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[ RECENSIONE ] The Help di Kathryn Stockett | Mondadori

THE HELP  di Kathryne Stockett
524 pagine | €18.00 cartaceo

È l'estate del 1962 quando Eugenia "Skeeter" Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l'università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l'altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi.


Ho aspettato davvero troppo per leggere The Help, ora ne sono consapevole. Non so nemmeno dirvi l'esatto motivo, eppure già dopo i primi capitoli era chiaro come avessi tra le mie mani una storia preziosa, un vero e proprio romanzo di formazione, di quelli che andrebbero letti da chiunque, specialmente oggi. Ogni volta che mi capita di approcciarmi al tema del razzismo sia in ambito letterario che in quello più variopinto del mondo cinematografica sorge spontanea la stessa, identica domanda: come può questa gente scorgere del giusto nella propria immagine riflessa allo specchio e non farsi semplicemente schifo? Minny avrebbe la risposta giusta, ne sono certa, ma per scoprirla fino in fondo vi toccherà leggere The Help.
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Helter Skelter di Vincent Bugliosi e Curt Gentry - Storia del caso Charles Manson | Culto o follia?

HELTER SKELTER - Storia del caso Charles Manson di Vincent Bugliosi e Curt Gentry
561 pagine | €13.00 cartaceo
Mondadori | Link Affiliato Amazon 

 La storia di Charles Manson è forse il caso di omicidio satanico più famoso di tutti i tempi. Quella notte a Hollywood, era il 9 agosto del 1969, morì una delle modelle più celebri del momento: Sharon Tate, incinta del marito Roman Polansky. In questo libro Vincent Bugliosi, il pubblico ministero nel processo contro Manson, racconta l'intero corso delle indagini che portarono alla condanna del diabolico Charles, con quello che è il più celebre e venduto libro di true crime di tutti i tempi.


Credo che il mio interesse per la psicologia criminale sia scaturita - romanzo dopo romanzo - proprio dalla mia comfort zone. Amando il thriller psicologico mi sono trovata invischiata in storie (più o meno valide) dove la trattazione psicologica rappresentava o avrebbe dovuto rappresentare la parte più importante, tagliente ed affascinante per quanto crude potessero sembrare determinate circostanze o descrizioni. Dopo aver letto Mindhunter (recensione) e Helter Skelter - in modo particolare - posso dirvi senza troppi giri di parole che la fantasia non è nulla di nemmeno lontanamente paragonabile alla realtà: quella pericolosa e amorale, violenta e folle, letale in modo inevitabile.
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[ RECENSIONE ] I venti di sabbia di Kristin Hannah | Mondadori


I VENTI DI SABBIA di Kristin Hannah
444 pagine | €21,00 cartaceo

Texas, 1934. Milioni di persone sono rimaste senza lavoro e la siccità ha distrutto le Grandi Pianure. Gli agricoltori stanno combattendo per non perdere le loro terre e la loro fonte di sostentamento, dal momento che le coltivazioni avvizziscono irrimediabilmente, l'acqua si sta prosciugando e le tempeste di polvere e sabbia minacciano di seppellirli tutti. Uno dei periodi più bui della Grande Depressione, l'era del Dust Bowl, è arrivato come un'implacabile vendetta. In questo tempo incerto e pericoloso, Elsa Martinelli, una donna e madre coraggiosa, cerca in tutti i modi di salvare la sua famiglia e la fattoria dove vive, l'unica vera casa che abbia mai avuto. A un certo punto, però, come tanti suoi vicini, è costretta a fare una scelta angosciosa: continuare a combattere per la terra che ama o andare a ovest, in California, alla ricerca di una vita migliore. Per dare un futuro ai suoi figli decide di partire, ma il viaggio è estenuante e difficile, e l'arrivo ancora di più: la situazione in California non è così facile come Elsa credeva. Ampi e abbaglianti), i campi senza grano delle Grandi Pianure prendono vita in questo romanzo che è una parabola di difficoltà e nuovi inizi e al tempo stesso la narrazione epica del fallimento di un sogno, ora più che mai emblematico, e della speranza che ciononostante non viene mai meno. "I venti di sabbia" è un ritratto dell'America e del Sogno Americano, visto attraverso gli occhi di una donna indomabile il cui coraggio e sacrificio arriveranno a definire una generazione.


Ritrovare Kristin Hannah per me è oramai una certezza. Dopo averla scoperta con L'Usignolo e aver versato fiumi di lacrime con Il grande inverno, acquistare il suo nuovo romanzo ad un paio di giorni dall'uscita è stata una scelta inevitabile, quasi scontata. Perchè amo così tanto questa scrittrice che mi trovo a consigliare in ogni parte del globo cibernetico? Perché Kristin Hannah colpisce direttamente al cuore del lettore senza alcuna possibilità di appello. Porta nero su bianco storie affascinanti e ricche di pathos dove è l'emozione umana più fragile e disperata ad essere la vera protagonista. Mette in scena istantanee di vita che si affacciano su episodi storici in grado di cambiare il volto della società moderna per sempre.

