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[ RECENSIONE ] La mamma si è addormentata di Romy Hausmann

LA MAMMA SI È ADDORMENTATA di Romy Hausmann
350 pagine | €16.90 cartaceo

Era solo una ragazzina di quindici anni quando è stata condannata per un crimine atroce, di cui si è sempre dichiarata innocente. Adesso Nadja è una donna adulta e ha ormai scontato la sua pena. Non chiede altro che una vita normale, e quel lavoro anonimo come assistente in uno studio di avvocati sembra l'unico modo per tenere a bada gli incubi e il panico che la assale all'improvviso. Un'esistenza grigia e ripetitiva che però la fa sentire protetta. Ma un giorno, inaspettatamente, la morte rientra di nuovo nella sua vita. Laura, la moglie del suo capo, l'unica persona che le abbia mai dimostrato amicizia, ha commesso un tragico errore, un errore che è finito nel sangue. Adesso potrebbe perdere tutto: suo marito, sua figlia, le sue sicurezze. Nadja sa bene che cosa significhi. Ma sa anche che aiutarla la renderebbe sua complice. Mentre si dirige nei boschi dello Spreewald con un carico inquietante nel bagagliaio della macchina, non può certo immaginare che quel luogo popolato di oscure leggende diventerà teatro di una caccia spietata. Qualcuno sta cercando di trascinarla in un gioco perverso e Nadja capirà ben presto che il suo passato sanguinoso potrebbe fare di lei la vittima perfetta. O l'assassina perfetta.


Ho iniziato questo romanzo due volte a distanza di qualche mese e - considerato la mia predilezione per il thriller - già questo doveva dirmi qualcosa. Ci ho riprovato credendo ad una qualche strana congiunzione astrale negativa, ma il risultato - purtroppo - si è rivelato essere ben lontano dalle mie aspettative. Eccolo qui, il più classico degli scenari, dopo aver amato il primo romanzo di Romy Hausmann - La mia prediletta - in questo non sono riuscita a trovare lo stesso pathos, la medesima adrenalina, quell'approccio mentale che mi aveva conquistata fin dalle prima pagine.
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[ RECENSIONE ] Diritto di sangue di Gigi Paoli | Giunti Editore

DIRITTO DI SANGUE di Gigi Paoli
 312 pagine | €16.90 cartaceo
Giunti Editore | Link Affiliato Amazon

Dopo mesi di coma e buio totale, Carlo Alberto Marchi è finalmente uscito dall’ospedale, ma la sua rocambolesca caduta dalla passerella di “Gotham”, il Palazzo di Giustizia di Firenze, ha lasciato pesanti conseguenze fuori e dentro di lui: è dipendente dagli antidolorifici, si muove con una stampella ed è tormentato da un fischio continuo nelle orecchie che gli toglie perfino il sonno. Costretto a stare lontano dal lavoro al giornale, si consola con l’affetto della figlia Donata e l’inatteso ritorno dell’ex fidanzata Olga. Ma non è facile starsene a casa mentre la sua cronaca giudiziaria è stata affidata a una rampante collega, che, come se non bastasse, ha fama di essere piuttosto in gamba. Eppure, proprio nel momento più impensato, la vita lo chiama ancora a rapporto: il capocronista del Nuovo gli chiede ufficiosamente di sfruttare i suoi contatti per indagare su un omicidio che ha sconvolto Firenze. Nel meraviglioso parco delle Cascine, il polmone verde che di notte racchiude i lati oscuri della città, viene trovato ucciso Giorgio Mati, il gestore del leggendario furgone che distribuisce birra e panini ai viandanti notturni. E ciò che rivelano le prime indagini ha dell’incredibile: il tranquillo paninaro nascondeva un passato cruento, che a poco a poco si incastra come un puzzle con gli anni più bui di Firenze.


