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[ RECENSIONE ] Caterina Howard. La regina scandalosa di Alison Weir

CATERINA HOWARD. LA REGINA SCANDALOSA di Alison Weir
512 pagine | €16.15 cartaceo

Nipote del potente Duca di Norfolk, nonché cugina di Anna Bolena, la giovane Caterina Howard, nonostante l’alto lignaggio della sua famiglia, cresce in condizioni di semipovertà. Dopo la morte della madre, e a seguito dei numerosi debiti contratti dal padre, la bambina viene mandata a Lambeth, ospite della duchessa vedova di Norfolk. È consuetudine, per i bambini nobili, essere allevati presso famiglie importanti, e Caterina ha ormai l’età giusta per acquisire le abilità, la grazia e l’eleganza che le saranno utili per contrarre un buon matrimonio, o addirittura per ottenere un posto a corte. Ma a Norfolk House, nonostante la sorveglianza di Madre Emmet, la notte i corridoi si riempiono di sussurri e risate soffocate. Nella residenza sono ospitate e educate altre giovani di origine aristocratica che, al calare delle tenebre, si dilettano in banchetti clandestini e incontri segreti, sotto gli occhi curiosi della piccola Caterina. Anni dopo, divenuta una giovane donna di grande fascino, Caterina verrà introdotta a corte come damigella d’onore di Anna di Kleve, la nuova moglie del re. Ma, sotto la scaltra guida del Duca di Norfolk, diventerà presto una pedina fondamentale per le alleanze politiche dell’Inghilterra. Il suo compito, però, è tutt’altro che semplice: dovrà persuadere sua maestà a trovare un pretesto per divorziare dalla consorte, farsi incoronare regina e donare al re un erede, per garantire la successione.


Anche la lettura di questo nuovo capitolo dedicato alla penultima moglie di Enrico VIII non mi sorprende - o meglio - la scrittura di Alison Weir come nelle occasioni precedenti si è rivelata essere, non che avessi dubbi a proposito, una vittoria annunciata. E' affascinante, enigmatica, intensa al punto giusto. Appassiona e sa spingersi verso una naturale curiosità restituendo al lettore una figura che senza dubbio coinvolge, in parte lascia perplessi, ma che riesce a porre un ulteriore tassello sulla vita amorosa decisamente movimentata di uno dei più imponenti sovrani europei. Ma chi era davvero la regina scandalosa?
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[ RECENSIONE ] Il cielo non ha catene di Ruta Sepetys | Garzanti

IL CIELO NON HA CATENE di Ruta Sepetys
283 pagine | €18.60 cartaceo

Occhi grigi e capelli spettinati, Cristian ha diciassette anni, ascolta musica rock e legge poesia. È stato suo nonno a insegnargli il valore delle parole e a incoraggiarlo a seguire le proprie passioni. Anche quando è difficile. Anche quando è proibito. Perché Cristian vive nella Bucarest del 1989. Sono tempi duri per chi, come lui, sogna la libertà. Per chi crede in un avvenire diverso, ma è costretto in un paese apparentemente senza fu - turo. Per questo Cristian denuncia nel suo diario i soprusi del regime di Ceaușescu cui assiste ogni giorno. Ma quando la polizia segreta lo convoca e minaccia la sua famiglia, il ragazzo è costretto ad andare contro ogni sua convinzione e accetta di diventare una spia. Purtroppo, è ben consapevole di che cosa significhi ostacolare pubblicamente un dittatore. Sa di essere circondato da persone pronte a tutto per entrare nelle grazie del governo. Non può fidarsi di nessuno, nemmeno dell’intelligente Liliana, che, sotto una lunga frangia, nasconde occhi grandi e dolci. Soltanto lui può salvare le persone cha ama. Ma a modo suo, cercando di seguire gli insegnamenti del nonno e senza perdere la propria integrità. Perché l’inverno sta volgendo al termine e per le strade di Bucarest si sussurrano parole di libertà. E Cristian non può che rispondere all’appello. Anche se significa mettere a repentaglio la propria vita.


Normalmente non mi piace iniziare una recensione partendo dalla fine. E non sarebbe nemmeno giusto, sapete? Scrivere ' dovete assolutamente leggerlo' è un po' come gettare l'esca e lasciarla lì in attesa della preda perfetta. Okay, forse il paragone non suona così bene, però, dai, siamo lettori forti, di quelli anche cortesemente puntigliosi, che non si accontentano facilmente e, quindi, abbiamo bisogno di qualcosa in più, quel quid che ci faccia scegliere proprio quel libro in mezzo a tanti, ma davvero tanti altri. E se, nel caso specifico, quel libro fosse proprio l'ultimo romanzo di Ruta Sepetys non sarebbe una coincidenza pazzesca?
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[ RECENSIONE ] Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin | Edizioni E/O

 

CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI di Valerie Perrin
473 pagine | €18.00 cartaceo | Edizioni e/o

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.