Nella sua famiglia si era vergognata di non essere bella, di non essere sposabile.
Aveva permesso a quella vergogna di diventare parte di lei,
lasciando che si insinuasse nel suo corpo e nella sua mente.
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[ RECENSIONE ] Fu sera e fu mattina di Ken Follett | Mondadori

 

FU SERA E FU MATTINA di Ken Follett
781 pagine | 27.00€ cartaceo

17 giugno 997. Non è ancora l'alba quando a Combe, sulla costa sudoccidentale dell'Inghilterra, il giovane costruttore di barche Edgar si prepara con trepidazione a fuggire di nascosto con la donna che ama. Ma i suoi piani vengono spazzati via in un attimo da una feroce incursione dei vichinghi, che mettono a ferro e fuoco la sua cittadina, distruggendo ogni cosa e uccidendo chiunque capiti loro a tiro. Edgar sarà costretto a partire con la sua famiglia per ricominciare tutto da capo nel piccolo e desolato villaggio di Dreng's Ferry. Dall'altra parte della Manica, in terra normanna, la giovane contessa Ragna, indipendente e fiera, si innamora perdutamente del nobile inglese Wilwulf e decide impulsivamente di sposarlo e seguirlo nella sua terra, contro il parere di suo padre, il conte Hubert di Cherbourg. Si accorgerà presto che lo stile di vita al quale era abituata in Normandia è ben diverso da quello degli inglesi, la cui società arretrata vive sotto continue minacce di violenza e dove Ragna si ritroverà al centro di una brutale lotta per il potere. In questo contesto, il sogno di Aldred, un monaco colto e idealista, di trasformare la sua umile abbazia in un centro di erudizione e insegnamento entra in aperto conflitto con le mire di Wynstan, un vescovo abile e spietato pronto a tutto pur di aumentare le sue ricchezze e il suo potere.


I miei scrittori preferiti si potrebbero contare sulle dita di una mano e tra questi - senza dubbio - svetterebbero i nomi di Stephen King e Ken Follett. Due autori giganti, amati e chiacchierati in ogni parte del globo terrestre, capaci di rendere la vita impossibile ad un lettore vagamente parsimonioso. Eccomi, infatti, a stringere la mia copia di Fu sera e fu mattina il giorno stesso della sua uscita in libreria, dopo tre lunghi anni dall'ultimo romanzo di Ken Follett. Non c'è stato spazio per la ragione, nessun pensiero prima del famigerato click, (forse) qualche goccia di rimorso, ma - lo sappiamo - quelli arrivano quando oramai è troppo tardi! E se ve lo state chiedendo: no, quella coppia di nomi non è stata una scelta casuale, affatto.
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[ RECENSIONE ] Il regno corrotto di Leigh Bardugo | Mondadori

IL REGNO CORROTTO di Leigh Bardugo
476 pagine | 19.90€ cartaceo

Kaz Brekker e la sua banda di disperati hanno appena portato a termine una missione dalla quale sembrava impossibile tornare sani e salvi. Ne avevano dubitato persino loro, a dirla proprio tutta. Ma rientrati a Ketterdam, non hanno il tempo di annoiarsi nemmeno un istante perché sono costretti a rimettere di nuovo tutto in discussione, e a giocarsi ogni cosa, vita compresa. Questa volta, però, traditi e indeboliti, dovranno prendere parte a una vera e propria guerra per le buie e tortuose strade della città contro un nemico potente, insidioso e dalle tante facce. A Ketterdam, infatti, si sono radunate vecchie e nuove conoscenze di Kaz e dei suoi, pronte a sfidare l'abilità di Manisporche e la lealtà dei compagni. Ma se i sei fuorilegge hanno una certezza è questa: dopo tutte le fughe rocambolesche, gli scampati pericoli, le sofferenze e le inevitabili batoste che hanno dovuto affrontare insieme, troveranno comunque il modo di rimanere in piedi. E forse di vincerla, in qualche modo, questa guerra, grazie alle rivoltelle di Jesper, al cervellone di Kaz, alla verve di Nina, all'abilità di Inej, al genio di Wylan e alla forza di Matthias.


Partiamo dall'unico punto dolente: all'inizio ho fatto una fatica assurda a rientrare nella storia e a ritrovarmi tra i suoi personaggi. Non riuscivo a dedicare il giusto tempo alla lettura, avevo perennemente la testa altrove e in questo la Bardugo non aveva alcuna colpa. Perché, allora, ve lo sto dicendo? Perché le prime impressioni possono essere sbagliate, magari anche falsate da fattori esterni che con quel romanzo non hanno proprio nulla a che fare. Quindi, dove eravamo?

