[ RECENSIONE ] Nero come il ricordo di Carlene Thompson

NERO COME IL RICORDO di Carlene Thompson
335 pagine | 13.50€ cartaceo
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Hayley è felice: anche se è sola nel bosco, e il papa si è allontanato per capire meglio cos'era quel grido terrificante laggiù, ora c'è un pagliaccio che le viene incontro. Hayley chiede al pagliaccio se è stato papà a mandarlo: lui conferma, e insieme si avviano nel folto della foresta. Hayley viene trovata decapitata e carbonizzata un mese dopo. Passano vent'anni: la mattina della vigilia di Halloween, Caroline, sua madre, crede di impazzire; è certa di aver sentito la voce della figlia, nel magazzino del negozio di un'amica. La sera, fra i ragazzi che scampanellano, c'è una bimba vestita da pagliaccio, identica a Hayley, mentre in una stanza di casa riemerge dal nulla Twinkle, il suo pupazzo preferito. L'indomani Pamela, l'unica persona che aveva visto la bambina dopo il rapimento - legata e imbavagliata sul sedile posteriore di un'automobile - ma non l'aveva detto a nessuno, viene sgozzata in casa sua. Ma è solo il primo di una serie di delitti, minacce, aggressioni, che colpiscono persone che hanno fatto qualcosa di male a Hayley, o che in qualche modo erano collegate a lei.


Se state cercando una recensione indubbiamente di pancia, improvvisa ed istintiva, guidata dalle sensazioni, eccovi accontentati. Solitamente, preferisco lasciar decantare le mie idee almeno per ventiquattro ore:
la digestione letteraria, mi piace chiamarla. Questa volta voglio ribaltare le mie stesse regole come quando da piccola mi lanciavo in mare ben prima delle canoniche tre ore dopo i pasti. Eccomi qui, quindi, a parlarvi di qualcosa di assolutamente imperdibile che mi ha resa davvero una lettrice felice. Nero come il ricordo di Carlene Thompson è una chicca letteraria che non può andare perduta. E trattandosi di una perla del genere a me più caro - perdonatemi - se insisto e non mi perdo in inutili convenevoli: dovete leggere Nero come il ricordo, semplice.

La bambina si lasciò condurre docilmente. 
Sorrideva mentre il pagliaccio la portava verso l'oscurità del bosco!

Le prime pagine sono un pugno allo stomaco di quelli che fanno male, che lambiscono il lettore nel profondo e lo catturano in una morsa affascinante e pericolosa che - nel migliore dei casi - non lascerà facilmente la presa. Leggevo quelle parole e già sapevo di avere tra le mani qualcosa di veramente bello, meritevole. Qualcosa in grado di esaltare un genere letterario (come è quello thriller) fin troppo sottovalutato da moltissimi avventori. Quella sensazione iniziale non solo è stata confermata, ma si è arricchita di sfumature e ribaltamenti di fronte che mai mi sarei aspettata.

La storia è intuibile sin dal suo prologo: sono passati venti anni dalla tragica ed irrisolta morte della piccola Hayley Corday e - con tutte le naturali difficoltà che una ferita così profonda è in grado di trascinare con sè - i suoi genitori sembrano essere riusciti ad andare avanti con la loro vita. La madre Caroline, ad esempio, ha trovato un nuovo amore, una nuova casa in cui costruire ricordi e due meravigliosi figli, Greg e Melinda. Ma mai, nemmeno per un attimo, ha dimenticato quella creatura che le è stata strappata con così tanta violenza e ancora oggi non ha un volto verso cui indirizzare tutto il suo odio e quella rabbia mai espressa. Sensazioni che, a distanza di così tanti anni, sono state sostituite da una paura profonda senza precedenti: quella voce infantile che implorava il suo aiuto, la comparsa di Twinkle, le morti che sembrano essere collegate alla scomparsa della figlia e quel mazzo di orchidee nere accompagnate dallo stesso identico messaggio: Nero come il ricordo. È possibile che Hayley sia tornata? Nessuno sembra crederle, eppure.

Magari, per miracolo, il ricevitore sarebbe caduto e la persona all'altro capo del filo 
l'avrebbe udita gorgogliare nel sangue. Ma a lei non potevano capitare miracoli. Non se li meritava.

In questo romanzo non esiste un attimo di pausa. Ci troviamo immersi nella mente di una madre attanagliata dalla paura di un passato che ancora non sa spiegare e dal terrore che possa tornare in un presente che deve assolutamente proteggere. Questa volta non commetterà errori. Ansia e incredulità sono i suoi compagni in una lotta continua tra razionalità e superstizione, tra ciò che può vedere con i suoi occhi e quello che sente nel suo cuore. Una trama intrecciata in modo meticoloso e mai pesante, capace di confondere il suo lettore e spingerlo a dubitare di ogni personaggio, anche il più innocuo. La bellezza di un thriller scritto bene sta proprio in questo: l'emozione che ti trascina a fondo con il protagonista, l'incapacità di comprendere ogni dettaglio, la sensazione persistente di quell'angoscia che ti segue nell'ombra ed un finale essenzialmente perfetto perchè è proprio lì, in quella ultima manciata di pagine, che uno scrittore del genere si gioca tutto.

È un epilogo doloroso, questo posso anticiparvelo. A mente fredda, forse, avrei dovuto prevederlo. Non  che sia scontato, affatto. La Thompson sa il fatto suo: cela quello che potrebbe essere evidente, lascia piccoli indizi scoperti lungo il percorso e crea false piste in grado di confondere il lettore, oramai perso in supposizioni che verranno sistematicamente distrutte. Ho amato tutto questo, ovvio. Come ho amato l'approccio emotivo, raccapricciante nella sua verità. Ti afferra all'improvviso, lascia senza fiato, in quanto estremamente reale e plausibile in ogni suo dettaglio, in ogni sua letale conseguenza.

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