Quanto avete sentito parlare di questo romanzo?
Innumerevoli volte, immagino. Che dite, facciamo una in più?
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[ RECENSIONE ] L' innocente di Alison Weir | Beat Edizioni

L' INNOCENTE di Alison Weir
457 pagine | €13.50 cartaceo
Beat Edizioni | Link Affiliato Amazon

Inghilterra, 1554: Jane Grey, sovrana per appena nove giorni, si aggira inquieta nella dimora di Master Partridge, il carceriere della Torre di Londra. In quell'edificio che si affaccia sulla Tower Green, dove fu giustiziata anni prima Anna Bolena, è tenuta prigioniera insieme alle sue dame di compagnia, dopo essere stata giudicata colpevole di alto tradimento e condannata, poco più che sedicenne, a essere bruciata viva a Tower Hill, o decapitata, secondo il volere della regina Maria. Ha un'unica possibilità per salvarsi, stando almeno alla promessa dell'anziano abate di Westminster: abiurare la fede riformata. Soltanto l'abiura potrà convincere Maria Tudor, intenzionata a restaurare nel regno la religione cattolica dopo lo scisma del padre, a concederle la grazia. Lady Jane, tuttavia, è pronta a riconoscere le sue colpe - aver indossato una corona non sua e avere, così, permesso che il suo cuore e la sua volontà fossero influenzati dalle brame di potere altrui -, ma non può tradire il proprio credo e barattare la vita eterna con quella terrena.


Solitamente nel buttare giù di pancia le prime frasi di una recensione cerco sempre di non superare il confine di quel troppo che potrebbe togliere gusto e curiosità al prossimo lettore, ma si può davvero parlare di 'pericolo spoiler' in questo caso? Considerato il genere in questione e la frase riportata in apertura di sinossi credo di poter essere svincolata facilmente da ogni responsabilità.
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[ RECENSIONE ] La figlia del Reich di Louise Fein | Sonzogno

LA FIGLIA DEL REICH di Louise Fein
480 pagine | €19.00 cartaceo

Lipsia, anni Trenta. Hetty è una ragazza impetuosa e piena di entusiasmo, cresciuta nei luminosi valori di rinascita predicati dal Führer. Crede ciecamente in lui e nella sua visione di una grande Germania, come crede nell'affetto della sua famiglia, nella solidità del padre e nella sacra ambizione dell'adorato fratello Karl, che si è appena arruolato nella Luftwaffe. Le certezze di questo mondo perfetto cominciano a incrinarsi quando rivede Walter, che era stato il migliore amico del fratello ed è ormai bandito dalla loro casa. Perché Walter è ebreo. Ma agli occhi di Hetty resta il ragazzo gentile e affascinante che tanti anni prima l'aveva salvata dalle acque del lago, il solo che ancora adesso riesca a strapparle un sorriso e sembri interessarsi ai suoi sogni. Come può una persona così generosa essere perseguitata? Giorno dopo giorno, durante incontri segreti e fugaci, lui le svela gli aspetti oscuri del Reich, gliene fa conoscere il lato feroce e violento, la porta a interrogarsi sul vero significato dei principi a cui è stata educata. Hetty è confusa, diffidente, lacerata, ma quei loro appuntamenti diventano sempre più indispensabili. Per capire, per sfuggire all'atmosfera oppressiva che respira a casa e, forse, per innamorarsi per la prima volta.


Con  buone probabilità non avrei mai incrociato questo romanzo senza quel prezioso consiglio caldamente indirizzato. È proprio vero, ci sono storie che ci arrivano addosso per caso, altre che vengono pubblicizzate in modo eccesivo e senza particolare merito. Poi, esistono quelle rare perle letterarie che - pur senza fare troppo rumore - sanno raccontare qualcosa di profondo, doloroso ed emozionante da cui scaturisce - in modo inevitabile - quella lacrima finale impossibile da fermare.

Ecco, perdere La Figlia del Reich sarebbe stato davvero un peccato!
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[ RECENSIONE ] L'ossessione di Wulf Dorn | Corbaccio

L'OSSESSIONE di Wulf Dorn
444 pagine | €19.50

Mark Behrendt è uno psichiatra con due vite, quella di prima e quella di adesso. Prima lavorava alla Waldklinik di Fahlenberg, prima aveva Tanja, il suo amore. Adesso vive e lavora a Francoforte. In mezzo un inspiegabile incidente d'auto e la nebbia dell'alcolismo in cui è precipitato e da cui l'ha aiutato a salvarsi un'amica: Doreen. Ed è a cena da lei quando qualcuno bussa alla porta e Doreen va ad aprire: è l'ultima cosa che Mark ricorda. Si risveglia intontito, Doreen è scomparsa. Poco dopo riceve una telefonata. Se vuole rivedere la sua amica viva deve svolgere un compito: deve trovare qualcuno e deve scoprire da solo chi. Ha esattamente 2 giorni, 9 ore e 23 minuti per riuscirci, poi la donna verrà uccisa. Comincia così una corsa contro il tempo nel tentativo di capire chi c'è dietro questa follia, che cosa lo motiva, perché ce l'ha con Mark a tal punto, e chi è la persona misteriosa da trovare. Un tassello dopo l'altro, una rivelazione dopo l'altra, Mark cerca di risolvere questo enigma mortale, eseguendo al contempo gli ordini folli di uno sconosciuto, perseguitato da un dolore indicibile e disposto a fare qualunque cosa proprio come lui?