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[ RECENSIONE ] Falce di Neal Shusterman | Mondadori

FALCE di Neal Shusterman 
358 pagine | 20.00€ cartaceo

Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. Se nessuno muore più tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere spigolato. In termini meno poetici: ucciso.


Ho iniziato la lettura di Falce di Neal Shusterman senza particolare aspettative, forse con un pizzico di timore avendo acquistato il libro sostanzialmente a scatola chiusa - dannata copertina - come non accadeva da tantissimo tempo.
Risultato finale? Il mio sesto senso ancora funziona.
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[ RECENSIONE ] Sei di corvi di Leigh Bardugo | Mondadori

SEI DI CORVI di Leigh Bardugo
440 pagine | 17.00€ cartaceo

A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare.


Non conoscere Sei di corvi di Leigh Bardugo (anche solo di nome) è francamente impossibile. Ovunque. Potrebbe racchiudere la portata di un fenomeno sociale che ha spopolato nel web (in particolare nella piattaforma Instagram) rendendo questo titolo ben visibile agli occhi di tutti, amanti o meno del genere fantasy. Sei di corvi è stato probabilmente il titolo più chiacchierato (e pubblicizzato) degli ultimi mesi portando alla luce un fandom di lettori entusiasti ed estasiati, quasi al limite dell'umana follia.

Come accade in molti esponenti del genere in questione, non ci troviamo davanti ad una lettura che richiama ad un approccio vorace ed istintivo. Sei di corvi - soprattutto nella prima parte - richiede attenzione e lungimiranza per riuscire ad entrare in contatto e sintonia con un mondo fantastico di cui la scrittrice ci spiega ben poco e che ci lancia addosso senza preavviso. Non una sua mancanza, va detto, ma conseguenza diretta di una trilogia precedente dedicata al Grishaverse che in Italia non ha visto la luce. Perché a noi piacciono le cose complicate, è risaputo. Rimane il fatto - e trovo giusto sottolinearlo - che lo stile diretto, musicale e fresco della Bardugo riesce a fare sua questa iniziale difficoltà, ponendo il lettore al centro esatto della storia ed immergendo occhi, cuore e mente in un puzzle di segreti, passati burrascosi e lontane vendette capaci di lasciare sempre qualcosa di intentato, di sospeso e carico di tensione.
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[ RECENSIONE ] L'uomo dei sussurri di Alex North | Mondadori

L'UOMO DEI SUSSURRI di Alex North
360 pagine | €20.00 cartaceo

Ancora distrutto dalla drammatica perdita di sua moglie, Tom Kennedy decide di trasferirsi con il figlio Jake nella tranquilla cittadina di Featherbank e ricominciare da capo. Non sa ancora che un fatto terribile ha appena sconvolto la comunità. Un ragazzino di sei anni è svanito nel nulla e nonostante il vecchio detective Pete Willis non abbia perso tempo con le ricerche, il piccolo non si trova. Come venti anni prima, si riaffaccia l’incubo dell’Uomo dei Sussurri, il serial killer responsabile della scomparsa di cinque bambini. Frank Carter, questo il suo vero nome, era solito attirare le vittime sussurrando alle loro finestre, di notte. E mentre le ricerche del bambino continuano senza tregua, il piccolo Jake inizia a comportarsi in modo strano: si isola dai compagni di classe per passare sempre più tempo con la sua misteriosa amica immaginaria e soprattutto dice di sentire una voce che sussurra il suo nome nel buio.
Ricordo di essere entrata in libreria, quel giorno, senza particolari programmi e di esserne uscita con un romanzo di uno scrittore che non conoscevo, di cui avevo letto (distrattamente) solo qualche riga della sinossi e con una camuffata farfalla gigante in copertina che, eppure, avrebbe dovuto dirmi qualcosa. No, mi sembra chiaro che la farfalla suddetta non mi abbia mai parlato o messo in guardia o anche solo sussurrato qualche piccolissimo cenno di quello che avrei trovato al suo interno perchè, se lo avesse fatto, forse mi sarei liberata di quelle odiose e sopravvalutate aspettative.
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[ RECENSIONE ] Il grande inverno di Kristin Hannah | Mondadori