Ricordo perfettamente  il dove e il come, ma soprattutto il rumore che ha accompagnato l'ultima pagina del quarto capitolo delle cronache di Gotham. Camera da letto, lancio del libro contro il muro, una serie impronunciabile di parole che non posso qui replicare.  Ma eccoci (finalmente) tornati a Firenze alle prese con un giornalista di cronaca giudiziaria in malattia un po' malconcio e decisamente annoiato, costretto lontano dal suo habitat naturale e sottoposto alle cure di un fisioterapista mascherato da torturatore della santa inquisizione. Un macello, direte voi. Non ancora, quello arriva a pagina ventidue.
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[ RECENSIONE ] Il giorno del sacrificio di Gigi Paoli | Giunti

IL GIORNO DEL SACRIFICIO di Gigi Paoli
430 pagine | 16.90€ cartaceo


È un lunedì mattina di fine settembre a Firenze, ma il cielo meravigliosamente azzurro fa pensare a una giornata d’estate e niente lascia presagire l’incubo in cui la città sarà risucchiata di lì a poche ore. A bordo della sua auto il reporter Carlo Alberto Marchi si sta dirigendo a caccia di notizie verso Gotham City, il futuristico Palazzo di Giustizia, quando una telefonata allarmante del capocronista gli intima di correre subito al polo universitario lì vicino: è successo qualcosa di molto grave, qualcosa di cui ancora si sa ben poco. Quando Marchi riesce finalmente a farsi strada, non è preparato a quello che sta per vedere: sangue dappertutto, una decina di studenti a terra, alcuni corpi coperti pietosamente da lenzuola bianche. Un attentato? Le prime testimonianze confermano i dubbi più spaventosi: tra quei cadaveri si trova anche l’autore della carneficina, che dopo aver sparato all’impazzata si è ucciso urlando “Allah Akbar”. Firenze si risveglia nel terrore, il panico si scatena in città, soprattutto quando le televisioni di tutto il mondo trasmettono un videomessaggio ricevuto da fonte anonima. Sullo sfondo della cupola del Duomo divorata dalle fiamme, una voce annuncia: «Crociati della città di Firenze, siamo qui. Il Giorno del Sacrificio sta finalmente arrivando anche per voi». È evidente che ci sarà un nuovo, terribile attentato. Ma dove?


Ho capito che Gigi Paoli mi avrebbe regalato una gioia (insieme ad altre reazioni che non trascrivo per non incorrere in possibile censura) dopo aver letto le sei pagine di prologo. Essenzialmente perfetto, lievemente da infarto immediato, ma così d'impatto da lasciarti senza parole, a bocca aperta, appena dopo tre minuti. E - dopo la sorpresa iniziale che non ti aspetti - si apre un viaggio a ritroso, ricalcando uno stile quasi cinematografico, che accompagna il lettore fino all' Id al-adha, Il giorno del sacrificio.

Vivevamo in una realtà osservata attraverso la lente deformata del nostro lavoro.
Quello che per tutto il mondo era orribile, per noi era una bella storia.
Non era normale, ma era così. Noi eravamo così.
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[ RECENSIONE ] La mia prediletta di Romy Hausmann | Giunti

 

LA MIA PREDILETTA di Romy Hausmann
384 pagine | 16.90€ cartaceo


In una notte gelida, un'ambulanza porta in ospedale una donna investita da un'auto sul ciglio del bosco. È incosciente e senza documenti. Con lei c'è una bambina dalla pelle bianchissima e gli occhi di un azzurro glaciale. L'unica informazione che riesce a dare su sua madre è che si chiama Lena. A poco a poco, però, lo strano comportamento della piccola insospettisce i medici. Non conosce il suo cognome, né il nome di suo padre, né l'indirizzo di casa: vivono chiusi in una capanna perché «nessuno li deve trovare». E il terrore sale quando la bambina afferma innocentemente, come se fosse la cosa più normale del mondo, che sua madre «ha ucciso per sbaglio papà», ma non serve chiamare la polizia perché hanno lasciato il fratellino Jonathan a ripulire quelle brutte macchie rosse sul tappeto. Appena viene avvisato, il commissario capo Gerd Brühling ha subito un'intuizione: quella donna non può essere che Lena Beck, la figlia del suo migliore amico, scomparsa 14 anni prima. Ma c'è qualcosa di vero in ciò che racconta quella strana bambina? Come ritrovare la capanna, il fratellino e il cadavere del rapitore, se davvero è stato ucciso? All'arrivo dei genitori di Lena in ospedale, una realtà ancora più sconcertante verrà alla luce. E sarà difficile districarsi in questa rete di verità, fantasie infantili, indizi contrastanti.