Prima di parlare del nuovo romanzo di Wulf Dorn - uscito da poche ore in libreria - è necessaria una sostanziale premessa: L'ossessione non è soltanto il sequel di La Psichiatra, ma anche di Phobia. Ebbene sì, Dorn è chiaro nella postfazione del romanzo. Certo, potreste fare gli impavidi e leggere L'ossessione senza passare per i precedenti, ma io ve lo sconsiglio. Per comprendere appieno ogni implicazione, non perdervi alcun dettaglio e avere il quadro completo della situazione sotto i vostri occhi dovrete passare per quel prima che è - a mio avviso - fondamentale.
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[ RECENSIONE ] Noah di Sebastian Fitzek | Einaudi

NOAH  di Sebastian Fitzek
540 pagine | €21.00 cartaceo

Non sa come si chiama, né da dove viene. Non ha casa, soldi, memoria. Non gli restano che una ferita d'arma da fuoco a una spalla e un nome tatuato sul palmo della mano: Noah. Febbraio, Berlino. Insieme a Oscar, Noah fa la coda fuori da un asilo per senzatetto. Ma non sa se il suo nome sia davvero Noah, né se lui sia davvero un barbone. Sa di parlare tedesco con un accento strano, e che Oscar - senzatetto vero, fissato con la numerologia e le cospirazioni l'ha trovato agonizzante vicino a dei binari. Ma come recuperare la memoria? Come capire chi è e perché qualcuno ha tentato di ucciderlo? Se Noah potesse prevedere il vortice di eventi in cui lo trascinerà la ricerca del passato, forse rimarrebbe in quella coda. Ma l'istinto - il suo istinto di soldato addestrato, forse di killer - lo spinge ad andare avanti; e nella caccia adrenalinica alla verità Noah scoprirà che a rischiare di morire, insieme a lui, sono milioni di persone.


Si stava diffondendo una pandemia con sintomi simili a quelli dell'influenza
e che, se non veniva curata, portava dritta alla morte.

Signore e signori, benvenuti nel 2020! Anzi no, non sappiamo con precisione l'anno di ambientazione di questo romanzo, ma solo che è stato pubblicato nel 2014, esattamente 6 anni prima dall'anno horribilis appena trascorso (oddio, non che questo sia meglio), fatto che mi ha lasciato addosso un lieve, persistente strato di inquietudine durante la lettura, non ve lo nascondo.

Ma chi è Noah? Ci troviamo nel sottosuolo berlinese in compagnia di un senzatetto di nome Oscar e di un uomo del mistero. Senza identità, senza documenti, senza un passato da raccontare a parte sfuggevoli flashback e un nome scritto sulla mano, Noah appunto.
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[ RECENSIONE ] Cinquanta modi per dire pioggia di Asha Lemmie | Nord

CINQUANTA MODI PER DIRE PIOGGIA di Asha Lemmie
420 pagine | 18.00€ cartaceo
Casa Editrice Nord | Link Affiliato Amazon
 

Kyoto, 1948. Nori Kamiza ha solo otto anni quando viene lasciata dalla madre davanti al cancello di un'enorme villa di proprietà della nonna. Sola e spaventata, la bambina viene accolta in casa, seppur a malincuore. La famiglia Kamiza è tra le più nobili del Giappone, imparentata addirittura con l'imperatore, mentre Nori, con quei capelli crespi e la pelle scura, è il frutto della scandalosa relazione con un gaijin, uno straniero, per di più di colore. Perciò la nonna fa il possibile perché Nori rimanga un segreto ben custodito. La relega nell'attico e la costringe a trattamenti per renderla «più giapponese»: le stira i capelli e la sottopone a bagni nella candeggina per rendere la sua pelle più bianca. Nori impara fin da subito le regole fondamentali: non fare domande, non lamentarsi, non opporsi. Ma tutto ciò che conosce viene sconvolto dall'arrivo di Akira, il suo fratellastro. Nori è certa che Akira la odierà: lui è il legittimo erede della famiglia, lei il marchio d'infamia che lo disonora. Eppure presto si rende conto che Akira non è come gli altri. Akira viene dalla grande e moderna Tokyo e non gli importa nulla né dell'aspetto di Nori né delle regole della nonna. Per lui, Nori è la sua sorellina e l'adora, almeno quanto Nori adora lui. Così, i due diventano inseparabili e Akira mostra a Nori un mondo nuovo. Un mondo in cui, finalmente, lei non è un'intrusa, non è sbagliata. Un mondo in cui il pregiudizio è sconfitto dalla forma più pura d'affetto: quello che non chiede nulla in cambio. Un mondo in cui anche lei ha il diritto di essere felice. Tuttavia ogni cosa ha un prezzo. E la libertà di Nori potrebbe richiederne uno altissimo.


