaci di lasciare sempre qualcosa di intentato, di sospeso e carico di tensione.

Punto di forza del romanzo sono i suoi Sei di corvi. Ragazzi e ragazze strappati letteralmente dalla strada, carichi di fantasmi di un passato doloroso fatto di ingiustizie, calunnie, violenze e rifiuti che si ritrovano a dover sopravvivere in quel mondo adulto ancora così troppo lontano. E lo fanno insieme. Uniti. In una banda dove ognuno sembra pensare solo al proprio egoistico tornaconto per poi rivelare principi inviolabili come l'amore, il sacrificio e l'amicizia che sanno superare ogni diversità, ogni indifferenza, ogni intollerabile odio razziale. Molte e profondamente diverse sono le storie personali che la Bardugo pone sul piatto, ma tutte sono accomunate dal senso di abbandono e da un'ingiustificata violenza che esplode tra le sue pagine attraverso flashback che portano alla luce ombre e fragilità  che - altrimenti - non saremmo mai stati in grado di scorgere. Kaz, Inej, Nina, Mathias, Jesper e Wylan. Ognuno di loro indossa una maschera, la indossa come scudo e corazza perchè così sono cresciuti, perchè la vita non gli ha risparmiato niente e li ha messi dinanzi ad una scelta inequivocabile: vivere o morire. La Bardugo gioca sull'emotività adolescenziale dei suoi personaggi che li porta a sbagliare, a giocare sul filo del rasoio, a compiere scelte incomprensibili. Imprevedibile fino alla fine!

Però qualcosa è mancato. Mi sono mancati quei particolari tipicamente fantasy che non ho riscontrato pienamente in alcune parti della narrazione, soprattutto in quelle di congiunzione. Così come (forse per diretta conseguenza) non sono riuscita a lasciarmi assorbire in modo totale dalla storia, avendo quasi la sensazione che qualcosa non fosse al posto giusto. Anche se la Bardugo risulta avere una buona padronanza dell'aspetto meramente descrittivo, ho trovato troppa attenzione verso dettagli evitabili a discapito di altri che, invece, sono stati risolti in modo frettoloso e poco credibile. C'è il secondo romanzo, nulla di più vero, e molto probabilmente molte domande troveranno risposta proprio in quel capitolo, ma questo silenzio ha portato con sé un discreto amaro in bocca che - considerato l'entusiasmo collettivo - proprio non mi aspettavo di provare. Ultimo appunto che a molti sembrerà trascurabile (ma io nasco e vivo puntigliosa): l'età dei personaggi. Non ci siamo. Questi sei folli corvi non possono avere quindici o sedici anni. Non ci credo! Il modo di parlare così come certe reazioni a caldo o alcuni atteggiamenti sembrano tipici di età ben più mature. Ok, forse un dettaglio di poco conto, ma non sono proprio riuscita proprio ad immaginarmeli in età adolescenziale. C'era qualcosa che strideva in quel quadro immaginario che ogni lettore si crea durante la lettura.

Considerato tutto questo, Sei di corvi di Leigh Bardugo rimane una piacevole lettura che è riuscita a distrarmi e a portarmi lontano, proprio in quei giorni in cui quello che rimane fuori sembrava essere sempre più difficile e complicato. E non tarderò molto per scoprire anche il secondo capitolo della duologia, ho troppe domande in testa. Ma intanto qualche notizia: si sta delineando la trasposizione televisiva per Netflix - Shadow and Bone. Le riprese sono terminate e a breve dovrebbe essere comunicata la data di uscita della prima stagione composta da 8 episodi.
Chi è curioso di vedere la banda in carne ed ossa?

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2 commenti

  1. Non nascondo che nutro una certa curiosità nei riguardi di questa storia, e vedrò di leggerlo anche io ☺️☺️

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    Risposte
    1. Quando di un libro si parla molto credo che la curiosità sia cosa naturale! Io l'ho fatto attendere un po', ma tutto sommato ne è valsa davvero la pena ;)

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