Non è facile scovare il thriller perfetto, ammettiamolo. Insieme al romance è forse il genere più sfruttato, chiacchierato e parzialmente distrutto del panorama letterario mondiale. In questi anni, ve lo posso assicurare, ho assistito (e letto) cose che del thriller portavano a malapena il sottotitolo, eppure erano passati al pubblico come capolavori del genere. Misteri della fede. Ad ogni modo, non so dirvi con assolutamente certezza se La mia prediletta sia oggettivamente un raro caso di thriller perfetto, ma - credetemi - ci va davvero molto, ma molto vicino.

Quello è amore. Non importa se malato, morboso e malinteso, rimane pur sempre amore.
L'amore che ci muove. Che ci rende mostri, ognuno a modo suo.
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[ RECENSIONE ] Il giro di vite di Henry James | Giunti

IL GIRO DI VITE di Henry James
192 pagine | 6.00€ cartaceo

Due bambini orfani vengono affidati alle cure di una giovane governante. Il clima iniziale è di idilliaca serenità, poi nella vicenda iniziano a insinuarsi le misteriose presenze di due servitori, ormai morti, che nella convinzione della governante hanno corrotto i bambini, e altri segnali inquietanti. I servitori sono davvero fantasmi? I bambini sono corrotti o innocenti? L'istitutrice è una visionaria? Molti critici hanno tentato di rispondere a queste domande. In realtà è proprio questa ambiguità il risultato a cui tendeva lo scrittore: fare del mistero lo strumento per costruire il più inquietante dei racconti.


Non so con esattezza cosa mi spinga a voler leggere proprio quel titolo accostato all'ultima serie televisiva da me particolarmente apprezzata, eppure eccomi qui a parlarvi di Il giro di vite di Henry James. Un romanzo (in realtà poco più di un racconto di fine 1800) diventato un classico della letteratura gotica e (volendo scendere nello specifico) delle storie di fantasmi da cui è stato tratto o comunque ha preso larga ispirazione la serie televisiva horror uscita su Netflix da poche settimane, The Haunting of Bly Manor. Se ancora non la conoscete, datele una possibilità perché lei merita davvero.
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[ RECENSIONE ] La pietà dell'acqua di Antonio Fusco | Giunti

LA PIETA' DELL'ACQUA di Antonio Fusco
224 pagine | €12.90 cartaceo

È un ferragosto rovente e sulle colline toscane ai confini di Valdenza viene trovato il corpo di un uomo, ucciso con una revolverata alla nuca, sotto quello che in paese tutti chiamano "il castagno dell'impiccato". Non un omicidio qualunque, ma una vera e propria esecuzione, come risulta subito evidente all'occhio esperto del commissario Casabona, costretto a rientrare in tutta fretta dalle ferie, dopo un'accesa discussione con la moglie. Casabona non fa in tempo a dare inizio alle indagini, però, che il caso gli viene sottratto dalla direzione antimafia. Strano, molto strano. Come l'atmosfera di quei luoghi: dopo lo svuotamento della diga costruita nel dopoguerra, dalle acque del lago è riemerso il vecchio borgo fantasma di Torre Ghibellina, con le sue casupole di pietra, l'antico campanile e il piccolo cimitero. E fra le centinaia di turisti accorsi per l'evento, Casabona si imbatte in Monique, un'affascinante e indomita giornalista francese. O almeno, questo è ciò che dice di essere. Perché in realtà la donna sta indagando su un misterioso dossier che denuncia una strage nazista avvenuta proprio nel paesino sommerso. Un dossier scottante, passato di mano in mano come una sentenza di morte, portandosi dietro un'inspiegabile catena di omicidi. E tra una fuga a Parigi e un precipitoso rientro sui colli, Casabona sarà chiamato a scoprire che cosa nascondono da decenni le acque torbide del lago di Bali. Qual è il prezzo della verità? E può la giustizia aiutare a dimenticare?
Torno a Valdenza dopo qualche mese di assenza e non sembra essere passato un giorno. Ritrovo davanti a me colori, sapori e suoni così familiari da poter essere quasi visti, gustati ed ascoltati grazie a quell'approccio narrativo su cui Fusco non indugia mai, nemmeno per un attimo, spingendo il suo lettore al centro esatto della scena, senza remore o troppi preliminari. 

