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[ RECENSIONE ] Il giro di vite di Henry James | Giunti

IL GIRO DI VITE di Henry James
192 pagine | 6.00€ cartaceo

Due bambini orfani vengono affidati alle cure di una giovane governante. Il clima iniziale è di idilliaca serenità, poi nella vicenda iniziano a insinuarsi le misteriose presenze di due servitori, ormai morti, che nella convinzione della governante hanno corrotto i bambini, e altri segnali inquietanti. I servitori sono davvero fantasmi? I bambini sono corrotti o innocenti? L'istitutrice è una visionaria? Molti critici hanno tentato di rispondere a queste domande. In realtà è proprio questa ambiguità il risultato a cui tendeva lo scrittore: fare del mistero lo strumento per costruire il più inquietante dei racconti.


Non so con esattezza cosa mi spinga a voler leggere proprio quel titolo accostato all'ultima serie televisiva da me particolarmente apprezzata, eppure eccomi qui a parlarvi di Il giro di vite di Henry James. Un romanzo (in realtà poco più di un racconto di fine 1800) diventato un classico della letteratura gotica e (volendo scendere nello specifico) delle storie di fantasmi da cui è stato tratto o comunque ha preso larga ispirazione la serie televisiva horror uscita su Netflix da poche settimane, The Haunting of Bly Manor. Se ancora non la conoscete, datele una possibilità perché lei merita davvero.
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[ RECENSIONE ] Mindhunter - La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano di John Douglas e Mark Olshaker

MINDHUNTER di John Douglas con Mark Olshaker
380 pagine | 5.00€ cartaceo

Per dare la caccia ai serial killer in attività bisogna comprendere come pensano e anticiparne così le mosse. Ma c'è un solo modo per entrare nella mente di un serial killer: parlare con i suoi «colleghi» e predecessori. Questa è stata l'intuizione di John Douglas, l'uomo che ha inventato il Criminal Profiling dell'FBI e che, per farlo, ha dovuto confrontarsi con le più atroci menti criminali del suo tempo. Per anni, John Douglas ha interrogato in carcere assassini e stupratori seriali, indagandone le ossessioni e le perversioni, fronteggiando in prima persona l'orrore e l'orgoglio di questi mostri, per poter dare la caccia ad altri mostri. Infinite conversazioni con uomini come Charles Manson, John Wayne Gacy.


Immagino che a primo impatto parlare di
Mindhunter come il libro della vita possa risultare vagamente preoccupante, ma vi assicuro che ho le mie ragioni (e non sono criminali). Ho scoperto la figura professionale di John Douglas divorando l'omonima serie televisiva andata in onda su Netflix e di cui (al momento) non sono ben chiare le sorti. Aggiungiamoci il mio essere una lettrice appassionata di thriller psicologici che si è sempre sentita attirata da quella mente criminale che molti archiviano come semplice devianza, ma che - scavando a fondo - è in grado di rivelare dettagli che mai ci saremmo aspettati.

Il risultato? L'ho amato, fine della storia.
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[ RECENSIONE ] L'incubo di Hill House di Shirley Jackson | Adelphi

L'INCUBO DI HILL HOUSE di Shirley Jackson
233 pagine | 12.00€ cartaceo

Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor.


Non ho ricevuto così tanti avvertimenti di lettura come con
L'incubo di Hill House di Shirley Jackson e dire che di libri chiacchierati se ne trovano in questo Blog. Punti di vista non propriamente lusinghieri che mi hanno bombardata da ogni angolo, accompagnandomi in quello che è stato il mio primo approccio con questa acclamata scrittrice. Un consiglio spassionato: se un lettore si sta avvicinando ad una nuova e attesa lettura non ditegli che fa schifo. Dai, non è carino!
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[ RECENSIONE ] Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood | Ponte alle Grazie

IL RACCONTO DELL'ANCELLA di Margaret Atwood
400 pagine | €15.00 cartaceo
Ponte alle Grazie | Link Affiliato Amazon

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.
Durante la lettura di Il Racconto dell'Ancella è stato per me impossibile evitare parallelismi e paragoni con l'omonima serie tv che - a onore di cronaca - mi ha portato prima alla scoperta, poi alla scelta fino alla successiva lettura di un romanzo che è diventato un vero e proprio classico del genere distopico.
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