Mi sono trovata in lacrime più volte e non me ne vergogno. A primo impatto visivo con questo romanzo, ho sentito una carica di energia immediata, un magnetismo incontrollabile che mi ha spinto inevitabilmente tra le sue pagine. E, credetemi, lo amerete dalla prima all'ultima parola.
6

[ RECENSIONE ] Vardø. Dopo la tempesta di Karen Millwood Hargrave | Neri Pozza

Vardø. Dopo la tempesta di Karen Millwood Hargrave
348 pagine | 18.00€ cartaceo

1617, Norvegia nordorientale. In una funesta vigilia di Natale, il mare a Vardø si è improvvisamente sollevato e una folgore livida ha sferzato il cielo. Quando la tempesta si è acquietata in uno schiocco di dita, così com’era arrivata, le donne si sono raccolte a riva per scrutare l’orizzonte. Degli uomini usciti in barca non vi era, però, nessun segno. Quaranta pescatori, dispersi nelle gelide acque del Mare di Barents. Alla ventenne Maren Magnusdatter, che ha perso il padre e il fratello nella burrasca, e a tutte le donne di Vardø non resta dunque che un solo compito: mettere a tacere il dolore e cercare di sopravvivere. Quando l’inverno allenta la presa e le provviste di cibo sono quasi esaurite nelle dispense, le donne non si perdono d’animo: rimettono le barche in mare, riprendono la pesca, tagliano la legna, coltivano i campi, conciano le pelli. Spinte dalla necessità, scoprono che la loro unità può generare ciò che serve per continuare a vivere. L’equilibrio faticosamente conquistato è destinato, però, a dissolversi il giorno in cui a Vardø mette piede il sovrintendente Absalom Cornet, un fosco e ambiguo personaggio distintosi, in passato, per aver mandato al rogo diverse donne accusate di stregoneria.


Mi sono innamorata di questo romanzo per la sua verità. La Hargrave racconta la storia delle donne di  Vardø partendo dalla storia e traendo diretta ispirazione dal processo alle streghe del 1621 che ha visto il suo teatro proprio in questa suggestiva ambientazione. In realtà, il processo in sè viene menzionato solo nelle ultime pagine volendo, invece, come specificato dalla stessa scrittrice, evidenziare cosa ha portato a quell'epilogo senza ritorno e le molteplici cause che hanno condotto ad una delle tante pagine buie di quegli anni. Partiamo dall'antefatto più naturale: la tempesta scatenatasi in tutta la sua imprevedibile potenza nella notte della vigilia di Natale del 1617.

E poi il mare si solleva e il cielo si abbassa e una folgore livida sferza tutto quanto,
illuminando il buio con un bagliore istantaneo e terribile.
3

[ RECENSIONE ] Nero come il ricordo di Carlene Thompson

NERO COME IL RICORDO di Carlene Thompson
335 pagine | 13.50€ cartaceo
Marcos y Marcos | Link Affiliato Amazon

Hayley è felice: anche se è sola nel bosco, e il papa si è allontanato per capire meglio cos'era quel grido terrificante laggiù, ora c'è un pagliaccio che le viene incontro. Hayley chiede al pagliaccio se è stato papà a mandarlo: lui conferma, e insieme si avviano nel folto della foresta. Hayley viene trovata decapitata e carbonizzata un mese dopo. Passano vent'anni: la mattina della vigilia di Halloween, Caroline, sua madre, crede di impazzire; è certa di aver sentito la voce della figlia, nel magazzino del negozio di un'amica. La sera, fra i ragazzi che scampanellano, c'è una bimba vestita da pagliaccio, identica a Hayley, mentre in una stanza di casa riemerge dal nulla Twinkle, il suo pupazzo preferito. L'indomani Pamela, l'unica persona che aveva visto la bambina dopo il rapimento - legata e imbavagliata sul sedile posteriore di un'automobile - ma non l'aveva detto a nessuno, viene sgozzata in casa sua. Ma è solo il primo di una serie di delitti, minacce, aggressioni, che colpiscono persone che hanno fatto qualcosa di male a Hayley, o che in qualche modo erano collegate a lei.