IL GRANDE INVERNO di Kristin Hannah
450 pagine | €20.00 cartaceo

Quando Ernt Allbright torna dalla guerra del Vietnam è un uomo profondamente instabile. Dopo aver perso l'ennesimo posto di lavoro, prende una decisione impulsiva: trasferirsi con tutta la famiglia nella selvaggia Alaska, l'ultima frontiera americana, e cominciare una nuova vita. Sua figlia Leni, tredici anni, è nel pieno del tumulto adolescenziale: soffre per i continui litigi dei genitori e spera che questo cambiamento porti a tutti un futuro migliore. Mentre Cora, sua moglie, è pronta a fare qualsiasi cosa per l'uomo che ama, anche se questo vuol dire seguirlo in un'avventura sconosciuta. All'inizio l'Alaska sembra la risposta ai loro bisogni: in un remoto paesino, gli Allbright si uniscono a una comunità di uomini e donne estremamente temprati, fieri di essere autosufficienti in un territorio così ostile. Però quando l'inverno avanza e il buio invade ogni cosa, il fragile stato mentale di Ernt peggiora e il delicato equilibrio della famiglia comincia a vacillare. Ora, i tanto temuti pericoli esterni - il ghiaccio, la mancanza di provviste, gli orsi - sembrano nulla in confronto alle minacce che provengono dall'interno del loro nucleo famigliare. Chiusi in un rifugio angusto, ricoperto di neve e immerso in una notte che può durare fino a diciotto ore, Leni e sua madre devono affrontare una cruda verità: sono sole. In quel luogo feroce, ai confini del mondo, non c'è nessuno che possa salvarle.
Avevo acquistato Il Grande Inverno di Kristin Hannah il giorno successivo alla sua uscita (e oramai si parla di qualche mese fa) memore della lettura entusiasta del suo precedente romanzo, L'Usignolo. Con Il Grande Inverno Kristin Hannah non si è semplicemente confermata, ma è riuscita a dare una spinta in più ad un romanzo che, a differenza del suo predecessore, è privo di quel background storico capace di conferire ad un testo (chiaramente scritto bene) uno spessore di per sè naturale, emozionante e coinvolgente. Ancora una volta, parte essenziale della narrazione (e della bellezza autentica di questo romanzo) è rivestita dall'impatto emotivo che avvolge ogni suo personaggio in modi diversi ed opposti, ma egualmente in grado di scuotere il lettore davvero in profondità.
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[ RECENSIONE ] Quello che non siamo diventati di Tommaso Fusari

QUELLO CHE SIAMO DIVENTATI di Tommaso Fusari
262 pagine | €17.00 cartaceo

«Andrà tutto bene, Michael.» «E come fai a dirlo, Sara? Prevedi il futuro?» «Non prevedo il futuro, ma siamo insieme, no?» Mi volto verso il campo di cocomeri e le vigne, che avevamo attraversato per arrivare alla recinzione. Non c'è nessuno all'orizzonte. «E se andasse tutto male?» «Be', restiamo insieme.» «Sempre?» «Per tutta la vita.» Una promessa fatta da bambini, calda e rassicurante come una carezza, come un abbraccio quando fuori fa tanto, tanto freddo. Un fratello e una sorella, Michael e Sara, che una volta erano inseparabili e ora sono quasi due estranei, due che, pur abitando sotto lo stesso tetto, si sfiorano appena. Ma a un certo punto però qualcosa, o meglio qualcuno, irrompe nella loro vita facendo vacillare il loro piccolo mondo cristallizzato, fatto di giorni sempre uguali, silenzi, muti rimproveri, possibilità sospese, distanze che diventano siderali e ricordi sbiaditi. Di nuovo, Michael e Sara sono di fronte a qualcosa che potrebbe stravolgere la loro esistenza. E se soltanto smettessero di vivere ogni cambiamento come una crepa dalla quale possono entrare solo cose brutte, forse potrebbero riprendere il cammino interrotto tanti anni prima, trovare il modo di tornare a respirare, a credere nel futuro, e, magari, infine, ritrovarsi.
Quello che non siamo diventati è esattamente quel genere di lettura capace di scavare nell'intimo di ognuno di noi, raccontando una storia che pochi hanno pienamente vissuto ed in grado di renderla così familiare, empatica, reale come fosse quella di ognuno di noi. Tommaso Fusari si conferma essere uno scrittore di altri tempi, pungente ed elegante, pragmatico e fedele ai suoi personaggi che non perdono mai, nemmeno per un istante, l'appiglio con il lettore. Se in Tempi duri per i romantici le emozioni descritte da Tommaso era tali da colpirti in piena faccia come uno schiaffo sonoro in grado di lasciarti (in parte) sorpreso e dolorante (sulle lacrime nemmeno mi soffermo più), in Quello che non siamo diventati il filo conduttore dell'intera narrazione è un sentimento che si rivela presto essere ancora più forte, intimo e complesso da descrivere. Tommaso Fusari sa raccontarcelo come uno scrittore maturo e cosciente, racchiudendo nella sua penna uno spettro così intenso di colori che non può lasciare indifferenti.
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[ RECENSIONE ] So che un giorno tornerai di Luca Bianchini

SO CHE UN GIORNO TORNERAI di Luca Bianchini
264 pagine | €18.00 cartaceo
    Mondadori | Link Affiliato Amazon

Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un “jeansinaro” calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: “Se sarà maschio, lo riconoscerò”. Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da baby sitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l’occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.
Oggi si apre ufficialmente il nostro nuovo anno insieme.