La memoria è una condanna e la verità spesso non s'incontra con la giustizia, 
nonostante la cerchi disperatamente. Allora bisogna darle una mano, 
affinché i morti trovino la pace!

E la scena che si presenta ai nostri occhi e a quelli di un commissario (quasi) in ferie non è di un comune omicidio, ma di una vera e proprio condanna a morte. Fin dalle prime pagine, si respira un'atmosfera particolare che sembra avvolgere l'intera narrazione che si dipana tra passato e presente, tra silenzi e bugie sullo sfondo di un borgo che sembra prendere letteralmente vita. Torre Ghibellina, il vecchio borgo fantasma, torna ad emergere dalle acque portando con sè molte verità fino ad allora taciute unite da un sottile filo rosso che è parte della nostra storia contemporanea: l'invasione nazista e una strage familiare che grida (ancora) giustizia.
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[ RECENSIONE ] Hanover house di Brenda Novak | Giunti

HANOVER HOUSE di Brenda Novak
428 pagine | €18.47 cartaceo

È trascorso ormai un anno da quando Evelyn Talbot si è trasferita in Alaska, ad Hanover House, la clinica psichiatrica di massima sicurezza dove vengono internati i serial killer più efferati. Solo pochi di loro hanno una mente così brillante da riuscire a spiegare il complesso modus operandi che si cela dietro ai propri crimini, e uno di questi è appena arrivato. Si tratta di Lyman Bishop, il "Fabbricante di Zombi", un genetista accusato di lobotomizzare le sue vittime con un rompighiaccio. L'unico il cui raffinato intelletto regge il confronto con il famigerato Hannibal Lecter. Appena Evelyn lo incontra sente il sangue gelarsi nelle vene, e non è certo per la tempesta di ghiaccio che sta per abbattersi sulla zona. Ha la netta sensazione che qualcosa nella sua vita stia per cambiare, irreparabilmente. Quando viene ritrovato il corpo di una nuova vittima uccisa con un rompighiaccio, il dubbio che Bishop sia l'uomo sbagliato emerge con violenza. Ma le sfide non sono finite per Evelyn, perché la minaccia di Jasper, il ragazzo che a sedici anni l'ha segregata e seviziata, sembra più vicina che mai. Esiste un legame tra questi eventi? È solo un caso che la donna massacrata assomigli terribilmente alla bella psichiatra? Per Evelyn e l'uomo che ama, il tenace commissario Amarok, la caccia è di nuovo aperta.
Mi ritrovo ancora una volta ad essere una voce fuori dal coro e in questo caso, mi duole ammetterlo, la delusione vale doppio. Credo di non aver mai impiegato la bellezza di dieci giorni per terminare un thriller, ma con Hanover House di Brenda Novak la spinta adrenalinica che solitamente mi accompagna non è mai arrivata e, anzi, è stata ampiamente sostituita da una noia abissale che decisamente male si accoppia con il genere in questione. Noia, ci tengo a sottolineare. Assurdo, non trovate?
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[ RECENSIONE ] Wonder di R.J. Palacio

WONDER di R.J. Palacio
288 pagine | €19.90 cartaceo

È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.
Attraverso la straordinaria, intensa ed emozionante vita di August (e di una famiglia che non si arrende mai), R.J. Palacio mette nero su bianco paure, limiti e contraddizioni di una realtà che troppo spesso scivola ignorata sotto i nostri occhi senza mai cadere in una scontata ipocrisia. Perché se è vero che la diversità non può farci paura, è anche vero che reazioni e pensieri così umani non possono non essere compresi. Chi tra noi può dichiararsi completamente immune?
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[ RECENSIONE ] La fragilità Degli angeli di Gigi Paoli | Giunti