Se state cercando una recensione indubbiamente di pancia, improvvisa ed istintiva, guidata dalle sensazioni, eccovi accontentati. Solitamente, preferisco lasciar decantare le mie idee almeno per ventiquattro ore:
la digestione letteraria, mi piace chiamarla. Questa volta voglio ribaltare le mie stesse regole come quando da piccola mi lanciavo in mare ben prima delle canoniche tre ore dopo i pasti. Eccomi qui, quindi, a parlarvi di qualcosa di assolutamente imperdibile che mi ha resa davvero una lettrice felice. Nero come il ricordo di Carlene Thompson è una chicca letteraria che non può andare perduta. E trattandosi di una perla del genere a me più caro - perdonatemi - se insisto e non mi perdo in inutili convenevoli: dovete leggere Nero come il ricordo, semplice.

La bambina si lasciò condurre docilmente. 
Sorrideva mentre il pagliaccio la portava verso l'oscurità del bosco!
1

[ RECENSIONE ] La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone

LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO di Lorenzo Marone
373 pagine | 16.90€ cartaceo

Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezza e svariati fratelli, È uno di quei figli cresciuti un po' qua e un po' là, un fine settimana dalla madre e uno dal padre, Sulla soglia dei quarant'anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, tanto emotivo e trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nello stomaco, somatizzando tutto. Un giorno la moglie Matilde, con cui ha cercato per anni di avere un bambino, lo lascia dopo avergli rivelato di avere una relazione con un collega. Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l'appuntamento con la sua vita. E uno per uno deciderà di affrontare le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto: una casa che senta davvero sua, un lavoro che ama, un rapporto con il suo vero padre, con i suoi irraggiungibili fratelli e le sue imprevedibili sorelle. Imparerà così che per essere soddisfatti della vita dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che non abbiamo alcun obbligo di ricoprire per sempre il ruolo affibbiatoci dalla famiglia. E quando la moglie gli annuncerà di essere incinta, Erri sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua esistenza.


Fortunatamente esistono ancora romanzi che chiedono a gran voce di essere sottolineati. Frasi che, magari, all'inizio sembrano sfiorarti appena, ma poi sanno sprigionare una forza emotiva che ti lascia senza parole e con qualche lacrima ancora in tasca. 
La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone è esattamente il libro che stavo cercando. Pur amando generi più estremi o apprezzando letture più fantasiose, ci sono momenti nella vita in cui sento proprio lo sfrenato bisogno di normalità, di una lettura che sappia essenzialmente di vita, quella vera, non camuffata, imperfetta.

Erri Gargiulio mi ha conquistata a pagina 12.
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[ RECENSIONE ] M.T.V.M. di Michela Monti | Triskell Edizioni

M.T.V.M di Michela Monti
298 pagine | 11.00€ cartaceo
Triskell Edizioni | Link Affiliato Amazon

Dopo dieci anni trascorsi in carcere per difendere Richard Bell, Melice Redding ha capito che non vale la pena di morire per lui. I passi da compiere sono chiari: trovare Richard, preparare la propria difesa al meglio e aspettare fino alla data del processo. Il destino della detenuta sembra roseo, eppure l'attesa si rivela più complicata del previsto. Ci sono troppi spettri del passato a intralciare il riscatto di Mel, troppa rabbia da frenare e neppure un Guardiano d’Anime a proteggerla da quella follia. Perché i desideri sono più forti delle buone intenzioni e nessuno scorpione muta la propria natura.


Cosa vi fa riconoscere un buon romanzo? 
I criteri non mancano e difficilmente riusciremo a trovarne uno adatto per ogni lettore: c'è chi si basa sul più cieco istinto, chi preferisce puntare sulla naturale empatia e chi ancora vede la velocità come punto di forza, ad esempio. E sono solo alcuni. Posso solo dirvi che erano (forse) anni che non mi capitava di finire un libro in meno di 24 ore. Non è accaduto con King. Non è accaduto con Carrisi. È accaduto con Michela Monti.
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[ RECENSIONE ] Io uccido di Giorgio Faletti | Baldini&Castoldi

IO UCCIDO di Giorgio Faletti
750 pagine | 12.00€ cartaceo
Baldini&Castoldi | Link Affiliato Amazon

Un dee-jay di Radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto, dalla voce artefatta, rivela di essere un assassino. Il fatto viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati morti e orrendamente mutilati sulla loro barca. Inizia così una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata a RMC con un indizio musicale sulla prossima vittima, e ogni volta sottolineati da una scritta tracciata col sangue, che è nello stesso tempo una firma e una provocazione: lo uccido. Per Frank Ottobre, agente dell' FBI in congedo temporaneo, e Nicolas Hulot, commissario della Sûreté Publique, inizia la caccia a un fantasma inafferrabile. Alle loro spalle una serie di rivelazioni che portano poco per volta a sospettare che, di tutti, il meno colpevole sia forse proprio lui, l'assassino. Di fronte a loro un agghiacciante dato statistico. Non c'è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c'è.