So che un giorno tornerai
 non è altro che un desiderio inarrestabile che riscalda il cuore maltrattato di Angela ed Emma. Sono due ragioni in apparenza molto diverse a spingere madre (prima) e figlia (poi) alla ricerca quasi ossessione e incredibilmente testarda della propria identità e di quel pezzo di cuore che, pur mancante, continua a battere, nonostante tutto. Se Angela a soli venti anni decide di scappare di fronte ad un destino di madre che non ha mai sentito veramente suo, Emma è cresciuta con l'assurda idea di essere sbagliata, privata dell'amore materno per qualcosa che chiaramente non può cambiare e arrivando fino a compiacere quella donna sconosciuta, sfuggente ed egoista. Luca Bianchini ci racconta una storia familiare che potrebbe essere mia quanto vostra. 
Uno stralcio di vita vissuta che, spinta da una scrittura fluida e piacevole, si fa forte di una spontaneità che coinvolge unendo, all'occorrenza, leggerezza e puntuale ironia. Tra le sue pagine, infatti, si respira una sensazione di mutevole nostalgia che sa scuotere la nostra attenzione, senza risultare mai scontata o altrimenti banale. È un gioco continuo tra desideri ed illusioni, tra scelte sbagliate e volontà che non possono essere facilmente scalfite. In essa c'è la testardaggine di due donne che si lasciano trasportare dalla corrente dell'amore e la forza di un legame familiare che esiste ed esisterà sempre. È proprio la familiarità del raccontato ad avermi fatto comunque apprezza scelte e personaggi che,  a diverse condizioni, avrei disprezzato senza appello.

E, invece, Luca Bianchini ci conduce attraverso uno spettro molto ampio di colori e sentimenti racchiusi, poi, in un finale che è stato capace di strapparmi un meritato sorriso, come accade nei più attesi dei lieto fine. Ma non vi aspettate paradossali miracoli o fatine triestine munite di bacchetta magica. Nulla di diverso dalla realtà troverete in questo romanzo: quella dura e cinica, inevitabile ed affascinante, infine, sorprendentemente vera.
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[ RECENSIONE] L’atlante dell’invisibile di Alessandro Barbaglia | Mondadori

L’ATLANTE DELL’INVISIBILE di Alessandro Barbaglia
202 pagine | €14.45 cartaceo

Ismaele, Dino e Sofia hanno quarantadue anni in tre quando nel 1989, in una sera di fine estate, rapiscono la luna in segno di protesta. Vivono a Santa Giustina, un lontanissimo paese fatto di baite di legno ai piedi delle Dolomiti che sta per essere sommerso da un lago artificiale, portandosi dietro tutti i loro ricordi, le gare con le lumache, il prato del castagno, i primi baci. Il progetto della diga risale al 1946. Ai tempi, gli abitanti di Santa Giustina non accettarono di abbandonare le loro case per trasferirsi al "paese nuovo" e rinunciarono ai benefici promessi nel caso di una resa immediata. Si avvicina però il momento dell'esproprio definitivo. Proprio negli anni Quaranta si sono conosciuti Elio e Teresa, e precisamente il 19 marzo 1946, in un bar Sport gremito di una folla accalcata per seguire la cronaca radiofonica della prima Milano-Sanremo del dopoguerra. Senza essersi mai visti né incontrati, Elio e Teresa - ormai anziani e da sempre innamorati l'uno dell'altra e del loro paese vicino a Milano - e i quattordicenni Dino, Ismaele e Sofia sono tormentati dalle stesse domande: "dove vanno a finire le cose infinite?", "dove si nascondono l'infanzia, l'amore o il dolore quando di colpo svaniscono?". 
Il mio incontro con la penna di Alessandro Barbaglia risale a più di un anno fa ed è avvenuto quasi per caso quando accettai la proposta di lettura in anteprima del suo romanzo d'esordio, poi ritrovato alla serata conclusiva del Premio Bancarella per cui facevo spudoratamente il tifo.
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[ RECENSIONE ] Sempre d'amore si tratta di Susanna Casciani