LA FRAGILITA' DEGLI ANGELI di Gigi Paoli
304 pagine | €16.00 cartaceo

Sono giorni di angoscia per Firenze dopo la misteriosa scomparsa di un bambino di quattro anni che stava giocando nel giardino della sua casa in collina: di lui rimane solo la piccola bicicletta grigia, appoggiata a un albero. Mano a mano che passano i giorni, le speranze di ritrovare Stefano in vita si affievoliscono, e in città si torna a respirare lo stesso terrore dei tempi del "Mostro", il famigerato serial killer che uccideva e mutilava le coppiette appartate in campagna. Per il giornalista di cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi e il suo collega della "nera", l'Artista, sono ore di ansia e lavoro frenetico fra la redazione, i luoghi del delitto e un Palazzo di Giustizia sempre più cupo, proprio come il suo soprannome: Gotham. Un'inchiesta serrata che non dà tregua agli inquirenti, la tenace pm Simonetta Vignali, grande amica di Marchi, e il capo della Mobile Settesanti, segnato da un passato violento che non gli concede sconti.
Quando un bambino di appena quattro anni scompare senza lasciare la benchè minima traccia di sè o del suo passaggio, fin da subito, le forze dell'ordine e gli addetti ai lavori sanno con assoluta certezza che nessuna strada dovrà essere lasciata intentata. Il passato insegna e non si dimentica e quel passato a Firenze risuona ancora più forte alla parola " mostro " che ora echeggia in egual modo sia nelle silenziose stanze del Palazzo di Giustizia - Gotham per gli amici di Marchi - che tra il vociare inarrestabile nella redazione del Nuovo, ora in particolare fermento.
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[ RECENSIONE ] Il respiro delle anime di Gigi Paoli | Giunti


IL RESPIRO DELLE ANIME di Gigi Paoli
416 pagine | €15.00 cartaceo

E' una torrida mattinata di luglio, le scuole sono ormai chiuse e sulle strade semi deserte di Firenze e dintorni è calato un silenzio irreale, ma Carlo Alberto Marchi, tenace cronista e instancabile padre-single, continua inesorabilmente a svegliarsi alle sette e dieci. Non resta che mettersi in viaggio verso ''Gotham City'', l'avveniristico Palazzo di Giustizia nella periferia della città - nonché uno dei dieci edifici più brutti del mondo secondo svariate classifiche - e andare a caccia di notizie sull'allarmante ondata di morti per overdose che negli ultimi mesi ha colpito la città. Un'inchiesta con cui il direttore del ''Nuovo Giornale'' sta marcando stretti il reporter e il suo collega, ''l'Artista'', che con la loro tendenza all'insubordinazione non godono certo delle sue simpatie. Ma a scombinare l'agenda di Marchi arriva una notizia che gli fa subito drizzare le antenne: nella notte, a pochi passi da Gotham, un ciclista è stato ucciso da un'auto pirata scomparsa nel nulla. Un banale incidente? Solo all'apparenza. Perché se si aggiunge che la vittima era il dirigente americano di una nota azienda farmaceutica, e che solo pochi giorni prima era rimasto coinvolto in una retata in un ambiguo locale del centro, il caso si fa piuttosto interessante. Molte e intricate sono le piste che si aprono davanti alle forze dell'ordine e a chiunque abbia voglia di vederci chiaro: una lugubre villa dalle finestre murate, un misterioso iPhone placcato d'oro, un barbone che forse dice la verità, un pericoloso boss della malavita. Marchi si troverà alle prese con l'inchiesta più complessa, torbida e inquietante della sua carriera.
A distanza di qualche mese con Il Respiro delle Anime di Gigi Paoli ritrovo il giornalista di nera Carlo Alberto Marchi ancora incomprensibilmente single, alle prese con le prime richieste adolescenziali di una figlia che cresce troppo in fretta e tra le mani un nuovo caso che sembra nascondere molto più di quanto si potrebbe in apparenza pensare. 