Come non hai letto Io Uccido? Proprio tu? 
Credo di aver creato giusto un pizzico di scalpore quando ho deciso di mostrare la mia lettura in corso qualche giorno fa - Io Uccido di Faletti, appunto - al punto da sentirmi quasi in colpa, ve lo confesso. Non che non conoscessi il suo nome e i suoi romanzi, anzi. Io uccido, forse, è stato il romanzo che più mi è passato dinanzi negli ultimi anni, ma senza trovare il tempo giusto per affrontarlo come si deve. Insomma, non è certamente una lettura mingherlina che si digerisce facilmente. Sono quasi 750 pagine di una narrazione emblematica, molto dettagliata e costruita su descrizioni talmente puntuali e cristalline da poter causare ben più di qualche incubo. Non alla sottoscritta, ovviamente. Perché la sottoscritta ci sguazza in queste (sublimi) descrizioni. 

La morte è purtroppo l'unico vero modo che il destino ha scelto 
per ricordarci continuamente che esiste la vita.

Al mondo non esiste luogo che sia essenzialmente privo del male ed il Principato di Monaco non fa eccezione. Lì dove il termine criminalità non può nemmeno essere preso in considerazione ha inizio la più pericolosa caccia all'uomo (o al mostro) - il trasfiguratore di volti - colui che priva la propria vittima della sua più evidente essenza, lasciando dietro le sue angoscianti gesta solo due inequivocabili parole tracciate con il sangue: io uccido. Radio Monte Carlo ed il programma notturno Voices sono il veicolo di tanto annunciato dolore in grado di portare il commissario Hulot e il suo amico (agente dell'FBI) Frank Ottobre sulle tracce di un assassino in grado di scatenare il peggiore degli incubi senza apparenti ragioni.
4

[ RECENSIONE ] La casa delle voci di Donato Carrisi | Longanesi

LA CASA DELLE VOCI di Donato Carrisi
397 pagine | €22.00 cartaceo

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l'ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l'addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall'altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un'adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un'illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un'adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci».
Donato mi hai fregata, di nuovo. È trascorso quasi un anno dalla sua ultima lettura e mi ritrovo nuovamente qui ad osservare una pagina bianca con in testa quell'immancabile frase finale capace di gettare dubbi che lasciare certezze. Ma noi questa cosa piace troppo, ammettiamolo.

Se scorrendo le prime righe di La casa delle voci vi aspettate di trovare una storia di sangue e omicidi freschi da svelare, rimarrete delusi. Nulla di tutto questo è presente nella storia narrata da Carrisi perchè nulla di tutto questo è effettivamente necessario per stuzzicare la mente del suo lettore, per spingere ancora oltre l'asticella di pura follia umana a cui ci ha sempre piacevolmente deliziati.

Pietro Gerber è conosciuto come l'addormentatore di bambini, uno psicologo che utilizza l'ipnosi per addentrarsi nella mente e nei ricordi dei suoi piccoli pazienti. Quando alla sua porta si presenta una donna adulta - Hanna Hall - arrivata da oltre oceano con un passato doloroso da riportare alla luce la sua prima reazione è di sorpresa e diffidenza.

Riuscirà a riportare a galla quella bambina? Quali ombre si celano dietro quegli occhi di ghiaccio?
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[ RECENSIONE ] Non ti lascerò di Chevy Stevens | Fazi Editore

NON TI LASCERÓ di Chevy Stevens
428 pagine | €17.50 cartaceo
Fazi Editore | Link Affiliato Amazon