SEMPRE D'AMORE SI TRATTA di Susanna Casciani
163 pagine | €16.00 cartaceo

Bisogna prendersi cura dei doni come se fossero piccoli fiori selvatici: sbocciano senza il nostro aiuto, ma dobbiamo fare attenzione a non calpestarli, a non maltrattarli. E la piccola Livia di doni ne ha eccome. Come si fa a non accorgersene? Lei è una che quando si muove assomiglia a una nuvola trascinata dal vento, capace di rendere più colorato tutto quello che tocca. È timidissima, parla poco, però sorride a tutti. E poi ama scrivere, perché farlo la fa sentire diversa, nel senso di speciale, come se nelle sue vene al posto del sangue scorressero le parole. È un cuore puro il suo, e fragile, e per questo avrebbe bisogno di essere accudito e protetto. Però si sa, le stelle, le stesse alle quali Livia bambina si rivolge sommessamente tutte le sere, seduta sul terrazzo di casa, molto spesso si fanno gli affari loro e non sempre hanno voglia di guardare giù, di ascoltarci. Infatti, a un certo punto, nella vita di Livia accade qualcosa che le inceppa il cuore. Coll'aggravarsi della depressione della madre, tutto per lei diventa faticoso, difficile.
Susanna Casciani ci racconta una storia più comune di quanto potremmo mai immaginare. Una realtà silenziosa in grado di uccidere molto più delle armi più letali, più di ogni qualsivoglia malattia fisica. La depressione che affligge la nostra società come un ostile nemico subdolo, quieto e - in troppi casi - vincente racchiude sfaccettature che non siamo nemmeno in grado di afferrare, di comprendere, di condividere. E, in questo romanzo, la Casciani si accosta con una sensibilità ineccepibile in grado di emozionare, di scalfire ogni più invalicabile superficie, rappresentando l'amore nella sua faccia più dolorosa, più potente, più incrollabile. 

Se c'è una cosa che ho imparato è che per scuotere un cuore che ha sofferto 
ci vuole il doppio dell'amore che ha perso.
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[ RECENSIONE ] Ci vediamo tra poco di Tommaso Fusari | Mondadori

CI VEDIAMO TRA POCO di Tommaso Fusari
64 pagine | incluso in abbonamento kindle unlimited

Dalla terribile notte di dieci anni prima in cui tutto precipitò all'improvviso sconvolgendo la sua esistenza, la vita di Alice è cambiata radicalmente. Una nuova città, nuovi odori, nuove abitudini, nuove amicizie, e poi, dopo tutto il disorientamento, tutto quello stare male, la fatica di mettere radici, di sentirsi finalmente, e ancora, a casa. E come potrebbe essere diverso da così, se l'unica casa in cui Alice avrebbe voluto dormire sempre, Stefano, se l'è lasciata alle spalle quella notte lontana e sembra appartenere a una vita fa? Stefano e il panino al prosciutto che condividevano ogni giorno tornando da scuola, Stefano e quella fossetta sulla guancia destra che potevi notare quando sorrideva, Stefano e quell'ingenuità in cui Alice si incastrava così bene da sentirsi, finalmente, al sicuro. Alice ora è sola in mezzo alla tempesta, è disarmata e, incapace di reagire, sembra solo attendere il mulinello che da un momento all'altro la trascinerà di nuovo sul fondo. Ma un'eco lontana, che proviene da un luogo nascosto del suo cuore, cerca di farsi largo, un'eco che sa di sogni e nuvole in comune, di pezzettini di pellet tirati contro una finestra e di fughe silenziose da casa. Un'eco che è anche una promessa, e che forse è giunto il momento di mantenere.
Dove eravamo rimasti? Giusto, lacrime e fazzoletti. Ed è proprio qui che ritorniamo grazie a Ci vediamo tra poco che Tommaso Fusari regala letteralmente ai suoi lettori svelando quella parte della storia di Tempi duri per i romantici che forse conosciamo meno e che, frutto di un accurato cenno d'intesa, ci ha lasciato un pesante macigno sul cuore. La storia di Alice, appunto.
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[ RECENSIONE ] La colonna di fuoco di Ken Follett | Mondadori

LA COLONNA DI FUOCO di Ken Follett
907 pagine | €27.00 cartaceo

Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l'Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque.
Inghilterra, Spagna, Francia e Paesi Bassi fino al Nuovo Mondo in un intreccio intricato ed affascinante di personaggi, vicende e colpi di scena in grado di alternare con precisione e coerenza finzione narrativa e realtà storica. Con un solo titolo, La colonna di fuoco di Ken Follett. 

Trovo che sia sempre complicato parlare e cercare di trasmettere adeguatamente critiche e punti forza di un romanzo imponente come La colonna di fuoco così ricco di voci, di intrecci narrativi e di riferimenti storici che non lasciano mai spazio al caso o al sentito dire, ma che si intrecciano alla sua parte romanzata, senza peccare mai di superficialità o pericolosa presunzione. Tutto nasce, si sviluppa e ritorna al centro propulsore della trilogia, Kingsbridge. Luogo che conduce naturalmente con sè mistero ed indiscutibile fascino evocativo e che si presenta a noi molto cambiata in forma e contenuto, ma ancora in grado di dire la sua tra giochi di potere, supremazie religiose, passioni e tradimenti che giocano un ruolo mai marginale nell'irresistibile mondo di Follett.
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[ RECENSIONE ] Tempi duri per i romantici di Tommaso Fusari