Il nostro incontro non può che iniziare tra i corridoi di Gotham City dove l'intraprendente e un po' spossato Marchi si presenta nella sua più perfetta versione di cacciatore di notizie su un'allarmante ondata di morte per overdose che sta mettendo in ginocchio la società fiorentina. Se a questo aggiungiamo, poi, un omicidio stradale avvenuto proprio a pochi metri da quel luogo che sembra nascondere molto più di quello che i fatti preliminari siano in grado di affermare, ecco che il secondo capitolo della serie si tinge di un colore vivo e chiaramente irresistibile.
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[ PREMIO BANCARELLA '18 ] Nostalgia del sangue di Dario Correnti

NOSTALGIA DEL SANGUE di Dario Correnti
544 pagine | €19.00 cartaceo

Certe mostruosità possono maturare solo in posti così: una provincia del nord Italia, dove soltanto pochi metri separano un gregge di pecore da un centro commerciale con sala slot e fitness, dove la gente abita in villette a schiera con giardino, tavernetta e vetrina con i ninnoli in cristallo, dove riservatezza è il nome che si dà a un'omertà che non ha niente da invidiare a quella dei paesi dove comanda la mafia. Gli stessi luoghi che più di cento anni fa, infestati dalla miseria, dalla denutrizione e dalla pellagra, videro gli spaventosi delitti di Vincenzo Verzani. A raccontare ai lettori le sue imprese e a tentare in prima persona di dargli la caccia, Marco Besana, un giornalista di nera alle soglie del prepensionamento, disilluso, etico e amaro come molte classiche figure della narrativa d'azione, e una giovane stagista, la ventiseienne Ilaria Piatti, detta "Piattola". Goffa, malvestita, senza neppure un corteggiatore, priva di protezioni, traumatizzata da un dolore che l'ha segnata nell'infanzia e non potrà abbandonarla mai, eppure intelligentissima, intuitiva, veramente dotata per un mestiere in cui molti vanno avanti con tutt'altri mezzi.
Quello che stringo ancora adesso tra le mani è un thriller che oserei definire accattivante nella sua incontrovertibile atipicità. La nostalgia del sangue di Dario Correnti racchiude nelle sue pagine molti punti di sfuggevole incertezza che si confluiscono in un opprimente buio in grado di catturare l'attenzione del lettore, anche del più navigato del genere in questione. Una storia inquieta - ma a mio personalissimo avviso non inquietante - che riesce a mescolare storia e finzione in un concerto di voci, paure e sentimenti tali da rendere una narrazione coinvolgente, puntuale ed enigmatica.  

Io devo continuare a girare per quei posti tranquilli e infernali.
E sai perché? Perché è il mio mondo.
E anche se ormai lo conosco fin troppo bene, non smetterà mai di sorprendermi.
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[ RECENSIONE ] Ogni giorno ha il suo male di Antonio Fusco | Giunti

OGNI GIORNO HA IL SUO MALE di Antonio Fusco
237 pagine | €6.90 cartaceo

La sonnacchiosa provincia toscana di Valdenza è improvvisamente scossa dall’omicidio di una donna che viene ritrovata in casa, in una posizione innaturale e con una fascetta stringi cavo attorno al collo. Si pensa subito al movente passionale, ma all’occhio esperto di Casabona, il commissario incaricato del caso, qualcosa fin da subito non quadra: troppi elementi diversi sulla scena del crimine, troppi particolari contrastanti. Schivo, ma con una forte carica umana, reso cinico da troppi anni di mestiere alle spalle, Casabona capisce ben presto che l’omicidio è solo l’inizio di un vortice di morte: un gioco molto pericoloso in cui le regole sono quelle stringenti e folli di un serial killer. E Casabona non può che accettare la sfida. «Chiediti perché e troverai il movente e se troverai il movente sarai vicino all’assassino»: seguendo questa frase come un mantra e con l’aiuto dell’affascinante collega Cristina Belisario, Casabona cercherà di venirne a capo e per farlo sarà obbligato anche a una profonda riflessione sull’impotenza dell’essere umano rispetto alle conseguenze delle proprie azioni.
Non è facile trovare nel genere in questione una lettura che sia al contempo efficace e coerente, ma anche seducente e comunicativa. Ogni giorno ha il suo male ci accompagna al centro esatto di una scena cruda e dolorosa dove i dettagli non ci sono affatto risparmiati e che, fin dal suo prologo, colpisce il lettore in modo diretto, sfrontato e razionale. In questi ultimi anni, in modo particolare, mi è capitato di incrociare lo sguardo con molti commissari letterari, protagonisti di vicende più o meno verosimili e portatori di un personaggio troppe volte enfatizzato, come fosse una sorta di caricatura chiamata a farsi piacere, ad ogni costo. Nulla di questo troverete in Tommaso Casabona. È essenzialmente la normalità il più autentico punto di forza del protagonista creato da Antonio Fusco che, prendendo spunto da un'esperienza diretta e sul campo, rispecchia di luci ed ombre, di virtù e difetti umani e professionali tali da rendere il personaggio quasi tangibile, reale, sorprendentemente vicino.