Un uomo molto attraente che ti porta in vacanza in un resort di lusso: il mare cristallino, la spiaggia bianchissima, un luogo paradisiaco. Un sogno, per Lindsey. Almeno in apparenza. Nella realtà, il matrimonio di Lindsey è un incubo. Andrew è un uomo morboso: qualunque gesto della moglie, anche involontario, può scatenare la sua rabbiosa gelosia e farlo diventare violento. Beve molto e ha minacciato di ucciderla, se scappa. Una notte, Lindsey riesce finalmente a fuggire portando con sé la figlia. Non torneranno più. Il marito verrà arrestato in seguito a un incidente e per lei e la bambina inizierà un periodo di pace. Undici anni dopo, Lindsey è una piccola imprenditrice, e la sua vita e quella della figlia adolescente scorrono tranquille in una nuova città. Lei frequenta un gruppo di sostegno e ha un nuovo fidanzato, Greg, che la ama più di quanto lo ami lei. Fino a quando Andrew non viene scarcerato e cominciano ad accadere cose strane, una serie di incidenti sempre più misteriosi. Lei e Sophie sono nei guai o si sta solo suggestionando? È Andrew che vuole fargliela pagare per ogni giorno trascorso dietro le sbarre? È tornato per mantenere la sua promessa? D’altronde, chi altro potrebbe essere…? Con una scrittura accattivante e frenetica, che avvolge il lettore e lo lascia senza fiato, Chevy Stevens ci porta negli abissi dell’ossessione amorosa e dei legami sbagliati.
Mi ritrovo davanti a questa pagina (quasi) bianca a parlarvi di un thriller capace di catturare l'attenzione del suo lettore sin da principio, afferrare le corde giuste e tenderle al momento più opportuno senza mai risultare eccessivo o (ancora peggio) poco credibile. È stato il mio primo approccio con la scrittura della Stevens e devo ammettere che mi sono ritrovata completamente a mio agio in ogni sua piccola, seducente sfumatura. Badata bene, Non ti lascerò non è il thriller perfetto. A mio sindacabile giudizio, ci sono piccoli nei che frenano una narrazione altrimenti ineccepibile, come quell'imprescindibile effetto sorpresa che (proprio nel finale) perde quel pathos che mi sarei aspettata di trovare. Certo, questo non toglie i meriti ad un romanzo che sa fare il suo gioco, muovere le pedine con tempi giusti e ben ricercati, senza mai cadere in inutili ripetizioni o in quelle forzature che, fin troppe volte, ho avuto la sfortuna di incrociare in letture del genere in questione. 
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[ RECENSIONE ] La costola di Adamo di Antonio Manzini | Sellerio

LA COSTOLA DI ADAMO di Antonio Manzini
282 pagine | €14.00 cartaceo
Rocco Schiavone ha la mania di paragonare a un animale ciascuna delle fisionomie umane che gli si para davanti. È uno sbirro manesco e tutt'altro che immacolato, romano di conio trasteverino, con una piaga di dolore e di colpa che non può guarire. Ad Aosta, dove l'hanno trasferito d'ufficio, preferirebbe tenere le sue Clarks al riparo dall'acqua e godersi i suoi amorazzi, che non imbarcarsi in un'altra inchiesta piena di neve. Una donna, una moglie che si avvicinava all'autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell'oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l'ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali. Per dissolverla, il vicequestore Rocco Schiavone mette in campo il suo metodo annoiato e stringente, fatto di intuito rapido e brutalità, di compassione e tendenza a farsi giustizia da sé.
Torno a respirare, finalmente. Dopo una lettura molto deludente come è stata Hanover House di B. Novak, sentivo il vitale bisogno di qualcosa di fresco ed intrigante, un romanzo capace di farmi sorridere e arrovellare allo stesso tempo. Avevo bisogno di lui, Rocco Schiavone. 

Dopo aver letto (divorato, adorato, amato) Pista Nera di Antonio Manzini e aver conosciuto il suo eclettico, imperscrutabile, affascinante (e stronzo) protagonista sapevo già in cuor mio che non sarebbe passato troppo tempo dal nostro secondo appuntamento. Ed eccomi qua, immersa nel freddo glaciale di Aosta con un nuovo caso da risolvere che fa immediatamente breccia nel cuore di una storia capace di scorrere sotto i nostri occhi con la medesima facilità, ma che risulta essere più complessa e matura rispetto al capitolo precedente. Schiavone si trova tra le mani un caso di suicidio femminile che, ad un occhio oramai avvezzo ai dettagli (e alle fregature), appare quanto mai anomalo, per non dire strano o difficilmente credibile. Silenzio e violenza sono gli elementi che caratterizzano un'indagine in cui nulla può essere lasciato al caso e che porta - seppur per strade diverse - il nostro amato vice questore ad affrontare ombre di un passato che ancora ben pochi conoscono e che sembra urlare ancora vendetta.
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[ RECENSIONE ] Le Assaggiatrici di Rosella Postorino | Feltrinelli

LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino
Prezzo: 17.00€ | Pagine: 288

La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.
Fino a dove è lecito spingerci per sopravvivere? Questo è il principale quesito che mi ha accompagnato durante la lettura di Le assaggiatrici di Rosella Postorino e, a mente fredda, posso assicurarvi che la sua risposta è tutt'altro che scontata. Un romanzo capace di indagare con precisione e accuratezza storica nelle intransigenti e complesse sfumature di una verità nazista che personalmente non conoscevo e che, in un concerto di azioni e reazioni, riesce a porre sotto gli attenti riflettori quegli aspetti più fragili, inconfessabili e peculiari dell'essere umano. Adolf Hitler, compreso. Sì, avete letto bene. A dispetto della comune concezione attorno al fautore della pagina più buia della nostra storia contemporanea, Rosella Postorino evidenzia attraverso naturali passaggi e fugaci commenti il declino del Fuhrer come esponente politico e come uomo. Fragilità, contraddizioni, fissazioni e irrazionalità trovano diretta espressione nella storia personale qui raccontata: Rosa Sauer, l'assaggiatrice di Hitler.
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[ RECENSIONE ] La moglie tra di noi di Greer Hendricks e Sarah Pekkanen