TEMPI DURI PER I ROMANTICI di Tommaso Fusari
203 pagine | €16.00 cartaceo

Stefano ha ventidue anni e una vita tranquilla. Simpatico, belloccio e con la battuta sempre pronta, divide il suo tempo tra le serate a Trastevere con gli amici, il lavoro che non ama particolarmente ma che gli permette di avere una casa tutta per sé, le polpette piene d'amore di mamma e la storia con Michela. Sembrerebbe andare tutto per il verso giusto eppure a Stefano qualcosa non torna. Non può fare a meno di sentirsi incompleto, fuori posto, fuori cuore. Stare con Michela gli ha fatto capire che con una donna puoi ridere, mangiare, guardarci un film, scoparci tutta la notte, prenderci il caffè insieme e correre comunque il rischio di non amarla. Perché l'amore vero è un'altra cosa. E sta da un'altra parte. Allora succede che ritrovare un dischetto di cartone con sopra disegnato un pettirosso dia uno strattone alla sua vita costringendolo a ripensare a quando, dieci anni prima, era poco più che un bambino. E a ricordare quegli occhi scuri e profondi, quelle lentiggini che diventavano una costellazione, quel modo goffo e particolarissimo di tirarsi da parte i capelli rosso fuoco. Da quel momento niente ha più senso se non andare a cercarla, ovunque sia, rischiando di perdere tutto pur di ritrovarla. Lei, Alice, il pezzo mancante, la ragazzina che ti guardava in un modo che non sai spiegare, in un modo che ti sentivi subito a casa. Perché, davvero, certe volte perdersi diventa l'occasione unica e imperdibile per ritrovarsi. Perché si possono dimenticare episodi, eventi, parole, canzoni, ma mai le persone che ci hanno fatto del bene.
Sono passati tre giorni e ancora non riesco a riprendermi da Tempi duri per i romantici. Perchè, sapete, esistono romanzi in grado di emozionarti intensamente sul momento e poi condannati ad essere sostituiti dal nuovo arrivato. Poi, hai la fortuna di incontrare quella lettura che ti strappa letteralmente il cuore dal petto e che ti sorprende, parola dopo parola, in un modo così repentino e imprevedibile che non sai nemmeno come affrontare, che ti sconvolge e ti affascina allo stesso tempo, lasciandoti incredula, irrimediabilmente emozionata.

Le paure mutano insieme a noi, diventano meno irrazionali e per questo anche più reali. 
Semplicemente non le chiamiamo più mostri sotto il letto. A volte le chiamiamo ricordi. 
Altre volte i nostri mostri sotto il letto non sono nient'altro che promesse non mantenute.
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[ RECENSIONE ] La ragazza di prima di J.P. Delaney | Mondadori

LA RAGAZZA DI PRIMA di J.P. Delaney
396 pagine | €19.00 cartaceo

Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall'aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra. Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l'avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta. Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l'austerità e l'ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa. Dicono che quest'uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall'aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione. Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest'uomo. Una ragazza che tre anni fa è morta.
Parto subito con il confessarvi che mai avrei potuto abitare in Folgate Street, 1. Niente tappeti, niente fotografie, niente animali domestici, ma, soprattutto, nessuno libro è ammesso tra le pareti di una casa apparentemente perfetta, essenziale in ogni sua forma. Edward Monkford - architetto visionario e uomo distaccato - ha progettato e realizzato ogni sua parte, rendendola espressione perfetta e in grado di coniugare, allo stesso tempo, la più avanzata avanguardia tecnologica ai più antichi rituali giapponesi. E' proprio tra queste mura, in un gioco pericoloso di vizi e regole, che scorre la vita di due donne, sconosciute ed inconsapevoli, legate da un destino che le condurrà lungo un percorso tortuoso ed oscuro, alla ricerca di una verità sfuggevole ed opprimente. Emma e Jane. Jane è l'attuale solitaria inquilina, Jane è morta in un incidente casalingo. Ma è stato veramente un caso fortuito o c'è sotto qualcosa di più? Chi è Edward Monkford? Cosa nasconde del suo silenzioso passato?