La storia si evolve in modo spigliato ed uniforme, portando in scena piccoli dettagli e personaggi molto caratteristici in grado di stuzzicare la curiosità del lettore e spingere verso un'attenzione crescente che non lascia mai la presa. Lo stile adottato da Fusco risulta essere coerente con il genere intrapreso e fedele a certi dettami che non possono - e non devono - essere altrimenti traditi. Il suo è un linguaggio diretto, compulsivo, ammaliante e privo di maschere che, proprio grazie ad accenti ben calibrati e sfumature accattivanti, permette a noi lettori di prendere in mano le redini, trovarsi al centro esatto della vicenda e accompagnare con i nostri stessi occhi l'evolversi di una trama avvincente e mai scontata.
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[ RECENSIONE ] Un uso qualunque di te | Giunti

UN USO QUALUNQUE DI TE di Sara Rattaro
208 pagine | €12.00 cartaceo

Una famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidità del legame familiare sembra dipendere soprattutto da lui. E' quasi l'alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c'è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro. Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.
Un uso qualunque di te mi ha distrutto il cuore ancor più della prima volta. E la capacità di Sara di entrare letteralmente nella tua testa si percepisce in maniera innegabile durante la lettura di questo romanzo. Un romanzo capace di entrarti nel sangue. Scorre forte e impetuoso, si arresta al momento giusto e riprende la sua corsa sino al più tormentato degli epiloghi. Un uso qualunque di te è un romanzo che ti confonde e lo fa nel senso più positivo del termine. Perchè nella storia di Viola e Carlo non ci sono parti da prendere, ma solo situazioni da vivere di petto e di pancia ed in ogni loro più piccola, imperfetta sfaccettatura. 
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[ RECENSIONE ] Il rumore della pioggia di Gigi Paoli | Giunti

IL RUMORE DELLA PIOGGIA di Gigi Paoli
288 pagine | €15.00 cartaceo

Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente e, come se non bastasse, la visita del presidente israeliano ha completamente paralizzato la città. Carlo Alberto Marchi è intrappolato nella sua auto che da casa lo porta al Palazzo di Giustizia, quando apprende una notizia davvero ghiotta per un cronista di giudiziaria a corto di esclusive: all’alba, in un antico palazzo di via Maggio, la prestigiosa strada degli antiquari, viene trovato morto con ventitré coltellate l’anziano commesso del negozio di antichità religiose più rinomato di Firenze. Un caso molto interessante anche perché il palazzo è di proprietà della Curia e sopra al negozio ha sede l’Economato. Marchi si mette come un mastino alle calcagna dei magistrati nella speranza di tirar fuori uno scoop.
Questa è una lettura di cui avevo veramente bisogno. Il rumore della pioggia di Gigi Paoli è essenzialmente quel genere di romanzo in grado di colpire e sorprendere senza il minimo sforzo, sospinto da uno stile diretto e coinvolgente che sa rapirti fin dalle primissime pagine toccando quelle corde sensibili e difficili da raggiungere che gli amanti del genere conoscono fin troppo bene.