LA MOGLIE TRA DI NOI di G. Hendricks e S. Pekkanen
396 pagine | €19.90 cartaceo

Quando leggerai questo romanzo, farai molte supposizioni. Supporrai che sia la storia di una ex moglie gelosa, ossessionata dalla donna che l'ha rimpiazzata nel cuore del suo ex marito. Oppure penserai che sia quella della ragazza che sta per sposare l'uomo dei suoi sogni, ancora piena di tutte le speranze di una giovane sposa. O ancora ti chiederai se non sia, in fondo, la storia di un triangolo in cui è difficile capire di chi fidarsi. Ti dirai che è una storia d'amore e odio, di seduzione e paura, di tradimento e giochi di potere. Supporrai di aver capito tutto di Vanessa ed Emma e dell'uomo che amano, le motivazioni dietro le loro azioni, l'anatomia delle relazioni che legano l'uno alle altre. Supporrai di sapere chi sono e che cosa muove, davvero, i loro cuori. Ma ti sbaglierai. Perché questo romanzo è proprio come la realtà. E nella realtà non c'è niente di vero. Nessuna relazione è senza ombra. Nessun amore è senza segreti. Ci sono solo gli sprazzi di verità dietro le bugie. O le piccole bugie che, insieme, fanno una verità. E la verità è l'unico modo per voltare pagina. Il romanzo dell'sanno è un thriller psicologico dalle mille facce, che vi terrà inchiodati ai suoi colpi di scena, catapultandovi dentro una storia che illumina ogni lato dell'amore, anche quelli che nascondiamo perfino a noi stessi.
La moglie tra di noi ha il pregio di saper confondere il lettore fin dalle fondamenta, ritrovandosi spaesato dinanzi ad una storia che non sa spiegarsi, sorretto da supposizioni destinate a crollare come un castello di carta al primo soffio di vento. Sì, questo è un valore aggiunto. E ora vi spiego perchè. 
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[ RECENSIONE ] Non ditelo allo scrittore di Alice Basso | Garzanti

NON DITELO ALLO SCRITTORE di Alice Basso
316 pagine | €16.90 cartaceo

Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.
A distanza di poche settimane dalla lettura di Scrivere è un mestiere pericoloso - in attesa di immergermi nell'imminente arrivo in libreria di La scrittrice del mistero - torno a parlarvi di Vani Sarca e delle sue mirabolanti avventure perchè una cosa oramai è chiara: una volta conosciuta, rinunciare ad Alice Basso è francamente impossibile. E a me le rinunce non sono mai piaciute.

Non ditelo allo scrittore si apre in un liceo torinese dove ammiriamo la nostra inarrestabile Vani Sarca alle prese con noiose lezioni, professori boriosi e compagni ben poco interessanti. E, fin da queste prime battute, respiriamo a pieni polmoni la verve ironica, pungente e dalla lingua affilata a cui la Basso ci ha così piacevolmente abituato nei capitoli precedenti. Un inizio che francamente non mi aspettavo di trovare - considerato l'epilogo dell'ultimo romanzo - ma che ci permette di entrare in punta di piedi nella vita di una giovane Sarca alle prese con amori adolescenziali caratterizzati dall'incontrovertibile breve durata, con una madre Sarca tutta apparenze e ben poca ironia ed una passione viscerale per la lettura.

Come si fa a non amarla?
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[ RECENSIONE ] Caraval di Stephanie Garber | Rizzoli

CARAVAL di Stephanie Garber
429 pagine | €15.30 cartaceo

Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l'imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l'aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall'isola e dal suo destino... Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l'edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre.
Stupore e meraviglia: questo è Caraval. Queste sono state le due sensazioni che mi hanno accompagnato durante la lettura del romanzo della Garber e non mi hanno mai abbandonata fino alle ultime pagine. Quando ho deciso di leggere Caraval, infatti, non mi aspettavo una storia così fantastica, al limite del surreale ed in grado di catturare immediatamente l'attenzione. Non mi aspettavo che Caraval fosse in grado di gestire magistralmente generi apparentemente inconciliabili, creando un'atmosfera di pathos, incertezza e intima inquietudine che si respira in ogni angolo, in ogni sguardo, in ogni parola.

Una storia che vive sul filo del rasoio tra realtà e finzione in grado di intrecciarsi in modo realistico e coerente, costruendo una trama fitta ed intricata che affascina e coinvolge, senza sforzi. Il dubbio è motore principe dell'intera narrazione. Una storia che la Garber ci presenta con astuzia ed intelligenza narrativa al punto da spingere il lettore a dubitare di ogni suo più piccolo elemento fino ad indurlo a formulare ipotetiche congetture - poi distrutte nel giro di qualche secondo - inevitabilmente rapito da una scrittura impulsiva, ipnotica e magica.
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