Con quest'uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio.
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[ RECENSIONE ] Nessuno come Noi di Luca Bianchini | Mondadori

NESSUNO COME NOI di Luca Bianchini
250 pagine | €18.00 cartaceo

Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati "Tre cuori in affitto", come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L'equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall'arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po' arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l'appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell'adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell'amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando "non dovrebbe".
Nessuno come noi è stato il mio primo approccio letterario con Luca Bianchini. Nelle righe che seguiranno, quindi, non troverete paragoni con i suoi precedenti lavori, ma esclusivamente le sensazioni che mi hanno accompagnato durante la lettura di un romanzo che mi è scivolato sotto le dita.
L'ultimo lavoro di Bianchini, infatti, per noi lettori della retroguardia, quelli cresciuti senza cellulari e social, senza tags o stories di quindici secondi - che farci entrare tutto è quasi sempre un dilemma esistenziale - quelli che mettevano la vita intera dentro un diario distrutto e condannato ad esplodere già a marzo, per tutti noi, è un viaggio nella memoria e nel tempo, in quei ricordi che sembrano dietro l'angolo e che, invece, appartengono ad una realtà che si spiega a fatica alle nuove generazioni. Ed è proprio al centro esatto di questa realtà che entriamo a contatto con le storie di Vince, di Cate, di Spagna e Romeo Fioravanti. Adolescenti degli anni ottanta che riflettono perfettamente moda, comportamenti e costumi che inevitabilmente fanno sorridere tra l'imbarazzo e la nostalgia di quegli anni dove tutto sembrava più facile e naturale, meno mostrato e più vissuto.

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[ PREMIO BANCARELLA ] La locanda dell'ultima solitudine di Alessandro Barbaglia | Mondadori

LA LOCANDA DELL'ULTIMA SOLITUDINE di Alessandro Barbaglia
163 pagine | €17.00 cartaceo

Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio. Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che lì e solo lì, in quella locanda arroccata sul mare costruita col legno di una nave mancata, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo. Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Da anni scrive lettere al padre, che lui non legge perché tempo prima, senza che nessuno ne conosca la ragione, è scomparso, lasciandola sola con la madre a Bisogno, il loro paese. Ed è a Bisogno, dove i fiori si scordano e da generazioni le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano il compito di accordarli, che lei comincia a sentire il peso di quell'assenza.
Mi sono approcciata a questo romanzo con il gusto dell’autentica sorpresa. Non conoscendo le opere precedenti dell’autore mi sono lasciata letteralmente trasportare dalla sua prosa poetica e comunicativa, quasi cullata da una corrente ritmica e rinfrescante capace di portare con sé messaggi chiari e diretti, nascosti dietro una eco di meraviglia e stupore. La locanda dell’ultima solitudine si presenta come un racconto onirico, intenso ed appagante, capace di fluttuare attraverso mondi fantasiosi e realtà così vicine a noi permettendo al suo lettore di costruire quasi naturalmente una forte empatia ed inevitabile connessione con i suoi protagonisti e le sue umane emozioni, catturati da un paesaggio incantevole ed artistico, vivo come una tela appena compiuta.

Nella vita, anche le cose migliori, quelle che sembrano andare 
sempre per il verso giusto, sono giuste perchè qualcuno le aggiusta, continuamente. 
E non si potrebbe aggiustare nulla, nella vita, se prima non si fosse rotto.

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[ RECENSIONE ] Il cavaliere dei sette regni di George R.R. Martin

IL CAVALIERE DEI SETTE REGNI di George R.R. Martin
332 pagine | €12.50 cartaceo

Westeros, novant'anni prima degli avvenimenti narrati nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Qui si muovono due nuovi grandi personaggi: Dunk, noto anche come Ser Duncan, cavaliere errante poco avvezzo agli intrihi di corte ma abile nella lotta e nobile di cuore e il suo giovane scudiero Egg, un soprannome dietro cui si nasconde, all'insaputa del mondo, Aegon Targaryen, principe della Casa dei Draghi e destinato un giorno a sedersi sul Trono di Spade. Alla morte del cavaliere di cui era scudiero, Dunk decide di prenderne le insegne e partecipare a un gande torneo che si svolgerà al campo di Ashford. Sulla strada, in una locanda, incontra un ragazzino che afferma di essere orfano. Dopo un primo rifiuto, Dunk accetta di farne il suo scudiero: è il primo sodalizio di una straordinaria coppia di eroi. Dal giudizio dei Sette, passando per una storia di intrighi e tradimenti sull'Altopiano, fino alla misteriosa sparizione di un uovo di drago, Dunk e Egg affrontano incredibili avventure attraversando i Sette Regni di Westeros dall'uno all'altro dei punti cardinali. 
Il Cavaliere dei Sette Regni ci viene presentato sia nella copertina che nella quarta come il prequel di Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - conosciuta dai più con il titolo di Game of Thrones grazie al planetario successo dell'omonima serie televisiva. Io non sono d'accordo. Quello che viene raccontato da Martin in queste pagine è una storia solo indirettamente collegata a quella realtà fantasy - pur riprendendo la sua spiccata vena tumultuosa e sanguinaria - che abbiamo imparato ad amare pazientemente in questi ultimi dieci anni. Ci troviamo in tempi antecedenti alla Ribellione di Robert Baratheon, in un'epoca dove i Sette Regni di Westeros vivevano ancora in una sorta di momentanea pace.
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