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[ RECENSIONE ] Il Sognatore di Laini Taylor | Fazi Editore

Forse trovare un romanzo fantasy tra queste pagine vi stupirà. Eppure con Il Sognatore - Strange, The Dreamer - ho voluto fare uno strappo deciso alla mia regola, abbandonare le mie reticenze e scontrarmi con una diffidenza che mi porto dietro da quando, molti anni fa, un certo Tolkien mi fece innamorare perdutamente di questo genere. Ringrazio la casa editrice per la copia cartacea del romanzo.

IL SOGNATORE di Laini Taylor
Prezzo: 14.50€ | Pagine: 524
È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un'esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l'opportunità di vivere un'avventura dalle premesse straordinarie. 
Il mio primo incontro con l'istrionica ed originale Laini Taylor si è rivelato essere quanto di più lontano possa esistere dal classico mordi e fuggi pressochè dovuto a due elementi che hanno contraddistinto le prime fasi di un approccio a lungo atteso: la mia lentezza nella lettura imputabile in via esclusiva ad una generale stanchezza lavorativa e la diffidenza che porto sempre con me quando decido di tornare ad un lontano amore, quello del genere fantasy, che per me sa di un mentore che, ancora oggi, non riesce a sostenere ulteriori paragoni. Così è iniziata la mia avventura verso la città di Pianto, secondo voi, quale sarà stato il suo epilogo?


Non voglio in alcun modo anticiparvi nulla de Il Sognatore perchè, come accade solo nei romanzi scritti veramente bene, non mi sarebbe possibile farlo senza incappare in un odioso, pericoloso ed inconsapevole spoiler. Quindi, voglio partire dal suo epilogo. Sono sconvolta!
Anche se non credo che questo possa descrivere in modo effettivamente esaustivo quello che la mia mascella improvvisamente calata a terra potrebbe fare decisamente meglio, posso affermare con assoluta convinzione che Laini Taylor rientra in quella categoria di scrittori che, non me ne vogliate, oserei descrivere come perfidi, astuti, ma perfidi! Lei ci prende per mano e ci accompagna in un mondo che non conosciamo, ma che risulta immediatamente tangibile, quasi reale. Le sue descrizioni così vivide e corpose riflettono quella stessa magia che è motore dell'intera narrazione, riscoprendo in ogni sua sfumatura quegli elementi imprescindibili di un genere molto sfruttata, complesso e, per sua stessa natura, difficile da gestire. E Laini Taylor sa davvero il fatto suo!

A dispetto di qualche grossolana svista o piccoli clichè che potevano anche essere evitati, mi sono lasciata letteralmente trasportare dal talento stilistico che la Taylor esalta attraverso potenti descrizioni che aprono letteralmente occhi e mente del suo lettore, rapportandosi con sentimenti contrastanti che, a conti fatti, caratterizzano gran parte dei personaggi che giocano un ruolo fondamento nell'evolversi della storia. C'è odio e vendetta. Giogo e libertà. Paura e coraggio. C'è anche amore.

Sentimenti che la Taylor riesce a gestire con la massima padronanza, senza cadere mai in ovvietà o inutili giochi di parole, senza un romanticismo forzato di cui la Taylor proprio non ha bisogno. La voglia di scoprire il passato che si cela dietro la curiosità di Lazlo per la città di Pianto, per le sue particolarità e per quella diversità che molte volte viene additata come stranezza è davvero tanta ed è proprio questo perenne desiderio che Laini Taylor infiamma, capitolo dopo capitolo, lasciando dietro di sè piccoli indizi che si riveleranno solo nelle righe finali.

La mia diffidenza iniziale ha dovuto così soccombere: Laini mi hai conquistata!

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