Le stradine piccole e strette su cui sembravano precipitare quei palazzi enormi, 
come giganti pronti a muoversi e colpire. Quelle strade che finivano in altre strade, ad angolo, a incrocio, dove vedevi a malapena uno spicchio di cielo, non capivi più nemmeno dove eri. 
Anche l’aria era grigia. Come i palazzi, come il vento, come la pioggia.
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[ RECENSIONE ] L' estraneo di Ursula Poznanski e Arno Strobel | Giunti

L'ESTRANEO di Ursula Poznanski e Arno Strobel
432 pagine | €14.00 cartaceo

Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d'un tratto ti trovi davanti uno sconosciuto: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però sei certa di non averlo mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell'uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza? Immagina di tornare a casa una sera e scoprire che la tua fidanzata non ti riconosce più. Comincia a gridare, è convinta che tu sia un ladro o un maniaco, ti scaglia addosso un fermacarte e corre a rinchiudersi in camera. Non riesci a capire, inizi a guardarti intorno e all'improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che stamattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c'è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo? Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l'unico modo per uscirne è provare a fidarsi l'uno dell'altra.
La prima parte di L’estraneo gioca molto sul fattore psicologico di ognuno, sulle paure, sui timori, sulle illusioni e le piccole bugie da smascherare. E’ un limbo costante tra innocenza e colpevolezza che gioca a carte con un destino sempre più incerto ed offuscato, rivelato dai due autori con acume e parsimonia, capaci di infondere nel lettore un sentore di profonda incertezza e naturale curiosità.

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[ RECENSIONE ] Alaska di Brenda Novak | Giunti

ALASKA di Brenda Novak
432 pagine | €12.00 cartaceo

Stanno accadendo strane cose nel piccolo villaggio di Hilltop, remota località dell'Alaska dove l'inverno è così gelido da ottenebrare le coscienze. Da quando, tre mesi prima, è stata aperta Hanover House, una clinica psichiatrica di massima sicurezza che ospita con finalità scientifiche i più feroci serial killer d'America, nessuno dorme più sonni tranquilli e a nulla servono le rassicurazioni di Evelyn Talbot, la psichiatra trentenne e determinata che dirige l'istituto insieme al collega Fitzpatrick. Soprattutto quando nella neve avviene un macabro ritrovamento: i resti di una donna, orrendamente martoriata. Per il giovane sergente Amarok è la conferma di ciò che ha sempre temuto: portare un branco di efferati assassini a pochi metri dalle loro case e dalle loro famiglie è stata una decisione estremamente pericolosa. Ma la sua fermezza si scontra con il fascino fragile e misterioso di Evelyn, il cui passato nasconde il più nero e atroce degli incubi. E mentre una violenta tormenta di neve si abbatte sul paese rendendo impossibili i collegamenti e le comunicazioni, la psichiatra ha più di un motivo per pensare che quel primo omicidio sia un messaggio destinato proprio a lei.
Alaska è un romanzo che non lascia respiro. Intenso, profondo, struggente e adrenalinico inchioda il lettore autenticamente alle sua pagine sin dai primi istanti; istanti che si insediano nel cuore del lettore come una lama tagliente, una ferita incapace di guarire, un dolore perenne che continua a pulsare indomabile, capitolo dopo capitolo. Alaska è la storia di Evelyn Talbot. Conosciamo fin da subito Evelyn, spensierata ed innamorata adolescente, costretta a subire sulla sua stessa pelle il peggiore dei tradimenti e a vivere ad occhi aperti il peggiore degli incubi da cui sembra impossibile destarsi in tempo. Ritroviamo, anni dopo, la dottoressa Evelyn Talbot in una sperduta cittadina dell'Alaska, ideatrice e sostenitrice della clinica psichiatrica di massima sicurezza Hanover House che, con finalità prettamente scientifica e fortemente ostacolata dalla pacifica popolazione, mira ad ospitare i peggiori sociopatici e serial killer d'America al fine di trovare una risposta alle loro azioni e alla totale assenza di reazioni emotive, coscienza o sensi di colpa.
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